Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

dallapartedeltorto

Gladiator vs Foggia

FOGGIA – Fischio d’inizio rimandato. Un tifoso scende dagli spalti e porta via il pallone. È successo ieri nel corso della partita San Felice Gladiator – Foggia, valida per la prima giornata di campionato della Serie D Girone H. Sceso dal settore ospiti, l’invasore solitario ha fatto sua la sfera e con invidiabile aplomb ha attraversato il terreno di gioco per riprendere il proprio posto sui gradoni.

LO STUPORE – L’evento ha sorpreso anche steward. Nel corso della stessa gara si sono vissuti attimi di paura per un altro sostenitore rossonero, caduto dalle inferriate che circondano il terreno di gioco del «Piccirillo» di Santa Maria Capua Vetere. Il malcapitato è stato costretto a ricorrere ai soccorsi dei sanitari ed è uscito in barella per accertamenti.

Redazione online @corriere.it

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Siena vs Vicenza

COPPA ITALIA, SIENA VICENZA SOLO PER TESSERATI, POLEMICA ULTRAS

La società toscana ha pubblicato i prezzi di prevendita per la gara di Coppa Italia di domenica 19, 25 euro la curva ospite. I No TdT, rimasti fuori ad Empoli con il biglietto in mano, chiamano i tifosi affinchè non si tesserino
fonte: www.vicenzatoday.it

Sono in vendita, al prezzo unico di 25 euro anche i tagliandi per il settore ospiti, riservati ai soli possessori della tessera del tifoso, in tutto il circuito nazionale Lottomatica (www.listicket.it). Secondo le disposizioni vigenti, i biglietti potranno essere acquistati fino alle 19 di sabato 18″.

Recita così il sito del Siena, pubblicando i prezzi dei tagliandi per assistere alla gara ad eliminazione diretta, valida per il passaggio del terzo turno di Coppa Italia. Il Vicenza si è conquistato il passaggio a questa fase grazie alla bella vittoria nel Castellani di Empoli, battendo la squadra di casa, e gli incubi da play out, per 2 a 1. In occasione di quel match, 52 tifosi biancorossi avevano raggiunto lo stadio ma, nonostante in possesso di regolare tagliando, erano stati tenuti fuori. Difficile arrampicarsi sulle questioni di sicurezza, visto che lo stadio era praticamente deserto: gli ultras, però, non erano in possesso della tessera del tifoso. IL CALENDARIO DI COPPA ITALIA

Non è da escludere che la scena si ripeta domenica al Franchi, anche se pagare 25 euro per rimanere fuori potrebbe scoraggiare chiunque, e durante le trasferte di campionato. Perchè una parte degli ultras del Vicenza, Zona Mucchio, Ex 1902 e South Terrace di tesserarsi non ne vogliono proprio sapere ed hanno spiegato le loro ragioni in una lettera aperta ai tifosi biancorossi, in cui non solo chiedono di non sottoscrivere la tessera del tifoso, rinunciando quindi alla possibilità di acquistare l’abbonamento, ma di disdirla in caso già in loro possesso.

E’ ufficialmente aperta la campagna abbonamenti 2012-2013 del Vicenza Calcio, quest’anno legata all’insolito slogan “questione di pelle”. Come nelle due precedenti stagioni 2010/20 11 e 2011/2012, stagioni caratterizzate dalla piena operatività di tessera del tifoso e relativo programma, il gruppo NO TDT VICENZA (progetto che vede coinvolti i gruppi Zona Mucchio, Ex 1902 e South Terrace) ha deciso, per il terzo anno consecutivo, di non tesserarsi/abbonarsi. Questa scelta non ha nulla a che vedere col sostegno ai nostri amati colori che da sempre ha caratterizzato, e sempre caratterizzerà, il nostro operato; come si è già spiegato in diverse sedi l’aderire al programma tessera del tifoso, scelta peraltro obbligata per chi vuole sottoscrivere un abbonamento alla futura stagione calcistica come nelle due precedenti, per noi significa mettere la nostra storia, le nostre tradizioni, le nostre curve nelle mani di chi ha dimostrato in questi anni di voler eliminare incondizionatamente il mondo delle tifoserie organizzate italiane.

Aderire al programma tessera del tifoso, difatti, significa automaticamente accettare i contenuti dell’art.9 della Legge n°41 del 04 Aprile 2012, che al comma 1 recita quanto segue: “E’ fatto divieto alle societa’ organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili della emissione, distribuzione, vendita e cessione dei titoli di accesso, di cui al decreto ministeriale 6 giugno 2005 del Ministro dell’interno, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 30 giugno 2005, di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive”.

