Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

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Aurora Pro Patria vs Unione Venezia

LA CLASSE DEGLI ULTRA’
E LE PAURE DEGLI STEWARDS

Siamo al trentesimo della ripresa, il Venezia perde e un gruppo di ultrà della squadra ospite è in tribuna laterale cammuffato tra la tifoseria locale. La loro è una scelta ideologica “no alla tessera del tifoso”., per cui niente curva, piuttosto tra la borghesia dello stadio. Ad un certo punto si alzano in gruppo e il capo in simpatico dialetto veneto grida verso i tifosi bustocchi:”ragazzi noi vogliamo bene alla Pro Patria, ma abbiamo fatto un sacco di chilometri per venire fin qui a vedere il Venezia, ci fate fare qualche coro per l’Unione?”. I tifosi di Busto rispondono con un grande applauso e acconsentono. I ragazzi incitano dapprima i giocatori e poi la loro avversione alla tessera del tifoso.Alla fine si rivolgono ancora ai tifosi locali dicendo loro: “Grazie a tutti” e si rimettono seduti composti. I popolari coperti li hanno nel frattempo fischiati, ignorando la loro signorilità nel chiedere per tifare, mentre qualche isolato trombone della tribuna li ha attaccati in quanto a suo parere non erano autorizzati a dissociarsi dalla tessera del tifoso, per fortuna zittito dai più. E’una mentalità vecchia e becera quella di non permettere ai tifosi ospiti di esprimere la loro in modo educato, che deve finire da subito. In mezzo a questo bel siparietto, ha stonato l’eccessiva preoccupazione degli stewards che si sono allarmati per questo tifo “concordato”, circondando i ragazzi veneti e controllandoli come se stessero facendo chissà che. Questo si somma con l’insistenza a fine gara a voler far sfollare supervelocemente le persone, quasi dessero fastido e le ingenti forze di polizia schierate oltre il cancello. Davvero non si capisce cosa si tema e che tipo di pericoli si intravedono in una stadio già vuoto di suo e con le curve degli ospiti desolatamente senza un solo tifoso ormai da tempo. Tessera del tifoso, telecamere a circuito chiuso, biglietto nominale, stewards a d ogni angolo e forze dell’ordine all’esterno non bastano ancora ? Dobbiamo chiamare l’esercito?

Flavio Vergani @propatriaclub

Renate – Unione Venezia

La 6a giornata del campionato di Lega Pro 2 ci vede impegnati nella trasferta contro il Renate, sfida che data l’inagibilità del campo sportivo della società lombarda, si svolgerà nella vicina città di Meda. Anche questa settimana la nostra presenza non è consentita e così già da diversi giorni prima del match iniziamo a ricercare strade, luoghi e metodi per assistere ugualmente all’incontro. Il ritrovo è fissato per domenica verso metà mattina, dove siamo circa una ventina armati di stivali, sacchetti di plastica, guanti e tutto il necessario per farsi strada nel bosco che circonda il campo sportivo di Meda. Raggiungiamo la città lombarda con leggero anticipo sull’inizio della gara, giusto in tempo per mettere in pratica tutte le possibilità studiate in settimana. E così dopo una passeggiata tra i boschi e l’attraversamento di un fiume, con scene che sanno più da gita degli scout che di trasferta, sbuchiamo fuori proprio a ridosso del campo sportivo da dove, attaccate le nostre pezze, iniziamo a farci sentire. Sfortunatamente però la nostra “gloriosa impresa” ha vita breve: tempo che le autorità locali si accorgano della nostra presenza e ci sono subito addosso; così nonostante i tanti sforzi fatti, siamo costretti a ripiegare data la totale inflessibilità dello “sceriffo” di turno.  Dopo una breve sosta nel bar del posto, da dove apprendiamo dell’ennesimo passo falso della nostra Unione,riprendiamo la via di casa che raggiungiamo solo in tarda serata. Sicuramente una giornata unica nel suo genere che sconfina dall’idea tradizionale di trasferta; un’esperienza nuova, affrontata con la solita positività ed entusiasmo che ci ha sempre contraddistinto ma che, tuttavia, ci ha fatto riflettere sulla più totale ottusità e scelleratezza con cui certi decreti vengono ormai applicati, con marescialli che, piuttosto di trovare una soluzione in nome del buon senso e della logica, ti suggeriscono di assistere alla partita dalla superstrada (con tutti i rischi che ciò comporta sia per l’incolumità nostra sia dei normali viaggiatori) .  Se il non aver assistito alla partita può aver lasciato un po’ di amaro in bocca, l’essere riusciti a raggiungere il rettangolo di gioco e assistere anche per pochi minuti al match, è sicuramente una grande vittoria per noi, consapevoli che anche questa settimana siamo riusciti nel nostro intento; nella speranza che manifestazioni come quella odierna spingano sempre più gente, anche esterna alla nostra “cerchia”, a interrogarsi sulla nostra situazione e sulle assurdità che circondano il calcio italiano.



@asostegnodiunideale

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