Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

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Anonymous pubblica i segreti della Polizia italiana

Anonymous pubblica i segreti della Polizia italiana

Mail, documenti riservati e trucchi del mestiere disponibili online. E spunta una clausola per controllare Facebook

Anonymous non tradisce mai. Mai hacking da quattro soldi. E quella di stanotte è stata forse l’azione di hacking più incisiva mai compiuta in italia: colpita la Polizia.

Azione che è già storia: intercettazioni, tabulati, attività sotto copertura. Ce n’è per tutti i gusti nella miriade di file pubblicati dagli Anonymous italiani. Sono oltre 3.500 i documenti riservati diffusi sul web, tra cui i dossier di rilevanza internazionale come quelli del movimento No-Tav e dei centri sociali, soprattutto del Nord Italia.

La questione ora non è che sia giusto o meno pubblicare tali documenti, quanto il fatto di sapere di essere cittadini posti tra l’incudine (la Polizia) e il martello (Anonymous).
Tra due entità, quindi, in grado di sapere dove siamo, con chi siamo e tutto (ma proprio tutto) quello che facciamo. Il sentimento che gira in queste ore sul web è quello di una società troppo spiata e raccontata dietro le quinte, dalle quali potrebbe uscire una radiografia perfetta di ognuno di noi.

Da settimane ci divertiamo a curiosare nei vostri server, nelle vostre e-mail, i vostri portali, documenti, verbali e molto altro” – scrivono gli Anonymous sul blog – “Siamo in possesso di una notevole mole di materiale: ad esempio documenti sui sistemi di intercettazioni, tabulati, microspie di ultima generazione, attività sotto copertura; file riguardanti i No-Tav e i dissidenti; varie circolari ma anche numerose mail, alcune delle quali dimostrano la vostra disonestà (ad esempio una comunicazione in cui vi viene spiegato come appropriarvi dell’arma sequestrata ad un uomo straniero senza incorrere nel reato di ricettazione). Il livello di sicurezza dei vostri sistemi, al contrario di quanto pensassimo, è davvero scadente, e noi ne approfittiamo per prenderci la nostra vendetta”.

I dai rubati sono stati pubblicati sul portale Par:AnoIA , piattaforma dove i pirati caricano grandi quantità di documenti, che sul sito ufficiale occuperebbero troppo spazio e banda.

Nella logica di “servizio alla massa”, sembra che i dati resi noti dagli hackivisti riguardino operazioni quotidiane che però non fanno gridare al vero e proprio scandalo. In sintesi non ci si aspetti di trovare nomi illustri di politici a capo di sette criminali o mafiose, oppure di sportivi che si vendono partite di campionato. Qui si tratta di casi e avvenimenti che, giorno dopo giorno, possono mettere in dubbio il lavoro della Polizia e delegittimarne alcuni comportamenti (come quello che permetterebbe ai poliziotti di entrare in possesso di un’arma sequestrata senza incorrere nel reato di ricettazione).

Di fatto Anonymous da tempo stava testando la sicurezza dei sistemi delle forze dell’ordine e più in generale delle istituzioni” – ci svela Antonella Beccaria giornalista che si occupa da tempo della scena hacking italiana e autrice di Anonymous. Noi siamo legione – “È accaduto con l’attacco a Vitrociset, azienda privata che eroga al pubblico servizi informatici e la cui resistenza era stata definita di una semplicità disarmante e poi con l’Autorità garante delle telecomunicazioni e i sistemi delle due Camere del parlamento. In qualche modo, quindi, questa nuova ed enorme fuga di notizie era stata annunciata. Nei documenti trafugati poi si parla anche di No-Tav, uno dei cavalli di battaglia che Anonymous ha sempre sostenuto. Nei giorni scorsi il movimento contro l’alta velocità Torino-Lione era tornato a farsi sentire anche in termini di contestazione al convegno organizzato dal PD ad Avigliana. A breve, ed è stato annunciato dai relatori, il Ministro dell’Interno visiterà i cantieri e a gennaio sarà presentato il progetto definitivo, dunque non è escluso che, almeno per quello che riguarda questo argomento, Anonymous abbia voluto fornire documentazione che faccia da contraltare alla versione sostenuta dai partiti e dal governo. Questo potrebbe essere solo l’inizio di una profonda rivoluzione che parte dal web”.

Dalla scorsa notte, da quando cioè gli Anonymous italiani hanno avvisato i mezzi di comunicazione dell’operazione #AntiSecITA, l’account Twitter del gruppo è in continuo fermento. In termini di privacy e organi di controllo, il nostro occhio è caduto su un post dell’utente @the_ims (che non sappiamo se sia collegato o meno al gruppo) che ha pubblicato sulla bacheca di Anonymous Italia: “Ecco la prova che la Polizia può entrare sui nostri account Facebook senza preavviso e mandato”. La prova sarebbe una comunicazione, postata su Facebook , del Ministero dell’Interno inviata ai Dirigenti dei Compartimenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni. In questa lettera si legge come Facebook abbia attivato un accesso preferenziale per le forze dell’ordine che possono, all’indirizzo www.facebook.com/records , richiedere l’acquisizione di informazioni sugli iscritti, utili al proseguimento di attività investigative.

 Antonino Caffo @panorama.it

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Anonymous vs Beppe Grillo

Anonymous: Beppe Grillo, non abbiamo niente contro di te

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“Non possiamo accettare che qualcuno decida contro il parere della maggioranza” così gli hacker di Anonymous, il collettivo di individui senza nome che agisce sul web, ha illustrato oggi in un comunicato la decisione di espellere i responsabili dell’attacco informatico che, l’8 giugno scorso, ha bloccato per oltre 10 ore – dalle 16 in poi – il blog di Beppe Grillo.