In parole povere questo articolo, dai contenuti palesemente anticostituzionali, stabilisce che chi sia stato condannato in passato, senza limitazioni temporali e anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive, OLTRE A PAGARE CON L’ARRESTO E/O IL DIVIETO DI ACCESSO ALLE MANIFESTAZIONI SPORTIVE (è il famoso D.A.S.P.O., della durata da 1 a 5 anni con o senza firma in questura) DEBBA ULTERIORMENTE PAGARE IL REATO COMMESSO SCONTANDO, DI FATTO, UNA PENA A VITA, non potendo più avere la possibilità di acquistare titoli di accesso alle manifestazioni sportive. Che l’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni Sportive abbia recentemente ridotto questo periodo di “pena supplettiva” a 5 anni nulla importa, dato che le determinazioni di questo inopportuno e dispendioso ente non hanno alcun effetto legislativo.

E contestualmente non si deve dimenticare che, nel novero dei reati da stadio, vi è la ridicola condanna di comportamenti come l’accensione di fumogeni, l’utilizzo di tamburi, l’esposizione di striscioni non autorizzati, sino a sconfinare, in casi estremi, nell’avvicinamento allo stadio ospitante in mancanza di tessera del tifoso. Per questi motivi il gruppo NO TDT VICENZA, fermamente solidale ad ogni singolo ragazzo della nostra Curva Sud come di qualsiasi altra curva d’Italia che ha già pagato con la giustizia per le proprie azioni: -non sottoscriverà la tessera del tifoso fintantoché il Parlamento Italiano non provvederà all’abrogazione dell’art. 9 della Legge n°41 del 04 Aprile 2012 (abrogazione già proposta da più fronti, anche istituzionali); -invita tutti i tifosi del Vicenza in accordo agli argomenti trattati in questo comunicato ad aderire a questa forma di protesta non sottoscrivendo la tessera del tifoso o disdicendo la tessera stessa comunicando le proprie intenzioni per raccomandata alla B.P.VI. e alla società Vicenza Calcio S.p.A. (allegando copia della C.I. e numero tessera). E come sempre… FORZA LANE!!!

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Finale Coppa Italia

FINALE COPPA ITALIA,
ADDIO AI BIGLIETTI CARTACEI

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Fonte: Dalla Parte del Torto

In questi giorni abbiamo assistito al caos e all’impotenza della Federazione difronte alle richieste dei club su quando giocare o non giocare il recupero della 33esima giornata. Fino a qualche settimana fa sempre la Lega si era resa nota per l’incapacità di saper gestire il “traffico” dei biglietti e addirittura la scelta della città in cui far giocare la finale di Coppa Italia del 20 maggio.

Da anni ormai è noto che la finale si giochi all’Olimpico di Roma, beh quest’anno diversi stadi sono stati scelti  poi scartati per disputare la partita…Milano, Firenze…la decisione finale, partorita con molto ritardo e dopo non pochi litigi e prese di posizione (ricordiamo che Petrucci stesso non voleva concedere l’Olimpico), è stata Roma.

Ma il perchè di quest’articolo non è certo il fare mera polemica sul lavoro della Federazione, perchè sarei banale, bensì incentrarmi sulle modalità di vendita dei biglietti. Se nelle ultime due stagioni le difficoltà create dalla tessera del tifoso sono note a tutti, e vanno di volta in volta peggiorando, anche se ora si intravede qualche spiraglio, con la finale di Coppa Italia si sperimenterà un nuovo, ulteriore sistema di “sicurezza” che potrebbe anche entrare in vigore già dall’inizio della prossima stagione o sicuramente a breve, anche se per ora, speriamo almeno, sono più voci che atti pratici: chi, come moltissimi gruppi grandi o piccoli, era riuscito sino ad ora ad aggirare i divieti posti dall’osservatorio, non avrà più stratagemmi ai quali attaccarsi in quanto non saranno più messi in vendita biglietti cartacei, ma il biglietto verrà caricato virtualmente sulla tessera in possesso dell’acquirente. Queste di seguito sono le disposizioni per Juventus-Napoli: dal 26 aprile prelazione per gli abbonati delle due squadre con caricamento sulla tessera del tifoso e rilascio contestuale del segna posto; dal 2 maggio prelazione per i possessori della “Juventus Membership” e “Napoli Club Azzurro Card” in modalità digitale anch’essa. Infine, se dovessero avanzare posti liberi, partirebbe la vendita classica con i biglietti cartacei. Una situazione che mette veramente tutti alle strette, non tanto gli ultras bianconeri QUASI tutti abbonati o comunque muniti di tessera del tifoso, quanto quelli partenopei…una misura che, se attuata d’ora in avanti, sarà un ennesima messa alle strette del mondo ultras e del calcio italiano in generale, sempre più costretto ad avvicinarsi, solo nella teoria lungi dalla pratica, al modello inglese.

Se in finale ci fosse andato il Siena? Tutt’altra storia

Sinceramente vedo la cosa poco applicabile in vista del prossimo campionato, anche se possibile: l’orientamento del governo è sempre stato quello di imporre la tessera come “conditio sine qua non” per accedere agli spalti, quindi posso immaginare che se fosse rimasto Maroni si sarebbe andati in questa direzione. Col governo tecnico non lo so, si è parlato di modificare l’articolo 9 ma per ora siamo sempre in attesa di novità sul tema…

Rimane il fatto che se si fosse persone intelligenti, quest’idea la si farebbe morire sul nascere. Come? Boicottando la finale di Roma e boicottando qualsiasi altra partita in cui si utilizzi questo sistema di distribuzione… Purtroppo non siamo persone intelligenti in Italia, e lo dico con una certa amarezza. Ma è impossibile sostenere tesi diverse quando si sente parlare gente che, in vista del prossimo campionato, sta meditando di farsi la tessera del tifoso!

