Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

area videosorvegliata

Brescia vs Hellas Verona

Scontri ripresi dalla Digos:

gli ultrà rischiano la denuncia

DOPO BRESCIA-VERONA. Visionate ieri in questura le immagini. Già individuata una ventina di tifosi violenti. Il questore Lucio Carluccio: «Nessun atto di violenza resterà impunito. Presto i risultati» Possibile uno stop fino a 5 anni

Una fase degli scontri prepartita tra alcuni tifosi del Brescia e la polizia BRESCIAFOTO/Morgano

Una fase degli scontri prepartita tra alcuni tifosi del Brescia e la poliziaBRESCIAFOTO/Morgano

Brescia. L’occhio del «grande fratello» è entrato in gioco nel terzo tempo, a partita finita, quando ormai i tifosi del Brescia avevano concluso i festeggiamenti per aver battuto nel derby del Garda i veronesi, e i circa 1.500 supporter scaligeri erano tornati mestamente a casa. Battuti due a zero al Rigamonti. Sia sul campo, sia sugli spalti per quanto riguarda tifo, slogan e coreografia. Stupenda la nuova Curva Nord. AL LAVORO ANCHE nella giornata di ieri gli investigatori della Digos della questura guidati dal responsabile dell’Ufficio Giovanni De Stavola per individuare i tifosi del Brescia che, un’ora prima del fischio d’inizio, hanno cercato lo scontro fisico con i veronesi appena giunti allo stadio con i bus navetta partiti sotto scorta dal piazzale dell’Ortomercato. Si analizza fotogramma per fotogramma quanto accaduto, vale a dire lo sfondamento della divisoria da parte di un centinaio di tifosi bresciani fronteggiato dalle forze dell’ordine con cariche e lancio di lacrimogeni. La situazione è rimasta nei limiti per quanto riguarda l’ordine pubblico anche a fine partita, con regolare deflusso dei tifosi bresciani e veronesi anche per la presenza di 120 agenti tra polizia, carabinieri, vigili urbani e finanza. Ieri il questore Lucio Carluccio, oltre a complimentarsi con gli uomini della Volante per il tempestivo intervento in ausilio del personale della Polizia locale e per la conseguente attività d’indagine che darà presto concreti risultati, ha voluto precisare «che nessun atto di violenza o vandalismo rimarrà impunito». IL QUESTORE ha concluso: «Anche per quanto concerne i disordini prepartita l’attività della Digos darà presto i suoi risultati». Entro oggi pomeriggio potrebbero scattare gli arresti in differita. Probabili diverse denunce nei confronti dei tifosi bresciani che hanno partecipato all’assalto degli ultrà veronesi. Rischiano sino a cinque anni di Daspo, vale a dire la proibizione di presenziare a qualsiasi avvenimento sportivo. Gli investigatori della Digos dispongono di diversi filmati e fotografie. Ieri mattina negli uffici del quarto piano della questura erano comparati l’uno con l’altro quelli pre-scontri, con le immagini degli incidenti scoppiati allo stadio verso le 14, all’arrivo dei primi bus con a bordo i tifosi veronesi, per individuare i responsabili. Sono una ventina le persone che ieri sera erano state identificate dalla polizia e che rischiano la denuncia. Oggi se ne saprà di più, fanno sapere in questura. La Digos grazie a un filmato sta verificando se lo scoppio che alle 14 ha dinsintegrato parte della barriera posta tra le due tifoserie sia stato provocato da una rudimentale bomba carta o più probabilmente da un potente petardo. Da individuare chi lo ha lanciato. NONOSTANTE gli scontri, non si contano feriti, ma solo contusi sia tra i tifosi, sia tra le forze dell’ordine. Le «cariche di alleggerimento» di polizia e carabinieri hanno indotto i tifosi più esagitati a ripiegare. Alla fine la logica ha prevalso, e i bresciani hanno poi vinto sul campo per 2 a 0 e nettamente sugli spalti per il grande tifo.

Franco Mondini @bresciaoggi


Scheda un amico

Scheda un amico, il nuovo gioco della lega di serie A.

