Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

asromaultras.org

Milan vs Inter

Milan-Inter senza tessera

La tessera del tifoso è stata un fallimento, perché a tre anni dalla sua introduzione (ministro dell’Interno era Maroni, presidente del Consiglio Berlusconi) i reati connessi al calcio sono sì diminuti, ma il numero degli spettatori della serie A è crollato. Un po’ come ridurre il numero degli stupri evirando tutta la popolazione maschile. Una volta tanto non spariamo cifre a caso: la media spettatori per partita nella serie A 2008-09 era di 25.779, quella del campionato scorso di 23.214. A casa nostra significa meno 11% in sole tre stagioni. Se lo scopo era quello di cacciare gli ultras dagli stadi, vendendo meglio il fantomatico ‘prodotto calcio’ alle altrettanto fantomatiche famiglie con grande potenziale d’acquisto, ecco, questo scopo non è stato raggiunto. Negli stadi italiani, con poche eccezioni, sono rimasti quasi solo gli ultras. Il paradosso è che adesso nella serie A italiana si può comprare tranquillamente un biglietto senza avere la tessera del tifoso, aspettando la finestra della vendita libera, anche in partite come Milan-Inter. Da ieri si possono acquistare con la semplice carta di identità, ce ne sono ancora in giro migliaia (qualcuno dice ventimila), senza bisogno della carta Cuore Rossonero. Domanda di un tifoso con un minimo di cervello: ma se anche senza la tessera del tifoso posso comprare il biglietto per Milan-Inter, perché mai dovrei farmi schedare? Alla fine dagli stadi sono stati cancellati quelli che decidono di andarci all’ultimo momento, che condividono un abbonamento con un amico (il quale evidentemente ha un altro nome), che non vogliono perdere tempo in banca e in generale che non vogliono programmare tutta la propria esistenza in base al calendario calcistico. Pioggia di editoriali con i tifosi che disertano gli stadi (per il Milan minimo storico, nell’era Berlusconi, di abbonati, per l’Inter metà stadio vuoto in una partita interessante come quella con la Fiorentina), come se fosse un delitto snobbare De Jong e Alvarez, ma nessuna critica nei confronti di chi, con la connivenza delle stesse società (che preferiscono i soldi sicuri e fissi delle televisioni a quelli incerti della gente che ragiona con il proprio cervello), ha reso gli stadi sempre più vuoti. Infatti la risposta dei grandi cementificatori e dei loro media è unanime: nuovi stadi, ovviamente molto più piccoli perchè il calcio interessa a meno gente, edificabilità delle aree circostanti, indotto commerciale che ripaghi del crollo dell’incasso al botteghino (del resto il botteghino non esiste più). E quindi? Il responsabile marketing alle vongole, intervistato da chi di dovere, spiegherà che con tante Allianz Arena tutto cambierà.

Stefano Olivari @guerrinsportivo

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Italia vs Spagna

Bandiera con svastica al Circo Massimo
arrestato e poi liberato giovane neofascista

Condannato a due mesi per resistenza a pubblico ufficiale. Il 23enne romano è stato identificato dalla Digos di Roma e fermato. Nella sua casa trovati altri materiali inneggianti al Duce. In manette anche un amico videoripreso a lanciare oggetti contro il maxischermo e il pubblico. Altri due denunciati. Mentre scoppia la polemica tra il Pd e la portavoce del sindaco

Condannato e subito rimesso in libertà Enrico Zaccardi, 23 anni, il giovane che ieri ha sventolato una bandiera con la svastica al Circo Massimo, durante la finale degli Europei. Il ragazzo è stato condannato per direttissima a 2 mesi e venti giorni per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. Nei confronti di Zaccardi resta la denuncia, come ha reso noto la Questura, per ”apologia di reato”. La rimessione in libertà, secondo quanto afferma il difensore del giovane, l’avvocato Lorenzo Cantucci, è legata ”al suo stato di incesuratezza e l’assenza di carichi pendenti ma presenteremo appello”. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Simona Calegari, della VII sezione penale del tribunale di Roma.