Certo, tifoserie come veronesi, milanisti, gobbi ed interisti hanno una certa libertà e vanno in trasferta “più o meno” senza problemi. Ma con la spada di damocle dell’articolo 9 sospesa sulla testa. A suo tempo è stato fin troppo chiaro il giochetto di Maroni che, ben conscio del fatto che la maggior parte delle curve italiane avrebbe boicottato la tessera del tifoso, ha emesso la famosa circolare relativa ai cinque anni: in pratica, questa circolare interpreta l’articolo 9 della Legge Amato non come un’esclusione a vita per chiunque abbia avuto il minimo problema da stadio, ma come una limitazione solo per chi ha avuto condanne penali anche solo di primo grado negli ultimi cinque anni. 

Già messa così la questione sembra diversa. In realtà è molto più subdola di ciò che si pensa, considerando che nel nostro ordinamento giuridico i processi si svolgono su tre gradi di giudizio: se io prendo una diffida di tre anni ed alla scadenza del provvedimento vengo giudicato colpevole in primo grado “pago” con l’esclusione dal servizio tessera del tifoso per cinque anni; se dopo quattro anni e mezzo affronto il secondo grado e vengo nuovamente giudicato colpevole, vengo escluso per altri cinque anni; se dopo ulteriori quattro anni la Corte di Cassazione mi giudica innocente, io mi sono trovato a farmi (Da innocente!) ben (3+4,5+4=) 11 anni e mezzo senza la possibilità di sottoscrivere la tessera, farmi l’abbonamento e seguire la mia squadra in trasferta!

Non solo, ma nel momento in cui tutte le tifoserie avessero sottoscritto la tessera del tifoso e fossero tornate in trasferta, state pur tranquilli che la cosa non sarebbe finita qui: ai primi incidenti di una certa gravità (che si verificano per la legge dei grandi numeri… dubito che ci sarà mai un Fiorentina-Juve o un Roma-Napoli con entrambe le tifoserie presenti e senza incidenti! E nel momento in cui questo succede non ha senso far pagare ai tifosi di tutta Italia i problemi creati da una o più singole tifoserie! Ma fatelo capire agli italiani, ormai capaci solo di populismo da due soldi…) scatterebbe l’applicazione dell’articolo 9 “alla lettera” come è previsto dalla Legge Amato, ovvero che chiunque nel corso della propria “carriera da stadio” abbia ricevuto anche solo una diffida poi passata in giudicato vent’anni fa o dalla cui accusa è stato poi assolto, non può più sottoscrivere la tessera del tifoso e pertanto non può più sottoscrivere l’abbonamento per lo stadio, seguire la propria squadra in trasferta e, se il sistema “sperimentato” nella finale di Roma venisse adottato anche per il futuro del calcio italiano, nemmeno più acquistare un biglietto per lo stadio!

Ne consegue che quanto meno prima di sottoscrivere la tessera del tifoso sarebbe utile e giusto che prima venisse modificato l’articolo 9. Ma molti di quelli che hanno iniziato a farmi un certo tipo di discorsi tutto ciò non lo sanno. O, se lo sanno, fingono di non capire. Guardano il proprio orticello. E ti vengono a dire, col tono come se avessero ragione: “Senti, io ho fatto la mia protesta, ma adesso sono stufo e voglio tornare in trasferta…”.

HO FATTO LA MIA PROTESTA!?!

La verità è che se gli italiani sono pecore, i tifosi italiani non sono molto diversi. Quando siamo in grado di produrre certi ragionamenti, dovremmo avere il coraggio di non lamentarci più di nulla: in fin dei conti, se l’Italia è ridotta così è proprio grazie a gente che ha sempre ragionato guardando il proprio piccolo orticello… Rimanendo nel caso specifico, i futuri “Tesserati pentiti” saranno quelli che scaveranno la fossa proprio ai loro stessi amici che oggi non sono tesserati e che non lo saranno in futuro, perchè saranno loro che con il loro atteggiamento finiranno per fare il gioco del governo e isolare quelli che di loro non ci stanno.

Allora, è pur vero che la tessera è stata concepita per dividere, come riconosce qualcuno; ma è pur vero che a dividere sono stati quei tifosi che se ne sono fregati da subito, fin dalla sua introduzione (quando ti dicevano “Io non ho niente da nascondere!”) unitamente a coloro che, all’inizio della prossima stagione, decideranno di sottoscrivere la tessera del tifoso perchè “Hanno fatto la loro protesta ed ora vogliono tornare in trasferta” e perchè “Questa protesta non serve a niente”. Come dicevo un pò di tempo fa, chi si tessera è complice. Lo penso tuttora e ne sono assolutamente convinto. Dal prossimo anno, vedremo quanti ancora si renderanno complici di una situazione ben oltre il limite del ridicolo, finendo per alimentare le politiche repressive del governo e tirando la zappa sui piedi a coloro con i quali hanno sempre condiviso le gradinate. 

