Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

Giornalista Buffone

Chi scrive larticolo non si è nemmeno informato di che gioco si stia parlando…si chiede il ritiro del videogame quando invece si tratta di un gioco da tavolo…perche per lo stesso motivo non si chiede il ritiro di giochi tipo Risiko dove si simulano battaglie per la conquista del mondo??

No al gioco Play Ultras

Marisa Grasso, vedova dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, chiede il ritiro del videogame

https://i2.wp.com/www.playultras.com/wp-content/themes/PlayUltrasTP/images/main-logo.png

Ieri, 20 novembre, si è celebrata la Giornata nazionale dell’infanzia. Un’occasione che Marisa Grasso, vedova dell’ispettore di polizia Filippo Raciti (assassinato a Catania il 2 febbraio 2007), ha colto al balzo per lanciare un appello, sposato dal Comitato Fair Play Fvg.

Chiediamo un regalo per i nostri bambini con un invito a chi di competenza che possa ordinare il ritiro dal commercio del gioco Play Ultras. Si tratta, infatti, di una mancanza di rispetto verso chi ha perso la vita negli stadi e non solo lì. Nel gioco in questione due tifoserie rivali (Roma e Lazio) si fronteggiano con l’obiettivo di eliminare i tifosi avversari sottraendogli le bandiere e raggiungendo il settore dello stadio a loro riservato con un numero di tifosi e bandiere il più elevato possibile. Per eliminare si intende mandare all’ospedale, rendere fuorigioco fisicamente! Tra gli ostacoli i tifosi trovano anche i poliziotti che devono essere anch’essi mandati al nosocomio… Nel sito internet relativo si legge che “è un gioco per i romantici del calcio di una volta, quello senza controlli, né tessere, senza divieti, telecamere, né biglietti nominativi, senza Daspo e tornelli, il calcio dove se c’era da darsi due manate, ci se le dava”.

Una parte dei profitti delle vendite di detto gioco (possiamo chiamarlo tale?) è destinata alla cura della Sla, ma ciò non fa venir meno l’alto livello di diseducazione della proposta, specie in quanto rivolta a minori, anzi è una vergognosa provocazione abbinare un gioco di tale violenza educativa alla tragedia di chi è colpito dalla Sclerosi laterale amiotrofica unitamente ai suoi familiari praticamente impotenti a potere fare fronte psichicamente e finanziariamente a una malattia irreversibile di tale portata che può colpire tutti senza distinzione.

Pensiamo, poi, a quale pensiero possano avere in merito i familiari dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, ucciso a Catania il 2 febbraio 2007 con un lavandino all’addome durante lo svolgimento della partita di calcio Catania – Palermo i cui assassini sono stati giudicati alcuni giorni fa in via definitiva dalla Cassazione rispettivamente a 11 e 8 anni di reclusione, o degli altri poliziotti feriti sul campo. L’idea è pericolosa e va bloccata. Se si minimizza la necessaria riprovazione verso la violenza negli stadi l’errore che si compie è davvero enorme. Peraltro qualcuno potrebbe anche risultare in una qualche forma istigato a compiere atti delinquenziali.

Chiediamo il ritiro dal commercio di questo gioco e, in attesa, invitiamo i genitori e i ragazzi a non acquistare questa proposta per nulla divertente.

Marisa Grasso vedova Raciti

Maurizio Calderari

Daniele Damele @ilfriuli.it

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