Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Livorno vs Verona

Cori contro Morosini a Livorno
Individuati una ventina di tifosi

Dopo la partita Livorno-Verona, individuati dalla questura di Livorno una ventina di tifosi del Verona che avevano fatto il saluto romano. Le immagini sono state inviate alla questura di Verona. La polizia di Livorno sta visionando i filmati degli ultrà veronesi che hanno intonato il coro contro Piermario Morosini. Tosi: «È inammissibile l’offesa personale».

Livorno. Sono già stati individuati dalla questura di Livorno una ventina di tifosi del Verona che ieri durante la partita Livorno-Verona hanno fatto il saluto romano. Le immagini raccolte dalla Digos durante il match sono state inviate alla questura di Verona per la successiva identificazione. La polizia di Livorno sta ora visionando i filmati relativi alla curva ospite per accoppiare il sonoro con il labiale degli ultrà veronesi che hanno intonato il coro contro la memoria di Piermario Morosini.

«È la pagina più triste da quando ho preso il Verona. Faremo sicuramente delle iniziative fin da sabato, daremo segnali forti». Il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, interviene al telefono su Sky per ribadire lo sdegno della squadra e della città per i cori di ieri contro Morosini. «Sono cose che non fanno parte del calcio – dice – ieri c’erano 700 tifosi, quelli che hanno fatto i cori non sono più di 10-15. So che anche la Lega di Serie B si sta prodigando. Verona come squadra e tifosi ma anche come città non è quella dell’episodio di ieri. Da parte nostra e del sindaco Tosi continueremo la battaglia per avere stadi puliti, dove possono andare le famiglie. Ieri c’erano 700 tifosi, stiamo parlando di pochi deficienti. Da presidente voglio prima di tutto vincere il fair play, Verona merita palcoscenici ben diversi».

«Da tifoso dell’Hellas, anch’io vado in Curva coi “butei”, capisco che alla partita ci possano essere gli sfottò» ed anche insulti “da stadio”, fanno parte del clima. Ma è assolutamente inammissibile l’offesa personale». Lo sostiene oggi in una nota il sindaco di Verona Flavio Tosi, annunciando che la Giunta si costituirà parte civile contro quei tifosi veronesi protagonisti degli insulti lanciati nei confronti della memoria di Morosini, giocatore del Livorno scomparso un anno fa a Pescara. Per i cori dei tifosi veronesi a Livorno offensivi della memoria di Piermario Morosini serve una punizione esemplare «ma non bisogna essere abituati solo alle punizioni. Bisogna agire per isolarli. Le multe possono essere prese come esempio, ma è arrivato il momento di agire duramente contro queste persone». Lo ha detto Demetrio Albertini, vicepresidente Figc, intervenuto nel corso di «A tempo di sport» su Radio 24. «La cosa che deve fare il mondo del calcio è non abituarsi alla multa o all’ammenda – sottolinea -. Bisogna indignarsi e pensare di poter fare qualcosa. Ho letto le dichiarazioni del presidente della Lega Abodi e del direttore generale del Verona Gardini, credo che siano le persone vicine a questi tifosi che devono isolarli». È nuovamente il momento di restrizioni sul modello di quelle imposte dagli ultimi governi? «Il messaggio è questo e non è solo a tutela del calcio – replica Albertini – ma anche a tutela dei tifosi che vogliono fare i tifosi e tifare esclusivamente la propria squadra con grande dignità e non trovarsi immischiati con queste persone». Per il vicepresidente federale «la volontà da parte delle società di isolare i tifosi c’è» ma «bisogna agire molto anche a livello governativo». Il calcio italiano necessita anche «di stadi migliori e di proprietà affinchè ci possano essere anche delle responsabilità di controllo diretto da parte delle società». Un filtro mancato allo Juventus Stadium dove si sono registrati atti vandalici e i soliti cori contro i tifosi napoletani: «È la cultura sportiva che in Italia non abbiamo uguale ad altri Paesi. La cosa meravigliosa del calcio è lo spettacolo e bisognerebbe andare con l’intento di tifare la propria squadra e creare emozioni ma, soprattutto, di rispettare gli avversari e i tifosi. Questo in Italia succede raramente», ha concluso Albertini.

@arena.it

 

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