Ed ora tesseratevi pure. Sappiate però che sarete complici. E colpevoli per la vostra parte.

@lapadovabene


Parma vs Lazio

IN TRASFERTA A PARMA
SENZA TESSERA DEL TIFOSO

Scrivo questo resoconto in ritardo, e con la morte nel cuore, visto che al mio ritorno da Parma sono accadute alcune cose piuttosto tristi. La morte di un calciatore, di un’icona della Lazio, come Giorgio Chinaglia è uno di quegli avvenimenti che ti riempie di amarezza e di malinconia.
Nelle scorse ore i ragazzi della Curva Nord hanno annunciato che, in occasione della prossima partita di campionato contro il Napoli, Long John verrà degnamente ricordato (a differenza della società che si è limitata ad un laconico comunicato di tre righe sul proprio sito ufficiale) e che verranno addirittura invitati in curva i calciatori della Lazio Campione d’Italia nel 1974, affinché la figura di Chinaglia venga omaggiata e commemorata nel miglior modo possibile. Un’iniziativa importante quella della Curva Nord, alla quale, purtroppo, il sottoscritto non potrà assistere o partecipare, visto che le Istituzioni preposte sono riuscite a partorire una nuova, e quanto mai assurda, restrizione proprio in merito alla sfida dei biancocelesti contro la compagine partenopea.
La Questura di Roma e l’immancabile Osservatorio per le Manifestazioni Sportive, infatti, hanno pensato bene di riservare la vendita dei tagliandi per assistere a questa partita di campionato ESCLUSIVAMENTE ai residenti nella regione Lazio, escludendo di fatto tutti quei tifosi, come il sottoscritto, che probabilmente sono residenti fuori Roma per i più disparati motivi (lavoro, famiglia, ecc..) e che magari avrebbero assistito molto volentieri ad una partita come questa.
La domanda che sorgerebbe spontanea in questi frangenti è: ma la loro leggendaria Tessera del Tifoso non aveva risolto tutti i problemi relativi alle problematiche per la sicurezza negli stadi Italiani?
Queste disposizioni restrittive non fanno altro che confermare ciò che noi diciamo da tempo, ormai, ovvero che la carta di credito del tifoso è uno strumento totalmente inutile, oltre che essere completamente illegale.
Ma torniamo alla trasferta di Parma, e di certo non per cambiare discorso.
Per parlare compiutamente di quanto è successo in terra emiliana, è necessario, però, effettuare un breve preambolo.
Nei giorni precedenti alla partita, Stefano Perrone, Responsabile della Sicurezza del Parma Calcio, nel corso di una conferenza stampa, ha dichiarato testualmente: “La società del Parma, allo stadio Tardini, in virtù di una determinazione dell’Osservatorio del Luglio scorso, ha riservato un intero settore per le trasferte dei tifosi ospiti non tesserati che non è stato in pratica mai utilizzato, con un danno economico originato da due fattori. Il primo derivante dall’aver dovuto rinunciare ad una quota di circa mille abbonati della Curva Sud, il secondo per i mancati proventi dei non tesserati per le singole gare.”.
Un’iniziativa davvero lodevole quella del Parma.
Peccato che la realtà dei fatti risulti totalmente diversa.
Circa una settimana prima della partita, infatti, sul sito ufficiale del Parma Calcio vengono pubblicati i prezzi dei biglietti, e le modalità di acquisto degli stessi, per assistere alla sfida con la Lazio. Ed ecco la sorpresa: i biglietti per la Curva Sud possono essere acquistati esclusivamente dai tifosi che hanno sottoscritto la tessera del tifoso, a 15 euro. I non tesserati e non residenti nel Lazio, come il sottoscritto, avrebbero dovuto optare per l’acquisto di un biglietto di tribuna, con una spesa di minimo 40 euro a tagliando.
Ed il tanto decantato settore ospiti per i non tesserati, che fine ha fatto?
Ce lo chiediamo in molti, e alcuni pretendono anche delle risposte da parte della società emiliana. Che replica, via mail (clicca qui per leggere tutto il botta e risposta), alle richieste di spiegazioni di un tifoso laziale: “purtroppo non ci sono vie d’uscita viste le normative vigenti” e l’unica soluzione è quella di acquistare i biglietti di Tribuna con i servizi di Lottomatica Online, “ma ovviamente il prezzo è più alto”.
Secca la replica di alcuni tifosi biancocelesti, allora, che minacciano di acquistare i biglietti della Curva Nord, dove risiede la parte più calda della tifoseria del Parma, al prezzo di 15 euro. La disorientata interlocutrice (clicca qui per leggere il resoconto completo della conversazione telefonica con la società del Parma) con voce balbettante, dopo aver brevemente confabulato con qualche collaboratore, ha cercato di arrampicarsi, malamente, sugli specchi, affermando, erroneamente, che in Curva Nord, essendo il loro feudo, potevano accedere solo ed esclusivamente i residenti di Parma e provincia.
Nel frattempo succede qualcosa di inaspettato. Veniamo infatti a sapere che alcuni ragazzi non tesserati e non residenti sono comunque riusciti ad acquistare i biglietti del settore ospiti semplicemente recandosi presso le ricevitorie della Lottomatica.
La speranza, a quel punto, è che la società del Parma, viste le numerose lamentele ed insistenze pervenutegli, abbia deciso di fare un passo indietro, aprendo anche la vendita ai tifosi biancocelesti non residenti nella regione Lazio.
