Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

classifica fine anno

Classifica 2010

E’ fine anno ed è quindi giunto il momento di stilare una sorta di pagellina per questi 365 giorni…la classica da 0 a dieci…

Partiamo dal voto 0 il voto dell’inutilita alla tessera del tifoso sono ancora in molti a chiedersi che ultilita e che sicurezza possano garantire un bancomat con una foto…basti poi vedere l’esempio del derby Lecce Bari che salvo cambiamneti sarà giocato a PORTE CHIUSE!!!

Voto 1 a tutte le tifoserie , troppe a mio avviso , che con scuse che non stanno ne in cielo ne in terra si sono fatte piegare dalle direttive di maroni pur di poter andare in trasferta… a tutti quelli che si sono tesserati con la scusa che tanto loro non hanno nulla da nascondere , la tessera e’ utile anzi mi da un sacco di privilegi…ah si e’ quali???

 

Voto 2 a maroni  alla sua mania di grandezza viene deriso in un programma tv e ottiene la settimana successiva il diritto di replica…lui che con i violenti non parla… lui che continua a difendere la sua idea della tessera del tifoso quella che doveva avere 2 milioni di rischieste che doveva garantire un sacco di privilegi e doveva riempire gli stadi…invece li stadi li ha svuotati gli sconti sono solo per autogrill e trenitalia e le richieste sono ferme a 750mila…a noi quando il diritto di replica???

Voto 3 al casmmms e ai suoi mille deliri…ogni partita è un terno al lotto chi puo andare e chi deve restare a casa lo decide solo lui…e se ci si prova ad opporre si fa i conti finali in questura…e se non ci pensa lui ci pensa il casmmsss a decidere chi puo andare in trasferta e chi no…e poi ci vengono a dire  che sono calati gli incidenti …se se ne stanno tutti a casa…

Voto 4 autogrill e company una verita scomoda da ricordare…la morte di Gabriele Sandri : le tifoserie italiane unite alla gente comune per chiedere l’affissione di una targa in memoria di Gabriele e loro che fanno???prima si poi no poi non lo so poi non e’ colpa mia poi adesso???boh…nel frattempo ci hanno pensato i ragazzi della schikeria…

Voto 4 alla classe politica quella che dovrebbe risolvere i problemi del paese invece pensa solo ad accordi tra di loro pur di rinnovarsi la fiducia e garantirsi il piu a lungo uno stipendio…PUTTANE…


Voto 5 solo perche gli altri erano gia occupati…a quella che dovrebbe essere la giustizia italiana che colpevolizza gli innocenti e i veri colpevoli li lascia liberi…ha condannato in appello spaccarotella a nove anni e quattro mesi per omicidio volontario…giusto ma i suoi legali sono gia pronti al ricorso e lui non si è fatto e mai si fara un giorno di carcere…condanna definitivamente tanzi a 18 anni e dopo 3 anni lo rimandera fuori nella sua villa milionaria pagata con i soldi di chi lui ha mandato in bancarotta…se si chiama giustizia questa…

Voto 6 al polpo paul…eroe italiano ai mondiali in sud africa…la nazionale e’ arrivata ultima nel girone almeno ci ha pensato lui a slavare la patria…se gli scommettitori avessero seguito i suoi consigli avrebbero sbancato…

Voto 7 a chi ha ancora la voglia di manifestare il suo malcontento …che sia un pastore un ultras o uno studente…nonostante qualcuno li osi definire potenziali assassini…forse la voce del popolo da fastidio???

Voto 8 a ivan bogdanov…colui che con in mano una pinza e’ salito sulla balconata dello settore ospiti  e alla faccia di tornelli metal detector e biglietti nominativi con un tronchesino in mano ha divelto le reti per iniziare il suo show e dimostrare anchora una volta che la tessera del tifoso non serve praticamente a NULLA…e non servono tornelli o tessere a renderli piu sicuri come voleano farci credere…

Voto 9 a tutti i tifosi ultras e non che si son visti fallire la propria societa da un’estate all’altra venendo costretti a seguirla in campetti di periferia con l’augurio di ritrovarvi presto nelle serie che vi competono…ultras oltre la categoria…

Voto 10 si ce lo meritiamo…a chi alla tessera del tifoso non ha aderito ma anzi continua a  dimostrare a maroni alle istituzioni e agli altri che invece si sono piegati al suo volere che se uno vuole in trasferta ci va e ci puo andare senza avere un bancomat per le mani…

Happy 2011!!!


Ci pensa l’esercito


Mentre c’e chi invoca l’esercito per una piccola nevicata senza pensare invece a rimboccarsi le maniche e invece di blaterare frasi senza senso mettersi a spalare la neve ecco che oggi sono stati premiati i vincitori del Darwin Award peccato che nessuno di loro possa piu ritirare il premio…
Gli ironici riconoscimenti del web agli incidenti fatali più assurdi del 2008. 
In cima alla classifica il sacerdote che sparì in volo attaccato a mille palloncini
di ALESSIA MANFREDI

ROMA – E’ il “prete volante” a guidare la classifica dei Darwin Awards 2008, gli scorrettissimi, ironici premi assegnati sul web da una nicchia di appassionati alle morti più stupide ed improbabili dell’anno. I fan dello strano ma vero e di incidenti dall’esito tragico ma spietatamente comici hanno scelto il loro nuovo eroe: padre Adelir Antonio De Carli, il sacerdote brasiliano che scomparve nell’oceano lo scorso aprile mentre cercava di battere un record, volando appeso a mille palloncini, per pubblicizzare un’iniziativa benefica. In base al piano, per finanziare un rifugio spirituale per camionisti, avrebbe dovuto rimanere in volo per 19 ore consecutive. Qualcosa è andato storto, probabilmente un errore nel calcolo della direzione del vento, e il sacerdote si è perso in mare aperto.

Un trionfo per i cultori del premio – cui è anche stato dedicato un film – assegnato, come spiega il sito, in omaggio al padre della teoria dell’evoluzione a chi “migliora il patrimonio genetico umano rimuovendosi da esso”, in modo spettacolarmente stupido.

