Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

film cult

Una Notte Da Leoni

Una notte da leoni: si ubriaca in Norvegia e si sveglia in Svezia

Notte da leoni involontaria per un cinquantenne norvegese, che, ubriacatosi a Oslo si risveglia a Gothenburg, in Svezia. Ecco come ha fatto ad arrivarci.

Un uomo norvegese di 50 anni dopo essersi ubriacato come si deve si è messo tranquillamente a dormire sul sedile di dietro della propria auto, ma, quando si è risvegliato, con un bel mal di testa, inutile dirlo, si è ritrovato non solo in un’altra città, ma in un’altra nazione. Com’è potuto succedere? Con l’aiuto, per così dire, di due donne sconosciute e anch’esse ubriache.

Da Oslo a Gothenburg in una notte, privo di coscienza. È quanto accaduto a un cinquantenne di Oslo, che, dopo aver alzato notevolmente il gomito, si è sdraiato sui sedili posteriori della proprio vettura. Nel frattempo due donne, anch’esse ubriache, hanno pensato bene di rubare la macchina con l’altro ubriaco dentro e di guidare a buona velocità verso la Svezia. Il risveglio per il signore non è stato dei più lieti: ha infatti ripreso conoscenza quando le due donne lo hanno buttato fuori dall’auto in una strada di Gothenburg.

L’uomo si sarà posto, con ogni probabilità, la fatidica domanda: “Dove sono finito?” e probabilmente sarà anche incappato in qualche faccia stranita nel vagare intontito per delle strade sconosciute. Non potendo fare altro, il norvegese ha deciso di recarsi in una stazione di polizia, dove ha raccontato tutto agli agenti e ha passato il resto della nottata. Uno degli ufficiali si è quindi offerto cortesemente di riaccompagnarlo in stazione la mattina successiva, ed è così che, incredibilmente, l’uomo ha ritrovato la sua auto: per pura coincidenza la volante l’ha infatti incrociata e bloccata. L’agente ha quindi proceduto ad arrestare le due ladre. Verso le 5 di pomeriggio l’uomo è ripartito verso casa, non in treno, ma con la stessa auto protagonista di questa rocambolesca avventura.

@net1news


Mamma Ho Preso L’Aereo

Litiga con i genitori e si imbarca clandestino
su un volo da Manchester a Roma

Atterrato a Fiumicino dopo aver passato i controlli sicurezza, ha volato senza biglietto né documenti

ROMA – Mentre gli occhi di tutti sono puntati sulle prove di sicurezza della Londra olimpica, Manchester fa una figuraccia grazie a un ragazzino di undici anni. Il piccolo John martedì era uscito con la madre a fare shopping nei pressi dello scalo di Wythenshawe. Sembra abbia litigato con la mamma e sia sfuggito al suo controllo. La descrizione è da vero monello: capelli rossi arruffati, lentiggini, t-shirt con il suo eroe preferito, Spider Man, tuta e un paio di infradito ai piedi. Al terminal, si è mescolato a una comitiva di studenti, suoi coetanei, in procinto di partire per una vacanza studio in Italia, e, incredibilmente, ha eluso tutti i controlli di sicurezza: non aveva nè biglietto, né documenti. Senza mostrare nessuna carta di imbarco, è salito a bordo del volo Manchester-Roma della compagnia JET 2, battezzato con la sigla «LS 792». Nessuno si è accorto di lui, fino a quando, circa di un’ora dopo, l’aereo stava solcando i cieli di Parigi e il piccolo John ha iniziato a stare male e a soffrire di mal d’aria. Ad avvicinarsi per assisterlo, il responsabile di capocabina, che dopo averlo aiutato, gli ha posto alcune domande, chiedendogli di mostrargli il biglietto.
SENZA BIGLIETTO – In tutta risposta John ha replicato che «Non aveva nessun biglietto aereo e che voleva solo vedere Roma». A quel punto, messo al corrente della situazione il Comandante, è stata contattata la torre di controllo di Fiumicino e allertata la Polizia di Frontiera. I genitori del bambino intanto, non trovandolo in casa ne avevano subito denunciato la scomparsa alle autorità locali. Dopo essere stato rifocillato il ragazzino sarà presto imbarcato su un volo di ritorno.