Ma purtroppo non è così. Molto più semplicemente le ricevitorie, vista l’enorme confusione venutasi a creare a causa di tutte queste disposizioni e restrizioni senza senso, stanno interpretando, ognuno a proprio modo, le modalità di vendita dei biglietti. Accade quindi che in alcune zone d’Italia i tifosi laziali abbiano la possibilità di acquistare i tagliandi del settore ospiti, mentre in altre zone sono costretti a scontrarsi con il diniego dei rivenditori che si ostinano ad applicare alla lettera le disposizioni impartitegli.
Inizia quindi, via internet, grazie ai social network, una sorta di “rete solidale” tra i tifosi biancocelesti: i ragazzi che sono riusciti ad acquistare i biglietti si mettono a disposizione di chi invece continua ad essere impossibilitato a farlo e, con le copie dei documenti inviati via mail o via fax, acquistano i biglietti per conto loro, per poi consegnarli direttamente a Parma nelle mani degli interessati.
Io stesso acquisto i biglietti per alcuni amici provenienti dalle parti più disparate d’Italia.
Tutto questo per non darla vinta a questo assurdo sistema e soprattutto per evitare che le società calcistiche e le aziende che si occupano della rivendita dei biglietti speculino ulteriormente sulla pelle e sulla passione di noi tifosi, costringendoci ad acquistare un biglietto a 40 euro, per poi essere inevitabilmente costretti ad assistere alla partita nello stesso settore dei tesserati “per motivi di sicurezza” dove il biglietto è costato appena 15 euro.
Perché è proprio questo quello che succede.
Nel settore ospiti del Tardini, infatti, sono molti i tifosi laziali che con il biglietto di Tribuna sono stati fatti accomodare insieme a noi. Così come sono molti i tifosi (tesserati e non) che giunti a Parma senza biglietto, sono riusciti comunque ad acquistare il biglietto del settore ospiti nel giorno stesso della partita ad un prezzo maggiorato (25 euro) direttamente alle biglietterie situate nei pressi dello stadio.
E tutto questo è solo un’ulteriore dimostrazione che tutto il “teatrino” messo in piedi con la tessera del tifoso risulta essere, senza ombra di dubbio, un vero e proprio fallimento!
Tornando alla trasferta vera e propria, io arrivo al parcheggio Scambiatore Nord intorno alle 18.30, dove mi ricongiungo con molti dei ragazzi con cui trascorro la maggior parte delle trasferte al seguito della Lazio. Un po’ di attesa prima di prendere la navetta che ci avrebbe condotto nei pressi dell’ingresso dello stadio, ed ecco che si parte.
Nell’autobus l’entusiasmo è tantissimo. Partono i primi cori, si scaldano le corde vocali per i novanta minuti di sostegno alla nostra squadra, sotto lo sguardo stupito e rapito di alcuni bambini presenti sulla navetta, forse alla loro prima trasferta, che ci guardano con gli occhi sgranati mentre saltelliamo e cantiamo a squarciagola.
Entrati nel settore il primo coro che lanciamo è per Matteo Bagnaresi, il tifoso del Parma tragicamente scomparso, il 30 Marzo del 2008, investito da un pullman di tifosi, durante una sosta in autogrill mentre si stava recando in trasferta a Torino, per la partita contro la Juventus.
La curva di casa dedica la propria, bellissima, coreografia proprio alla figura del Bagna, e accoglie il nostro coro, ripetuto anche ad inizio della partita, con uno scrosciante applauso.
Altri cori, prima del fischio d’inizio, vengono dedicati, ovviamente, a Gabriele Sandri, a Francesco Mancini, l’ex portiere della Lazio scomparso nei giorni scorsi a causa di un infarto, e, successivamente, contro il giornalista Rai Enrico Varriale che aveva dichiarato testualmente, qualche giorno prima, che “vedere in classifica la Lazio sopra il Napoli è una bestemmia calcistica”. Ad inizio partita alcuni tifosi laziali esporranno anche uno striscione contro lo stesso giornalista, con su scritto: “VARRIALE MAIALE”.
Inizia la partita ed il nostro gruppetto di non tesserati prende in mano le redini del settore lanciando i cori ed incitando la squadra senza tregua.
Purtroppo sul campo la squadra viene travolta per tre reti ad uno, grazie anche alla doppietta di un ex come Sergio Floccari, e l’entusiasmo nel nostro settore va scemando con il trascorrere dei minuti. Restiamo davvero in pochi a cantare fino alla fine, senza sosta, accompagnati dalla goliardia che spesso ci contraddistingue. Molti i cori contro Lotito e contro gli eterni rivali della Roma.
Intorno al ventesimo minuto del secondo tempo, inoltre, le luci dello stadio si spengono per qualche minuto e noi cogliamo l’occasione per invitare, simpaticamente, Ghirardi, Presidente del Parma, a pagare la bolletta e per chiedere, goliardicamente, la vittoria a tavolino per tre a zero.
Il nostro apporto continua, fino al fischio finale, consapevoli che perlomeno noi ce l’abbiamo messa davvero tutta.
Si esce dal settore e si raggiungono le navette. Fuori dallo stadio il nostro gruppetto continua comunque a cantare, incuranti del risultato finale, sotto l’occhio quasi indispettito degli altri tifosi, inviperiti dalla sentenza del campo. Anche noi siamo, ovviamente, sconfortati dalla sconfitta, ma la passione, la voglia di stare insieme, la goliardia e il nostro modo d’essere hanno sicuramente il sopravvento.
Prima di salire sulla navetta, l’ultimo coro è nuovamente per Matteo Bagnaresi, e poi eccoci di nuovo al parcheggio “Scambiatore Nord”, nei pressi dell’uscita autostradale. E’ il momento dei saluti. Molti di noi si rivedranno presumibilmente alla prossima trasferta di Torino contro la Juventus.
Sempre a testa alta, sostenendo i nostri colori.
Battiamo le mani, ai veri laziali.