Oltre all’avventura aerea di padre De Carli, la classifica dell’anno è arricchita da altri casi esemplari, che la Rete ha premiato, postumi. Dietro allo sfortunato sacerdote si piazza il bolzanino Ivece Plattner, 68 anni, che, rimasto incastrato con la macchina ad un passaggio a livello, dopo qualche attimo di stordimento è riuscito ad uscire, ma per salvare la sua Porsche si è piazzato davanti al treno in arrivo nel vano tentativo di fermarlo. Risultato: il bolide praticamente intatto, lui morto sul colpo.

Il catalogo è assai vario: dal ragazzo della Pennsylvania che decide di provare un apparecchiatura elettrica dell’ufficio attaccandosela ai piercing del petto e rimane fulminato sotto gli occhi dei colleghi alle due coppie di motociclisti che in California, nel cuore della notte, senza casco, né luci, in pieno sterrato, si scontrano frontalmente con esito fatale. Il brillante studente indonesiano che, con un piede nella piscina, si mette a smanettare con un mucchio di fili elettrici e se ne va così, a 30 anni, fa compagnia al centauro della Florida che cerca di saltare un ponte levatoio: lui non ce la fa, ma la moto arriva perfettamente a destinazione.

Last but not least, la distratta insegnante di chimica che, in Bulgaria, insieme ad alcuni amici, getta in una fognatura le rimanenze di un esperimento amatoriale. Le sostanze chimiche mischiate fanno reazione, il coperchio della fogna esplode in aria e la decapita. Troppo idiota per essere vero? Le segnalazioni che “Darwin” non ha potuto certificare come vere vengono segnalate come tali, e per le leggende metropolitane c’è un’apposita sezione: avventure apocrife, elencate come exempla, con un memento finale: “Siate molto contenti che queste persone non esistono sul serio”.


Fine Stagione

L’ennesimo mese senza giustizia e’ passato…piu di sei mesi senza giustizia senza che nessuno abbia fatto un giorno di carcere per aver ucciso un cittadino italiano…e mentre si discute dell’immunita salva cariche dello stato nessuno commenta il fatto che questa immunita esista gia per tutti coloro che indossano una divisa…ma per fortuna non tutti se ne sono dimenticati…

e’ nato infatti il piazzale GABRIELE SANDRI

PORTO ROTONDO. Difficile che un fatto di cronaca trovi spazio nella toponomastica di un luogo di villeggiatura. Ma le cose cambiano se si tratta di Gabriele Sandri, un giovane che con la sua musica ha fatto divertire migliaia di ragazzi a Porto Rotondo. E che una mattina di novembre, mentre andava a seguire la sua Lazio, è stato ucciso dallo sparo di un poliziotto in un autogrill ad Arezzo.
Un fatto che ha sconvolto l’intero paese, che ha portato allo stop dei campionati e che nessuno vuole dimenticare. Gli amici per primi. Che con l’avvicinarsi dell’estate hanno deciso di fargli un omaggio qui, nella sua Porto Rotondo in cui era arrivato nel 2002 e non l’aveva più voluta abbandonare. «Era il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via», ricorda Claudio Panadisi, uno dei suoi più cari amici. Proprio per questo motivo sabato prossimo alle 16 a Porto Rotondo sarà inaugurato piazzale Gabriele Sandri. Non è una vera e propria piazza, ma si tratta del parcheggio del Black Sun, una delle discoteche in cui dj Gabbo (così si faceva chiamare) aveva animato l’estate. L’idea è venuta a Flavio Bernardo, titolare dell’Heaven, locale in cui nel 2002 Sandri aveva esordito in Sardegna, ma soprattutto suo grande amico. «Ho riflettuto molto su quale potesse essere il modo migliore per ricordarlo – racconta Bernardo – e mi è venuto in mente proprio quello spiazzo in cui si parcheggiano le auto. Ne ho parlato con i proprietari del locale e mi hanno dato subito l’ok». Alla cerimonia di sabato parteciperanno anche Giorgio e Cristiano Sandri, il padre e il fratello della vittima di quell’assurda domenica di novembre. Ma saranno presenti anche numerosi amici di Gabriele, compresi quelli, e non sono pochi, che aveva da anni qui in Sardegna. Anche perché non c’era discoteca di Porto Rotondo in cui non avesse suonato. La sua prima volta fu nel 2002 all’Heaven, l’anno successivo si trasferì al Country Club, mentre nel 2004 e 2005 passò allo Sky (lo stesso che oggi si chiama Black Sun). Negli ultimi due anni ancora all’Heaven, ma l’estate scorsa per un periodo si esibì anche all’M-Club. Insomma, un re della notte di Porto Rotondo. Che oggi gli fa quell’omaggio che mai avrebbe voluto fargli.

E mentre si raduna la squadra per iniziare la nuova stagione e’ tempo di bilanci ora dell’annata appena trascorsa ne abbiamo gia parlato si e’ concluso invece il campionato europeo…si lo so ve lo dico piu o meno dopo 10 giorni ma queste settimane sono stato piuttosto occupato…tra tornei vari in giro e giornate al mare per colorarsi un po…ci eravamo lasciati alcuni giorni prima dei quarti di finale tra Italia e Spagna …per una volta mi ero pure esaltato per una partita della nazionale se poi uno dei migliori nel match e’ stato uno come Di Natale che sappiamo tutti dove gioca allora un po toccava seguire…peccato poi come sia finita onore alla spagna vincitrice….

ma c’e un lato nascosto dell’europeo che piu preme di far conoscere il lato nascosto dai vari media televisivi schiavi del vile denaro…gia perche non e’ andato tutto rosa e fiori come vogliono farci credere…

lo striscione che campeggiava davanti alla curva croata nella semifinale contro la turchia non e’ stato nemmeno inquadrato mentre tutti i clown al seguito della nazionale sono stati costantemente immortalati per la loro felicita e dei benpensanti rimasti a casa…cosi come nessuno in tv ha assistito alle innumerevoli torciate croate o ai vai invasori del terreno di gioco…
Animazione Flash

