Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Internazionale vs Partizan Belgrado

Partizan, 300 ultrà fermati a Belgrado
Milano teatro di un regolamento di conti?

Stretta collaborazione tra polizia serba e milanese in vista della sfida di domani. Secondo indiscrezioni, le fazioni rivali di tifosi del Partizan avrebbero scelto Milano come “suolo ideale” per la resa dei conti dei loro contrasti interni. Stankovic rasserena: “Non vedo grandissimi problemi”

Li hanno fermati a Belgrado. Pochi minuti prima che si mettessero in viaggio: sono i 300 ultras del Partizan appartenenti alla fazione “Zabranjenì”, formatasi all’interno dei “Grobarì”, l’ala più dura (quella che fa paura) della tifoseria più violenta d’Europa. La polizia serba, riferisce l’agenzia ApCom, li ha bloccati ieri notte, quando i pullman – una decina – avevano già i motori accesi. Destinazione Milano.

REGOLAMENTO DI CONTI Dalla Serbia filtra un retroscena: gli ultras serbi avrebbero scelto Milano come “suolo ideale” per un regolamento di conti e risolvere i contrasti tra le fazioni opposte all’interno della stessa tifoseria del Partizan. “I due gruppi di tifosi del Partizan hanno pianificato una rissa di massa in una località segreta nei pressi di Milano dopo la quale uno dei rivali scomparirà per sempre dallo stadio”, ha rivelato il quotidiano serbo Kurir, ben informato degli ambienti nazionalisti. La lotta per la supremazia nella curva sud del Partizan è in corso da un anno mezzo.

INTELLIGENCE Domani sera, alle 19, gli ultras serbi torneranno a mettere piede in Italia, per la prima volta dopo quell’Italia-Genova del 12 ottobre 2010. E l’ondata serba preoccupa le istituzioni: da giorni sono a lavoro l’intelligence serba in stretta collaborazione con il Ministero dell’Interno italiano, allestito un capillare piano dal questore di Milano, Salina, per contenere l’onda serba che domani schiererà in strada alcune centinaia di uomini tra poliziotti, carabinieri, finanzieri, agenti della polizia locale, agenti serbi. In arrivo rinforzi da Roma. Nulla è stato trascurato: “La collaborazione del Governo serbo e della polizia serba è stata enorme, e prestata ai massimi livelli – ha spiegato il questore Salina -. Domani non tollereremo episodi di violenza”.

ZONA ROSSA Milano, dunque, è pronta. Il piano è scattato questa mattina: in città lavorano spalla a spalla con la Digos già quattro ispettori della polizia serba, e sono sorvegliati con uomini in borghese i varchi d’ingresso: Stazione Centrale, aeroporti di Linate e Malpensa, i caselli autostradali. Questa sera, da Belgrado, partirà il grosso della tifoseria del Partizan: impossibile, però, al momento, stimare quanti saranno, perché possono acquistare i biglietti fino a domani sera (venduti già oltre 2000 biglietti). A San Siro gli è stato riservato il Terzo anello blu con 4500 posti. Ai serbi sarà vietato entrare nella città: la carovana verrà convogliata direttamente verso San Siro. Il centro storico sarà zona rossa. E da questa mattina a Linate, Centrale, zona San Siro e lungo tutto il centro storico è vietata la vendita di alcolici.

STANKOVIC RASSERENA L’Italia ha già sperimentato in passato quali disordini possano creare fuori dai propri confini tali sostenitori. Quella sera del 2 ottobre 2010 in campo c’era anche Dejan Stankovic, capitano della propria nazionale, che provò a calmare i connazionali raggiungendoli sotto lo spicchio delle tribune di Marassi a loro dedicato. L’intervento fu vano e domani il centrocampista potrà essere presente solo in qualità di spettatore, a causa di un infortunio. Da quel momento, sono passati di due anni e la speranza è che qualcosa sia cambiato. “Secondo me non sarà codice rosso. Quello che è successo due anni fa è stato un caso, un fuori onda che nessuno si aspettava, un fulmine a ciel sereno per tutti noi. Ma io non posso giudicare il mio popolo, ci sono quelli che sbagliano e che è giusto debbano pagare, ma per giovedì non vedo grandissimi problemi. Vengono e seguono la squadra. Sono venuti in 5 mila da Spalato, sì un po’ caldi, ma niente di che”.

Mario Pagliara @gazzetta.it

Tifo senza confini: farà 1.150 km in bici
per vedere il Partizan a San Siro

BELGRADO- Cosa non si fa per amore….verso la propria squadra?! Dragan Sibalic, serbo e tifoso del Partizan, ha deciso di supportare la sua squadra in trasferta in maniera alquanto singolare. E’ partito, infatti, in bicicletta da Belgrado direzione Milano, dove spera di arrivare il 24 ottobre, alla vigilia dell’incontro di Europa League fra Inter e Partizan, valido del il terzo turno del gruppo H.
1.150 km, pedalare passando attraverso l’Ungheria e la Slovenia, in nove giorni, in tempo per vedere l’allenamento dei giocatori del Partizan sul manto verde di San Siro.

”Volevo fare qualcosa di originale per sostenere la mia squadra contro l’Inter. Sono tifoso del Partizan da quand’ero bambino, e voglio ringraziare la direttrice marketing della società Snezana Filipovic e la compagnia Adidas, che mi hanno aiutato nella realizzazione di quest’idea”, ha detto Dragan, che lavora a un Parking Service a Kraljevo, citta’ della Serbia centrale a sud di Belgrado.
Quando il tifo non conosce confini…

Giovanni Sgobba @ilcalcionline

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