Daniele Caroleo @dallapartedeltorto


Napoli vs Juventus

De Laurentis: “Invito i tifosi a farsi
la tessera per vedere la finale”

Aurelio De Laurentiis ha parlato ai microfoni di Marte Sport Live della programmazione sulla finale di Coppa Italia in programma all`Olimpico contro la Juventus. Il presidente napoletano ha annunciato che parlerà con i dirigenti juventini per accordarsi sull`organizzazione dell`evento

NAPOLI JUVENTUS GRANDE SFIDA DA QUANDO CI SONO IO
“Sarà una bella finale tra Napoli e Juventus. Abbiamo attirato sin dalla serie C grandi attenzioni, mi ricordo quanto fu esaltante il primo Trofeo Birra Moretti che vincemmo contro Inter e Juventus. All`epoca c`era ancora Luciano Moggi. Di nottate importante ce ne sono state tante con la Juve, abbiamo fatto insieme anche la serie B. Sono sempre state grandi sfide, anche l`ultima. Se non avessimo sbagliato un rigore, probabilmente avremmo vinto.”

INVITO I NAPOLETANI A FARSI LA TESSERA DEL TIFOSO
“Giocheremo in un grande stadio come l`Olimpico. Vedremo se avrà le caratteristiche per poterci ospitare, da quanto io riesco a capire ci sono pochi posti per una manifestazione che già comincia a far rumore. Si muove un mondo. Dico ai napoletani di stare tranquilli: i biglietti non sono in vendita su alcun sito. Quando saranno disponibili, ve lo dirò personalmente. Bisognerà aspettare almeno il 10 maggio. Le forze dell`Ordine stabiliranno un numero preciso perché giochiamo in una città diversa e probabilmente daranno l`autorizzazione solo a chi ha la Tessera del Tifoso, quindi io per evitare brutte figure invito i tifosi a farsi la Tessera, anche se sono sempre stato contrario. Sarebbe soltanto un modo per definire l`appartenenza, non perdiamoci in queste cose. La finale deve essere una grande festa, ma poiché non siamo a Napoli e giocheremo in una città diversa, dobbiamo stare attenti. Gli organi di Polizia chiederanno una vendita singola e nominale. Noi non ci possiamo sostituire agli organi di Polizia che potrebbero ammettere solo i possessori di Tessera del Tifoso. Mi risulta che tra Napoli e Juventus ce ne siano già 150mila.”

INCONTRERO` ANDREA AGNELLI PER ORGANIZZARE LE COSE
“Ora dicono che si giocherà a Roma, ma potrebbe essere Milano, Parigi o Londra. Alla fine ne parleremo io e Andrea Agnelli dove giocare. Dobbiamo impostare le cose per evitare il bagarinaggio e studieremo qualcosa con Lottomatica. I prezzi non sono stati ancora stabiliti. Lunedì ci incontreremo con la Juve in Lega. Non sappiamo neanche qual è l`impianto. Voglio che sia una festa e non voglio ghettizare nessun tifoso all`insegna dello sport e dell`amicizia.”