Jimmy Jump colui che ormai in ogni occasione riesce ad entrare nei campi di gioco dopo aver sventolato la bandiera del barcellona in faccia a figo invasioni varie in ogni partita ce l’ha fatta anche sta volta… strano per lui tutto e’ concesso…se si fosse trattato di un comunissimo ultras gia non sarebbe riuscito a trovare il biglietto causa diffida ala partenza…alla frontiera sarebbe certamente stato fermato e rimandato a casa ma invece per costui tutto e’ permesso…per fortuna si e’ battuto per una giusta causa…per la liberta’ del Tibet…ma anche qualcuno dei media italiani non si e’ divertito del clima all’interno degli stadi europei…

“Gioca jouer” e lo stadio sa di villaggio vacanze

Innsbruck – Ti hanno detto che sei allo stadio, ma perché invece ti sembra di stare al campo scout dell’animazione cattolica? Tutti insieme, su le mani: alè, alè, alè. Un paio d’ore prima delle partite succede questa cosa da villaggio vacanze. Ci sono due tipi, uno per curva, avvolti nella bandiera nazionale, stanno in campo rivolti ognuno verso la propria platea d competenza. Li hanno pagati per intrattenere i tifosi delle due squadre. Scaldano l’ambiente, attaccano con i cori da stadio, alé, alé,
alé, fanno un po’ di karaoke, si agitano tanto, magari troppo. Se gioca l’Italia lo show-man è italiano e urla: «Siamo tutti italiani». Boato. Se gioca la Turchia lo showman è turco e urla: «Siamo tutti turchi». Boato. Hanno studiato bene la parte e deve essere un po’ che si preparano, perché finora non è mai capitato che un italiano urlasse: siamo tutti turchi.
Americanata allo stato puro, e sa tanto di allegria pompata questo revival del «gioca jouer» di Cecchetto. Com’era? Dormire. Salutare. Autostop. Ok ragazzi, adesso cerchiamo di farlo meglio, diceva Cecchetto, e via così. A un certo punto fanno anche un giochino: sul megaschermo dello stadio appare un’area di rigore, c’è il pallone, c’è il portiere, e chi tira siamo noi, anzi loro: i tifosi. E’ un decibel-rigore, cioè: più la curva urla e più il pallone va veloce. C’è di peggio, ma almeno i tifosi
la sfangano prima dell’inizio e – tra un wurstel e un corretto – evitano di menarsi. Qui Euro 2008, siamo già entrati nell’era del calcio-reality, con l’animatore in studio che chiama l’applauso, la prossima tappa saranno le risate preregistrate. Tutti insieme, su le mani: alé, alé, alé. Dormire. Salutare. Autostop.

Fonte: Corriere dello Sport

E allora non tutti la pensiamo uguale…qualche pecora nera c’e ancora…conclusione con 2 articoli uno positivo e uno che lascia ancora interdetti…

CASO SANDRI: CASSAZIONE, NON SONO TERRORISTI ULTRAS
CHE FECERO GUERRIGLIA CONTRO CASERME

Gli ultras che la sera dell’11 novembre scorso, in seguito alla morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, organizzarono una ‘guerriglia urbana’ contro alcune caserme di Polizia, nella capitale, non devono essere considerati alla stregua di terroristi. Parola di Cassazione che, bocciando il ricorso della Procura di Roma che chiedeva l’applicazione dell’aggravante della finalita’ di terrorismo per gli atti di guerriglia nei confronti di CG e di SC, gli ultras che vennero arrestati insieme ad un folto gruppo di facinorosi, ha definito “logicamente coerente” e “immune da censure” la decisione del Tribunale della Liberta’ di Roma, che aveva rilevato “l’insussistenza di coartazione verso le autorita’ costituite, la carenza di un pericolo per l’incolumita’ dei residenti”, da momento che “le violenze alle persone furono tutte concentrate verso le Forze dell’ordine”. In seguito alla morte di Gabriele Sandri, i due tifosi laziali, ricostruisce la sentenza 25949 della Prima sezione penale, avevano preso parte all’assalto al reparto volanti di alcune caserme di polizia della capitale. Da qui l’arresto dei due ultras chiamati a rispondere per devastazione, saccheggio, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Prima della decisione della Cassazione, i due sono stati condannati dal gip del Tribunale di Roma (4 anni a CG e 5 a SC) che aveva gia’ escluso l’aggravante del terrorismo. Aggravante di cui e’ stata chiesta l’applicazione in Cassazione dalla Procura di Roma. Senza successo perche’ i supremi giudici hanno respinto il ricorso e hanno sottolineato che “la ‘guerriglia urbana’ potrebbe non essere di per se’ sintomatica di una finalita’ di terrorismo in quanto, anche se di notevole intensita’, non produce certo l’intimidazione generalizzata di tutta la popolazione (ma solo di quella di un quartiere), ne’ mira a destabilizzare o distruggere le strutture fondamentali politiche, costituzionali. Anche l’ipotizzata coartazione alle Autorita’ – ha proseguito piazza Cavour – ravvisata dal pm nel rinvio della partita di calcio, non supera il vaglio critico posto che essa fu disposta prima dei tafferugli e non a causa di essi”. Cio’ detto, restano in piedi le altre accuse per gli indagati che sono stati condannati, con rito abbreviato, dal gip lo scorso 27 maggio.

Fonte: iltempo.ilsole24ore.com

mi pare che si stia remando verso la giusta direzione….

Caso Raciti, Speziale rinviato
a giudizio per omicidio

L’imputato sarà giudicato dal tribunale per i minorenni perché all’epoca dei fatti non era ancora maggiorenne

CATANIA – Sarà processato per concorso in omicidio Antonino Speziale, il giovane accusato di aver ucciso il 2 febbraio del 2007 l’ispettore di polizia Filippo Raciti durante gli scontri del derby Catania-Palermo. Lo ha deciso il Gup del tribunale per i minorenni etneo Francesco Monaco, accogliendo la richiesta del Pm Angelo Busacca. L’imputato sarà giudicato dal tribunale per i minorenni perché all’epoca dei fatti non era ancora maggiorenne. La prima udienza del processo si terrà il prossimo 30 settembre.

