Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

calcio spagnolo

Supercoppa Spagnola

La «strana alleanza» tra Barça e Real
«In Cina non andiamo»

No a 5 edizioni di Supercoppa spagnola a Pechino:
«Troppo lontana per i nostri tifosi»

Si sfottono selvaggiamente quando non si odiano, una rivalità che trascende l’ambito meramente sportivo e diventa politica, etnica, sociale. Una volta tanto però le due grandi nemiche di Spagna, Barcellona e Real Madrid, vanno d’amore e d’accordo. Motivo di tanta singolare unità la comune avversione per la Cina: come già accaduto in Italia, anche la Federcalcio spagnola ha venduto i diritti della supercoppa a Pechino per le prossime 5 edizioni.

«TROPPO LONTANO» – Il motivo? Il principale sembra assai nobile: i socios delle due squadre (che sono ad azionariato popolare) «non potrebbero volare fin laggiù per sostenere i loro beniamini», dicono in coro i presidenti Florentino Perez e Sandro Rosell. Ragione un poco più prosaica è che la finale della Supercoppa spagnola si è sempre giocata su andata e ritorno. Vale a dire doppi incassi per le società.

LA DIABOLICA ALLEANZA – La diabolica alleanza annovera di contro il muro compatto di tutti gli altri club della Peninsula, invece favorevoli ad andare in Cina. Ma considerando che la finale è spesso stata appannaggio di merengues e blaugrana e secondo le ultime statistiche, il 65% dei tifosi spagnoli si divide tra le due (ex) nemiche, è lecito pensare che Messi & Cristiano Ronaldo la spunteranno.

Matteo Cruccu @corriere.it


1° Giornata Liga Spagnola

Che bello in spagna la prima giornata di campionato è spalmata su tre giorni ea tre orari differenti…risultato???solo due partite contemporaneamente…

E’ la Liga dei nottambuli
Subito tre posticipi alle 23

Il campionato spagnolo, al via il 18 agosto, comincia con una sorpresa: tre delle gare in programma si svolgeranno alle undici di sera. Real e Barça non coinvolti nell’esperimento, la prima ‘supernotturnà sarà Mallorca-Espanyol

MADRID  – Siamo ormai abituati alle bizzarrie dei calendari, con giornate di campionato ‘a spezzatinò un po’ in tutti i campionati, soprattutto per esigenze televisive. In un quadro già molto variegato, la Spagna apre una nuova strada: la Liga de Futbol Profesional, infatti, ha ufficializzato il calendario della prima giornata di campionato, in programma dal 18 al 20 agosto, con tre partite fissate per le ore 23. Le partite coinvolte nell’esperimento sono Mallorca-Espanyol del 18 agosto, Levante-Atletico Madrid del 19 e Saragozza-Valladolid, ultimo dei 3 posticipi di lunedì 20 agosto.

L’ATLETICO NON CI STA – La prima reazione, tutt’altro che entusiasta, è del presidente dell’Atletico Madrid, Enrique Cerezo: “E’ una vergogna, chi ha deciso una cosa simile deve essere mandato a casa”, tuona il n.1 colchonero, rivolto ai vertici della LFP. In attesa dell’evoluzione della vicenda, questo è il calendario della 1/a giornata della Liga:

sabato 18 agosto:
19.00 Celta  –  Malaga
21.00 Sevilla  –  Getafe
23.00 Mallorca  –  Espanyol

domenica 19 agosto:

19.00 Athletic Bilbao  –  Betis
19.00 Real Madrid  –  Valencia
21.00 Barcellona – Real Sociedad
23.00 Levante – Atletico Madrid

lunedì 20 agosto:
19.00 Deportivo La Coruna  –  Osasuna
21.00 Rayo Vallecano  –  Granada
23.00 Saragozza – Valladolid

@repubblica.it


Una Maglia a Pois

Il Recreativo de Huelva è una società calcistica della città di Huelva in Spagna. Chiamato anche brevemente Recre, è soprannominato “El Decano” perché è il club calcistico più antico di Spagna, essendo stato fondato nel 1889. La tradizione e la storia rappresentano, dunque, il prestigio di questo club povero di successi sportivi. Una tradizione evidentemente poco rispettata dagli ideatori della maglia per le partite fuori casa per la stagione 2012/2013. I tifosi, infatti, non hanno preso per niente bene la scelta della Hummels di utilizzare lo stile a pois in stile scalatore del Tour de France per definire la maglia away.

L’obiettivo era far parlare”, ha detto Ana Laura del Pino, responsabile marketing del Recre a Cadena Ser. L’obiettivo, invece, è stato far indignare i sostenitori che scenderanno in piazza per protestare mercoledì 25 luglio nella piazza antistante il vecchio stadio Colombino di Huelva. Di maglie “strane” se ne cominciano a vedere molte, forse troppe, da qualche anno: non piacque per nulla o quasi quella rosa della Juventus, la scorsa stagione, mentre quest’anno tocca ai tifosi interisti storcere il naso per la scelta del rosso.

