Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

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Elogi alla giunta su Facebook

Elogi alla giunta su Facebook
si dimette il presidente del consiglio

Ercole Massari, numero uno dell’assemblea comunale, usava diversi profili sul social network per lodare l’amministrazione

Ercole MassariErcole Massari

BOLOGNA- Diversi falsi profili su Facebook con i quali partecipava ai dibattiti della sua città, Cervia, sul litorale ravennate, elogiando l’operato della maggioranza. Nulla di strano se il protagonista del caso non fosse il presidente del locale consiglio comunale, Ercole Massari del Pd, che proprio in ragione della vicenda sollevata dai media locali, come anticipato da alcuni quotidiani, si è dimesso ieri sera.

IL MESSAGGIO – «A seguito della campagna ridicola di delegittimazione personale, orchestrata alle mie spalle in merito a dichiarazioni riprese da Facebook – si legge nella nota che Massari ha divulgato in serata dopo un incontro con il partito – e non avendo alcuna responsabilità in alcuna violazione, ma ritenendo di dover esentare la carica di presidente del consiglio comunale di Cervia da ombre di qualsiasi genere, rassegno immediatamente e irrevocabilmente le mie dimissioni da questo incarico, invitando il consiglio comunale a procedere alla elezione di un nuovo presidente del consiglio comunale». Massari, attraverso i suoi falsi profili, oltre a complimentarsi con la Giunta del suo partito e con l’operato del sindaco, non avrebbe mancato di dedicarsi auto-elogi. Qualche utente della Rete, per via di talune bizzarre forme di espressione, aveva sospettato che alcuni profili potessero essere ricondotti a lui. Poi l’annuncio fatto dallo stesso venerdì sera sul suo profilo Facebook: «Ho deciso di licenziare i miei trolls. Direi che mi sono divertito molto a fare il faceto, in un mondo di persone serie. Tutti i miei numerosi cloni saranno posti in sonno». Massari ha comunque respinto la paternità su diversi profili che, oltre a prendersela con taluni privati cittadini, lo elogiavano.

Redazione online @corriere.it

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Juventus vs Napoli

Juve-Napoli, alla Digos i filmati degli ultrà che vandalizzano lo Juventus Stadium

Tifosi del Napoli devastano i bagni dopo la partita. I video della sicurezza consegnati alla polizia

TORINO – La Digos della questura di Torino ha filmato le fasi nelle quali, ieri sera, i tifosi del Napoli hanno danneggiato alcune strutture dello Juventus Stadium nel settore riservato agli ospiti al termine della partita contro i bianconeri.

Le immagini sono da stamani all’esame degli investigatori che stanno cercando di identificare gli ultras responsabili dei danneggiamenti e per questo chiederanno altre immagini alla Juventus. I tifosi napoletani allo Juventus Stadium – secondo i dati della Questura – ieri sera erano 2.099. Alla fine della partita, alcuni di loro hanno allagato i bagni del settore ospiti, divelto accessori e pareti di acciaio, hanno staccato porte e tirato via alcuni seggiolini.

Entro martedì un perito quantificherà i danni dei quali – si apprende in ambienti della Juventus – si farà carico la società bianconera. Ieri sera, allo Juventus Stadium erano presenti 650 steward a fronte dei 250-300 previsti dalla legge, che si sono mantenuti all’esterno del settore ospiti e non sono intervenuti per evitare tensioni. Danni analoghi, sempre nel settore ospiti dello Juventus Stadium, erano stati causati dai tifosi napoletani anche in occasione della partita Juve-Napoli del girone di ritorno dello scorso campionato.

@ilmessaggero.it


Condannati i poliziotti che picchiarono un anziano

Condannati a 4 anni i poliziotti che picchiarono un anziano

Erano stati filmati da una telecamera. Il gip scrisse: “violenza bestiale”. Fracassarono la faccia a un uomo di 63 anni.