LA DIFESA – «Evidentemente abbiamo scherzato per un anno – commenta l’avvocato di Speziale Giuseppe Lipera al termine dell’udienza – non condivido totalmente questo provvedimento del gup. Il ragazzo resta a piede libero perchè la Cassazione lo ha scarcerato per mancanza di indizi e ora dobbiamo affrontare un processo con la certezza data dagli atti che Antonino Speziale è innocente».

Fonte ansa.it
ora per concludere appuntamento domani per un’altro torneo..l’ultimo poi si inizia gia con le trasferte…LET’S GO….SI RIPARTE…


Classifica 2007

Dopo un paio di giorni e’ tempo di bilanci per quasto 2007 perche nonostante tutto ci sono anche delle cose che nel bene o nel male vanno ricordate di quest’annata che e’ ormai giunta al termine…cosi 10 cose in ordine decisamante casuale…

1 Dai Piccoli DIVIETI Ai Grandi DIVIETI…Solidarieta Al Popolo Birmano…


YANGON – I monaci birmani sono scesi in piazza a Yangon, l’ex capitale del Myanmar, per l la più imponente manifestazione contro la giunta militare degli ultimi 20 anni. Quasi 300 mila le persone scese in strada in quella che un tempo si chiamava Birmania, la metà delle quali monaci buddisti, gli altri in gran parte studenti. Nel centro di Yangon si sono riversate decine di migliaia di persone, superando le 100 mila unità (il doppio secondo l’agenzia di stampa on line Mizzima News, creata da dissidenti in esilio), altre 120 mila a Mandalay, seconda città più importante del Paese, e 100 mila a Pakokku, nella regione centrale. E manifestazioni si sono svolte in altre 23 città.
In testa ai cortei, come già nei giorni scorsi, i monaci buddisti, che hanno sfidato il divieto a tornare in piazza arrivato dalla gerarchia ecclasiastica controllata dal regime e si sono rifiutati di rientrare tutti nei monasteri.
I religiosi ) hanno iniziato la pacifica marcia contro la giunta militare che da 45 anni governa col pugno di ferro Myanmar, coinvolgendo la popolazione che ha sfilato numerosa. All’inizio erano circa cinquecento buddisti, poi sono diventati migliaia, e si sono riversati nelle strade della vecchia capitale insieme a numerosi sostenitori che si sono uniti a questa protesta pacifica contro la giunta militare.
I religiosi hanno chiesto alla popolazione di pregare, di non commettere violenze e di non scandire slogan politici. In breve tempo erano almeno diecimila le persone che dalla Pagoda d’Oro di Shwedagon, il principale tempio del Paese asiatico, si sono dirette verso il centro della città, sfilando davanti alla sede quasi in rovina della Lnd, la Lega nazionale per la democrazia, la maggiore forza di opposizione guidata da Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace 1991, agli arresti domiciliari dal 2003.

2 Non ne avevo ancora parlato…Anna Ciriani


La Pornoprof di Pordenone sospesa…
Sospesa l’insegnante di San Vito al Tagliamento, finita sulle cronache per un video, diffuso su Internet, girato alla Fiera dell’eros di Berlino. Il direttore scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia, Ugo Panetta, ha dato disposizione al dirigente scolastico competente affinché provveda a sospendere dal servizio la professoressa «i cui comportamenti tenuti fuori dalla sede scolastica sono risultati gravi e in contrasto con l’azione educativa».
Il filmato pubblicato in Rete mostra Anna Ciriani – che si fa chiamare “Madameweb”- girare nuda per le strade di Berlino, in metropolitana e sull’autobus, improvvisando show a luci rosse con gli ospiti e i visitatori della Fiera dell’Eros. Ovviamente, il video ha suscitato un’ondata di polemiche e così il direttore scolastico ha deciso la sospensione. In passato, sempre a causa di un video hard, l’insegnante era già stata trasferita da una scuola media a un corso serale per extracomunitari adulti.