Era stato identificato dagli uomini della Digos della Questura di Roma durante la finale degli europei di calcio Euro 2012 al Circo Massimo mentre sventolava la bandiera con la svastica. Era così scattato il fermo nella notte per resistenza, e denunciato per apologia di reato. Enrico Zaccardi, questo il nome, 23 anni, già noto alla Digos, è stato videoripreso dalla polizia scientifica mentre inneggiava al duce sventolando la bandiera con i simboli nazisti. Gli agenti hanno poi perquisito la sua abitazione, trovando e sequestrando un manganello raffigurante il volto di Mussolini, una bandiera con una croce
celtica, una bandiera con una svastica, indumenti raffiguranti frasi che inneggiano agli skinheads e infine una spada modello Katana.

Arrestato, sempre per resistenza, anche un altro romano, Ivan Simoncioni 19 anni, che era in compagnia di Zaccardi, e che è stato videoripreso mentre lanciava oggetti pericolosi verso il maxischermo e il pubblico. Identificati infine le altre due persone che facevano parte dello stesso gruppo di amici, tra cui una donna, che sono stati denunciati in stato di libertà perché trovati in possesso di materiale pirotecnico. I due, bloccati verso la fine del match, devono rispondere di resistenza a pubblico ufficiale e sono stati denunciati per aver violato la normativa relativa al divieto di accesso alle manifestazioni sportive e la legge Mancino, già violata in passato da Zaccardi: con un gruppo di Skinheads aveva sfilato in via del Corso indossando indumenti con sopra svastiche e scritte riconducibili all’ideologia di estrema destra. In tutto nel corso dei controlli al Circo Massimo sono state identificate 17 persone e sono state denunciate due persone.

La polemica. Sul caso interviene Marco Miccoli, segretario del Pd Roma: “Da ieri sera aspettiamo una parola di condanna dal sindaco di Roma sulle vergognose bandiere naziste e inneggianti al Duce che hanno sventolato al Circo massimo, in presenza dello stesso Alemanno. Purtroppo, però, almeno per il momento il loquace Alemanno ha parlato di tutto ma non ha ancora preso le distanze da questa ennesima vergogna fascista che ha macchiato la nostra città. Ma Alemanno si è reso conto di quello che stava succedendo? E perché non ha detto nulla? La verità è che con un sindaco del genere i fascisti in città pensano di fare tutto quello che vogliono, anche andare al Circo massimo con i vessilli di Hitler e di Benito Mussolini”.

Replica Ester Mieli, portavoce del primo cittadino di Roma Gianni Alemanno: ”La richiesta da parte dell’onorevole Miccoli di una scontata condanna alle bandiere esposte ieri sera al Circo Massimo è offensiva nei confronti del sindaco. La risposta è nei fatti. Forse all’attento Miccoli sono sfuggiti i due arresti nei confronti dei responsabili. Questa è un’amministrazione che parla con i fatti e non con le chiacchiere. Miccoli dovrebbe ricordarsi i disastri che la precedente amministrazione ha lasciato alla città. Forse anche allora preferivano chiacchierare invece che fare”.

