Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

domani in tutta la città

Tribuna Family

Napoli, in Tribuna Family del San Paolo
no a separati o conviventi

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Lo stadio San Paolo di Napoli (LaPresse)

NAPOLI – Al San Paolo di Napoli nasce la Tribuna Family e i biglietti si potranno acquistare presentando lo stato di famiglia. Ma il Napoli ha dimenticato la varietà dei nuclei familiari moderni. Quindi, se sei un genitore senza affidamento dei figli o semplicemente un genitore non sposato, resti fuori dallo stadio.

Il vuoto lasciato dal Napoli, è per il momento affidato alla discrezionalità dei rivenditori dei biglietti. I tagliandi sono disponibili per le famiglie tradizionali che possono acquistare i biglietti a prezzi ridotti se esibiscono il certificato con lo stato di famiglia. L’Head of Operations del Napoli, Alessandro Formisano, ha descritto le caratteristiche e le peculiarità di questa nuova ed importante iniziativa che partirà dalla gara interna col Pescara: “Per la gara con il Pescara, ci sarà una tribuna Family, dedicata solo alle famiglie. E’ nell’anello inferiore alla tribuna Nisida. Non ha un’eccellente visibilità ma è comunque ottima. I prezzi sono estremamente popolari: 10 euro per gli adulti, 5 euro per i bambini. I minori di 4 anni entreranno gratuitamente a patto che siano accompagnati e che abbiano un documento che attesti l’età. Bisogna presentare lo stato di famiglia al momento dell’acquisto dei biglietti e il rilascio di questo documento non ha un costo.”

Il caso è stato raccontato da molti papà ai telefoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Alessandro Formisano ha così spiegato la dimenticanza: “Effettivamente ci sono situazioni familiari che non abbiamo preso in considerazione. In attesa di regolamentare fin nei dettagli la disciplina d’ingresso alla Tribuna Family abbiamo già suggerito ai rivenditori di agire secondo buon senso ed una certa elasticità che consenta l’ingresso in quel settore dello stadio. Vogliamo incentivare la frequentazione dello stadio da parte delle famiglie ma anche limitare la possibilità di abusi”.

La società farà bene a regolamentare presto l’ingresso alla Tribuna Family, anche se la Lottomatica (azienda che vende i biglietti del Napoli) ha suggerito criteri di buon senso ed elasticità, anche a beneficio di chi quello stato di famiglia tradizionale non può esibirlo all’atto dell’acquisto dei tagliandi.

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Juve Stabia vs Padova

La questura di Napoli: Daspo a 44 ultras del Padova

Sono colpevoli di essersi presentati alla trasferta di Castellamare di Stabia senza tessera del tifoso. Per un anno non potranno prendere parte a manifestazioni sportive

PADOVA. Sono stati notificati oggi ad altrettanti ultrà del calcio Padova 44 provvedimenti Daspo emessi dalla Questura di Napoli che impediranno ai tifosi veneti l’accesso agli stadi per un anno. I Daspo sono stati notificati dagli agenti della Questura di Padova; si riferiscono a fatti avvenuti il 29 settembre scorso, quando un pullman di sostenitori biancoscudati stava raggiungendo Castellammare di Stabia per il match della propria squadra con la Juve Stabia, in serie B. Nessuno degli ultrà padovani aveva la tessera del tifoso; il pullman era stato bloccato dalle forse dell’ordine alle porte di Napoli. Nel corso di un controllo ai tifosi furono sequestrati anche di una ventina fra torce e fumogeni.

@mattinopadova


Genoa vs Siena

Si tolsero la maglie su ordine dei tifosi
Deferiti Preziosi e 16 giocatori del Genoa

Durante la sfida con il Siena dello scorso 22 aprile i giocatori della squadra di casa si erano tolti le maglie di gioco e le avevano date a un gruppo di tifosi che avevano interrotto il match contestando la squadra. Il club deve rispondere per responsabilità diretta e oggettiva

La Procura della Figc ha deferito alla Disciplinare il Genoa, il suo presidente Enrico Preziosi, il dirigente Francesco Salucci e 16 giocatori (Frey, Granqvist, Rossi, Palacio, Mesto, Bovo, Kucka, Gilardino, Biondini, Veloso, Bischofe, Birsa, Kaladze, Jorquera, Sculli e Antonelli) per quanto avvenuto durante Genoa-Siena del 22 aprile scorso, quando i giocatori rossoblù si erano tolti le maglie di gioco e le avevano date a un gruppo di tifosi che avevano interrotto il match contestando la squadra e chiedendo la consegna delle casacche. I tesserati dovranno rispondere alla violazione dell’art. 1 del Codice di Giustizia Sportiva, mentre la società dovrà rispondere per responsabilità diretta in relazione della condotta del proprio presidente e per responsabilità oggettiva in relazione alla condotta del proprio dirigente e dei giocatori.

