Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Ardita San Paolo

In più di 200 per l’esordio casalingo dell’Ardita San Paolo

Sfortunata la prima gara in casa della società interamente sostenuta dall’azionariato popolare. Passa l’Atletico Ladispoli per 0-1 grazie ad una autorete nel finale. Ma i numeri delle presenze confermano la crescita del progetto

TIFO DA TERZA CATEGORIA Nella foto di Antonio Faccilongo, la coreografia organizzata dai tifosi all’ingresso in campo delle squadre

Pomeriggio caldo e soleggiato, terreno in buone condizioni, spalti gremiti in ogni ordine di posto. Non è lo stralcio di un tabellino di un big-match di serie A. E non è nemmeno riferito a una gara della cadetteria o della Lega Pro. E’ calcio dilettantistico, anzi, la base del calcio dilettantistico. E’ la “fotografia” dell’incontro del girone C di III categoria laziale tra Ardita San Paolo e Atletico Ladispoli.

Presenti oltre 200 persone che occupano tutta la tribunetta dell’impianto della Polisportiva Ostiense in lungotevere Dante 5, zona Ponte Marconi, la “casa” dell’Ardita San Paolo. All’ingresso delle squadre in campo, la tribuna si colora con la bella coreografia fatta coi cartoncini gialli e neri, accompagnata dallo striscione “Benvenuti all’Inferno” e dallo sventolio dei bandieroni, qualche petardo e una bella fumogenata degna di un derby. Presenti anche una dozzina di ladispolensi, coi quali i tifosi di casa hanno un piccolo attrito verbale (a distanza) a causa di qualche “braccio teso” esposto con troppa disinvoltura dalla tifoseria ospite. Ma tutto rientra nell’alveo della tranquillità e la gara inizia in un’atmosfera di tifo assordante degli “Arditi”.

Se sugli spalti il dominio dei gialloneri è totale per varietà e qualità dei cori, in coerenza con quanto annunciato con lo striscione della coreaografia, in campo è invece l’Atletico Ladisopoli ad essere nettamente superiore. Squadra messa meglio tecnicamente, atleticamente e con qualche punta di eccellenza come il capitano e numero 9 (ci scuserà se non ne conosciamo il cognome), autentica spina nel fianco della difesa di casa. L’Ardita soffre nella prima frazione, ma in qualche occasione riesce a metter fuori la testa e a ripartire, fallendo però il passaggio decisivo che genererebbe l’occasione da rete. Ad andare vicinissimo al vantaggio è l’Atletico Ladispoli, che coglie un palo clamoroso. Una punizione tagliata dalla trequarti genera scompiglio nella retroguardia ospite, ma è uno dei rarissimi break dei gialloneri che subiscono il gioco degli avversari. La ripresa evidenzia ancor di più lo scarto tra le due squadre, ma la difesa dell’Ardita resiste stoicamente, sorreggendosi anche sui miracolosi interventi del portiere Firincelli, che in una occasione è impressionante per reattività nel respingere una doppia conclusione ravvicinata degli avversari. La gara scivola verso il finale sullo 0-0, ma proprio quando il più sembrava fatto, uno sfortunatissimo tocco del difensore giallonero Speca, in chiusura su di un attaccante avversario, coglie in controtempo Frincelli che vede insaccarsi la palla a fil di palo. Il vantaggio ospite è ampiamente meritato e potrebbe anche crescere per dimensione, quando negli spiccioli della ripresa e nel recupero di quattro minuti, l’Ardita si riversa nella metà campo avversaria con fare arrembante, alla ricerca del pareggio, lasciando però praterie al contropiede avversario.

Il risultato però non cambierà più, ma quello che più conta, per i dirigenti dell’Ardita, è l’enorme (per questi livelli) partecipazione popolare al progetto, con numeri di grande sostanza e in ascesa costante. L’applauso finale che il pubblico riserva all’Ardita San Paolo radunata sotto la tribuna, sottolinea la diversità integrale di quest’idea di società sportiva. Popolo, squadra, dirigenza; tutti insieme con lo stesso ideale di calcio, oltre il risultato, per la riconquista di una dimensione più umana del gioco più bello del mondo.

Mirko Graziani @rsnews.it

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