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Licata vs Cavese

Incidenti Licata-Cavese: il club campano accusa: “Provocati dagli steward”

In merito a quanto accaduto ieri al “Dino Liotta” durante e dopo il match tra Licata e Cavese, il club campano ha voluto puntualizzare alcuni aspetti. La Cavese, infatti, ritiene che gli incidenti – è stata anche necessaria una sospensione della gara – non siano stati in alcun modo provocati dai propri tifosi.
Già mercoledì, tra l’altro, il Giudice Sportivo dovrebbe prendere i primi provvedimenti rispetto a quanto accaduto.
Eventuali sanzioni – ricordiamo – potrebbero avere riflessi sulla partita che il Messina disputerà, domenica prossima, proprio a Cava dei Tirreni.
Questo il testo del comunicato:

“L’USD Pro Cavese con questo comunicato stampa vuole stigmatizzare in maniera netta e deplorevole le intemperanze verificatesi allo Stadio Dino Liotta di Licata in occasione della gara di campionato. Anzi la società metelliana in tal proposito denuncia la totale inefficienza del servizio d’ordine predisposto per la partita (erano presenti soltanto 3 carabinieri) e soprattutto vuole evidenziare (diversamente da quanto riportato da alcuni organi di stampa) che gli incidenti tra le opposte tifoserie sono stati provocati esclusivamente dagli steward al servizio della società dell’ASD Licata Calcio 1931, che con sputi ed ingiurie hanno provocato i sostenitori della Pro Cavese che stavano tranquillamente seguendo le sorti della loro squadra nel settore ospiti a loro assegnato. Anzi i tifosi metelliani hanno poi subito l’ulteriore beffa di essere stati trattenuti all’interno dello stadio per oltre un’ora dopo il fischio finale, mentre la tifoseria locale era già fuori dall’impianto ad attenderli. I sostenitori della Pro Cavese sono infatti tornati a casa con i loro mezzi di trasporto completamente danneggiati da una fitta sassaiola.
Oltretutto la partita si è svolta in un clima assolutamente intimidatorio messo in atto dai dirigenti della società dell’ASD Licata Calcio 1931 con un numero spropositato di steward ai bordi del terreno di gioco (posizionati addirittura dietro la porta dell’estremo difensore metelliano) e negli spogliatoi. Infatti, il calciatore metelliano Giovanni Serrapica è stato colpito all’ingresso degli spogliatoi con un calcio da tergo da uno degli inservienti della squadra siciliana.
Diversamente da quanto riportato da alcuni organi di stampa, la tifoseria licatese con i loro steward sono stati gli unici responsabili dell’interruzione della gara avvenuta per 9’, decretata dall’arbitro Moraglia di Verona. Pertanto l’USD Pro Cavese stigmatizza ancora una volta gli episodi di violenza e si rimette in tal caso alle decisioni degli organi competenti”.

@5righe

Gli scontri, la risposta del club siciliano

L’A.S.D. Licata 1931, in merito al comunicato emanato dalla società U.S.D. Pro Cavese, in seguito ai disordini accaduti sia all’interno che fuori dal Dino Liotta, rispedisce direttamente al mittente le accuse rivolte impropriamente dalla consorella.

Nello specifico, i tafferugli sono nati quando, in seguito alla richiesta del pallone da parte di un raccattapalle, dopo che la sfera era finita nel settore occupato dai tifosi metelliani, per tutta risposta, gli stessi hanno reagito con offese, minacce e sputi, accendendo la scintilla per il putiferio generatosi.

Invece di additare come responsabili gli addetti al campo, che a Licata hanno sempre fatto il loro dovere, sottolineato dal fatto che sono anni che non si registrano episodi di intemperanze al Dino Liotta, sarebbe lecito domandarsi se sia una cosa normale e, soprattutto, civile, se i supporters cavesi abbiano portato con sé qualsivoglia materiale atto ad offendere come mazze, catene, bombe carta e quant’altro.

Ci domandiamo se sia normale che gli stessi sostenitori cavesi abbiano avuto la libertà, nel dopo gara, di scorrazzare per le vie di Licata danneggiando vandalisticamente le auto in sosta e provocando il panico tra la popolazione, la maggior parte ignara degli eventi e che è stata costretta a scappar via davanti alle cariche, in pieno stile barbarico, della tifoseria cavese.

Per quanto riguarda l’infamante accusa di aver colpito da tergo il calciatore Serrapica, il clima di tranquillità che vi era negli spogliatoi nel dopo gara, testimoniato anche in sede di intervista dal tecnico metelliano Pietropinto che ha definito l’ambiente di Licata “sportivissimo, cosa rara di questi tempi”, nonché le scuse del comportamento deplorevole e antisportivo della tifoseria cavese, che lo stesso Presidente della Pro Cavese, insieme ad alcuni dirigenti, ha dimostrato nei nostri confronti, rende lampante la confusione in seno al sodalizio campano in merito alla vicenda.

Concludendo, l’A.S.D. Licata 1931 è dispiaciuta per i fatti accaduti per mano di questi facinorosi, che nulla hanno a vedere con il calcio, che hanno rovinato una splendida giornata di sport e che sicuramente allontaneranno ancor di più le famiglie dagli stadi, schifate da tutto ciò che si è visto ieri, lo ricordiamo, se non si fosse capito, per una partita di calcio.

@resport.it

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