Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

calcio inglese

Manchester City vs Manchester United

Disordini nel derby di Manchester, la polizia arresta 13 persone: ma resta senza nome chi ha lanciato la monetina a Rio Ferdinand

Arrestate 13 persone all’indomani del turbolento derby di Manchester. Intanto si cerca di identificare chi ha lanciato la monetina a Rio Ferdinand nel convulso finale di gara.

La polizia di Manchester ha reso noto di aver arrestato 13 persone per aver provocato problemi di ordine pubblico in occasione del derby di ieri tra City e United, vinto dai ‘Red Devils’. Nove di loro saranno sottoposti a processo il prossimo 4 gennaio, uno dei quali per insulti razzisti nei confronti di giocatori e anche rappresentanti delle forze dell’ordine di colore. Intanto continuano le indagini per scoprire chi sia stato a lanciare la moneta che ha colpito Rio Ferdinand provocandogli una ferita al sopracciglio che ha sanguinato copiosamente. “Continueremo a investigare – ha sottolineato la polizia con una nota – sulla vicenda del lancio della moneta e siamo assolutamente determinati ad assicurare il responsabile alla giustizia”. E’ nei guai anche il tifoso del City, il 21enne Matthew Stott, che ha invaso il campo a fine partite e che si stava dirigendo con intenzioni bellicose verso Ferdinand, colpevole ai suoi occhi di star festeggiando eccessivamente la vittoria dello United, ma che è stato fermato dal portiere dei ‘Citizens’ Joe Hart prima di poter raggiungere il suo ‘obiettivo’. Ora, per cercare di limitare i danni in sede penale, ha scritto una lettera di scuse in cui spiega che “mi vergogno profondamente per ciò che ho fatto e la sofferenza che ho provocato ai miei familiari. Ringrazio Hart di avermi bloccato e ora scriverò una lettera di scuse al signor Ferdinand. Chiedo scusa anche ai sostenitori dello United”. Il presidente della federcalcio inglese David Bernstein intanto insiste affinché coloro che sono rimasti coinvolti in questi incidenti vengano banditi a vita dagli stadi di calcio.

 

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Chelsea vs Liverpool

Chelsea-Liverpool: Suarez segna,
ma nessuno esulta con lui

La storia, abbastanza tragicomica, è tutta nella faccia di Suarez ripresa dalle telecamere inglesi, per la serie: “Ma come, ho segnato…”. Eppure il gol non era certo di quelli ininfluenti: 20 minuti dal termine, col Liverpool sotto 1-0 contro il Chelsea campione d’Europa. Il centravanti uruguaiano dei Reds incorna di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, palla sotto la traversa e corsa per esultare sotto la bandierina. Poi si volta per festeggiare con i compagni,… ma non c’è nessuno.

In Inghilterra il video è già di culto e si sprecano i montaggi divertenti, come quello con la canzone “All by myself” come colonna sonora. E sui tabloid sono partite le speculazioni sulla stranezza di un caso quasi unico: tutta colpa della cattiva fama di Suarez – dicono – tra accuse di razzismo e la fama di simulatore. Che nel paese del fair play non è certo roba da poco.

@gazzettino.it

Video


Mi fate schifo

Stadio vietato a 44 ultras del calcio,
il sindaco su Facebook: «Mi fate schifo»

Zanonato difende l’assessore Zampieri: «Sono dalla parte
di chi cerca di impedire le vostre violenze da frustrati»
PADOVA – «Mi fate semplicemente schifo, e sono dalla parte di chi cerca di impedire le vostre violenze da frustrati. Il fatto che non siate di Padova è un motivo di orgoglio». È la rabbia espressa su Facebook dal sindaco di Padova Flavio Zanonato, che così ha pensato di rispondere ad una serie di insulti piovuti addosso dai social network contro lui e l’assessore allo sport dopo le severe valutazioni espresse per i Daspo inferti a 44 ultras del Padova, per i fatti del pre-partita con la Juve Stabia.