E’ passata un pò inosservata, ma è l’ultima trovata della lega di serie A, Si chiama fancam ed è stata utilizzata per la prima volta  nel derby Samp-Genoa. Pochi minuti prima del fischio di inizio viene posizionata al centro del campo di gioco una fotocamera che scatta una fotografia a 360° degli spalti. Con l‘immagine interattiva ad altissima risoluzione dello stadio,  è possibile “esplorare” il pubblico in ogni dettaglio. La “genialata” sta nell’interazione con i social network, infatti è possibile taggare se stessi ed i propri amici. Considerando il nuovo modo di tifare, dove la corsa al tag è più importante di una presenza allo stadio, non abbiamo dubbi sul  successo di questa iniziativa. Di fatto altro non è che una sorta di segnalazione online fai da te, che renderà ancora più  facile il lavoro di chi ha il compito di identificare i tifosi brutti, violenti e cattivi.
Sulla pagina ufficiale della fancam dedicata al derby della lanterna (clicca qui)  si può avere un’idea di quanto sia potente  questo “mezzo di riconoscimento” a cui  praticamente nessuno può sfuggire, quindi d’ora in avanti evitate qualsiasi atteggiamento sospetto, evitate di andare allo stadio con chi non dovreste e soprattutto non dite mai al vostro partner che siete da un’altra parte invece che allo stadio, verreste “sgamati” immediatamente.
Se sperate che il garante  sulla privacy possa impedire questo ennesimo scempio anticostituzionale fatevene una ragione, non succederà.  Nelle norme che regolano la pubblicazione di fotografie senza necessità di autorizzazione da parte di chi vi è fotografato si legge espressamente

Non occorre autorizzazione scritta per:
Fotografie in cui il soggetto NON è il ritratto della persona, ma la persona è semplicemente riconoscibile all’interno di un contesto pubblico (piazza, manifestazione, paesaggio, grande gruppo, eccetera); in pratica, quando il soggetto è un luogo od un avvenimento, e non la persona.

Sappiamo già che i benpensanti liquideranno la faccenda con un semplice, “tanto non ho niente da nascondere”  (esattamente come per la tessera del tifoso), senza rendersi conto che siamo all’ennesimo sopruso, l’ennesimo metodo per controllare ogni singolo tifoso preventivamente, senza che ci siano le basi legali per farlo, ed ancora una volta la si fa passare come l’ennesima iniziativa al servizio del tifoso!!!

ATTENTI, BIG BROTHER IS WATCHING YOU!!!

@leccegiallorossa.net


Atalanta vs Inter

Denis, il bomber «politico»

Ha mostrato una maglia contro il presidente dell’Argentina. E Savoldi analizza il ritorno al gol: ora sta ritrovando la giusta tranquillità

German DenisGerman Denis

Atalanta-Inter, quindicesimo minuto della ripresa: Maxi Moralez, dalla destra del fronte offensivo atalantino, mette in mezzo una palla solo da spingere in rete. Il resto è German Denis, un tocco a battere Handanovic e una maglietta: un divieto sopra una «K». Nel momento del ritorno al gol, tanto sudato quanto cercato, il Tanque ha pensato alla sua Buenos Aires, impegnata giovedì scorso in un maxi carcelorazo (protesta, ndr ) contro Cristina Fernandez de Kirchner, attuale presidentessa al suo secondo mandato. Una presa di posizione netta contro la corruzione dilagante, l’inflazione che strangola il mercato in un momento di crisi, il rischio default e in ultima battuta, ma solo in ordine di tempo, l’approvazione della legge che permette il voto ai sedicenni. Quest’ultima sarebbe una mossa demagogica atta ad alzare il gradimento della peronista (prima presidente donna nella storia d’Argentina) sceso dal 54 al 40% dalla sua rielezione del 2011. Le immagini dell’esultanza post due a uno hanno fatto il giro del mondo, mentre l’Atalanta si gode il ritorno del suo cannoniere principe.

@corriere.it


Baby Calciatori Esibizionisti

Scappano dal ritiro e pubblicano le foto su Facebook:
squalificati cinque calciatori francesi

La bravata in discoteca della stellina M’Vila e del milanista Niang costa cara: il primo salterà il mondiale brasiliano

Una volta sarebbe stato il segreto inconfessabile, la bravata da non far sapere all’allenatore, si corrompe il portiere (dell’albergo) e si ritorna in punta di piedi in stanza. Ma siamo nell’era 2.0, supersocial e anche il calciatore non resiste: sono scappato dal ritiro, sono andato in discoteca e te lo dico su Facebook, pubblicando delle belle foto della notte brava.

NIANG RECIDIVO – Questo han fatto cinque francesini dell’under 21, tra cui l’astro nascente del Rennes Yann’M Vila e il neomilanista M’Baye Niang (già salito agli onori delle cronache poiché, lui diciassettenne, girava per Milano senza patente). Ebbene, i cinque, tra le due gare degli spareggi dello scorso ottobre (transalpini sconfitti 5-3 al ritorno dopo aver vinto 1-0 all’andata ed eliminati dalla Norvegia), hanno lasciato di nascosto il ritiro di Le Havre e in taxi sono andati in una discoteca agli Champs-Elysèes facendo ritorno all’alba. E hanno postato sul social le immagini della serata.