INCHIESTA – Sotto inchiesta ora compagnia e aeroporto. Almeno cinque membri dello staff rischiano la sospensione. «Una vicenda seria su cui ci sarà un’inchiesta ufficiale dell’aeroporto della compagnia», ha confermato un portavoce dello scalo di Manchester. In quanto allo smacco di sicurezza, la versione ufficiale è che nessuno ha rischiato nulla. «Il ragazzo ha passato gli screening e la sicurezza di nessun passeggero è stata messa a rischio».

Redazione Roma online @corriere.it


L’erba di Greace

La piantagione di «Grace»

Scoperta coltivazione di 500 piante di marijuana nel paesino di Port Gaverne dove fu girato il film «L’erba di Grace»

Imitare le gesta dei protagonisti delle commedie cinematografiche non sempre porta a un «happy ending». Lo sanno bene due ragazzi di 16 anni che hanno avuto la brillante idea di coltivare centinaia di piante di marijuana in due cottage a Port Gaverne, piccolo villaggio della Cornovaglia nel quale dodici anni fa fu girata «L’erba di Grace», pellicola che racconta la storia di una pensionata in bolletta che decide di mettere su nel suo giardino una piantagione di cannabis per sbarcare il lunario. Peccato che a differenza di ciò che accade nel film, i vicini dei due giovani vietnamiti non hanno chiuso un occhio sull’attività illecita, ma hanno denunciato alla polizia britannica gli strani odori che provenivano dalle loro abitazioni causando l’arresto dei due criminali.
SOSPETTI – Assieme ai due minorenni asiatici è stato arrestato anche un loro complice, un cittadino trentenne di Exeter e la polizia ha confiscato ben 500 piante di marijuana. I malviventi si erano trasferiti nel villaggio britannico lo scorso febbraio. In un paesino che conta 35 case e una popolazione di appena 20 persone, l’arrivo di due sconosciuti non è passato inosservato. Lo stile di vita dei malviventi ha subito alimentato sospetti: i nuovi arrivati hanno coperto le finestre delle villette con grossi pannelli e si sono letteralmente barricati in casa, senza mai rispondere al citofono. Inoltre come hanno testimoniato i cittadini di Port Gaverne raramente si sono avventurati fuori dalle loro abitazioni: «In un primo momento il mio vicino era convinto che potessero essere testimoni protetti dallo Stato oppure dei terroristi» ha dichiarato al Sunday Telegraph una residente di Port Gaverne.

IL RAID DELLA POLIZIA – Tutti i dubbi dei cittadini sono stati sciolti quando un forte odore d’erba ha cominciato a diffondersi perennemente per le strade del paesino: «Se il vento era nella direzione giusta – ha spiegato una casalinga di mezz’età – e io mi trovavo nel mio orto si sentiva un olezzo davvero singolare». Le voci che in quei due cottage si coltivasse marijuana si sono velocemente diffuse e i residenti di Port Gaverne hanno ribattezzato le due abitazione «Casa Skunk» (la Skunk è una delle più celebri varietà di cannabis, ndr). Quindi è scattata la denuncia alle forze dell’ordine che lo scorso 29 giugno in gran numero assieme ai cani poliziotto si sono introdotti nelle due abitazioni e hanno scoperto l’attività illecita: «Il raid della polizia potrebbe essere una scena tagliata del film ‘L’erba di Grace’ ha ironizzato Kay Berry, imbianchino di 66 anni che proprio quei giorni si trovava per lavoro a Port Gaverne – C’erano un sacco di poliziotti. Hanno buttato giù le porte e hanno distrutto i pannelli di vetro». L’ispettore Ian Drummond-Smith ha spiegato che la banda criminale cercava un posto tranquillo in Inghilterra dove operare senza essere disturbata. Evidentemente non sospettavano neppure che a Port Gaverne «L’erba di Grace» avesse già lasciato una così forte traccia

Francesco Tortora @corriere.it


Sergio Tedesco R.i.p.

E’ morto Sergio Tedesco, la voce dell’urlo di Tarzan

E’ morto il doppiatore che aveva prestato il suo inconfonibile urlo al Tarzan cinematografico. Sergio Tedesco, attore, doppiatore etenore, è scomparso ieri a Perugia. La sua è stata una carriera di successo in tanti ambiti, dalla musica al cinema passando per ilteatro, ma alla storia è passato come il proverbiale urlatore delTarzan di Johnny Weissmuller.