L’assessore allo sport Umberto Zampieri aveva dichiarato che i 44 ultras «non rappresentano la Padova sportiva», attirandosi le critiche della parte più dura della tifoseria biancoscudata. Insulti piovuti anche sul sindaco Zanonato, da tempo oggetto di continue offese allo stadio di Padova in occasione di ogni partita casalinga.

«In altri Paesi – aggiunge Zanonato riferendosi al fenomeno degli hooligans debellati in Inghilterra – ci sono riusciti con serietà e rigore, in Italia, anche a causa dei furbi e degli indulgenti, non ancora. Per quanto mi riguarda continuerò a battermi perché il calcio italiano torni ad essere un patrimonio di tutti, delle famiglie, dei ragazzi, delle persone per bene, e non ostaggio di una frangia di violenti».

@gazzettino.it

Il sindaco di padova condanna il gesto di 44 tifosi della sua citta diffidati durante la trasferta a castellamara di stabia rei diaver provato a seguire la squadra del cuore nonostante non in possesso della tessera del tifoso e loda il modello inglese dove il fenomeno pare sia stato debellato…nello stesso giorno nello Yorkshire un tifoso ospire invade il terreno di gioco e colpisce con un pugno il portiere avversario…e chi glielo dice a Zanonato???

L’episodio si è verificato durante un’invasione di campo da parte dei tifosi della squadra ospite che volevano così festeggiare il pareggio. Uno di loro ha scatenato un’improvvisa aggressione nei confronti del portiere Chris Kirkland. Lo ha prima preso a schiaffi e poi è tornato sulle tribune dove i compagni lo hanno festeggiato per l’impresa.


Arsenal vs Liverpool

Quattro tifosi dell’Arsenal arrestati all’interno dell’Anfield
dopo che un uomo è stato picchiato a morte per le strade di Liverpool

Dov’è Fabio “moralizzatore” Capello? Dove il suo stuolo di servi pronti a strombazzare che in Inghilterra non succedono mai di queste cose e che in Italia invece il calcio è ostaggio degli ultras? Gli inquirenti tendono ad escludere che i moventi siano riconducibili al calcio, ma è innegabile che dove si muovono masse può verificarsi violenza, indipendentemente dalla sua matrice, e solo i tonti possono credere ed affermare il contrario.

AnfieldQuattro tifosi dell’Arsenal sono stati arrestati all’interno dell’Anfield, lo stadio del Liverpool, dopo che un uomo è stato picchiato a morte in una strada del centro cittadino.

Stuart Smith, 33 anni, da Londra, è morto in ospedale nelle prime ore del mattino di domenica a seguito presumibilmente di una aggressione avvenuta nel centro di Liverpool.

I quattro uomini, due di 39 anni, uno di 33 anni e una ragazza di 27 anni, anch’essi provenienti dalla zona di Londra, sono stati in seguito arrestati ad Anfield durante la partita del Liverpool contro l’Arsenal.

Gli uomini restano in carcere per l’interrogatorio.

La polizia del Merseyside ha riferito che gli investigatori non credono che l’incidente, che potrebbe essere stato registrato da un passante sul proprio telefonino, sia riconducibile al calcio o ai gruppi ad esso collegato o che il signor Smith fosse noto per precedenti e simili sospetti.

La polizia è stata chiamata ad intervenire in Colquitt Street intorno alle 2:45 di domenica, a seguito di una segnalazione che riferiva dell’aggressione al signor Smith.

Lo stesso Smith è stato portato al Royal Liverpool Hospital, dove è morto poco tempo dopo.

Un portavoce della polizia del Merseyside ha detto: “Gli ufficiali stanno cercando testimonianze di quanti si trovavano in zona in quel momento e potrebbero aver assistito all’incidente”.

“Sono particolarmente interessati a rintracciare un uomo che potrebbe aver filmato parte dell’aggressione con la videocamera del proprio telefono cellulare”.

Un’autopsia dovrebbe essere effettuata in seguito da un patologo dell’Home Office per stabilire la causa esatta della morte.

Rilievi scientifici sono stati effettuatu sul luogo dell’incidente, una zona notoriamente tranquilla del centro città, vicino a una serie di bar e locali notturni.

