Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

finley

20/04/2007

Ed e’ giunto il momento anche per me di ritornare allo stadio…si perche da quel famoso primo aprile dal quale erano entrate in vigore le nuove leggi lo stadio lo avevo visto solo da fuori mentre adesso secondo le ultime decisioni dovremmo fare anche noi il ritorno allo stadio…gia si inizia con la partita di domenica quando ci sara la trasferta a reggio…trasferta che si presenta piu problematica del previsto…gia ancora prima di partire…problemi varidovuti al nolleggio del furgone per il quale ci avevano chiesto prima 1000 euro di caparra e poi adesso forse con 400 euri ce la dovremmo cavare…e tutto solo per un furgone…biglietti presi…i primi 8 del settore ospiti erano i nostri…questo fa immaginare una presenza massiccia…visto sopratutto che io li avveo recuperati giovedi mattina…gli altri 1000 spero abbiano fatto il biglietto…se no se ne staranno a casa a vedere la partita su skymerda e lasceranno proclami in giro spacciandosi per pseudo ultras della curva…vero Lupin???.chi vuol capire capisca…per il resto diciamo che si viaggia su vele spiegate sul fronte udinese…2 vittorie su 2 in 2 incontri casalinghi…sabato scorso vittoria contro il chievo…noi solita protesta in parcheggio e il primo tempo rimaniamo li della recinzione con uno striscione appeso per dentro naturalmente con la scritta “IN SILENZIO PER URLARE LA NOSTRA RABBIA” tifo maluccio non eravamo lanciati come al solito nonostante il numero di aperitivi consumati in parcheggio…sono finito pure al fiera guidando la y(elefantino )del loris…poi mentre aspetto mi raggiungono anche i ragazzi di tolmezzo che assistono con noi fuori il primo tempo …poi quando inizia il secondo tempo e dentro partono i primi cori visto l’esiguo numero degli esterni torniamo in parcheggio…e mentre stiamo scaldando la carne ci raggiungono i ragazzi da Vicenza venuti su a rinsaldare il gemellaggio nonostante sapessero la nostra intenzione di rimanere fuori…grande coerenza da parte loro…alla fine si mangia e si beve in parcheggio…qualcuno fa anche qualche video…

a dimostrazione che di alcool ne e’ passato sotto le nostre gote…fine serata al flat line dove si continua a bere e poi decliniamo la pasta a casa di loris e si torna verso casa naturalmente non era il caso di prendere  la pontebbana…e cosi via in autostrada sosta in quel di gruaro per salutare i vicentini e poi a casa in direzione pordenone dove arrivo attorno alle 5…da lunedi come al solito sono tornato in quel di udin e devo dire che sta settimana sto lavorando davvero poco…grazie al corso di apprendistato mi sono bruciato pure il mercoledi pomeriggio libero e cosi sono sempre a lavorare,,l’unica meta giornata libera e’ lunedi mattina …alla faccia del parttime…mercoledi al corso di apprendistato ero talmete bene che ad un certo punto sognavo tranquillamente mentre il tipo parlava di cud tfr buste paga e affini..casualmente il tipo si alza e io mi sveglio..il tipo mi guarda e mi fa continui pure…grazie…giusto cosi alla fine..cmq mercoledi era il giorno decisivo per l’assegnazione degli europei tutti pensavano ad un’italia strafavorita…io stranamente dubitavo sull’assegnazione magari in qualche post l’ho anche scritto cmq morale della favola…

mentre a qualcuno scendeva una lacrima…

qualcun’ altro invece pensando a cosa trovera’ sta gia festeggiando…

e a riguardo ho trovato un’ ottimo articolo…

L’Europa ci dà una lezione: pernacchia in faccia a Carraro e all’Italia dei furbastri
Fonte: Paolo ziliani per http://www.paoloziliani.it