VORREI ANDARE A PECHINO
“Per me sarebbe il vero trofeo. Mi piacerebbe essere a Pechino, sono 15 anni che parlo dello sviluppo della Cina. Sarebbe una vera celebrazione, speriamo di potercela fare, altrimenti guardaremo avanti”

CON IL CATANIA SARA` TOSTA
“E` una sfida tosta. I siciliani hanno fatto bene nel girone di ritorno. Noi siamo già qualificati all`Europe League, quindi adesso si tratta di passare dall`Europe League alla Champions League. Serve uno sforzo migliore per concentrarsi e andare avanti”

@napolisport.net


Controversia Dopo Juventus vs Milan

Lite dopo Juventus-Milan, assale l’amico
con un coltello e brucia la casa

Kard Jawad, 33enne, arrestato per tentato omicidio e incendio doloso. Il ferito, soccorso da un amico che aveva assistito alla gara in tv con loro, ed operato per le gravi ferite. Inagibile l’abitazione di via delle Industrie

CASARANO – Ubriaco, litiga dopo la partita vista in televisione fra Juventus e Milan con un amico, dopodiché lo aggredisce armato di coltello e, dulcis in fundo, mette fuoco all’abitazione in cui abitano. Notte di follia, all’ombra della gara di Coppa Italia, in un piccolo immobile di via delle Industrie, a Casarano. In arresto, con le accuse di tentato omicidio e incendio doloso, è finito un manovale marocchino, Kard Jawad, 33enne.

La vittima è un connazionale e coetaneo di Jawad, venditore ambulante, da tempo residente a Casarano. Sul posto, per le indagini, sono intervenuti i carabinieri della compagnia locale, coordinati da capitano Aniello Mattera, che hanno ricostruito i fatti, stringendo le manette ai polsi dell’extracomunitario.

I militari, infatti hanno scoperto che Jawad, in completo stato di ubriachezza, dopo la partita, ha iniziato una lunga discussione, sia con il suo coinquilino, sia con un loro conoscente, anch’egli marocchino, ospite proprio per l’occasione. La controversia sportiva, purtroppo, è però degenerata a tal punto, che, in modo del tutto improvviso, Jawad ha deciso di afferrare un lungo coltello da cucina e, sotto i fumi dell’alcool, che di certo gli hanno fatto perdere i freni inibitori, ha iniziato a colpire al volto e alla testa il povero connazionale.

Il loro amico ha tentato di porsi in mezzo per dividerli, ed ha soccorso il ferito, per portarlo all’esterno, non senza fatica. Tutto questo, mentre Jawad, al limite del parossismo, è arrivato anche ad appiccare fuoco all’abitazione. I primi ad arrivare sul posto sono stati sanitari del 118, che hanno subito soccorso il malcapitato, trasportandolo presso il pronto soccorso dell’ospedale “Ferrari”. L’uomo è stato sottoposto con urgenza a un delicato intervento per ricucire le ferite. E’ ancora ricoverato, ma è fuori pericolo. La prognosi è di trenta giorni.

I carabinieri, nel frattempo, hanno iniziato ad acquisire tutte le informazioni utili a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, mentre i vigili del fuoco hanno combattuto a lungo con le fiamme: il loro intervento è durato sei ore e s’è concluso praticamente all’alba.

Grazie anche a quanto dichiarato dal testimone, i carabinieri hanno fermato Jawad nell’immediato, conducendolo presso la caserma di via Dogliotti, dov’è stato dichiarato in arresto. I vigili del fuoco hanno dichiarato la struttura temporaneamente inagibile. Sul posto hanno anche trovato i resti del coltello usato per ferire il 33enne, forse spezzatosi a causa della furia dei colpi, consegnandolo ai militari. Jawad è stato condotto nel carcere di Lecce.