@Sportpeople da Dailymail.co.uk


Calcio Moderno

Manchester United, i risparmiatori-tifosi nella rete del calcio in Borsa

I piccoli investitori non ricevono quasi mai un trattamento rispettoso, ma quando si tratta di azioni di società del pallone la fregatura è molto spesso assicurata. In Italia ne sanno qualcosa i tifosi di Roma, Lazio e Juventus che hanno visto polverizzarsi i propri risparmi e adesso tocca a quelli dei Red Devils che rischiano la stessa fine7

In Borsa i piccoli investitori – meglio noti fra gli addetti ai lavori come il “parco buoi” – non ricevono quasi mai un trattamento rispettoso, ma quando si tratta di azioni di società di calcio la fregatura è molto spesso assicurata. In Italia ne sanno qualcosa i tifosi di Roma, Lazio e Juventus che hanno visto polverizzarsi i propri risparmi e adesso tocca a quelli del Manchester United che, seppur gestita meglio dei club italiani, rischia di fare la stessa fine (borsisticamente parlando).

Il debutto della squadra inglese è andato in scena venerdì 10 a Wall Street e a distanza di una settimana sembra ben indirizzato verso il flop: le azioni hanno chiuso la prima giornata di contrattazione sui valori di collocamento (14 dollari) e il bilancio dei primi sette giorni di Borsa è negativo dell’1,64 per cento a 13,77 dollari. Questo nonostante il sostegno fornito dalle banche che ne hanno curato il debutto in Borsa (JP Morgan, Jefferies, Merril Lynch, Rbs, Deursche Bank e Crédite Suisse) e che inizialmente avevano spinto su un prezzo addirittura più alto. Facebook, un altro marchio conosciutissimo approdato di recente a Wall Street, era almeno riuscito a chiudere la prima seduta in rialzo grazie alla suspance creata dalle banche sul titolo inizialmente introvabile. Salvo poi, passata la sbornia, perdere in circa tre mesi più del 40% del suo valore. Le prossime settimane per gli azionisti del Manchester United si preannunciano dunque tutt’altro che facili.

D’altra parte gli investitori professionisti avevano già le idee molto chiare prima del debutto. Sverrir Sverrisson, un analista di Saxo Bank, aveva scritto in un report: “Io non comprerò mai queste azioni, ma devo rivelare che sono un fan dell’Arsenal. Tuttavia, questo non cambia il fatto che il Manchester United sia un pessimo investimento”! Ancora più pesante è stato il commento del suo collega Micheal Jarman, chief equity strategist di Saxo Bank: “Anche nel prospetto di collocamento si dichiara che il Manchester United potrebbe essere in difficoltà nel competere sul mercato dei giocatori con il Real Madrid o il Chelsea. Un business costruito sul successo di questo mercato, è difficilmente un business senza di esso. Sono io che sbaglio o sono i Glazer (la famiglia americana proprietaria della squadra, ndr) che ci prendono per stupidi, intascando metà del denaro raccolto? Questo non è giusto per il club e per i suoi fan. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca”.

Nonostante lo scetticismo di molti, la squadra allenata da Sir Alexander Ferguson ha raccolto presso i risparmiatori 233,2 milioni di dollari, cosa che non le era riuscita nei precedenti tentativi di collocamento (falliti) sulle borse di Singapore e Hong Kong. A questi prezzi la società inglese vale 2,3 miliardi di dollari, quasi un terzo in meno delle iniziali aspettative della proprietà, ma circa il doppio dei 790 milioni di sterline (1,24 miliardi di dollari al cambio attuale) pagati dall’attuale azionista di riferimento, la famiglia americana Glazer, che aveva tolto il club dalla borsa di Londra nel 2005 dopo 14 anni di quotazione. Il Manchester United aveva urgente necessità di raccogliere capitali freschi, perché rischiava di rimanere schiacciata sotto l’enorme debito accumulato negli anni scorsi (685 milioni di dollari).