@calcioblog.it


Real a Los Angeles

In Italia si lucra sui tifosi che vogliono seguire la squadra in allenamento ma negli Stati Uniti si esagera 400 dollari per un’allenamento per uno sport che non viene quasi calcolato…speriamo in uno stadio deserto…Fuck Modern Soccer

Real sempre più miniera d’oro:
quasi 400 dollari per vederlo in allenamento negli Usa

Vedere il training presso gli impianti dell’Ucla a Los Angeles costerà da 85 a 382 dollari

Biglietti da pagare a peso d’oro. Ma non per la partita. Soltanto per vedere il «torello» o provare gli schemi. In ogni caso è un record. Si pagheranno infatti fino a quasi 400 dollari per assistere quest’estate ad un allenamento del Real Madrid a Los Angeles. Il tour statunitense dei campioni di Spagna si trasformerà dunque in un business clamoroso, a giudicare almeno dai prezzi dei biglietti. La formazione guidata dal tecnico Josè Mourinho utilizzerà gli impianti del college Ucla.I PREZZI – Chi vorrà assistere all’allenamento, dunque, potrà arrivare a spendere addirittura 382 dollari. Al cambio, 311 euro: un investimento degno di un tagliando per la finale di Champions League. Invece, in questo caso la montagna di denaro offrirà la possibilità di vivere qualche ora a stretto contatto con i «blancos». Si potrà assistere all’allenamento da una tribuna coperta e, alla fine della seduta, incontrare le stelle della squadra. Il pacchetto «top» naturalmente non è l’unico disponibile, ci sono anche biglietti più economici da 85 dollari (69 euro): un prezzo comunque impensabile in Europa. Il programma americano del Real Madrid prevede le amichevoli con i Los Angeles Galaxy (2 agosto), Santos Laguna (5 agosto), Milan (8 agosto a New York) e Celtic (11 agosto a Philadelphia).

Redazione Online @corriere.it


Biscotto Spagnolo

Biscotti iberici: Rayo e Granada trovano accordo in campo, Villareal in B

Nell’ultima giornata della Liga spagnola, la squadra di Giuseppe ‘Pepito’ Rossi costretta alla Segunda Division da una ‘sorta’ di combine last minute ad opera delle altre due squadre a rischio serie cadetta. Il ‘trucco’ svelato dalle immagini

Chissà se in spagnolo di dice galleta, ovvero biscotto, quando due squadre si mettono d’accordo per fissare il risultato di una partita. Di sicuro la galleta dell’ultima giornata della Liga spagnola traRayo Valeciano e Granada è andata di traverso al Villarreal, che è retrocesso in Segunda Division. Così sono andate le cose domenica, quando in contemporanea si giocavano le due partite che avrebbero deciso salvezze e retrocessioni. Da una parte la sfida tra Rayo Valeciano (40 punti) e Granada (42), dall’altra il Villarreal (41) che ospitava l’Atletico Madrid. Il fattaccio, ampiamente documentato dalle immagini televisive, avviene a due minuti dalla fine della partita, quando nel piccolo stadio madrileno Campo de Fútbol de Vallecas, casa del Rayo, arriva la notizia che Falcaoha portato in vantaggio l’Atletico Madrid sul campo del Villarreal.

A quel punto il Granada sarebbe salvo anche con una sconfitta, mentre il Rayo deve vincere assolutamente per superare il Villarreal. Dalla panchina fanno subito giungere la notizia del vantaggio dell’Atletico in campo. Il gioco è fermo per una rimessa laterale, e alcuni giocatori ne approfittano per confabulare: in particolare Michu e Costa, del Rayo, cercano di spiegare la situazione agli avversari, chiedendo loro di lasciarli segnare. L’azione riprende e la palla termina in calcio d’angolo, a favore del Rayo. In area si chiacchiera ancora, pare un’assemblea di condominio, ci manca solo l’amministratore che tira fuori la tabella e si mette a fare i conti di come sarebbe la classifica con un gol del Rayo.

Fatto sta che sul calcio d’angolo si crea una mischia, e il pallone, dopo mille sponde, è colpito di testa da Tamudo e finisce in rete: 1-0 per il Rayo, che così sarebbe salvo, insieme al Granada, a discapito del Villarreal. Ma il thriller non è finito perché se a Madrid i giocatori del Rayo continuavano a sostenere che l’Atletico fosse sul 2-0 e la partita degli avversari era finita, in realtà al Madrigal si continua a giocare sull’1-0 e in pieno recupero Ruben, del Villarreal, sfiora la rete del pareggio beffa. A quel punto a retrocedere sarebbe stato infatti il Granada, che aveva appena regalato una rete al Rayo. Ma il colpo di testa di Ruben è fuori di un soffio e così finisce che a Madrid festeggiano in due: Rayo (43 punti) e Granada (42). Retrocede invece il Villarreal.