Nel dispositivo si rileva che la Procura guidata da Stefano Palazzi ha avviato l’attività istruttoria dopo aver ricevuto il 13 luglio scorso gli atti di indagine posti in essere dalla Procura della Repubblica di Genova. Ai giocatori, la Procura contesta di aver “consegnato durante la gara – interrotta a causa di una contestazione, preventivamente organizzata, all’inizio del secondo tempo da un manipolo di sedicenti tifosi – le maglie di giuoco a fronte di una specifica richiesta, cedendo così ad un’illegittima pretesa loro rivolta e di fatto legittimando un comportamento violento, intimidatorio ed aggressivo da parte dei medesimi sedicenti tifosi”.

In particolare Giuseppe Sculli, secondo la Procura, avrebbe “reso dichiarazioni non veritiere, in quanto a conoscenza dell’organizzazione preventiva della contestazione nonchè della preordinazione dei tumulti per la gara Genoa-Siena, perchè riferitagli direttamente da uno dei capi ultrà della tifoseria del Genoa e per aver poi intrattenuto contatti con alcuni esponenti della tifoseria ultrà locale. Al presidente Preziosi e al dirigente Salucci si contesta il fatto di “aver invitato e, comunque, consentito che i propri calciatori consegnassero le magliette di gioco.

Infine, il Genoa deve per rispondere “della violazione dell’art. 4, commi 1 e 2, del Cds, per responsabilità diretta in relazione alla condotta antiregolamentare ascritta al proprio presidente e per responsabilità oggettiva in relazione alla condotta antiregolamentare ascritta al proprio dirigente ed ai propri calciatori”.

@repubblica.it


L’albo Degli Striscioni

Arriva l’albo degli striscioni
Solo gli autorizzati allo stadi

L’Osservatorio vara un registro online delle scritte autorizzate negli impianti italiani. Per ora ci sono state 350 richieste per 41 società. Nove quelli già approvati e schedati

Gli striscioni d'ora in avanti dovranno essere inseriti nell'Albo. LaPresse

Gli striscioni d’ora in avanti dovranno essere inseriti nell’Albo.

Allo stadio solo gli striscioni autorizzati e inseriti in uno speciale albo. L’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha varato l’Albo nazionale degli striscioni, aperto nel sito dell’ente con l’intento di fornire ai tifosi una strada libera dall’eccessiva burocrazia per ottenere l’autorizzazione a portare messaggi allo stadio. L’Osservatorio riferisce di aver già ricevuto oltre 350 richieste di striscioni riferibili a 41 squadre. Nove, riguardanti squadre di Serie B e Lega Pro, hanno già ricevuto l’ok e sono stati pubblicati nel sito dell’Albo, che è ancora in costruzione e verrà completato con le squadre di Serie A entro la ripresa del campionato il prossimo 15 settembre.

approvati — Gli striscioni approvati e consultabili on line sono tutti riferiti a gruppi organizzati del tifo. Semplici nomi, a volte slogan cari alla tifoseria di turno, ma niente spunti di fantasia o sfottò verso gli avversari. Ogni striscione è schedato con tanto di misure, gruppo di tifosi a cui è riferito, la dicitura esatta e la posizione dello stadio in cui è lecito affiggerlo. Gli striscioni “approvati” possono essere portati anche in trasferta, ed è proprio con questo intento che l’Osservatorio ha creato l’Albo, visto che prima la procedura era un po’ complicata e ora basterà collegarsi online nel sito dell’Osservatorio e seguire le istruzioni. Ma i tifosi gradiranno?

Gasport @gazzetta.it


Ipse dixit : Enrico Preziosi

Ecco Enrico Preziosi, il moralizzatore del dopo Genoa-Siena. Peccato che quel che riguarda gli ultras continua a propagarsi viralmente, invece sulle malefatte di presidenti ed altri protagonisti del calcio tutti hanno la memoria stranamente corta.