4 anni di prigione per i due giovani agenti di polizia di 24 anni in servizio a Milano che nella notte tra il 20 e il 21 mggio finirono in carcere – in custodia cautelare – per aver letteralmente fracassato la faccia un uomo di 63 anni. Lo ha deciso oggi il gup. Federico Spallino e Davide Suseri erano già stati sospesi dal servizio. Il giudice per l’udienza prleiminare aveva usato parole durissime nei loro confronti: “potrebbero esplodere ancora per un nonnulla nei confronti di chiunque”, scriveva nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere il gip Alessandra Clemente, descrivendo il comportamento dei due “disumano”.

L’indagine è stata addifata al pubblico ministero Tiziana Siciliana e all’aggiunto Alfredo Robledo che sta seguendo diversi casi di “malapolizia”. Proprio la sua esperienza gli aveva consentito di capire, incappando nel caso dell’uomo finito in ospedale, che la descrizione di “faccia fracassata” mal si conciliava con il verbale dei due agenti di polizia: i quali dopo averlo picchiato lo avevano denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Insomma, la solita operazione di “insabbiamento”. Solo che il pm è riuscito a trovare un video ripreso da una telecamera in viale Gorizia, zona Darsena, nel pieno della movida milanese.

L’uomo era ubriaco, e aveva avuto un battibecco con gli agenti. Poi li aveva seguiti, togliendosi la giacca e dicendo della frasi – ovviamente nel video non si sentono – che il pm ha definito “probabilmente provocatorie”. La reazione degli agenti è “fredda ma bestiale”, scrive Robledo. Si girano e prima gli danno un pugno, poi un calcio in pieno viso. All’uomo in ospedale verrano riscontrate 40 fratture.

Cinzia Gubbini @globalist.it


Livorno vs Verona

Cori contro Morosini a Livorno
Individuati una ventina di tifosi

Dopo la partita Livorno-Verona, individuati dalla questura di Livorno una ventina di tifosi del Verona che avevano fatto il saluto romano. Le immagini sono state inviate alla questura di Verona. La polizia di Livorno sta visionando i filmati degli ultrà veronesi che hanno intonato il coro contro Piermario Morosini. Tosi: «È inammissibile l’offesa personale».

Livorno. Sono già stati individuati dalla questura di Livorno una ventina di tifosi del Verona che ieri durante la partita Livorno-Verona hanno fatto il saluto romano. Le immagini raccolte dalla Digos durante il match sono state inviate alla questura di Verona per la successiva identificazione. La polizia di Livorno sta ora visionando i filmati relativi alla curva ospite per accoppiare il sonoro con il labiale degli ultrà veronesi che hanno intonato il coro contro la memoria di Piermario Morosini.

«È la pagina più triste da quando ho preso il Verona. Faremo sicuramente delle iniziative fin da sabato, daremo segnali forti». Il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti, interviene al telefono su Sky per ribadire lo sdegno della squadra e della città per i cori di ieri contro Morosini. «Sono cose che non fanno parte del calcio – dice – ieri c’erano 700 tifosi, quelli che hanno fatto i cori non sono più di 10-15. So che anche la Lega di Serie B si sta prodigando. Verona come squadra e tifosi ma anche come città non è quella dell’episodio di ieri. Da parte nostra e del sindaco Tosi continueremo la battaglia per avere stadi puliti, dove possono andare le famiglie. Ieri c’erano 700 tifosi, stiamo parlando di pochi deficienti. Da presidente voglio prima di tutto vincere il fair play, Verona merita palcoscenici ben diversi».