Era nato nel 1928 a La Spezia (anche se da anni viveva in Umbria). La sua carriera cominciò nel 1956, vinse un concorso musicale a Spoleto. Fu Arlecchino nel Maggio Fiorentino e poi una serie di infinite altre volte, in tutti i teatri italiani più importanti. Come tenore, ha lavorato in 110 produzioni e ha anche curato alcune regie teatrali.

Nella sua carriera di doppiatore interpretò molti “duri” al cinema, oltre al celebre Tarzan. E’ stato la voce di Danny De VitoRobert DuvallJames Woods ed Ernest Borgnine.

Ha prestato inoltre la voce in tantissimi film d’animazione: è stato la voce del nonno di Heidi, di Sir Bass in Robin Hood, di Gus Gus in Cenerentola e del principe nella Bella Addormentata nel bosco. E’ stato il primo doppiatore Disney italiano a interpretare sia le parti recitate che quelle cantate.


Bye Bye Blockbuster

Chiude l’ultimo Blockbuster Italia, l’annuncio ufficiale sul sito internet:
«Grazie a tutti»

Dopo l’acquisizione dei punti vendita da parte della catena
di parafarmacie «Essere Benessere», l’addio ufficiale

Ne è stata annunciata la morte in più di qualche occasione, ora è ufficiale: Blockbuster Italia chiude i battenti. Ne dà notizia lo stesso sito internet della catena di videonoleggio: «L’avventura di Blockbuster Italia finisce qui. È stato per noi un piacere divertirvi o semplicemente tenervi compagnia in questi 18 anni».

LA STORIA – Era infatti il 1994 quando la società americana di acquisto e noleggio di dvd, arrivò in Italia (il ramo italiano era all’inizio al 60% della Standa di Silvio Berlusconi e 40% di Blockbuster). Era l’epoca di un’apertura di punto vendita a settimana, del «cinema a casa tua» per una tesserina plastificata che costava 10.000 lire. Poi arrivò la tv on demand fino allo streaming e il download. Una concorrenza che ha decretato la fine di un modello di business, la sconfitta dell’homevideo.

IN AMERICA – Una sconfitta partita dall’America e arrivata da tempo anche in Italia. Negli Stati Uniti Blockbuster è stata comprata per 320,6 milioni di dollari da Dish network, dopo che Netflix (noleggio di dvd e giochi via Internet) aveva ormai piegato il colosso del videonoleggio. «Mi è venuta l’idea di Netflix – ha spiegato il fondatore Reed Hastings – quando mi è capitato di essere in ritardo di sei settimane a restituire un film che avevo preso in affitto. Dovevo pagare una penale di 40 dollari e non volevo dirlo a mia moglie. Andando quel giorno in palestra, mi sono reso conto che quello era un miglior modello di business: potevi pagare 30-40 dollari al mese e andarci ad allenarti poco o tanto, a tuo piacere».

IN ITALIA – In Italia, nel giugno 2011 il braccio italiano di Blockbuster è stata posto in liquidazione volontaria, con il successivo concordato preventivo e l’acquisizione dei punti vendita da parte di «Essere Benessere», catena di parafarmacie.

@corriere.it


Heineken da 30 milioni

Addio Martini, James Bond passa alla birra

In una scena del nuovo film, lo 007 Daniel Craig tracannerà una Heineken. Accordo da 30 milioni di euro

Addio Martini, James Bond toglie qualche grado di alcol dalla sua dieta, e passa alla birra. Non perché sia diventato salutista, ma in onore al dio della pubblicità. La spia più famosa del mondo cambierà gusti e tradirà il leggendario Martini «agitato, non mescolato» («shaken not stirred») per una birra ghiacciata. Una concessione — per i puristi una caduta — ai gusti del più largo consumo?

LA SPIA E LA BIONDA – Lo 007 Daniel Craig, secondo l’agenzia specializzata in pubblicità Ad Age, in almeno una scena del prossimo film SkyFall tracannerà una Heineken. Il tutto nell’ambito di un accordo da 30 milioni di sterline con la multinazionale della birra per cui il regista Frederik Bond ha girato uno spot con la consulenza creativa del collega Sam Mendes che sta completando a Londra le riprese di Skyfall. Entusiasti i responsabili Heineken: la capo del marketing Lesya Lysyi ha detto che «James Bond è perfetto per noi, è l’epitome dell’uomo di mondo».