Diciamolo. Erano anni che non ricevevamo una notizia tanto bella: “Italia sconfitta, gli Europei 2012 a Polonia e Ucraina”. Come si dice in questi casi: in alto i cuori! Per fare un paragone, l’1-0 con cui l’Italia colò a picco contro la Corea del Nord, il 19 luglio 1966, ai mondiali d’Inghilterra a Middlesbrough, in confronto alla batosta (8-4) rimediata dall’Armata Brancaleone italica (Melandri, Pancalli, Lippi, Abete, Gigi Riva, Matarrese e il fantasma di Carraro) sbarcata a Cardiff con tanto di tricolore in mano, fu un successo! Un trionfo indimenticabile!Alla prova dei fatti, l’Europa ci ha fatto un pernacchione. E in tivù le avrete viste, le facce dei gitanti italici: la Melandri con le lacrime agli occhi, Abete vitreo, Pancalli catatonico, Lippi con le dita nel naso nella più classica delle tradizioni. Su con la vita, ragazzi! Su Gazzetta.it, Ruggiero Palombo scrive, a caldo: “Dai lucciconi della ministro dello Sport, Giovanna Melandri, allo stupore del Coni dove Gianni Petrucci e Lello Pagnozzi, presidente e segretario generale dell’Ente, trasecolano e cominciano a calcolare le pesanti, negative ricadute”. E ancora: “L’elenco degli sconfitti è lungo: lo guida Carraro, che sta opportunamente valutando in queste ore l’ipotesi di dimettersi dalle cariche internazionali in Uefa e Fifa, ultimo atto di un percorso calcistico arrivato ormai al capolinea”.Avete capito bene? Stupiti e amareggiati, ci stiamo chiedendo come mai l’Europa, per organizzare gli Europei del 2012, non ha scelto l’Italia: un’Italia che dopo un anno trascorso nella melma fino al collo, tra scandali che definire vergognosi e infamanti è dire poco, non ha trovato di meglio che mandare a tessere rapporti, e a curare pubbliche relazioni in Europa, quella mummia impresentabile dell’ex presidente di tutto Franco Carraro, il solo uomo al mondo capace di recitare – da solo – la parte della Tre Scimmiette, quella che non vede, quella che non sente e quella che non parla. Trovandoselo davanti, in Europa si saranno chiesti: Carraro chi? Il capo del calcio italico che non ha battuto ciglio mentre Moggi & company trasformavano – col suo tacito assenso – la serie A italiana in una gigantesca latrina? Ruggiero Palombo, della Gazzetta, scrive che Petrucci e Pagnozzi – presidente e segretario del Coni – si stanno leccando le ferite, al Coni, e stanno già cercando di calcolare “le pesanti, negative ricadute”. Petrucci? Pagnozzi?Fateci capire. A undici mesi dall’esplosione di “Calciopoli 1”, il braccio destro del presidente del Coni, Petrucci (altra mummia millenaria) è ancora Lello Pagnozzi? Stiamo scherzando, vero? Perché sennò sarà il caso di rinfrescare la memoria degli sportivi ripubblicando qualche intercettazione ancora fresca di sbobinamento. Come quella in cui lui, Pagnozzi, il segretario generale del Coni e braccio destro della mummia millenaria Petrucci si dà da fare con Moggi perché venga insabbiata la positività all’antidoping di un giocatore juventino. Dicendogli, tra un ammiccamento e l’altro: “A Lucia’… io non campo sempre! Eh, eh, hai capito? Perché purtroppo, anzi, me devi mantenere in vita, come dire, con una certa attenzione! Con una certa cura… dandomi le medicine giuste al tempo giusto…”.

Telefonata tra Moggi e Pagnozzi del 17 novembre 2004.
Moggi: “…che amici che siamo….che amici che siamo… di la verità?”Pagnozzi: …(sorride)… voi siete degli amici che siete una rottura di co****ni perenne!! …Caro Luciano….”.Moggi: “…no, no…. Hai già parlato?”.Pagnozzi: “…se ti dico, se ti dico, che siete una rottura di co****ni perenne, …ehm, siete dei testa di c***o che più grossi de voi , proprio…”.Moggi: “…stai a sentire, ma la rottura…”Pagnozzi: “…te voglio dì solo una cosa: io non campo sempre, eh?”.Moggi: “…Eh, lo so! Ma no, devi vive! …Anzi se tu avessi qualche sbandamento a vita, ti mandiamo le medicine, eh?”.Pagnozzi: “…Io non campo sempre!! Eh, eh, hai capito? Perché, purtroppo, anzi, me devi mantenere in vita , come dire, con una certa attenzione! Con una certa cura, …dandomi le medicine giuste al tempo giusto, dandomele prima che mi ammalo e non dopo che mi ammalo!!”.Moggi: “Avvisaci prima perché ti mando 10.000 medici a curarti”.Pagnozzi: “….(sorride)…. No, no, i medici tuoi non mi mannà!! Che arrivano sempre dopo!! ….(sorride)…”.Moggi: “Ascolta un po’….Eh! Hai già capito?”Pagnozzi: “Ciao bello!!!”.Moggi: ” …Arpino, eh?…”.Pagnozzi: “…quando ci vediamo … non me rompe li co****ni….quando ci vediamo?”.Moggi: “Mercoledì sto da te! ed andiamo a pranzo assieme!”.Pagnozzi: “…l’unica cosa, volevo dire, ma sto scudetto lo volete rendere…rendere un attimino un po… più combattuto, cazzo!!”.Moggi: “…non rompere i co****ni, guarda!…Per cortesia , guarda, altrimenti …altrimenti mi incazzo e ti dico non far niente perché guarda non abbiamo…..vaffanculo, va!”Pagnozzi: “….(sorride)… Ciaoo!!”.Moggi: “Ciao, ciao!”Alle14,48 Moggi chiama Agricola: “Ho parlato con Pagnozzi…”. È tutto a posto