«Da tifoso dell’Hellas, anch’io vado in Curva coi “butei”, capisco che alla partita ci possano essere gli sfottò» ed anche insulti “da stadio”, fanno parte del clima. Ma è assolutamente inammissibile l’offesa personale». Lo sostiene oggi in una nota il sindaco di Verona Flavio Tosi, annunciando che la Giunta si costituirà parte civile contro quei tifosi veronesi protagonisti degli insulti lanciati nei confronti della memoria di Morosini, giocatore del Livorno scomparso un anno fa a Pescara. Per i cori dei tifosi veronesi a Livorno offensivi della memoria di Piermario Morosini serve una punizione esemplare «ma non bisogna essere abituati solo alle punizioni. Bisogna agire per isolarli. Le multe possono essere prese come esempio, ma è arrivato il momento di agire duramente contro queste persone». Lo ha detto Demetrio Albertini, vicepresidente Figc, intervenuto nel corso di «A tempo di sport» su Radio 24. «La cosa che deve fare il mondo del calcio è non abituarsi alla multa o all’ammenda – sottolinea -. Bisogna indignarsi e pensare di poter fare qualcosa. Ho letto le dichiarazioni del presidente della Lega Abodi e del direttore generale del Verona Gardini, credo che siano le persone vicine a questi tifosi che devono isolarli». È nuovamente il momento di restrizioni sul modello di quelle imposte dagli ultimi governi? «Il messaggio è questo e non è solo a tutela del calcio – replica Albertini – ma anche a tutela dei tifosi che vogliono fare i tifosi e tifare esclusivamente la propria squadra con grande dignità e non trovarsi immischiati con queste persone». Per il vicepresidente federale «la volontà da parte delle società di isolare i tifosi c’è» ma «bisogna agire molto anche a livello governativo». Il calcio italiano necessita anche «di stadi migliori e di proprietà affinchè ci possano essere anche delle responsabilità di controllo diretto da parte delle società». Un filtro mancato allo Juventus Stadium dove si sono registrati atti vandalici e i soliti cori contro i tifosi napoletani: «È la cultura sportiva che in Italia non abbiamo uguale ad altri Paesi. La cosa meravigliosa del calcio è lo spettacolo e bisognerebbe andare con l’intento di tifare la propria squadra e creare emozioni ma, soprattutto, di rispettare gli avversari e i tifosi. Questo in Italia succede raramente», ha concluso Albertini.

@arena.it

 


Politici Italiani

Lecco, politico Pdl buca le gomme
al disabile a cui aveva rubato il posto

LECCO – Parcheggia la sua Jaguar in un posto per disabili. Costretto a spostarla dai vigili urbani, chiamati da un disabile, decide di vendicarsi bucando le gomme della macchina del portatore di disabilità una volta che gli agenti si sono allontanati. Protagonista della vicenda è il presidente dell’Aler di Lecco (Azienda lombarda per l’edilizia residenziale) Antonio Piazza, che martedì è stato sollecitato dal suo partito, il Pdl, a dimettersi.

Piazza infatti non ha fatto i conti con le telecamere della zona che hanno ripreso tutta la scena. Martedì il dirigente è stato costretto a dimettersi.

“Le mie dimissioni – si è giustificato il numero uno dell’Aler lecchese – non sono assolutamente giuste. Non le ho certo date volontariamente. Il mio comportamento è sempre stato improntato nella massima correttezza nel ruolo che ho svolto fino ad oggi nell’azienda lombarda per l’edilizia residenziale. Spero che l’assessore lombardo le respinga”.

@blitzquotidiano.it


Real Madrid vs Manchester City

Liam Gallagher ultrà, cacciato via dal Bernabeu

L’ex Oasis, allo stadio per vedere il suo Manchester City contro
il Real, dà in escandescenze e viene espulso dalla security

Era un po’ che non faceva parlare di sè, per mattane di qualsivoglia genere: l’ex Oasis Liam Gallagher ha pensato bene di scegliere uno stadio come teatro dell’ultima marachella. Il glorioso Bernabeu nella fattispecie, dove il suo Manchester City di cui è sommo tifoso, per non dire scatenato ultrà, come il fratello-coltello Noel, martedì giocava contro il Real Madrid.

PARTITA OTTOVOLANTE – Ebbene in quella che è stata una partita stile ottovolante (citizens in vantaggio due volte, merengues rimontanti e vincenti 3-2 allo scadere) Liam ha mostrato di partecipare emotivamente. Troppo, dando più volte in escandescenze. Al primo gol del City si è precipitato giù dalle scale, mettendosi a baciare gli addetti della sicurezza. Che non hanno gradito, ammonendolo a non ripeter più simili effusioni.

ESPULSO –Ha obbedito, per forza di cose, anche perché i ragazzi di Mancini buttavano via via la partita: e infatti si è messo a sbraitare Liam, tanto che al 3-2 finale di Cristiano Ronaldo, la security blanca ha dovuto portarlo via. Espulso.