NIENTE MONDIALI PER M’VILA – Peccato che Facebook sia pubblico e lo vedano anche i responsabili della Federcalcio di Parigi. Che ha deciso quindi di punire in maniera esemplare gli imprudenti nottambuli: Niang e altri tre sono stati esclusi da qualsiasi rappresentativa nazionale fino al 31 dicembre 2013, mentre M’Vila, evidentemente ritenuto il capo della combriccola, fino al 30 giugno 2014. Il che vorrebbe dire niente mondiali brasiliani per lui. Come a dire, le bravate bisogna saperle fare.

Matteo Cruccu @corriere.it


Vigile urbano investe e uccide un’anziana e poi fugge

Vigile urbano investe e uccide un’anziana
che attraversa sulle strisce e poi fugge

L’agente si è fermato, ha telefonato ed è andato via senza
prestare soccorso. Individuato grazie a pezzi di carrozzeria

ROVIGO – Investe un’anziana che sta attraversando un viale del centro di Rovigo sulle strisce pedonali, ma invece di fermarsi a prestare soccorso scappa. La donna è morta poche ore dopo l’incidente. L’ennesimo caso di automobilista pirata, però, questa volta ha come protagonista un agente della polizia locale. Tutto è avvenuto sotto gli occhi di numerosi testimoni che, increduli, hanno riferito quanto avvenuto: «Ha investito la signora, si è fermato poco dopo ed è sceso parlando al telefono. Poi è risalito in auto, andandosene senza aiutare la donna», racconta una 17enne che stava chiacchierando con un’amica su una panchina vicina al luogo dell’investimento.

Sono le 18 e viale della Pace è molto trafficato. Mirella Rondina, 85 anni, residente a pochi metri dal luogo dell’incidente, attraversa la strada sulle strisce pedonali, rialzate, ben segnalate e illuminate. Forse per andare nella struttura sanitaria privata Centro Medico. L’85enne è quasi arrivata sul marciapiede opposto quando da destra viene investita da una Fiat Panda della Polizia locale. «Abbiamo sentito il botto e visto l’anziana alzata da terra e poi finire sull’asfalto andando a sbattere contro un’auto in sosta. Sono stati momenti incredibili: la Panda della polizia locale si è fermata poco dopo. Il vigile è sceso e stava telefonando. Si è guardato intorno e subito è risalito in auto andandosene senza attendere i soccorsi e verificare le condizioni della donna».

Ci sono molti altri testimoni e uno di loro chiama il 118. Dal vicino ospedale arriva un’autoambulanza del Suem che trasporta la donna al Pronto soccorso. Ha diverse ferite. Morirà dopo tre ore, verso le 21. Sul luogo dell’incidente arrivano una volante e poi una pattuglia della Polizia stradale di Badia Polesine. I poliziotti iniziano ad effettuare i rilievi, raccolgono pezzi di vetro e carrozzeria dell’auto pirata e iniziano a sentire i testimoni.

In poco tempo il mosaico si completa: l’investitore è un agente della polizia locale alla guida di un’auto di servizio. Una volante viene inviata al comando di viale Oroboni, dove giunge anche il comandante Sabrina Patanella. Nel parcheggio si trova subito l’auto con i segni dell’investimento e si scopre chi è il vigile che poco prima si trovava alla guida: sono circa le 19 quando in uno degli uffici inizia l’interrogatorio dell’agente.

 Paolo Ponzetti@gazzettino.it


Manata a raccattapalle

Atalanta-Napoli, manata di De Sanctis a raccattapalle: atti in Procura

Atalanta-Napoli, manata di De Sanctis a raccattapalle: atti in Procura

Sul presunto schiaffo del portiere partenopeo durante la partita con gli orobici indagherà Palazzi. Quattordici squalificati per un turno in serie A: multati la società begamasca per cori razzisti e il Genoa

ROMA – Sarà la Procura Federale a occuparsi della presunta manata data dal portiere del Napoli, Morgan De Sanctis, a un raccattapalle nel corso della partita di mercoledì contro l’Atalanta. E’ stato il giudice sportivo a disporre la trasmissione di copia degli atti al Procuratore per gli opportuni accertamenti. L’episodio secondo quanto ricostruito da Tosel sarebbe avvenuto attorno al 36′ minuto della ripresa. Il numero uno azzurro avrebbe colpito “con una manata, ovvero uno schiaffo, un raccattapalle, ‘reò di aver ritardato la rimessa in giuoco del pallone”. Il giudice sportivo “rilevato che l’arbitro ha sanzionato il portiere partenopeo con un’ammonizione ‘per comportamento non regolamentare in campo’, precisando, su richiesta di questo Ufficio di avere adottato tale provvedimento in quanto ‘in modo non regolamentare (brusco) strappava dalle mani di un raccattapalle il pallone per accelerare la ripresa di gioco’, dispone la trasmissione di copia degli atti al Procuratore federale per gli opportuni accertamenti”.