In Italia esattamente tre anni fa, a buoi ormai scappati dalla stalla, perfino l’ex presidente della Consob, Lamberto Cardia aveva sentenziato: “Ritengo che la quotazione delle società calcistiche sia stata e resti un errore: la presenza in Borsa dei club calcistici non riesce ad assicurare il buon funzionamento del mercato in un settore strutturalmente interessato dalla diffusione di voci e indiscrezioni, spesso amplificate da una sensibilità esasperata”. E se per il Manchester United il futuro borsistico è molto incerto, ma ancora tutto da scrivere, per i tre club italiani quotati, Lazio, Roma e Juventus, il dramma si è già consumato. La Lazio, la prima a fare il debutto a Piazza Affari nel lontano 1998 a 5.900 lire (3,046 euro), viene scambiata a 0,41 euro. La Roma, che la seguì nel 2000 a un prezzo di collocamento di 5,5 euro, vale oggi più solo 0,464 euro. La Juventus, infine, che si presentò ai propri azionisti-tifosi nel 2001 a un prezzo di 3,7 euro, vede ora passare i propri titoli di mano a un prezzo di 0,195. Tutti ribassi nell’ordine del 90%, conditi negli anni da notizie di false scalate, sbalzi improvvisi dei titoli e scandali calcistici e finanziari. Roba al cui confronto le intemperanze dei tifosi negli stadi sono passatempi da educande.