SMOKING O BERMUDA? – Per Daniel Craig è probabilmente una metamorfosi benvenuta. Ai tempi delle riprese di Casino Royale l’ultimo erede di Sean Connery aveva dichiarato di avere qualche problema con il Vodka Martini: «Ne ho dovuti bere dieci in una sola giornata, sono davvero una bomba: sono finito steso sul pavimento». Non è peraltro la prima volta che il Bond di Craig si abbassa a bere bibite patrimonio dell’uomo della strada: già nel 2007, nell’episodio Quantum of Solace, 007 era stato costretto a sorseggiare addirittura una Coca Cola Zero. Si spera che almeno lo smoking non venga chiuso nell’armadio, vederlo in bermuda no, non sarebbe il caso.

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Happy Birthday Indiana Jones

Trent’anni di Indiana Jones
un eroe con la faccia da schiaffi

Da un’idea di George Lucas all’inizio degli anni Settanta, è diventato uno dei personaggi più popolari della storia del cinema. Con un sito tuttora aggiornato, una serie tv, fumetti e videogiochi. La storia di un cult nato grazie a un poster. E a un cane
di ARIANNA FINOS
TRENT’ANNI volati in un batter di frusta. Indiana Jones festeggia la terza decade cinematografica. Un compleanno che non ha il sapore dell’amarcord, perché il personaggio con la faccia da schiaffi di Harrison Ford al suo attivo vanta un sito aggiornatissimo 1, una serie televisiva, albi a fumetti e una teoria di videogiochi. Oltre a un quinto film in preparazione, figlio, ancora, della coppia Lucas-Spielberg.

L’idea primigena del professore di archeologia con il vizio dell’avventura è venuta a George Lucas nel 1973. Mentre guardava un vecchio poster del cinema anni Trenta. Quattro anni dopo, ne parlò con l’amico Steven Spielberg. Il ruolo principale doveva andare a Tom Selleck, ma la CBS (che lo aveva sotto contratto per Magnum P.I.) oppose il veto e al suo posto, tre settimane prima dell’apertura del set, subentrò Ford.

Indiana – è il soprannome del cane di Lucas – è un eroe che ha molti tratti infantili, pieno di difetti e con non troppa fortuna in fatto di donne. Lo schiaffeggiano o lo tradiscono. Molto meglio va a Spielberg, che sul set s’innamorerà di Kate Capshow, bionda svampita che affianca Indy nell’avventura del Tempio maledetto. E che diventa la seconda moglie del regista.

Indiana entra nella storia del cinema di spalle. La prima scena di I predatori dell’arca perduta (Oscar per sonoro, scenografie, montaggio e effetti speciali) verrà citata nel quarto film, Il regno del teschio di cristallo. E’ un cacciatore di tesori, ma anche uno studioso che si batte per l’appartenenza collettiva dei reperti archeologico-mitici cui dà la caccia: nel primo film è l’arca dell’Alleanza, nel secondo (in realtà prequel), il Tempio maledetto, è la pietra sacra Sivalingam, in L’ultima crociata il Sacro Graal, la città di El Dorado nel quarto film. Pittoreschi e variegati i cattivi della saga: nazisti, tugh, sovietici popolari almeno quanto la marcia composta da John Williams.

Concepita da Lucas come una trilogia fin dalla fine degli anni Settanta, la serie pareva conclusa con il terzo film. Il quarto arriverà infatti dopo una pausa di diciannove anni, e molto per l’insistenza di Harrison Ford. Con il mancato ritorno del padre di Indiana, Sean Connery, che alla fine ha detto no, la linea parentale s’è fatta discendente. All’invecchiato ma sempre affascinante e ironico Ford s’è affiancato Shia LaBeuf, figlio ribelle alla Marlon Brando. Il futuristico Indiana Jones e il regno del Tempio di cristallo, presentato in pompa magna al Festival di Cannes, ha scontentato qualche fan ma conquistato 796 milioni di dollari. E sono in tanti ad aspettare, ancora, il ritorno di Indy.

repubblica.it