3 Il funerale di Gabriele…


Una omelia funebre molto sentita e più volte interrotta dagli applausi quella di don Paolo Tammi, parroco della chiesa di San Pio X alla Balduina per l’addio a Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso domenica nell’area di servizio di Badia al Pino (Arezzo) sull’A1. Con un dolore così grande – ha esordito don Paolo – si fa persino fatica a celebrare la messa. Ma pian piano il dolore si trasformerà in speranza. Ammette il sacerdote: Stiamo vivendo una situazione allucinante. Un ragazzo della Balduina non vive più. Una morte così drammatica e talmente inspiegabile, quella di ‘Gabbo’, per la quale don Tammi non può fare a meno di chiedersi: Cosa avesse fatto per non vivere più, ancora non l’abbiamo capito. Un’annotazione per la quale la gente che gremisce la chiesa esplode in un applauso. Applaudono anche il papà, la mamma e il fratello di Gabriele, Cristiano.
Il dolore forte – riprende la sua omelia funebre il parroco – ci impedisce di farci una ragione. Ci sono tante persone arrabbiate, o forse solo rassegnate e deluse. A questo punto l’appello del sacerdote: Le istituzioni facciano presto la loro parte di verità, ammonisce suscitando nuovamente gli applausi. E’ a questo punto che uno degli amici di Gabriele, in piedi accanto al sindaco Walter Veltroni, con animo esacerbato lo chiama in causa: Speriamo, che ne dice sindaco?. E il sindaco accenna un: Stavolta sì. Il parroco ricostruisce la terribile morte di Gabriele e chiede: Si può morire così, andando a fare il tifo per la propria squadra, addirittura stando seduti in macchina e, dormendo, essere raggiunti da un colpo di pistola. Di nuovo l’appello di don Tammi alle istituzioni: Una morte così merita giustizia.
La prima battaglia che dovremo affrontare è di renderti la giustizia che meriti, ha detto in lacrime il fratello di Gabriele, Cristiano. Fratello mio, hai visto quanta gente sta qui per te. Si vede che hai seminato bene. Cristiano ricorda, quindi, i tanti momenti vissuti insieme per fare il tifo alla squadra del cuore, la nostra amata Lazio.
Cori da stadio, allora, per Gabriele all’uscita della bara dalla chiesa di San Pio X. Gli ultras laziali, accomunati ai tifosi di tante altre squadre giunti da tutta Italia, chiedono a gran voce giustizia. Chiede giustizia per Gabriele anche un grande striscione affisso dai tifosi sulla cancellata esterna della parrocchia. Accanto allo striscione, un disegno raffigura l’immagine della giovane vittima. Sul sagrato decine di corone di fiori, tra cui quelle della SS Lazio, del Comune di Roma, del capo della Polizia, e di molti club e tifoserie organizzate e diverse società calcistiche. I tifosi intonano ritmicamente Gabriele uno di noi e battiamo le mani ai veri laziali.
Non solo tifosi laziali si sono riuniti oggi per rendere omaggio a ‘Gabbo’: tra i presenti decine di ultras della Roma e rappresentanti di altre tifoserie come Inter, Sampdoria, Milan, Avellino, Juventus. Presenti anche Francesco Totti e i suoi compagni della Roma, la squadra della Lazio che si è raccolta intorno al feretro, il sindaco di Roma Walter Veltroni che si è fermato per un abbraccio alla famiglia della vittima e il ministro Antonio Di Pietro che ha fatto un inchino davanti alla bara di Gabriele.
Al termine del funerale i tifosi, al grido giustizia, giustizia, hanno dato il via a un corteo spontaneo partito da piazza della Balduina. Decine di ultras laziali, romanisti e di altre squadre si sono incamminati inneggiando a Gabriele Sandri e continuando a chiedere che venga fatta piena luce sull’uccisione del giovane tifoso laziale. Lungo il corteo è stato acceso un fumogeno. Il corteo si è snodato lungo viale delle Medaglie d’Oro ed è giunto all’incrocio con via Marziale. La manifestazione è proseguita fino allo stadio Olimpico, dove si è sciolta.
Nel quartiere della capitale dove vive la famiglia Sandri, la Balduina, le serrande sono state abbassate in omaggio a ‘Gabbo’. Mentre in molti si sono recati sin da questa mattina davanti alla vetrina del negozio ‘Harrison’ di via Friggeri, gestito dalla famiglia del giovane dj. Mazzi di fiori e sciarpe continuano a essere depositati di fronte alla vetrina, letteralmente ricoperta da messaggi e testimonianze d’affetto provenienti da esponenti di moltissime tifoserie. Dopo aver lasciato un ricordo simbolico, gruppi di tifosi che indossano berretti e sciarpe di Lazio, Milan, Inter, Roma e di tante società si sono recati in chiesa.

4 Il giavellotto di Roma


Momenti di paura all’Olimpico di Roma, dove un saltatore in lungo è stato infilzato da un giavellotto durante il Golden Gala di atletica. L’atleta è Salim Sdiri, campione di Francia salto in lungo. Mentre si stava riscaldando per la sua gara, il 28enne francese è stato colpito dal giavellotto lanciato dal finlandese Tero Pitkameki. Immediati i soccorsi: l’uomo è stato portato via dallo stadio in ambulanza e ricoverato al Policlinico Gemelli. L’atleta è sempre stato cosciente e non sarebbe grave. I medici lo hanno sottoposto a un’ecografia e altri esami diagnostici. Sdiri potrebbe lasciare l’ospedale romano già nelle prossime ore.
Olimpico ammutolito. La drammatica scena è stata seguita con grande apprensione dagli spalti dell’Olimpico. I maxischermo dello stadio trasmettevano le immagini del Golden Gala e il pubblico ha visto l’atleta transalpino che veniva colpito dal giavellotto e si accasciava sulla pista. Poi i soccorsi, con l’italiano Andrew Howe che ha estratto dalle costole di Sdiri la parte dell’attrezzo che gli si era infilata.
La ferita. Dopo che il saltatore in lungo francese è stato colpito, uno dei primi a soccorre Sdiri è stato Giuseppe Fischetto, medico Fidal. “Ha una ferita di quattro centimetri al costato destro – ha detto -. La punta del giavellotto è penetrata parzialmente nel fianco. L’atleta è stato trasportato al Policlinico Gemelli. Si tratta ora di verificare se l’attrezzo ha lesionato la pleura o si è fermato alle fasce muscolari”.OMA – Momenti di paura all’Olimpico di Roma, dove un saltatore in lungo è stato infilzato da un giavellotto durante il Golden Gala di atletica. L’atleta è Salim Sdiri, campione di Francia salto in lungo. Mentre si stava riscaldando per la sua gara, il 28enne francese è stato colpito dal giavellotto lanciato dal finlandese Tero Pitkameki. Immediati i soccorsi: l’uomo è stato portato via dallo stadio in ambulanza e ricoverato al Policlinico Gemelli. L’atleta è sempre stato cosciente e non sarebbe grave. I medici lo hanno sottoposto a un’ecografia e altri esami diagnostici. Sdiri potrebbe lasciare l’ospedale romano già nelle prossime ore.
Olimpico ammutolito. La drammatica scena è stata seguita con grande apprensione dagli spalti dell’Olimpico. I maxischermo dello stadio trasmettevano le immagini del Golden Gala e il pubblico ha visto l’atleta transalpino che veniva colpito dal giavellotto e si accasciava sulla pista. Poi i soccorsi, con l’italiano Andrew Howe che ha estratto dalle costole di Sdiri la parte dell’attrezzo che gli si era infilata.
La ferita. Dopo che il saltatore in lungo francese è stato colpito, uno dei primi a soccorre Sdiri è stato Giuseppe Fischetto, medico Fidal. “Ha una ferita di quattro centimetri al costato destro – ha detto -. La punta del giavellotto è penetrata parzialmente nel fianco. L’atleta è stato trasportato al Policlinico Gemelli. Si tratta ora di verificare se l’attrezzo ha lesionato la pleura o si è fermato alle fasce muscolari”.