Il botta e risposta tra l’opposizione e la portavoce del sindaco non si placa. Anche il consigliere comunale del Pd Dario Nanni va all’attacco: “Il sindaco ha preferito tacere piuttosto che condannare apertamente questi gesti. Purtroppo in questi anni il sindaco non si è certo distinto per prese di posizioni chiare, nette e di condanna nei confronti di vicende come questa. L’atteggiamento tenuto dal primo cittadino è in linea e coerente con i rapporti che continua a mantenere con una certa destra e che maldestramente cerca di riequilibrare con ‘alcune assunzioni’ e con ‘alcuni rapporti’ con la Comunità ebraica. Invito pertanto Alemanno – conclude Nanni – a rinnegare pubblicamente quello che è stato il fascismo e la shoah e a condannare apertamente episodi come quello accaduto ieri”. Anche in questo caso la risposta di Ester Mieli non si fa attendere: “Si è varcato il limite del buongusto. Per fare polemica contro il sindaco, si arriva a discriminare una giornalista professionista per la sua appartenenza alla comunità ebraica. Con il suo attacco personale basato su allusioni alla mia fede religiosa il consigliere del Pd, Dario Nanni, ha davvero toccato il fondo. Qualcuno del suo partito lo fermi – prosegue Mieli – Il dibattito sano e costruttivo, anche acceso, è il sale della politica, ma le offese personali, sterili e gratuite sono una caduta di stile inaccettabile. Dopo questa uscita infelice del suo collega, il consigliere Masini dovrebbe domandarsi come mai dopo essere stata ‘entusiasta’ alle primarie del Pd adesso, come molte altre persone, ho scelto di lavorare per un’amministrazione di segno opposto”.

@repubblica.it


Juventus vs Napoli

Napoli, per la finale del 20 maggio

Coppa Italia, botte per i biglietti

Vendita libera dei ticket. Rissa a Pianura davanti alle ricevitorie di Lottomatica, feriti due carabinieri

NAPOLI – Non è bastato cambiare la location per risolvere il problema. Ieri, in occasione della «fase tre» dell’accesso ai tagliandi per la finale di Coppa Italia del 20 maggio tra Juve e Napoli (si poteva acquistare il ticket anche se non in possesso della tessera del tifoso), invece di azzuffarsi davanti ai consueti varchi del San Paolo, ci si è accapigliati a ridosso delle ricevitorie abilitate dalla Lottomatica. Risultato identico: cariche delle forze dell’ordine, ressa, feriti, scaramucce, tafferugli. E tanti biglietti nelle mani dei bagarini. Come in occasione di Liverpool- Napoli, di Bayern-Napoli, di Chelsea-Napoli. Insomma, come sempre. Le premesse del resto erano chiare. Bastava dare uno sguardo all’elenco delle famigerate “ricevitorie abilitate”: appena quattro in città (in via Duomo, nelle adiacenze di via Medina, a Pianura e a via Ghisleri), una a Pompei, una a Caivano, una a San Giuseppe Vesuviano. Tutto qui.

BATTAGLIA ANNUNCIATA – Troppo facile immaginare cosa sarebbe successo. Ed anche dove. A Pianura, in via Russolillo. E’ lì che si sono trovati tutti insieme appassionatamente una buona fetta di gruppi organizzati, i galoppini dei bagarini, una manciata di poveri cristi e un mezzo esercito formato da 4 volanti e 2 furgoni della Polizia, 3 autoblindo dei Carabinieri ed almeno 60 agenti in tenuta antisommossa. Insomma, tutto pronto per una battaglia annunciata. La giornata campale per molti era cominciata prestissimo. Alle 7 c’era già una decina di tifosi in attesa. Alle 13 i vigili urbani hanno chiuso al traffico l’arteria, ma mezzora dopo i nastri venivano sradicati via da un fiume di scooter che si dava al parcheggio selvaggio. Alle 14 arrivava il grosso delle forze dell’ordine, mentre una fila scomposta cominciava a ondeggiare e urlare. Nel mezzo, decine di mani a stringere pacchi di fotocopie di documenti d’identità. Non sarebbe regolare, ma si è trovato un compromesso: 4, massimo 5 tagliandi per ogni rappresentante, non di più. Alle 15,45 l’annuncio: la vendita non scatta alle 16, ma un pelo più tardi. Pochi minuti e scoppia una rissa tra ultrà che si risolve fortunatamente solo con pesanti minacce e parole grosse. Il via alla vendita alle 16,20. In mezzo al caos. La rampa di accesso alla rivendita complicava le cose: in tanti sono scivolati giù più volte.