@lecceprima.it


Vietato il tricolore

FORZE DELL’ORDINE E STEWARD VIETANO L’INGRESSO
DEL TRICOLORE ALLA PARTITA DELLA NAZIONALE

Marco Avallone è un appassionato di calcio che abbiamo avuto il piacere di conoscere grazie a Facebook. Lo abbiamo contattato a seguito di un particolare commento, postato dallo stesso, in merito ad un nostro recente articolo riguardante l’esposizione delle bandiere “No Tav” nella gradinata genoana, che sottolineava l’episodio che lo avevo visto protagonista in prima persona proprio in quel di Genova, durante il quale le forze dell’ordine e gli addetti alla sicurezza dello stadio gli hanno vietato il permesso di introdurre una bandiera tricolore in occasione della recente partita della nazionale italiana contro gli USA.
Avendo vissuto un episodio simile qualche anno fa, in occasione di una trasferta a seguito della Lazio proprio a Genova, dove le forze dell’ordine mi impedirono di introdurre all’interno dello stadio il mio stendardo “Impero Biancoceleste” sostenendo che la dicitura “impero” fosse chiaramente di matrice “nazista”, personalmente non mi sono stupito più di tanto per questo tipo di evento.
Però un conto è una trasferta di campionato, un altro è una partita della Nazionale, per giunta organizzata per beneficenza.
Dopo essere stato contattato dal sottoscritto, quindi, Marco si è dimostrato molto disponibile nel raccontarmi l’increscioso avvenimento di cui sopra, fornendoci anche alcune fotografie che documentano ulteriormente quanto accaduto.
“Ci tengo a precisare innanzitutto – esordisce Marco – che io non ho assolutamente nulla contro il movimento dei No Tav e contro chi sventola le loro bandiere. Il mio commento era solo dovuto al fatto, piuttosto inusuale, che quel genere di bandiere erano riuscite a varcare l’ingresso dello stadio, mentre la bandiera dell’Italia, in occasione, per giunta, di una partita degli azzurri, no!”
In effetti è piuttosto assurdo. Ti va di raccontarci come si sono svolti i fatti?
“Dunque, il 29 febbraio mi sono recato a Genova per trascorrere un paio di giorni in terra ligure con l’intento di assistere all’allenamento a porte aperte della Nazionale e, successivamente, alla partita tra l’Italia e gli USA. E’ doveroso sottolineare che tale partita era un’amichevole a scopo benefico organizzata per raccogliere fondi da devolvere alle popolazioni alluvionate di quel territorio. Ho acquistato un biglietto di Gradinata Nord a 13 euro e 50 centesimi, nonostante il prezzo inizialmente stabilito fosse di 10 euro più 1 euro e 50 centesimi di prevendita. Tralasciando, comunque, questo particolare, seppur fastidioso, verso le ore 19 mi reco all’ingresso della Gradinata Nord. Passo tranquillamente il tornello, mi viene strappato il tagliando e vengo sottoposto all’ultima perquisizione di rito prima di poter salire i gradoni dello stadio. Mi viene chiesto se ho l’accendino e poi mi chiedono che cosa portassi all’interno del marsupio. Io rispondo che ho semplicemente una bandiera dell’Italia. Lo steward mi dice, quindi, di fargliela vedere e mi chiede se ci fosse scritto sopra qualcosa. Rispondo affermativamente, spiegando che la scritta “ADRI VIVE” è dedicata ad un mio carissimo amico morto in un incidente stradale. A quel punto si è scatenato il finimondo. Gli steward e gli agenti delle forze dell’ordine presenti in quel varco mi intimano di lasciare la bandiera all’ingresso, in quanto questa non poteva entrare senza l’esplicita autorizzazione del Questore. Cerco di spiegare che è una semplice bandiera della nazionale, come una di quelle che molto spesso vengono distribuite in occasioni del genere, recanti, in bella vista, il nome dello sponsor che le ha realizzate. Ma le mie proteste non sortiscono alcun effetto. Faccio addirittura presente che se la bandiera non fosse entrata, non sarei entrato neanche io, e per tutta risposta gli addetti alla sicurezza mi fanno accomodare fuori, senza tanti complimenti.”
Allucinate! E poi, cosa è successo?
“A quel punto, affinchè anche gli altri potessero sapere cosa stava succedendo, ho deciso di appendere la bandiera fuori dal tornello. Vicino a me c’era del personale che indossava dei giubbotti con il logo della FIGC. Ho chiesto loro ulteriori spiegazioni in merito a quello che mi stava accadendo, ma non ho ottenuto alcun tipo di risposta. A circa 10 minuti dal fischio d’inizio mi sono quindi spostato e, passando sotto la tribuna d’onore, ho deciso di appendere nuovamente la mia bandiera in prossimità dei tornelli d’ingresso. In men che non si dica alcun steward e alcuni poliziotti si sono avvicinati al sottoscritto intimandomi di far sparire quella bandiera. Uno degli agenti ha tentato inoltre di spiegarmi che, anche se su quella bandiera non c’era scritto nulla di male, questa non poteva comunque entrare perchè il clima all’interno dello stadio era piuttosto teso!”
In una partita di beneficenza della Nazionale il clima era teso tale da non permettere l’accesso di un tricolore? Siamo davvero all’assurdo…
“E’ la verità! Sono praticamente rimasto di stucco. Lo stesso poliziotto, inoltre, mi ha invitato a lasciare la bandiera all’interno dei loro uffici per poi passare a riprenderla al termine dell’incontro. Ovviamente non ho accettato la proposta e me ne sono andato senza aver assistito alla partita. Questo è quanto accaduto quel giorno.”
Con certi avvenimenti stiamo veramente rasentando il paradossale. Dove arriveremo di questo passo? Quale motivazioni hanno spinto gli addetti alla sicurezza dello stadio a vietare l’ingresso di un semplicissimo tricolore recante una scritta in ricordo di un ragazzo venuto tragicamente a mancare? Quanti e quali altri abusi i tifosi di tutta Italia sono costretti a sopportare a causa di alcune persone totalmente incompetenti che compiono il proprio lavoro con superficialità e senza un minino di cognizione di causa? Abbiamo già assistito, purtroppo, a scene del genere: qualche mese fa, a Roma, è toccato ad uno striscione in ricordo di un soldato ucciso (clicca qui), oggi è la volta di un tricolore. E chissà quanti altri episodi del genere accadono ogni settimana negli stadi di tutta Italia senza che nessuno ne possa venire a conoscenza. Ringraziando Marco per la disponibilità nel raccontarci quanto avvenuto quel giorno, vi lasciamo con tutta questa serie di interrogativi, nella speranza, piuttosto vana a dir la verità, che tali, incresciosi episodi, non accadano mai più!

Daniele Caroleo @dallapartedeltorto