5 Scritta murale


La scritta pare sia comparsa nella notte tra il 1 e il 2 agosto all’indomani del nuovo decreto….ne ha parlato pure Repubblica…
(sulla strada tra Maniago e Poffabro, nel Pordenonese):
“I vostri etilometri non spegneranno la nostra sete”. Segnalazione del lettore U. A. di Trieste. Voto 7, anche se in regione continuo a preferire “Internet + Cabernet”. Però andiamoci piano, col bicchiere. A meno che non si abbiano amici astemi. È difficile, lo so. Una buona idea sarebbe di noleggiarli, paghi la cena e il disturbo e non sei ossessionato dall’etilometro.

6 Un romantico 16enne….
Io avrei preferito “Notte prima degli Esami” Cussignacco, un “ti amo” di trenta metri sulla strada
Gli sono serviti trenta metri d’asfalto per una dichiarazione d’amore, per scusarsi e chiedere perdono. La canzone di Antonello Venditti “Dalla pelle al cuore”, una delle più ascoltate del momento, confermerebbe questa pista. Già, perché a Cussignacco sono tutti a caccia dell’anonimo che nelle notte del 24, in via Veneto di fronte alla nuova piazza, con una bomboletta spray nera, ha impresso sull’asfalto la sua dichiarazione d’amore, firmandosi “Ste” e dedicando le parole dell’artista romano a “Ika” con un grande cuore e un solo messaggio, che non lascia ombra di dubbio: “Ti amo”. “Il sesso fa partire/ l’amore fa tornare da te/ e della pelle al cuore/ che adesso sto davanti a te. So che mi perdonerai/ mi devi perdonare/ so che tu lo farai. E dalla pelle al cuore/ che devo ritornare/ senza più parole/ senza farti male/ e dalla pelle al cuore/ e tu lo capirai/ solo da uno sguardo/ tu lo scoprirai. Non cerco comprensione/ e lacrime che tu non hai/ è stata un’emozione/ che mi ha rubato l’anima. Dolcissimo mio amore/ e non mi ha fatto vivere/ si apre il tuo portone/ e adesso sei davanti a me”. A Cussignacco non hanno dubbi: “Ste” l’ha fatta grossa, per doversi fermare, almeno un’ora, e senza farsi vedere, a scrivere il suo messaggio. Un gesto d’altri tempi, quasi disperato, commentano per strada le persone che si fermano e incuriosite si soffermano, cercando di capire chi possa essere stato. E anche nei bar, al Cin Cin, Al Fornar, il gesto d’amore è sulla bocca di tutti. Tutti ne parlano, tutti vorrebbero capire chi è stato. «Sicuramente deve farsi perdonare – dicono Serena e Ivan -; ma non sappiamo chi sia l’autore. Forse il messaggio è arrivato a destinazione e chissà che non sia riuscito nel suo intento». Anche il titolare della pizzeria “Da Violino” sorride: «Difficile capire chi possa essere stato; oggi c’è stato un viavai di curiosi in cerca di risolvere il giallo». “Giallo” che, per ora, rimane, così come il dubbio se “Ika” perdonerà l’autore innamorato di questa dedica natalizia.

7 Gli stadi pieni grazie ai nuovi decreti…
Gli spettatori diminuiscono, club in rosso Impianti scomodi, tristi e senza colori
Vuoti, o quasi. Tristi. O senza troppa allegria. Gli stadi del calcio italiano, oggi, sono così. Dopo un buon numero di abbonamenti staccati in estate e un incoraggiante avvio di stagione, la fuga dagli stadi è ricominciata inesorabile. Perché se la statistica segna ancora un gol, non c’è da esultare troppo. E non è per via del famoso «pollo» di Trilussa. È vero: ci sono 2.786 spettatori in più (dato aggiornato al 16 dicembre 2007) rispetto alla media delle prime 16 giornate dello scorso anno, che diventano 3.459 sulla media dell’intero ultimo campionato. Il torneo di serie A 2006-2007 è stato, però, quello con la media più bassa degli ultimi quarantacinque anni. Con il ritorno di Juve, Genoa e Napoli (le ultime due assenti anche nel 2005-06) a fronte delle retrocessioni di Ascoli, Chievo e Messina, con i quattro derby come non capitava dal 1994-1995, con il via senza penalizzazione di tutte le big si attendeva, o meglio si sperava, in una massiccia rentrée degli spettatori negli stadi. In modo da far riavvicinare l’Italia non tanto alla Bundesliga tedesca o alla Premier League inglese (rispettivamente 40.572 e 34.141 spettatori in media lo scorso anno), ma magari alla Liga spagnola, che vanta una media di quasi 30 mila presenti. Si resta, invece, lontani.
Molto lontani. E sono, soprattutto, le immagini a stridere. In Inghilterra, anche ieri, stadi pieni. Nella nazione campione del mondo, impianti semivuoti e malinconici. Le zoomate, all’Olimpico di Roma come al Sant’Elia di Cagliari, sono spesso impietose: coppiette isolate tra decine di seggiolini vuoti. Se le foto in bianco nero degli anni Settanta con gli «spalti gremiti ai limiti della capienza», come era solito descriverli in radio Sandro Ciotti, sono un tuffo al cuore, anche i 30.704 spettatori di media della stagione 1998-99, quando la tv satellitare era ormai entrata nella casa degli italiani, restano una chimera. Per Lazio-Juve, partita un tempo da «sold out», il 15 dicembre scorso c’erano solo 25.098 spettatori, esempio perfetto di una giornata, la 16ª d’andata, che ha fatto registrare la media più bassa della stagione: 14.151. La settimana prima per Empoli-Cagliari solo in 786 avevano fatto la fila per acquistare un biglietto. I bagarini, che nemmeno i tagliandi nominali avevano resi disoccupati, sono sull’orlo di una crisi di nervi. «Quello che mi infastidisce maggiormente e mi rattrista del calcio italiano sono gli stadi vuoti», ha confessato recentemente Demetrio Albertini, ex colonna del Milan, oggi vicepresidente della Federazione e rappresentante del sindacato calciatori. «Mi dispiace soprattutto vedere all’estero i giocatori a contatto con il pubblico. Da noi, invece, troppe barriere alzate».
La lotta ai violenti ha reso necessarie alcune misure drastiche. Ma, spesso, anziché allontanare i teppisti e far diminuire la paura hanno di fatto finito per tenere a casa il tifoso normale. Spesso comprare un biglietto equivale, infatti, a un’odissea per il tifoso normale. A Roma è stato stimato che un biglietto su quattro veniva comprato al botteghino dello stadio poco prima dell’inizio. Oggi non è più possibile. Andare allo stadio deve essere ormai pianificato con un certo anticipo, come avviene con la «settimana bianca». Risultato? Molti decidono di non andare. Colpa sicuramente di alcune frange organizzate di teppisti, che hanno occupato militarmente il territorio e generato sentimenti di paura nel tifoso medio. Di contro, però, c’è anche chi punta l’indice su uno stadio ormai senza colore e senza più poesia. Da Il Foglio a «Striscia lo striscione» (rubrica di «Striscia la notizia») è cresciuta una corrente di pensiero che vuole il ritorno del sapore da stadio.
Tutti d’accordo sul giro di vite per lasciare fuori i delinquenti incalliti ma la sensazione è che si è passati da un eccesso a un altro. Per lustri nelle curve sono state tollerate svastiche e esaltazioni delle foibe, adesso per portare il canonico «ciao mamma» bisogna sottoporsi ad una lunga trafila burocratica. Insomma «Giulietta è ‘na zoccola», storico e ironico striscione dei tifosi napoletani verso i rivali veronesi, oggi resta fuori. Così come lo spirito goliardico che contraddiceva le stracittadine. «Dobbiamo dialogare con gli ultrà non violenti», ha dichiarato il presidente Giancarlo Abete, preoccupato dell’erosione di pubblico. Ma c’è chi ha già pronta la panacea per arginare la fuga: gli stadi nuovi. Accoglienti, aperti alle famiglie, con centri commerciali all’interno. Lo reclama da tempo il presidente della Lazio, Claudio Lotito. Al momento è stato respinto dal Comune di Roma e dal Coni. In diverse città ci stanno pensando.
Roberto Stracca


