Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Lacrimogeni lanciati dal ministero della Giustizia

Lacrimogeni dal ministero, nuovo video

Severino avvia indagine interna e chiama il Racis. Il Questore: se siamo aggrediti militarmente dobbiamo reagire

Un altro video. E la dinamica sembra la stessa. «Lacrimogeni lanciati dal ministero della Giustizia». Immagini, trasmesse da Tgcom, che sembrano così smentire le parole del questore di Roma, Fulvio Della Rocca: «Sono stati sparati “a parabola” non diretti sui manifestanti. La traiettoria è stata deviata perchè hanno urtato sull’edificio». Per poi aggiungere: «Se ad un certo punto veniamo aggrediti militarmente è chiaro che dobbiamo reagire». Intanto per fare ulteriore chiarezza il ministro Paolo Severino «ha dato disposizione che il video sia sottoposto all’esame del Racis per una verifica puntuale sulla traiettoria dei lacrimogeni», oltre ad aver già avviato un’indagine interna. Il Guardasigilli ha espresso «inquietudine e preoccupazione». Intanto la Procura di Roma indaga su eventuali eccessi di comportamento degli agenti di polizia.

LE IMMAGINI-I lacrimogeni dal momento in cui sono sparati fanno fumo e, se fossero stati lanciati dal basso, si vedrebbe, appunto, una scia. La telecamera però non la riprende. Anzi sembra che lo sparo arrivi proprio dal ministero. Severino prende tempo e ha aveva anche spiegato che in base ai primi accertamenti sembra che quelli sparati siano «lacrimogeni a strappo che non sono in dotazione al reparto di polizia penitenziaria di via Arenula». Al ministero della Giustizia «si sta procedendo all’esame testimoniale di tutti gli impiegati presenti al quarto piano, nonché del personale in servizio presso gli ingressi del palazzo».

LA POLEMICA– Così, mentre si cerca di fare chiarezza, infuria la polemica. Il Sappe chiede le dimissioni del ministro, «non ha il controllo della situazione». Il Pd ha annunciato n’interrogazione parlamentare sulla vicenda al ministro Cancellieri. «Serve chiarezza: la verità è nell’interesse dei manifestanti, degli agenti e dell’opinione pubblica». Richiesta simile dall’Idv: «Il governo riferisca in Aula». Mentre Angelo Bonelli, Verdi, chiede l’intervento della Ue: «Non vogliamo una nuova Genova». Cauto, invece, Maurizio Gasparri (Pdl): «Bisogna capire se ci sono responsabilità. Però i manifestanti sono stati violenti». Secondo Castelli il corteo «voleva assaltare il ministero».

Redazione Online @corriere.it

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