e questo mi fa venire in mente uno striscione quando si potevano ancora portare allo stadio della curva della Dea…DA BAMBINI SOGNAVAMO LA NAZIONALE …(M)OGGI IL NOSTRO CALCIO E’ UNA VERGOGNA NANZIONALE…” mercoledi c’e stata la partita contro la samp causa corso di apprendistato sono arrivato tardi…riamaniamo come al solito fuori e metre nel secondo tempo partono i primi cori e la gente che entra in ritardo causa ordini dall’alto viene addirittura schedata noi si opta per un panino…da un paio di domenica il solito baracchino giallo non c’e e cosi facciamo conoscenza con una signora di bibione che ci invita nel suo negozio in piazzale zenit dove ci promette un trancio gratis per tutti…che dire l’udinese vince ma pare non convinca e mentre sugli spalti le tifose devo dire che fanno la loro parte…finita la partita si resta quelli che siamo in parcheggio..becco anche due con cui mi fermo a parlare ma sinceramente non mi ricordo chi siano e poi giu a riunione…in cui si decreta un ritorno allo stadio per il bene della curva…e devo dire che ci si puo ritenere fortunati se si puo ancora entrare perche in giro per l’italia succede di tutto…a venezia sono bandite magliette e sciarpe con la scritta ultras o brigate…quelli del monza che avevano composto uno striscione umano cosi adesso rischiano il Daspo…vogli vedere se verranno accusati anche gli udineseclub e tutti gli altri che gli hanno emulati…

solidarieta da parte della curva del bayern verso i tifosi italiani…

ora un’ultimo video che le iene hanno anche usato per un loro servizio questa voltaschierati dalla parte dei tifosi…nel video si assite all’ennesimo abuso di potere da parte di un poliziotto prima viene fermato da un dirignete un ragazzo poi un poliziotto starappa dalla mano di una vecchietta una telecamere e mentre la temibilissima hooligans tenta di riprendersi il maltolto subisce schiaffi e manganellate…nel servizio delle iene vienene intervistato un dirigenete che difende l’operato della polizia e che poi nel finale chiede scusa alla temibilissima tifosa…mente se un comunissimo cristiano commettesse un fatto del genere rischierebbe una giornata in galera chi indossa una divisa si sente liberissimo di poter fare quello che vuole ma come dice il prefetto di roma le mele marce sono all’interno dei tifosi…e la risposta non si e’ fatta di certo attendere..

ed ora prima di chiudere il capitolo odierno…un articolo che ho trovato su campioni..qualcuno se lo ricorda…mi ricordo del dek che andava a fare l’ultra del cervia…madonna quant’era malato quel fiol..cmq “campioni il sogno”e’ finito…