Giorgio Faunieri @ilfattoquotidiano.it


Wigan Athletic vs Wolverhampton Wanderers


Blackburn Rovers vs Wigan Athletic

BLACKBURN RETROCESSO
CONTESTAZIONE A EWOOD PARK

Retrocede tra la rabbia dei propri tifosi il Blackburn Rovers che, sconfitto 0-1 in casa nel Monday Night con la diretta rivale Wigan, è la seconda squadra a salutare la Premier League, dopo i Wolves. Durante e dopo la gara, è esplosa la contestazione dei tifosi, imbufaliti con il tecnico Steve Kean e i proprietari, la ditta indiana di lavorazione pollame Venky’s.
Ben tre invasioni hanno caratterizzato la gara. La prima da parte di una gallina, avvolta dal simbolo dei Rovers, una chiara presa in giro ai proprietari indiani, accusati di una gestione fallimentare del club. Il secondo ad invadere il terreno dell’Ewood Park, un pelato e rotondo tifoso del Blackburn che ha gettato il proprio abbonamento stagionale ai piedi dell’allenatore Steve Kean, inviso praticamente a tutta la tifoseria del club del Lancashire. L’ultima e più cospicua invasione a fine gara, pochi minuti dopo il gol di Alcaraz che ha decretato la matematica retrocessione dei padroni di casa. Mentre i giocatori sono usciti senza problemi, una dozzina di fan imbufaliti ha rimostrato la propria rabbia davanti al director box mentre un altro centinaio ha occupato una parte della Ronnie Clayton Stand dopo il match, minacciando di non muoversi finché Kean non verrà licenziato.
La contestazione finale è solo la punta dell’iceberg di una frustrazione e rabbia, accumulato nell’arco di una stagione e mezza. La parabola discendente del Blackburn, alla seconda retrocessione in 20 anni di Premier, ha inizio il 19 novembre 2010, quando il gruppo indiano Venkateshwara Hatcheries (Venky’s) formalizza l’acquisto del club per 23 milioni di sterline, sotto il nome di Venky’s London Limited. I nuovi proprietari, i fratelli Venkatesh e Balaji Rao, salutato i fan apparendo sul terreno di gioco di Ewood Park, prima della partita contro l’Aston Villa. La squadra veleggia tranquilla a metà classifica ma, il 13 dicembre, dopo la sconfitta 2-1 contro il Bolton, l’esperto tecnico “Big Sam” Allardyce viene licenziato e sostituito dal suo vice Steve Kean, alla sua prima esperienza in panchina. I Venky’s rassicurano la piazza, la squadra dopo mille paure alla fine si salva con una vittoria all’ultima giornata sui Wolves.
L’attuale stagione inizia nel peggiore dei modi. Sconfitta dopo sconfitta, i tifosi rumoreggiano sempre più contro Kean e la dirigenza e alla 17a giornata il Blackburn è ultimo con appena 10 punti. Lo striscione “Kean Out” è una costante ad Ewood Park, ma la società ribadisce la sua fiducia al tecnico. Dopo il ko 2-1 contro il Bolton, un migliaio di sostenitori radunati fuori Ewood Park, chiedono che Steve Kean sia licenziato e che il gruppo Venky lasci il club. Oltre ai tifosi, in protesta pure i giornali locali, vedi gli articoli del Telegraph Lancashire contro la società Venky’s.
La squadra finalmente reagisce e nel nuovo anno, grazie anche alla clamorosa vittoria di Old Trafford con il Manchester United, esce per la prima volta dalla zona retrocessione. In gennaio si vociferano gli ingaggi di Ronaldinho e Beckham ma, invece di rafforzare la squadra, i Venky’s cedono Christopher Samba, capitano e pilastro della difesa, ai russi dell’Anzhi (squadra di Eto’o) per 9 milioni di sterline.
Il Blackburn piano piano precipita e il 10 aprile, dopo la sconfitta con il Liverpool, ripiomba al 18esimo posto. E’ la 31esima sconfitta per Kean in 61 partite sulla panchina dei Rovers.
Il finale di stagione è scritto, la sconfitta sotto la pioggia con il Wigan l’ultima triste pagina di una morte annunciata. Nel cielo del Lancashire vola un aereo con uno striscione “In Venky’s We Trust”, scritto dai cugini del Burnley, l’anno prossimo avversari in Championship. Un episodio che ricorda quanto fatto la scorsa stagione dai tifosi del Millwall che, allo stesso modo, scrissero “Grant Millwall Legend”, il giorno della retrocessione del West Ham in Championship.
Modi di salutare la Premier League diversi per Wolverhampton e Blackpurn Rovers, le due squadre finora retrocesse (l’ultima domenica prossima, una tra Bolton e QPR). I tifosi Wolves applaudono la propria squadra, i Rovers invece contestano tecnico e società. Il Wolverhampton è retrocesso per pochezza dell’organico e per la scellerata scelta di cambiare il tecnico McCartney con un altro esordiente, il suo vice Terry Connor. A volte cambiare fa bene, a volte conviene confermare l’allenatore, come dimostra il Wigan che, in fondo per tutto il torneo, ha confermato Roberto Martinez e si è salvato con un clamoroso sprint finale.
 Il Blackburn Rovers invece una squadra discreta ce l’aveva, su tutti il bomber nigeriano Yakubu e il talento canadese Junior Hoilet (da tenere d’occhio). Il tecnico Steve Kean, come dimostrano i numeri, non si è dimostrato all’altezza, vuoi per incompetenza, vuoi per un ambiente troppo ostile. Più che su di lui però, le maggiori colpe sono da attribuire alla società Venky’s, che prima ha illuso i tifosi, poi li ha delusi. I fantomatici acquisti di Ronaldinho e Beckham e la cessione di Samba mi ricordano tanto quanto accade nel film “L’allenatore nel pallone”, con Lino Banfi versione Oronzo Canà. Al calciomercato il presidente della Longobarda prima tratta Rumenigge, Platini e Maradona, salvo poi vendere i migliori giocatori Falchetti e Mengoni.
I Venky’s hanno fatto lo stesso, dimostrandosi incapaci di gestire una società che in 20 anni di Premier League era retrocessa una sola volta, vincendo pure un campionato, nel 1993 con i gol di Alan Shearer. Hanno tutte le ragioni del mondo i tifosi del Blackburn Rovers a far sentire la loro voce. Si può anche retrocedere, ma c’è modo e modo… Il tanto lodato “modello inglese” (o tedesco, vedi le proteste di domenica per la retrocessione del Colonia) non è poi così lontano da quanto accaduto a Genova. 

Yakubu e El Habsi se la ridono
Gallina Rovers
Striscione Anti-Venky’s
God save Steve Kean
“In Venky’s We Trust” Firmato: Burnley Fan