Preziosi fuori dagli stadi per 6 mesi

Il patron condannato in Cassazione per i fatti di Genoa-Venezia

(ANSA) – ROMA, 25 LUG – Il presidente del Genoa Enrico Preziosi non potra’ accedere a luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche per 6 mesi. E’ una delle pene accessorie messe in esecuzione dalla Procura generale di Genova dopo che la Cassazione ha rigettato il ricorso contro la sentenza d’appello che aveva confermato 4 mesi (pena condonata) per frode sportiva. La vicenda riguarda il presunto accordo sull’esito di Genoa-Venezia, nel campionato di B 2004/’05 che costo’ la retrocessione in C1 del Genoa.

@tuttomercatoweb.com


Compleanno Cerci

Daspo daspo daspo daspo daspo daspo daspo daspo daspo daspo…

Compleanno di Cerci, giocatori trafugano due pernici imbalsamate

I giocatori viola hanno bevuto qualche bicchiere di troppo e hanno scatenato l’ira del gestore del ristorante.

Brutta avventura quella capitata al gestore del ristorante “Malga Peniola” a Moena,  luogo che sta ospitando il ritiro della Fiorentina. I giocatori viola infatti lo scorso lunedì si sono recati al ristorante per festeggiare il 25esimo compleanno di Alessio Cerci, uno dei giocatori più apprezzati nello spogliatoio viola.

Il clima festoso però ha portato diversi giocatori a bere qualche bicchiere di troppo e così a fine serata i gestori del locale hanno dovuto registrare alcuni furti. Ad attirare l’attenzione di qualche giocatore della Fiorentina evidentemente ubriaco sono stati alcuni animali imbalsamati che i gestori del locale avevano appeso come decorazione. Alcuni calciatori, una minoranza a quanto si apprende dalle parole del gestore, avrebbero preso goliardicamente gli animali per poi gettarli in strada.

Molta l’amarezza nelle parole del gestore che evidentemente teneva molto a questi cimeli :“Qualche bicchiere rotto e due pernici imbalsamate rubate – e’ il bilancio della serata raccontato da Maurizio Dantone gestore del locale – Adesso hanno detto che avrebbero cercato nelle camere. Mio figlio è un cacciatore e per noi hanno un valore affettivo, sono animali di queste parti. E poi loro non avrebbero bisogno, potrebbero venire qui e comprare tutto”. Effettivamente i giocatori viola non hanno fatto una bella figura anche perchè, come raccontano alcuni testimoni, anche al momento del pagamento alcuni calciatori hanno avuto un atteggiamento abbastanza discutibile: invece di porgere i soldi sul bancone come si è soliti fare, i giocatori hanno preferito lanciarli letteralmente in direzione del cameriere.

Poco buon gusto e poca educazione dunque per ragazzi che dovrebbero approfittare della visibilità data loro dal calcio per fungere da esempio di sportività e correttezza. Ancora una volta però, come spesso capita, evidentemente un conto in banca ben guarnito viene preso come un’autorizzazione per compiere gesti irrispettosi verso tutto e tutti.

La Fiorentina ha già chiesto scusa al locale, vedremo se i calciatori responsabili avranno il coraggio e l’onestà di fare altrettanto.


Daspo su Supposizioni

Treviso-Venezia: daspato, va al Tar 

La questura di Treviso lo condanna a stare lontano dagli stadi due anni, e lui ricorre al Tar per farsi cancellare il provvedimento. Protagonista della vicenda un sopporter trevigiano M.C., oggi assistito davanti ai giudici del tribunale amministrativo veneziano dall’avvocato Giovanni Adami. I fatti risalgono alla partita Treviso-Venezia, dopo una serie di segnalazioni, il questore Carmine Damiano ha firmato il provvedimento di allontamenteno dagli stadi per l’ultrà trevigiano, «reo» di aver avvicinato un supporter avversario e averlo invitato a un confronto fuori dallo stadio. Tanto è bastato per la questura di Treviso. Non per l’avvocato del giovane, che ha fatto ricorso: «Non esistono prove di un simile atteggiamento – dice Adami – sono solo supposizioni».

@latribuna.it