Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Finge il sequestro per pagare due prostitute

Ex giocatore del Brescia finge il sequestro
per pagare due prostitute

Dalla Thailandia ha chiesto alla famiglia 25mila euro per il riscatto. Adesso lo aspetta un processo in Germania

Ricordate Savio Nsereko? Se su Italia 1 andasse ancora in onda la trasmissione «Meteore» lui ne farebbe parte. Ugandese di origine, ma tedesco di passaporto e nazionalità, è cresciuto nelle giovanili del Brescia per poi uscire dall’anonimato nell’Europeo Under 19 del 2008 che vinse con la Germania con annessa premio di miglior giocatore. Divenne titolare delle rondinelle, all’epoca allenate da Cosmi (e poi da Sonetti), ma durò solo pochi mesi. Gino Corioni, grazie alla collaborazione di Gianluca Nani, riuscì a cederlo al West Ham – dove all’epoca lavorava l’ex ds del Brescia – per 6 milioni di euro circa. Un colpaccio vero.

Anche perché in Inghilterra il centrocampista classe 89 combinò ben poco. Quattro mesi e poi in prestito alla Fiorentina, dove non hai mai giocato. In successione, ha militato nel Bologna, Monaco 1860, Cernomorec Burgas (Bulgaria), Juve Stabia, Vaslui (Romania) e quindi ancora in Germania all’Unterhaching, in terza serie. Un lungo peregrinare pieno di misteri, ma non di gol. Zero, per l’esattezza, in tre anni.

Sparito diverse volte, per la disperazione delle varie società che avevano provato, senza successo, a dargli un’altra chance. Sabato 27 ottobre l’ultima marachella. La più grave. Savio è stato arrestato a Pattaya, in Thailandia, per aver inscenato un finto sequestro. Il giocatore aveva chiesto e ottenuto dalla famiglia 25mila euro per il riscatto. In realtà, però, nessuno l’aveva mai rapito. Quei soldi venivano girati da Nsereko a due prostitute thailandesi. Ora l’aspetta un processo, in Germania, dove sta rientrando in queste ore. L’accusa: aver fornito false informazioni alla polizia, messa sulle tracce di Savio proprio dalla sua famiglia a cui (giustamente) i conti non tornavano. A ventitrè anni, di tempo per mettere la testa a posto ne ha ancora. Difficile, tuttavia, trovare ancora qualcuno che gli tenda la mano.

Luca Bertelli @corriere.it

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