CARICHE E INGIURIE – Poi la fila ha cominciato a spingere, e ci sono volute tre cariche di alleggerimento per riportare la calma. Cariche nel corso delle quali ad avere la peggio sono stati due carabinieri: uno colpito al volto da una bottigliata; un altro uscito con una caviglia a pezzi dall’epicentro della calca. Nel frattempo, ai margini della massa umana, prendeva corpo l’aggressione nei confronti di un fotoreporter: ingiurie, calci e spintoni. Fino a costringerlo ad andar via. La situazione è diventata un po’ più tranquilla solo dopo le 18,30. Poco dopo le 20, invece, arrivava la voce del sold-out. Anche se sembra che una scorta di Tribuna Tevere sia ancora a disposizione. Inutile dire che la vendita telefonica è stata una tragedia, e che anche stavolta il profilo della LisTicket su Facebook è stato ingolfato di improperi. Il tutto mentre lì, a Pianura, navigati bagarini se la ridevano, al riparo dalla battaglia, godendosi il sole primaverile. Certi del fatto loro. E pensare che l’intenzione di ministero e Lega era quello di limitare rigorosamente la vendita a chi in possesso della tessera del tifoso.


Milan vs Inter

DALLA PARTE DEL CITTADINO

La fatica di un nonno interista per portare i ragazzini al derby

Buongiorno signora Bossi Fedrigotti, le racconto l’esperienza di un nonno che ha pensato di invitare al derby del sei di maggio il nipotino più alcuni suoi piccoli amici di dieci anni. Premessa doverosa: i biglietti per il derby del sei maggio non sono esauriti. Allora, con la determinazione che solo i nonni possono avere, comincio l’avventura provando a comprare i biglietti online sul sito dell’Inter; ci vuole la tessera del tifoso (che io ho) ma il massimo di biglietti acquistabili in un colpo solo è 4 (quattro) e io ne devo comprare 7 (sette), tutti al primo anello blu. Quindi, dato che online li sceglie il computer con la funzione «best seat» non ho la garanzia che siano in serie ma a noi piacerebbe stare seduti vicini. Allora rinuncio alla via pc e con la mia bella tessera del tifoso mi reco presso la Banca Popolare di Milano in piazza Meda dove cortesi impiegati mi illustrano come funziona la prevendita. Chiedo quindi di acquistare sette biglietti munito di sette carte di identità sette, bimbi compresi, forte della mia tessera del tifoso, ma tutti e sette devono avere la famigerata tessera del tifoso; ma ho un lampo di genio e chiedo di tesserare tutti gli altri sei, perché no. Risposta: giusto, se fosse una partita qualsiasi sarebbe fattibile ma per il derby non è possibile, il limite temporale era fissato alla data del trenta di marzo. Breve conclusione sulle «semplificazioni»: frequento lo stadio di San Siro dal 1958 sia da spettatore qualsiasi, sia da abbonato, quindi immagini quante migliaia di biglietti avrò acquistato in Italia e all’estero, ma le difficoltà che ho trovato a Milano negli ultimissimi tempi credo non abbiano alcun paragone al mondo, chi riesce a portare la famiglia allo stadio va onorato con un monumento alla memoria davanti a San Siro, perché organizzato così il calcio può finire solo in mano ai facinorosi e ai violenti, gli stadi in mano loro e le famiglie al massimo davanti alla tv, finché dura, naturalmente.
Patrizio Bertolini

Come forse può immaginare il calcio non è esattamente il mio «ramo», ma da quel che mi raccontano i famigliari tifosi gli spettacoli che, sempre più spesso, si possono vedere allo stadio non sono forse i più indicati per bambini di dieci anni, tanto più se i posti sono in curva; mi dicono però anche — relata refero — che a San Siro di solito non succede niente di preoccupante. Quanto alle difficoltà che ha incontrato, pensavo fosse molto più facile comprare i biglietti per una partita, ma le regole rigide forse non sono fatte per i nonni che vogliono festeggiare i nipotini bensì per gli eventuali facinorosi che hanno in animo di entrare in massa. E, che, di solito, ci riescono.