Ulteriore beffa: al termine delle partite le televisioni mostrano come il gol del ‘biscotto’ segnato dalRayo sia in evidente fuorigioco. Ancor più male fanno però, nel dopopartita, le dichiarazioni di Michu. Il giocatore del Rayo ammette candidamente di aver chiacchierato con gli avversari per informarli della situazione – “Quando è arrivata la notizia del gol dell’Atletico al Villarreal ho detto ai ragazzi del Granada che erano salvi. Loro mi hanno detto di giurarlo…” – negando però di avere loro chiesto di lasciar segnare il Rayo. Anche se le immagini sembrano dimostrare che un accordo, palese, ci sia stato tra i componenti di entrambe le squadre, non fosse altro che per l’immobilità della difesa del Granada sul calcio d’angolo successivo all’improvvisata assemblea condominiale in campo.

Il Villarreal non ha ancora deciso se sporgere denuncia. Intanto, dopo dodici anni di onorata militanza in Liga, dove ha conquistato un secondo ed un terzo posto, retrocede in seconda divisione e deve pensare a come rifondare la squadra. Non sarà più possibile tenere Nilmar, centravanti brasiliano già corteggiato da diverse squadre europee tra cui un paio di italiane, e soprattutto la stella Giuseppe Rossi. Per Pepito, reduce quest’anno da una stagione sfortunatissima con una doppia operazione al crociato anteriore destro, si spalancano ora le porte del rientro in Italia dopo l’ottima parentesi in prestito al Parma nel 2007. Su di lui non solo le solite tre grandi, ma anche ilNapoli, che già da tempo gli ha messo gli occhi addosso e che quest’anno, complice il probabile addio di uno tra Cavani e Lavezzi, ha bisogno di un grande colpo in attacco.

@ilfattoquotidiano.it


Modello Italiano

Calcio e nuvole, a proposito
del cosiddetto modello italiano

Nel calcio esiste un modello inglese che, forse, non tutti invidiano. Alcuni, anzi, proprio non vogliono sentirne parlare.

Eppure la struttura messa in piedi Oltre Manica per dare ordine alle quattro categorie professionistiche (dalla prima alla quarta divisione nazionale) si è dimostrata nel tempo vincente rispetto alla nostra.

A livello di gestione, è forse meglio avere a che fare con la pletora di club che affligge il nostro sistema (spalmata tra serie A, serie B, Prima e Seconda Divisione di Lega Pro) o non piuttosto interagire con un sistema agile e malleabile costruito su 92 squadre suddivise in quattro categorie?

Senza contare che gli stadi inglesi, quasi tutti di proprietà spesso anche nella Football League 1 (la nostra Prima Divisione), sono confortevoli e anche per questo sempre pieni di tifosi. Nonostante i biglietti siano molto più cari che da noi e la crisi economica tutt’altro che tenera da sopportare a quelle latitudini.

C’è anche un modello tedesco, altrettanto sobrio da un punto di vista organizzativo. In Germania, come in Inghilterra, gli stadi sono sempre colmi ai limiti della capienza. I biglietti d’ingresso alle partite sono i meno cari d’Europa. Se ci sono riusciti loro, perché non dobbiamo riuscirci anche noi?

Infine esiste un modello spagnolo. Pur se afflitto da una crisi che sta investendo pesantemente molte società della Liga, il calcio iberico inanella un successo dopo l’altro a livello internazionale. Gli stadi sono sempre affollati e costruiti a misura degli spettatori. Da quelle parti è un vero piacere assistere alle partite. Insomma tutt’altra cosa rispetto a quanto ci tocca vedere nel nostro disastrato panorama.

Il fatto è che, in Italia, il ricordo di un “modello” tricolore si è via via scolorito con il passare del tempo. Si naviga a vista. Il calcio, plasmato a misura della pay tv, sta debilitando le ultime resistenze di una tifoseria che nel passato aveva pochi raffronti in Europa.

Manca una linea politica comune, condivisa e sostenibile. Ognuno continua a zappare il suo orticello, dimentico dell’interesse generale. Latita la lungimiranza, che pure dovrebbe contrassegnare l’agire degli umani. Gli stadi sono decrepiti e fatiscenti. L’acquisto dei biglietti è stato trasformato in una corsa a ostacoli. Durante le partite, salvo rare e meritorie eccezioni, prevale un senso di opaco grigiore.

Se ancora esiste un modello italiano, si è ormai auto-confinato nella scelta indiscriminata di mettere più barriere possibili alle trasferte e di rallentare in tutti i modi consentiti l’accesso del pubblico negli stadi. Ciò avviene con misure preventive che sono anche e soprattutto punitive nei confronti della parte sana dei tifosi che ancora hanno voglia di assistere dal vivo alle partite.

Ecco dunque gli stadi vuoti, la deriva tecnica del nostro calcio, l’arretramento progressivo nelle classifiche internazionali, il disincanto degli appassionati. Dov’è finito il campionato più bello del mondo? E’ davvero questo il modello con cui pensavamo di confrontarci nel terzo millennio?

Sergio Mutolo @calciopress.net


Atletico Madrid vs Rayo Vallecano

Il bilancio è di 5 tifosi avversari arrestati gli altri 132 tifosi identificati e multati da 3000 a 6000 euro

@nodo50.org/bukaneros