Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Attori mettono in fuga i ladri

Poliziotti (per fiction) sventano il furto
«L’assalto al magazzino finirà in tv»

Vicenza, il cast de «Il Commissario Maretti» mette in fuga i veri ladri. Il protagonista: «Fingevamo di essere degli agenti per spaventarli»

VICENZA — Ci fosse stato il regista, avrebbe urlato: «Buona la prima!». Del resto, più che la trama di un telefilm pareva quella di un reality show sulla criminalità urbana: tre banditi col volto coperto dal passamontagna sfondano la saracinesca di un magazzino utilizzando l’auto come fosse un ariete. Sul sedile posteriore una pistola (giocattolo, come si conviene a ogni fiction che si rispetti) pronta a essere impugnata per spaventare chiunque si azzardi a fare l’eroe. Ma ecco che irrompono il commissario Maretti e l’agente scelto Mauro Cicciarello, in compagnia dell’immancabile bella ragazza. Attimi di tensione, grida, uno dei banditi che si avvicina e tenta di aggredire il protagonista. Infine la fuga dei malviventi, una guardia spara in aria e le forze dell’ordine arrivano a sirene spiegate.

Fine della scena. Un altro colpo sventato dal commissario Maretti e dalla sua squadra, protagonisti della miniserie in salsa veneta che va in onda sulla padovana «Cafè Tv 24». Peccato che stavolta fosse tutto vero. È accaduto la notte di Halloween, quando tre criminali hanno tentato di svaligiare il magazzino Cash and Carry di Vicenza, sfondando l’ingresso con un’automobile rubata qualche ora prima. In quel momento, a pochi metri di distanza, fermo a un distributore di benzina, c’era il cast della fiction poliziesca, che da mesi sta girando le nuove puntate in diverse località del Veneto. «Stavamo tornando a casa dopo aver trascorso la serata in un locale e ci eravamo fermati per fare rifornimento», racconta Giuliano Mozzato, l’attore padovano che interpreta il commissario. Con lui c’erano il regista Filippo Marin, la ballerina marocchina Ihlal e Mauro Cicciarello, che nella mini serie recita la parte di un agente scelto. «Abbiamo sentito il rumore dell’auto scagliata contro la saracinesca e Mauro, che era sceso per fare benzina, è corso da noi tutto eccitato, dicendo che stavano facendo una rapina e che dovevamo intervenire». Cicciarello, che nella «vita vera» è stato una guardia giurata, voleva inseguirli.

«Gli ho detto di darsi una calmata, visto che con noi c’era anche una ragazza e che non sapevamo se erano armati. Ho tentato di telefonare ai carabinieri per dare l’allarme e intanto abbiamo fatto finta di essere dei veri poliziotti urlando frasi come “Ora li prendiamo”, “Forza, circondiamoli”. Speravamo di spaventarli». Ma uno dei banditi non l’ha presa bene. Si è avvicinato al gruppetto e ha scaraventato il coperchio di un cassonetto dei rifiuti contro Mozzato, prima di tornare dai complici. Pochi secondi dopo è arrivata l’auto della vigilanza privata e la guardia giurata ha esploso un colpo in aria mentre Cicciarello tentava di avvicinarsi ai malviventi per acciuffarli. Dei tre ladri (fuggiti senza bottino) nessuna traccia, e ora indagano i carabinieri. Al cast de «Il Commissario Maretti » resta un grosso spavento e lo spunto per una nuova storia. «In una delle prossime puntate della serie ricostruiremo il tentativo di furto dell’altra notte. Ma il finale sarà diverso: il commissario farà una bella lavata di capo al suo braccio destro, spiegandogli che un buon agente non deve mettere a repentaglio l’incolumità delle persone. Reagire d’istinto è pericoloso. Diciamo che Cicciarello, la notte di Halloween, era entrato un po’ troppo nella parte del poliziotto…».

A.Pri. @corriere.it

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