Isabella Bossi Fedrigotti @corriere.it


Baldini dalla parte dei tifosi

GAZZETTA GIALLOROSSA Clamoroso, Baldini affronta la polizia antisommossa a difesa dei tifosi (FOTO e VIDEO!!)

Dopo la tensione di questa mattina, venutasi a registrare fuori alle mura di Trigoria, tra inservienti e tifosi, Quest’ultimi, hanno avuto un incontro faccia a faccia con il direttore generale giallorosso, Franco Baldini e con il direttore sportivo Sabatini. I tifosi si sono lamentati dell’accaduto e Baldini di tutta risposta ha detto che gli inservienti non erano stati mandati da loro e che avrebbero risolto il problema. Dopo di che, il direttore generale ha parlato con gli agenti della Polizia Antisommossa, presente a Trigoria dicendogli: “Lasciate stare gli striscioni, non li dovete togliere, non c’è scritto nulla di offensivo e maleducato. E’ giusto che esprimano il loro dissenso. La situazione è tranquilla, ve ne potete andare”. Al che gli agenti avrebbero risposto di non poterlo fare, poiché gli ordini arrivavano direttamente dall’alto. Nel frattempo, l’ingresso nel centro sportivo di Giorgio Rossi, è stato accolto tra gli applausi.

A cura dei nostri inviati da Trigoria Emiliano Di Nardo e Nicolo Ballarin

Baldini e Sabatini

Sabatini a Trigoria

Baldini contro la Polizia

Baldini contro la Polizia

@gazzettagiallorossa


Giornalisti IMBECILLI…

(ANSA) – ROMA, 14 MAR – ”Non ci sara’ nessuna nuova tessera del tifoso, io non so quale imbecille ha messo in giro la voce”.
Lo ha detto il capo della polizia, Antonio Manganelli, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento alle
dichiarazioni dell’ex ministro Roberto Maroni riguardo le conseguenze della cosiddetta nuova tessera del tifoso.
”La tessera del tifoso – ha spiegato Manganelli – restera’ esattamente quella che e’ oggi. Noi l’abbiamo detto fin da subito che e
‘ uno strumento di fidelizzazione”. ”Non ho capito com’e’ uscita questa imbecillita’ della nuova tessera del tifoso – ha aggiunto il
capo della Polizia – Di certo non dal dipartimento.
Chi l’ha fatta uscire e’ un imbecille, quello che viene presentato come un nuovo vestito della tessera altro non e’ che la caratteristica
base che abbiamo costruito anche con il ministro Maroni.
Il ministro Cancellieri ora e’ sulla stessa linea. Non ci sono novita’.
Non ho capito i titoli sui giornali ne’ chi ci marcia e vuole inserire falsita”


Addio Alla Tessera????

Calcio, addio alla tessera del tifoso
Maroni: hanno vinto gli ultras e la Roma

L’ex ministro: «E’ la squadra di Cancellieri». Gasparri: «Parla da milanista». Club giallorosso: abbiamo rispettato le regole

Addio alla tessera del tifoso, fin dall’inizio avversata dai tifosi, nel calcio italiano dall’anno prossimo arriva una vera e propria fidelity card. Nonostante abbia dato «grandi risultati», sottolineano al Viminale, appena un anno dopo la sua introduzione la decisione è dunque quella di archiviarla.

La nuova card spiega Antonello Valentini, direttore generale della Fgci, «sarà meno di controllo e più legata alla responsabilità dei tifosi e dei club, con procedure snellite e molti servizi per chi se nedota».

Risultati straordinari. «La tessera del tifoso ha dato risultati straordinari – commenta il vicecapo dell’ Osservatorio sulle manifestazioni sportive, Roberto Massucci – e continuerà ad essere necessaria per andare in trasferta. Ora però spetterà ai club valorizzare la funzione di fidelity card con sconti, agevolazioni e tutto ciò che riterranno necessario per aumentare il senso di appartenenza».