Matteo Cruccu @corriere.it


Omicidio Preterintenzionale

Morì durante un controllo di polizia, andranno sotto processo i 4 agenti che operarono il fermo

Il magistrato che ha deciso il rinvio a giudizio: «I poliziotti colpirono ripetutamente l’uomo»

Il gup di Milano Alfonsa Ferraro ha rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio preterintenzionale i 4 poliziotti che avrebbero percosso «ripetutamente» nel corso di un arresto a Milano il 30 giugno 2011 Michele Ferrulli, quando era già «immobilizzato a terra». L’uomo, manovale, di 51 anni, quella sera morì per arresto cardiaco. Il giudice ha riqualificato l’ipotesi di reato da cooperazione in omicidio colposo ad omicidio preterintenzionale, rinviando direttamente gli agenti davanti alla corte d’assise. Il processo per loro inizierà il prossimo 4 dicembre.

LA FAMIGLIA – «È un ottimo inizio. Siamo davvero soddisfatti. Nella sfortuna abbiamo avuto la fortuna di trovare chi ha fatto indagini veloci, pulite e senza voler nascondere nulla a nessuno». Così Domenica Ferrulli, la figlia del 51enne morto durante un controllo di polizia in via Ferraro, ha commentato la decisione del giudice per l’udienza preliminare non solo di rinviare a giudizio i 4 poliziotti accusati di aver pestato a morte Michele Ferrulli, ma di riqualificare l’imputazione da «cooperazione in omicidio colposo per eccesso colposo dell’adempimento del dovere» nella più grave di «omicidio preterintenzionale».

IL COMMENTO – Luigi Manconi, presidente dell’associazione A Buon Diritto, giudica «estremamente importante» la notizia della riqualificazione del reato: « Più volte abbiamo denunciato la scarsa corrispondenza tra un atto di fermo che avviene con modalità evidentemente abnormi, tali da non escludere conseguenze mortali, e un titolo di reato palesemente inadeguato. La verità è che, anche di recente, tra Milano e Roma, si sono verificati numerosi casi di ] Il gup di Milano Alfonsa Ferraro ha rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio preterintenzionale i 4 poliziotti che avrebbero percosso «ripetutamente» nel corso di un arresto a Milano il 30 giugno 2011 Michele Ferrulli, quando era già «immobilizzato a terra». L’uomo, manovale, di 51 anni, quella sera morì per arresto cardiaco. Il giudice ha riqualificato l’ipotesi di reato da cooperazione in omicidio colposo ad omicidio preterintenzionale, rinviando direttamente gli agenti davanti alla corte d’assise. Il processo per loro inizierà il prossimo 4 dicembre.

LA FAMIGLIA – «È un ottimo inizio. Siamo davvero soddisfatti. Nella sfortuna abbiamo avuto la fortuna di trovare chi ha fatto indagini veloci, pulite e senza voler nascondere nulla a nessuno». Così Domenica Ferrulli, la figlia del 51enne morto durante un controllo di polizia in via Ferraro, ha commentato la decisione del giudice per l’udienza preliminare non solo di rinviare a giudizio i 4 poliziotti accusati di aver pestato a morte Michele Ferrulli, ma di riqualificare l’imputazione da «cooperazione in omicidio colposo per eccesso colposo dell’adempimento del dovere» nella più grave di «omicidio preterintenzionale».

IL COMMENTO – Luigi Manconi, presidente dell’associazione A Buon Diritto, giudica «estremamente importante» la notizia della riqualificazione del reato: « Più volte abbiamo denunciato la scarsa corrispondenza tra un atto di fermo che avviene con modalità evidentemente abnormi, tali da non escludere conseguenze mortali, e un titolo di reato palesemente inadeguato. La verità è che, anche di recente, tra Milano e Roma, si sono verificati numerosi casi di “omicidio preterintenzionale” nel corso di fermi. Nella maggior parte di queste vicende – conclude Manconi – il nesso di causalità tra violenza dell’azione di fermo e morte del fermato è stato ignorato. Questa volta, grazie alla tenacia di Domenica Ferrulli, figlia della vittima, e dell’avvocato Fabio Anselmo, si è aperto uno spiraglio di verità».

Redazione Milano online @corriere.it