Il Cervia: dal reality alla retrocessione
Il calciatore dilettante è quasi calvo, fa qualche stravizio, in campo non rantola ma ansima abbastanza, e qualche volta sputa l’anima, ha la pancia pronunciata di chi la sera frequenta chef di fama dubbia, caviglie tumefatte e ginocchia cigolanti. Al lavoro stacca tardi e la domenica mattina si alza all’alba per andare a farsi insultare da una decina di tifosi grevi ed esasperati. Ma una volta tra i dilettanti c’era «Campioni». E i Campioni erano tutti giovani, belli, depilati, tatuati, disinvolti, avevano un grande self-control, pur di farsi inquadrare stringevano la mano all’arbitro anche quando non serviva, soprattutto erano molto telegenici. Una volta c’erano troupe, registi, le telecamere di Italia 1, edizioni speciali dei Tg di ogni rete, c’era lo share, la pubblicità, lo sponsor, i picchi d’ascolto, teenager urlanti, convulsioni, lacrime, deliri e ragazzine adoranti. Il primo reality applicato al calcio ebbe un successo iniziale straordinario, applausi, claque, battimano e complimenti a tutti. Poi, improvviso il declino, traumatico, inarrestabile, senza spiegazioni.
Tutto cominciò a Misano durante Real Misano-Cervia. In tribuna apparve uno striscione riferito a Gullo, uno dei punti di forza della squadra di Graziani, che non lasciava dubbi. Erano i primi segnali del crescente disamoramento: «Gullo, sei credibile come Emilio Fede». Da quel giorno gli ultrà del calcio dilettantistico fecero gruppo schierandosi contro il market televisivo e trovando una sponda con la tribù del calcio professionistico. C’era una volta il Cervia targato Vodafone-Mediaset, ora non c’è più.
La leggenda dei covi
Mercato del pesce di via Nazareno Sauro, Circolo dei Pescatori «La Pantofola» di Borgo Marina di Cervia. I pescherecci Diana Dall’Edera e Canavin risultano regolarmente attraccati. Davanti alla banchisa c’è un cartone che da solo vale un film. Il banco è di Simone e Luisa: «Acciughe fresche dell’Adriatico settentrionale, l’attività è sospesa fino all’1-5-2007 causa fermo biologico».
Un metro dopo il cartone, barba e occhi in trascinante risacca, c’è Assam, 38 anni, di Casablanca. Assam vende acciughe, puzza di pesce come un’ancora ma tra mezz’ora andrà sul lungomare a vendere rose agli innamorati: «Il fermo si fa a fine stagione». Stando alle voci, quando Italia 1 accese le luci sul primo Campioni condotto da Ilaria D’Amico (anche allora in panchina sedeva Ciccio Graziani), «La Pantofola» era uno dei covi degli ultrà locali. Ma questa storia dei covi dev’essere una leggenda perché le voci non trovano sostegno: «Mai sentito parlare di covi ultrà – dice Assam – comunque prova al Notturno, il bar del cimitero. Forse qualcuno con la Gazzetta in mano lo trovi anche al Rinascita. Qui se tifano tifano Juve o Bologna». Juve o Bologna ma vanno capiti. Il Cervia del dopo-Mediaset è uno spreco di tempo. Sparito lo sponsor Vodafone, il presidente Massimo Medri le vene non se l’è tagliate ma deve aver perso il libretto degli assegni. La squadra è a un passo dalla retrocessione: 22 punti in tutto nel girone D della serie D, penultima in classifica, dietro solo la Piovese. Una roba miserrima, assemblaggio vertiginoso di esperimenti tecnico-tattici e i nuovi acquisti sono una scommessa d’altri tempi.
Le primedonne
Luca Visani, 20 anni, difensore centrale, fa il maniscalco nella scuderia del padre a Forlì. Batte e ribatte sui ferri, sta che è una bellezza, dicono giochi bene, una promessa, ma per lui il calcio non dev’essere una suggestione forte. Roberto Fabbri, terzino di fascia, monta trapani, fabbrica viti, bulloni e punte per trapani. Federico Senofieni, il portiere della squadra, è un odontotecnico specializzato. Luca Filippi, centrocampista, gira la Romagna con una valigia di prodotti per parrucchiere. Matteo Balducci fa il muratore ma attualmente è disoccupato.
La scommessa televisiva di Mediaset trovò il suo epilogo con l’arrivo di Daniele Bossari, non a caso conduttore di Azzardi. Nel tentativo di rendere visibile una cosa invisibile, calcio e ultrà a Cervia, il Biscione pescò uno dei flop televisivi più clamorosi di ogni epoca, uno di quelli che fanno storia, ideato raccontano da Piersilvio Berlusconi in persona.
Tavolo fronte Hotel Cuba. Due imprenditori locali discutono di menù tattici, quelli studiati per fregare i turisti meno danarosi, ananas limonate e scaloppine al peperone. «Il calcio? Certo, il Pineta, le piste da ballo di Bobo Vieri, Pippo Inzaghi, Galante e Coco. Ma se dobbiamo parlare di sport il nostro sport è il golf. Siamo gente di vita, da maggio a settembre techno a palla, dee-jay, cubiste, ragazze e nottambuli. Con Campioni magari abbiamo perso un’opportunità ma gli affari vanno come sono sempre andati, a gonfie vele. Cervia è il Lido di Savio, la nostra Bologna Mare, i blitz di modenesi e bergamaschi».