Biglietti scontati. In questo senso già va il permesso concesso alla Roma per il carnet di biglietti a prezzo scontato per il possessore di tessera che si fa garante per i suoi amici (e ottiene uno sconto sul prezzo d’acquisto). Ma le procedure per la futura «fidelity card» verranno di molto snellite, come conferma la Figc. 

Superare messaggio che tessera è operazione di polizia. «Dopo due anni di grandi risultati – aggiunge Valentini – l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive si è reso conto che si poteva dare fiducia alle tifoserie che hanno dimostrato di meritarselo, per fare appello al senso di responsabilità degli appassionati in maniera sana. Tra l’altro, si supera così l’effetto ingiustamente negativo del messaggio passato all’avvio dell’iniziativa: ovvero di un meccanismo di operazione di polizia. Non erano queste le intenzioni del Viminale, ma cosi vennero recepite da molti. Dopo avere lavorato a lungo con il capo della polizia, Manganelli, abbiamo il riscontro dell’osservatorio sulle manifestazioni sportive: l’evoluzione ci porta verso un modello simile alla card “vivo azzurro” per i tifosi della nazionale. Occorre responsabilizzare e fidelizzare i tifosi, magari incentivando il senso di appartenenza».

In un anno rilasciate oltre un milione di tessere. Il dato è stato reso noto qualche settimana fa dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive secondo il quale il numero raggiunto rappresenta «un risultato particolarmente interessante a dimostrazione di una convinta adesione da parte di un gran numero di tifosi». In particolare, dai dati dell’Osservatorio emerge che complessivamente sono 1.014.371 le Tessere attualmente in circolazione: di queste, 839.368 sono state rilasciate in serie A, 127.525 in serie B e 47.478 in Lega pro.

«Hanno vinto le tifoserie ultras e violente». Così l’ex ministro dell’interno, Roberto Maroni, a proposito dell’addio alla tessera del tifoso, introdotta quando l’esponente leghista era al Viminale. «Hanno vinto le tifoserie ultras e violente, hanno vinto quelle società di calcio come la Roma (di cui è tifosissima la ministra Cancellieri) che mai avevano accettato le regole», ha aggiunto. «Qualcuno ha deciso di abolire la tessera del tifoso – scrive Maroni – che pure, come confermano oggi dal Viminale, “ha dato grandi risultatì nella lotta contro la violenza negli stadi. Ci saranno meno controllì annuncia la Federazione calcistica italiana”. Ma come? Meno controlli per contrastare i violenti?». «Brutta notizia – aggiunge l’esponente della Lega – per i tifosi che vanno allo stadio solo per divertirsi e non per menare le mani».

Gasparri: parli da milanista. «Maroni parla più da tifoso che da ex ministro degli Interni. Si è lasciato sfuggire un’affermazione da milanista, ma a volte l’anima del tifoso può prevalere sul resto». Così Maurizio Gasparri, senatore del PdL che poi insiste: «Evidentemente la fuga del Milan, che ha 4 punti di vantaggio sulla Juve, rendono euforici i tifosi rossoneri» prima di soffermarsi sul nuovo strumento che rappresenta un’evoluzione della tessera del tifoso. «Devo ancora capire la portata di questa fidelity card e se questa sia a tutti gli effetti una formula migliore. È chiaro che un’eventuale attenuazione del controllo sarebbe un errore».

La Roma replica. «La Roma ha sempre gestito i propri rapporti rispettando tutte le normative vigenti». Così Claudio Fenucci, amministratore delegato della Roma. L’ad giallorosso sottolinea che «la Roma ha solo trovato gli strumenti che potessero venire incontro alle esigenze della società e della nostra tifoseria». E parlando del nuovo strumento, evoluzione della tessera del tifoso, che sarà adottato a partire dal prossimo anno, Fenucci afferma: «La Roma aveva cercato uno strumento di fidelizzazione che rispondesse alle proprie esigenze e a quelle del tifoso. Se la fidelity card fosse un passo in questa direzione noi non potremmo che accoglierlo in maniera favorevole».

