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Falsa testimonianza al processo Diaz

“Falsa testimonianza al processo Diaz”,
pm chiede tre anni per l’ex questore Colucci

Nell’ultimo processo sul G8 di Genova ancora in corso in primo grado, terminata la requisitoria del pubblico ministero Zucca: “L’imputato sceglie di servire il Corpo e la divisa e non le leggi della Costituzione”. L’alto dirigente avrebbe mentito per coprire gli allora vertici della polizia, tra i quali Gianni De Gennaro, già assolto dall’accusa di averlo indotto a dichiarare il falso

Tre anni di reclusione e nessuna attenuante generica. Sono queste, al termine di una lunga requisitoria, le richieste di pena avanzate dal pm Enrico Zucca a carico dell’ex questore di Genova Francesco Colucci, sotto processo in primo grado per falsa testimonianza in relazione a fatti del G8 2001.

Colucci è accusato di avere detto il falso nel processo per l’irruzione alla Diaz – la scuola genovese teatro del blitz concluso con l’arresto di 93 manifestanti, oltre sessanta dei quali rimasero feriti – per coprire gli allora vertici della polizia e in particolare l’ex capo Gianni De Gennaro, assolto in via definitiva il 22 novembre 2012 dall’accusa di aver indotto il dirigente alla falsa testimonianza “perché il fatto non sussiste”. (qui testo integrale della sentenza di assoluzione)

Secondo l’accusa, Francesco Colucci, il 3 maggio 2007, sentito come teste, avrebbe parlato di circostanze non corrispondenti al vero e, comunque, non appartenenti alla propria percezione o ricordo. Tra queste avrebbe ritrattato la dichiarazione resa ai pm durante le indagini preliminari sulla circostanza che Roberto Sgalla, nel 2001 responsabile delle relazioni con la stampa, era stato mandato alla Diaz su ordine di De Gennaro. Inoltre Colucci aveva indicato come responsabile nell’operazione alla Diaz il collega Lorenzo Murgolo, la cui posizione era stata già archiviata. A tale proposito, l’ex prefetto Ansoino Andreassi in aula testimoniò invece che Murgolo aveva un ruolo marginale, aveva compiti di ordine pubblico e non aveva a disposizione alcun reparto. Riferì anche di aver detto a Murgolo di andare alla Diaz e di riferirgli quello che stava succedendo.

Il procuratore Enrico Zucca ha detto, tra l’altro: “Colucci fa un salto nel buio: sceglie di servire il Corpo e la divisa e non le leggi della Costituzione. Purtroppo non si possono servire due padroni, ma solo uno”. “Colucci – ha affermato – rivestiva un ruolo istituzionale e anche fondamentale perché la sua testimonianza doveva servire a ricostruire la catena di comando, il ruolo di ciascuno e il movente”.

E’ stata poi la volta degli avvocati di parte civile: Lea Fattizzo di Torino ed Emanuele Tambuscio di Genova hanno chiesto la condanna di Colucci, il risarcimento dei danni morali e una provvisionale di 5000 euro per ciascuno mentre l’avvocato Emilio Robotti che assiste i Giuristi democratici, oltre alla condanna ha chiesto il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali. Il processo è rinviato al 20 novembre quando parleranno i difensori di Colucci, gli avvocati Maurizio Mascia e Gaetano Velle.

Si tratta dell’unico processo ancora in corso in primo grado sul G8 di Genova e in particolare sull’irruzione alla Diaz, dopo che lo scorso 5 luglio la Cassazione ha condannato 25 poliziotti protagonisti del blitz  infliggendo loro anche la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.

Secondo l’accusa, Francesco Colucci, il 3 maggio 2007, sentito come teste nel processo per l’irruzione nella scuola Diaz, avrebbe parlato di circostanze non corrispondenti al vero e, comunque, non appartenenti alla propria percezione o ricordo. Tra queste avrebbe ritrattato la dichiarazione resa ai pm durante le indagini preliminari sulla circostanza che Roberto Sgalla, allora responsabile delle relazioni con la stampa, era stato mandato alla Diaz su ordine di De Gennaro mentre durante il processo aveva negato questa circostanza. Inoltre Colucci aveva indicato come responsabile nell’operazione alla Diaz Lorenzo Murgolo, la cui posizione era stata archiviata. A tale proposito, nel settembre 2010, l’ex prefetto Ansoino Andreassi testimoniò invece che Murgolo aveva un ruolo marginale e  spiegò che Murgolo aveva compiti di ordine pubblico fuori della zona rossa e non aveva a disposizione alcun reparto. Riferì anche di aver detto a Murgolo di andare alla Diaz e di riferirgli quello che stava succedendo mentre altri erano responsabili.

@ilfattoquotidiano.it

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