Udinese Roma anno 83 84….e ancora prima di questi decreti….quando andare allo stadio non era reato…

8 In silenzio per chiedere giustizia…

Comunicato Curva A. Costa: silenzio per chiedere giustizia e verita’ dopo l’11 novembre
Ci sono momenti per tifare, per manifestare, per urlare la propria rabbia o il proprio silenzio.
Oggi noi sacrifichiamo la voglia di urlare e di tifare, o meglio, il diritto di urlare e di tifare, per chiedere giustizia e verità per chi non può farlo, perché è stato ucciso.
Oggi e domani il silenzio dei gruppi ultras in tutti gli stadi e in tutte le categorie (dalla A ai dilettanti) sarà un altissimo grido di giustizia e una grandissima richiesta di verità, grazie ad ogni persona che si unirà al nostro silenzio e alla nostra voglia di non fare finta di nulla dopo i fatti dell’11 novembre.
I FATTI DELL’11 NOVEMBRE:
* L’11 novembre verso le ore 9,00, un agente di polizia uccide Gabriele Sandri, 28 anni, tifoso.
* l’11 novembre dalle 9 di mattina in poi,  il Questore di Arezzo inizia a costruire un castello di informazioni frammentarie, incomprensibili, false,  confuse e incerte e andrà avanti cosi fino a sera, raccontando di un fantomatico colpo sparato in aria che – chissà perché e chissà come – ha ucciso una persona…
* l’11 novembre il Responsabile della Polizia decide – nonostante alcune pressioni della Federazione Calcio – che non è il caso di fermare il campionato, un “simbolico” ritardo di 10 minuti (peraltro solo per le partite di serie A, perché per le altre serie nemmeno quello) è più che sufficiente per uno che poi alla fin fine era nel migliore dei casi “solo” un tifoso  e nel peggiore magari anche un po’ ultras….
* l’11 novembre sono (siamo) in tanti quelli che sanno che l’unica cosa giusta  e civile sarebbe non giocare ! Non hanno nessun senso queste partite davanti ad un omicidio come quello che è appena avvenuto: comincia a salire subito la richiesta di GIUSTIZIA che nelle prime ore di  quella maledetta domenica significa, semplicemente, “NON GIOCARE”….
* l’11 novembre si reagisce con rabbia alla ignobile decisione di far giocare il campionato: le reazioni più clamorose (da Bergamo a Taranto, dove comunque l’unico scopo era quello di non far giocare la partita) fanno subito il giro delle televisioni, dell’informazione, dei perbenisti e moralisti dell’ultima ora. La reazione rabbiosa, e sicuramente in alcuni casi estrema, diventa il pretesto per provare a far passare in secondo piano il motivo e in primo piano le conseguenze: GLI ULTRAS distruggono il calcio… sono un pericolo pubblico… fermiamoli….
* l’11 novembre ha confermato, nella sua drammaticità, (se mai ce ne fosse stato bisogno) che le norme e i provvedimenti del “dopo-Raciti” sono solo un guazzabuglio di provvedimenti anticostituzionali che si sono dimostrati clamorosamente sbagliati. I provvedimenti cautelari basati sulla presunzione di pericolosità, i tornelli, i biglietti nominali, i controlli e i divieti per i bambini di entrare allo stadio con bandiere della propria squadra, il divieto di esporre striscioni con nomi di gruppi e di suonare tamburi, il divieto di comperare i biglietti per la trasferta nel giorno della partita e via di questo passo, i sequestri di decine e decine di sciarpe con la sola scritta ultras e l’assoluta disparità e soggettività di comportamenti da uno stadio all’altro e da una partita all’altra … a cosa sono serviti?
DOPO L’11 NOVEMBRE
* il fatto è che c’è una persona di 28 anni uccisa … uno di quelli che allunga la lista delle “morti per caso” come Aldrovandi a Ferrara e dei “morti per stadio”.
* il fatto è che le conseguenze per la “gente da stadio” (per tutti, non solo per gli ultras) saranno sempre peggiori: adesso sbandierano la “Card del tifoso” (strumento di controllo e in pratica di annullamento di diritti costituzionali quali la libertà di circolazione, di parola, di espressione ecc), la security privata, il divieto di trasferte a decine di tifoserie.
* il fatto è che, per l’ennesima volta, mentre dagli ultras arriva chiaro il messaggio che NESSUNO può morire per una partita (sia questo un poliziotto oppure un ultras) e che per noi i morti sono tutti uguali (se è vero che dopo Raciti moltissimi gruppi avevano deciso un’ autosospensione) per la “parte bene e ufficiale” del calcio, e dello Stato, la morte non è certo uguale per tutti.
* il fatto è che domenica 18 novembre il campionato si ferma (per altro – per caso?- proprio nella giornata in cui la Serie A – unica con un valore economico – già non avrebbe giocato) e non per rispetto verso un ragazzo morto ma per protestare verso “la violenza nel calcio”…