Il commento dell’avvocato Lorenzo Contucci a riguardo

Quando dico – ormai da tempo – che il giornalismo è arrivato al minimo storico della credibilità ed è funzionale al Regime, beh, questo ne è l’esempio. Io non so se il direttore generale della FGCI ha fatto una conferenza stampa o si è limitato a un comunicato ma se ha optato per la prima soluzione mi chiedo se c’è un giornalista che ha rivolto una domanda qualsiasi. Questa è una notizia “non notizia” che ha la caratteristica di essere creduta perché i media – funzionali al Regime – la strillano a caratteri cubitali. Del resto, come diceva Jorge Luis Borges, “Stampando una notizia in grandi lettere, la gente pensa che sia indiscutibilmente vera”. 

Quindi: 

a) non è la tessera del tifoso ad avere dato grandi risultati ma la sostanziale chiusura dei settori ospiti, che ha provocato la diminuzione degli incidenti, ma anche la diminuzione sostanziale del pubblico negli stadi. Del resto anche un deficiente capisce che se realmente il merito di quanto vantato fosse della tessera del tifoso non ci sarebbe alcuna volontà di cambiarla;

b) biglietti scontati: era lo stesso per la tessera del tifoso. Stendo un velo pietoso sul “tesserato” che si fa da garante per il non tesserato, visto che le società di calcio non hanno minimamente recepito la pensata e fanno come vogliono (vedi Atalanta/Roma e Palermo/Roma); 

c) operazione di polizia: la tessera è stata ANCHE una operazione di polizia. Il cambiamento del nome non è una “operazione di fiducia” ma, semplicemente, una operazione di cambio nome. Come se io da domani mi facessi chiamare Alessandro invece di Lorenzo; 

d) un milione di tessere: il Milan ne ha regalato la maggior parte, ma comunque chi si è fatto la tessera in trasferta non va e questo è un dato di fatto; 

e) hanno vinto le tifoserie ultras e violente: Maroni è quello che è. Un politico moderatamente intelligente che – oltre ad azzannare le caviglie – fa quello che sa fare meglio: mentire, come la maggior parte dei politici. Non essendo cambiato nulla, nessuno ha vinto. 

f) Gasparri: non sa di cosa parla, ma almeno lo fa con più moderazione; 

g) la Roma: travolta mediaticamente dalla notizia/non notizia dice giustamente che si è mossa secondo le regole. L’unica affermazione sensata. 

In conclusione: il fatto che la tessera del tifoso – anche solo per via del nome – sia scomparsa non può che far piacere. Cambierà la procedura di rilascio, che sarà automatico e non più prolungato sine die come accadeva oggi. Nulla però si dice sulla modifica dell’art. 9 della Legge Amato e quindi la notizia di cui sopra è una fine operazione propagandistica orchestrata dagli alti vertici. 

Paradossalmente la subumanità della politica e dei suoi rappresentanti fa sì che l’impressione sia nquella di una vittoria contro la tessera. 

La realtà è che la vittoria la si è avuta, sinora, nelle aule giudiziarie. 

Ed allora, qualora si dovesse rivelare impossibile la modifica parlamentare dell’art. 9, non resterà che tentarne la modifica per via giudiziaria, per via del protrarsi dell’illegittimo inserimento di dati personali nella famosa black list, anche per persone che avrebbero tutto il diritto di non esserci. 

Si è detto più volte che non si deve perdere di vista – in modo ottuso – l’obiettivo principale: quello di rimanere all’interno dello stadio. Alla fine del campionato si dovrà riflettere su questo aspetto, tenendo presente i grandi risultati di una campagna durata due anni a costo di grandi sacrifici e tenendo presente che – oltre al cambio del nome – due aspetti su tre sono stati risolti e che il terzo (la modifica dell’art. 9) prescinde dalla tessera del tifoso/fidelity card, in quanto tale sistema è applicato sul singolo biglietto. 

A buon intenditor, poche parole. @asromaultras