I responsabili del sabotaggio informatico, tre “cani sciolti” appartenenti ad AnonOps, una costola di Anonymous, avevano scelto proprio un server che ospita il blog del comico genovese per testare una nuova bonet (una una rete di computer infettati da software dannosi, che a loro volta infettano altri computer presenti nella rete). E, per una strana ironia, Grillo si era rivolto proprio a loro, per scoprire gli autori del sabotaggio “L’attacco contro http://www.beppegrillo.it non é opera di Anonymous. – scriveva sul web poche ore dopo – Chiedo aiuto alla Rete e ovviamente anche ad Anonymous, per identificare il gruppo che ha bloccato il sito”. Immediata la risposta “Caro Beppe Grillo – scrivevano i tre sul sito – Anonymous oggi ha deciso di regalarti un po’ della sua attenzione. Il semplice fatto che l’accesso alle tue liste sia proibito agli stranieri, che tu sia un populista che cerca di raccogliere consensi senza arte né parte e che per più volte ha magistralmente eseguito il saluto romano al tuo seguito e ai media, sostenendo la politica di repressione fascista, basterebbe per giustificare il perché di tanto accanimento.”

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Tra gli altri motivi dell’attacco, proseguiva il comunicato, il suo sostegno alla medicina alternativa (il riferimento, in particolare, è alle iniezioni di bicarbonato di sodio in perfusione endovenosa per liberare il corpo dai “funghi che provocano il cancro”), la devastazione della barriera corallina causata dalla sua barca (e gli inutili tentativi del comico di riparare al danno proponendone la ricostruzione) e la scomparsa del microscopio elettronico, acquistato tramite una raccolta fondi ai suoi comizi, per donarlo ai ricercatori che avrebbero dovuto dimostrare che il plasma utilizzato negli inceneritori di ultima generazione è peggiore ai metodi precedenti. Da lì l’invito a “dare le chiavi del tuo movimento a chi porta avanti la causa, cioè al cittadino stesso, evitando di speculare e lucrare ancora sui tuoi spettacoli che di candido non hanno nulla ma sono sordidi di ipocrisia e menzogne.” Parole dure, che però non tutta la community si sentiva di condividere: già nella notte, infatti, il post di rivendicazione veniva cancellato e sostituito con uno che annunciava una votazione in corso sulla legittimista dell’attacco.

Oggi la decisione: i tre sono stati cacciati “con ignominia”, mentre in un comunicato un veterano di Anonymous spiegava che il gruppo non ha nulla contro Grillo “che porta avanti le sue attività senza percepire soldi pubblici, quindi fuori dalla nostra area di interesse. Purtroppo – prosegue – questa storia ha minato alla base la residua credibilità che potevamo avere e me ne dispiace infinitamente”. L’eccesso di democrazia, che è la linfa vitale del rivoluzionario movimento, è alla base del incidente: una comunità fluida, priva di gerarchia, con un forte senso di partecipazione attiva e una comunicazione che avviene sempre per canali irrintracciabili (grazie a cui si decidono anche anonimamente gli attacchi) è perennemente a rischio, tanto che le stesse persone responsabili potrebbero “tornare sotto altre identità, visto che non è richiesto un passaporto per partecipare”.

Valentina Sanseverino @you-ng.it


Anonymous affonda Equitalia

Anonymous affondano nuovamente Equitalia

«Giorno a voi Equitalia»: inizia con un cordiale saluto quello che è un meno cordiale attacco DDoS al sito. La firma è quella degli Anonymous, con la legione pronta a rinnovare l’impegno contro Equitalia dopo averne già attaccati (ed affossati) i server nel recente passato.

«Abbiamo deciso di dimostrarvi tutto il nostro affetto “pubblicizzando” il vostro meraviglioso ed informativo sito inondandolo di richieste, certi che la cosa vi farà piacere». E quindi la rivendicazione vera e propria: «Siete un’anomalia tutta italiana, un’azienda in teoria pubblica che si occupa della riscossione di (presunti) tributi dovuti all’Agenzia delle Entrate, che attuate con una ferocia inaudita e con pratiche quantomeno opinabili».

Il sito è nuovamente online (pur privo di comunicazioni ufficiali sull’accaduto, diramate invece nell’occasione del precedente attacco), così come il sito Trenitalia messo sotto scacco da medesima iniziativa.

Il comunicato ufficiale che rivendica l’iniziativa è stato pubblicato ancora una volta sul blog italiano Anon-News:

A parer nostro inoltre, non potete permettervi di riscuotere agli inadempienti che dimostrino di essere indigenti quel poco che hanno per il loro sostentamento, è immorale e deprecabile.
Molte persone si sono suicidate dopo i vostri interventi invasivi e coercitivi, imposti al fine di riscuotere il guadagno di una vita per motivi talvolta ingiusti!!!

Dovreste applicare la riscossione in modo uniforme e trasparente,eppure è ormai conclamato il fatto che personaggi illustri,con potere politico o comunque “di riguardo” ricevano trattamenti preferenziali e dispari.
Avete poteri smisurati,compresa la facoltà di bloccare beni mobili ed immobili anche in maniera preventiva,e senza nessuna possibilità di verifica o appello da parte dei soggetti colpiti.
Spesso le vostre cartelle esattoriali sono completamente errate ed un onesto contribuente si trova nella spiacevole posizione di dover pagare soldi che NON vi sarebbero dovuti nell’attesa e nella speranza di far luce sugli errori.

Ebbene gli Italiani sono stanchi dei vostri abusi e delle vostre vessazioni e noi come sempre intendiamo dar loro voce.

Avreste dovuto aspettarci.

Vi auguriamo una splendida domenica, sperando stiate apprezzando questo splendido weekend almeno quanto noi.

@webnews.it