Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Mai utilizzata

Mai usata la macchina donata dagli ultrà

Pagata con una colletta tra i tifosi, era stata assegnata all’azienda ospedaliera per i neonati. «Meglio spostarla altrove»

La macchina per la conservazione del latte materno donata all’ospedale dai tifosi del Pisa nel 2008 non è mai entrata in funzione e oggi gli ultras la rivogliono indietro per donarla, dicono, «ad altre strutture in grado di metterla in funzione il più presto possibile». Persino l’attuale primario di neonatologia, Antonio Boldrini, si dice d’accordo sul trasloco «laddove esistano banche del latte efficienti ». Così, una bella storia che ha avuto un lungo stop puòora ripartire. Era infatti il 26 aprile del 2008 ed i gruppi della curva nord organizzarono allo stadio Arena Garibaldi una colletta per aiutare l’Apan, associazione pisana amici del neonato, ad acquistare un banco di pastorizzazione, due apparecchi per la ventilazione del neonato in difficoltà respiratoria, una lavastoviglie e venti ciambelle per l’allattamento. La spesa complessiva fu di 25mila euro, di cui 4.047 raccolti dai tifosi. L’inaugurazione avvenne il 18 dicembre di quell’anno. Però non tutto andò per il verso giusto: non si può fare una donazioneadunospedale se questo non la accetta; ebbene, già in sede di accoglimento della richiesta, l’Azienda ospedaliera universitaria pisana fece presente che era difficile mettere in funzione il macchinario per una questione di spazi non attrezzati ad ospitarlo: era il periodo del trasferimento dal Santa Chiara a Cisanello e in un primo momento sembrava che neonatologia dovesse passare nella nuova struttura o l’anno successivo o nel 2010. Che fare? Aspettare la sistemazione definitiva? Il tempo passava e l’ultima tabella di marcia parlava di 2015 o 2016. A quel punto si è deciso di attrezzare il reparto del Santa Chiara, ma in periodo di crisi e con un trasloco (delle altre cliniche) in corso, i pochi fondi disponibili sono stati dirottati verso spese di manutenzione più urgenti. In conclusione, il banco di pastorizzazione è inutilizzato e gli ultras hanno chiesto un incontro con i vertici dell’Apan per sollecitarla a «donare il macchinario ad altre strutture ospedaliere». In realtà, una volta donato, è il nuovo proprietario, cioè l’Aoup, a scegliere cosa fare del banco. E Boldrini premette che non vuole sostituirsi all’azienda, che dovrà prendere decisioni in merito; ma la sua considerazione personale è che «anche se donarlo ad altri può sembrare un gesto poco bello», lo spirito della colletta era quello di fare un’azione buona, allora un modo per onorarlo può essere proprio una nuova donazione. I candidati possibili sono tanti, ma è noto che l’ospedale di Pisa, quelle rare volte che ha bisogno di latte, si rifornisce dalla banca più grande della zona: l’ospedale Versilia. Mandare il macchinario lì o nell’altra banca vicina (quella di Lucca) potrebbe essere un modoindiretto per continuare ad aiutare i neonati pisani, ma anche tanti altri. Visto che quando si tratta di beneficenza il campanilismo dovrebbe essere un aspetto secondario.
di Gianluca Campanella

Il Tirreno del 18.10.2008 edizione di Pisa @sportpeople

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