Attori mettono in fuga i ladri

Poliziotti (per fiction) sventano il furto
«L’assalto al magazzino finirà in tv»

Vicenza, il cast de «Il Commissario Maretti» mette in fuga i veri ladri. Il protagonista: «Fingevamo di essere degli agenti per spaventarli»

VICENZA — Ci fosse stato il regista, avrebbe urlato: «Buona la prima!». Del resto, più che la trama di un telefilm pareva quella di un reality show sulla criminalità urbana: tre banditi col volto coperto dal passamontagna sfondano la saracinesca di un magazzino utilizzando l’auto come fosse un ariete. Sul sedile posteriore una pistola (giocattolo, come si conviene a ogni fiction che si rispetti) pronta a essere impugnata per spaventare chiunque si azzardi a fare l’eroe. Ma ecco che irrompono il commissario Maretti e l’agente scelto Mauro Cicciarello, in compagnia dell’immancabile bella ragazza. Attimi di tensione, grida, uno dei banditi che si avvicina e tenta di aggredire il protagonista. Infine la fuga dei malviventi, una guardia spara in aria e le forze dell’ordine arrivano a sirene spiegate.

Fine della scena. Un altro colpo sventato dal commissario Maretti e dalla sua squadra, protagonisti della miniserie in salsa veneta che va in onda sulla padovana «Cafè Tv 24». Peccato che stavolta fosse tutto vero. È accaduto la notte di Halloween, quando tre criminali hanno tentato di svaligiare il magazzino Cash and Carry di Vicenza, sfondando l’ingresso con un’automobile rubata qualche ora prima. In quel momento, a pochi metri di distanza, fermo a un distributore di benzina, c’era il cast della fiction poliziesca, che da mesi sta girando le nuove puntate in diverse località del Veneto. «Stavamo tornando a casa dopo aver trascorso la serata in un locale e ci eravamo fermati per fare rifornimento», racconta Giuliano Mozzato, l’attore padovano che interpreta il commissario. Con lui c’erano il regista Filippo Marin, la ballerina marocchina Ihlal e Mauro Cicciarello, che nella mini serie recita la parte di un agente scelto. «Abbiamo sentito il rumore dell’auto scagliata contro la saracinesca e Mauro, che era sceso per fare benzina, è corso da noi tutto eccitato, dicendo che stavano facendo una rapina e che dovevamo intervenire». Cicciarello, che nella «vita vera» è stato una guardia giurata, voleva inseguirli.

«Gli ho detto di darsi una calmata, visto che con noi c’era anche una ragazza e che non sapevamo se erano armati. Ho tentato di telefonare ai carabinieri per dare l’allarme e intanto abbiamo fatto finta di essere dei veri poliziotti urlando frasi come “Ora li prendiamo”, “Forza, circondiamoli”. Speravamo di spaventarli». Ma uno dei banditi non l’ha presa bene. Si è avvicinato al gruppetto e ha scaraventato il coperchio di un cassonetto dei rifiuti contro Mozzato, prima di tornare dai complici. Pochi secondi dopo è arrivata l’auto della vigilanza privata e la guardia giurata ha esploso un colpo in aria mentre Cicciarello tentava di avvicinarsi ai malviventi per acciuffarli. Dei tre ladri (fuggiti senza bottino) nessuna traccia, e ora indagano i carabinieri. Al cast de «Il Commissario Maretti » resta un grosso spavento e lo spunto per una nuova storia. «In una delle prossime puntate della serie ricostruiremo il tentativo di furto dell’altra notte. Ma il finale sarà diverso: il commissario farà una bella lavata di capo al suo braccio destro, spiegandogli che un buon agente non deve mettere a repentaglio l’incolumità delle persone. Reagire d’istinto è pericoloso. Diciamo che Cicciarello, la notte di Halloween, era entrato un po’ troppo nella parte del poliziotto…».

A.Pri. @corriere.it