* il fatto è che con orgoglio non ci siamo mai adeguati alle “norme dell’Osservatorio” e abbiamo preferito rinunciare (con grandissimo sacrificio) a tutti gli storici mezzi di espressione del nostro tifo (striscioni, bandiere, fumogeni, megafoni, coreografie ecc) pur di non “accettare”, e quindi implicitamente condividere, delle misure che, di fatto, erano il contrario di tutto quello che è lo spirito ultras o semplicemente il libero tifo da stadio. Per questo, mentre rispettiamo tutti i clubs “non-ultras” che hanno deciso di sottostare alle norme dell’osservatorio chiedendo i rispettivi permessi, non possiamo condividere assolutamente la scelta di “gruppi ultras” che hanno “svenduto” uno striscione per un permesso chiesto alle Questure, né possiamo pensare di portare avanti le nostre idee assieme a loro….
E ADESSO, DOPO L’11 NOVEMBRE, NOI  CHIEDIAMO :
* Giustizia vera per Gabriele Sandri, e Giustizia vera significa non solo l’imputazione di omicidio volontario a carico di chi ha ucciso (quella è la minima applicazione della legge, non giustizia) ma anche che emergano in tutta la loro drammaticità le esagerate responsabilità di chi prima ha cercato di falsare o non divulgare la notizia e di chi dopo ha ritenuto che era più importante giocare qualche partita, che rispettare un morto da stadio
* Giustizia e Verità sul caso-Raciti: venga finalmente fatta luce sui fatti (ma quelli veri, non quelli che fanno comodo) e si dica, senza paura, come sono andate veramente le cose, uno Stato libero e democratico non ha paura della verità.
E se GIUSTIZIA (ma quella vera, quella con tutte le lettere maiuscole) verrà fatta, allora questa sarà la nostra unica e migliore “vendetta“. Lotteremo per ottenere questa Giustizia, la invocheremo a gran voce, la porteremo tra la gente che con noi condivide la passione per la nostra squadra e che, siamo certi, non può volere questo “modo di andare allo stadio”.  E a tutti quelli che hanno già strumentalizzato questa vicenda o che l’hanno utilizzata o l’utilizzeranno per provare a dimostrare “che è tutta colpa degli ultras” e che senza di loro “tutto è perfetto, bello e sicuro”… a tutti questi possiamo solo dire una cosa: VERGOGNATEVI!!!
I gruppi ultras della Curva Andrea Costa

9 Beppe Grillo e il V-Day

Vaffanculo day, o V-Day. Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Si terrà sabato otto settembre nelle piazze d’Italia, per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente. Ieri il re in fuga e la Nazione allo sbando, oggi politici blindati nei palazzi immersi in problemi “culturali”. Il V-Day sarà un giorno di informazione e di partecipazione popolare.
Beppe Grillo
Vai nella piazza della tua città e firma anche tu per portare in Parlamento la legge popolare per ottenere:
1. NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI
No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento – Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale
2. DUE LEGISLATURE
No ai parlamentari di professione da venti e trent’anni in Parlamento – Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente
3. ELEZIONE DIRETTA
No ai parlamentari scelti dai segretari di partito – I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta

10 QUANDO UNO E’ DI FRETTA…

Si è fermato in stazione senza aprire le porte e ha poi “parcheggiato” il treno con i suoi passeggeri nella zona per la sosta notturna, andando a festeggiare il Capodanno: è quanto ha fatto un macchinista in servizio sul treno regionale che da Brescia è arrivato puntuale, alle 20.52, nella stazione ferroviaria di Cremona la sera del 31 dicembre.
Arrivato a destinazione, le porte non si sono aperte e, dopo un po’, il treno è ripartito dalla stazione e si è fermato poche centinaia di metri più in là, nella zona deputata alla sosta notturna. Il macchinista ha chiuso il treno e, dimenticandosi dei viaggiatori a bordo, se n’é andato a festeggiare il Capodanno. Dall’interno, al buio e al freddo, i passeggeri hanno tentato inutilmente di aprire le porte mentre la rabbia montava e i bambini, impauriti, piangevano.
La spiacevole vicenda si è conclusa grazie alla telefonata fatta da un viaggiatore ai carabinieri che hanno avvisato l’ufficio movimentazione delle Ferrovie di Cremona. Circa un’ora dopo, un ferroviere è arrivato sul posto, “ha liberato” i passeggeri e ha fatto loro strada tra i binari, illuminati con una torcia fino alla stazione.
La vicenda ha messo in imbarazzo il gruppo Ferrovie dello Strato che, tramite una comunicato, oltre le dovute scuse ai passeggeri, ha reso noto di “aver avviato oggi un’indagine interna per accertare la dinamica dell’inconveniente segnalato, per stabilire eventuali responsabilità del personale in servizio e, nel caso, prendere provvedimenti”.