Le sardine del Papa
Interno Circolo dei Pescatori, muri celesti, soffitti alti. In faccia alla macchina del caffè tre gozzi antichi, quelli che armavano a fascioni paralleli, e timonieri a torso nudo. Il poster dell’allora arcivescovo di Ravenna, Ersilio Tonini: «Beveva dai bicchieri di plastica, uno di noi l’Ersilio». L’arcivescovo dondola da una sdraio, tracanna vino rosso e ingoia sardine fritte con la compostezza di un gabbiano. Alla destra di Tonini, ecco Karol Woityla che benedice il matrimonio tra la città del sale e il mare. L’11 maggio 1986, alle 18 in punto, l’elicottero papale atterrò nel campo sportivo di Pinarella. Dalla Pinarella Giovanni Paolo II venne trasferito a bordo della «Giulia». «Ero il motorista. Provai un’emozione forte, forse troppo forte perché di lì a qualche ora mi prese il colpo, il secondo in ordine temporale, avrà deciso Dio», dice Lino Pistocchi.
Pistocchi Lino, detto Rimorchio, 69 anni: «C’ho tre infarti sulle ginocchia, causa eventi naturali incontrollabili». Rimorchio, negli Anni Sessanta autista del Cervia Calcio, mette i puntini sulle i: «Il Cervia è esistito dagli Anni Cinquanta ai Sessanta, era la squadra di Poldo Proni detto Birbone, di Piretti detto Campanile, di Vicini detto Nipote perché era il nipote di Azeglio Vicini, di Esposito detto Di Cesenatico, di Zoffoli detto Locomotiva. Presidente Germano Modoli. Quelli del reality sono quattro stronzi, alla nostra storia calcistica non hanno aggiunto nulla».
I tre che giocano ancora qui sono Bertaccini, Spagnoli e Mattia Missiroli, consigliere provinciale Ds. «È buio pesto – dice Missiroli – chi voleva giocare a pallone s’è trovato con un pugno di mosche in mano. Chi sperava in un futuro da divo televisivo s’è inventato qualche blog sulla rete e forse è anche uscito di testa. Ora abbiamo questa squadra di ragazzi, qualcuno di noi lavora, gli altri studiano, difficilmente riusciremo a salvarci».
Il bestemmiatore
Gli altri? Christian Arrieta, difensore del Lecce, celebre per aver collezionato una denuncia dal direttore dell’Osservatorio sui diritti per i minori, Antonio Marziale, è l’unico ad aver sfondato nel calcio professionistico. «Nominato» dal pubblico televisivo, quindi escluso dalla formazione titolare, intorno alle 14,30 di un venerdì di ottobre bestemmiò in diretta il nome della Madonna. Arruta, un passato in B col Pescara, gioca in Eccellenza a Comacchio. Moschino, 34 anni, al calcio aveva poco da chiedere. Sognava un posto al sole in tv ma non aveva le «physique du role» di Giorgio Alfieri, il suo compagno che almeno è diventato tronista nello smielato pomeriggio tv di Maria De Filippi.
«Un ossessivo maniacale Moschino, vedeva la luce rossa e s’incollava alla camera come una medusa, gli è andata male e mi dispiace, ora gestisce un negozio di abbigliamento a Napoli – spiega Emanuele Morelli, assicuratore a Milano Marittima e attaccante della Vis Pesaro – Il primo anno la simulazione era perfetta, cinquemila spettatori a partita, 42 mila in un’amichevole a Palermo, manco fosse la Nazionale azzurra. Cervia era un cult, venivano da fuori, dalla Sicilia, dalla Puglia, dalle Marche, legioni di ragazzine invasate, la figa che ci rincorreva per strada, eravamo finti ma sembravamo veri, eravamo catorci ma sembravamo Porsche».
La legge del contrappasso si materializzava in trasferta con insulti e maledizioni che te le regalano. Fuori casa la fama si traduceva in un solo grido: «A’ froci». Al termine di un’amichevole, al Dall’Ara di Bologna, la squadra venne raggiunta negli spogliatoi e bersagliata a colpi di cubetti di ghiaccio per una mezz’ora buona. L’unico a conservare il sangue freddo fu Ciccio Graziani. Disse solo: «A regà, c’avete paura che ve gonfieno?, ‘a popolarità se paga».
di Elio Pirari per La Stampa

ed now a song e poi via che domani c’e da attraversare l’italia al seguito di quei mercenari…
Fumo e Cenere by Finley...

Strade deserte
Note distorte
Componi per lei </span
Si è fatto buio già
Ore seduto
Su un marciapiede
Sotto un lampione
Sai che lei non tornerà
E’ un lamento continuo
Di frasi che ormai
Sono andate, sparite
Mai più sentirai
Ti aspettavi di udire
“Sei il solo per me”
Metti l’anima in pace
Quei giorni son già
Fumo e cenere

La nebbia sul viso
Nasconde il sorriso
Di quei giorni in cui
Lei era accanto a te
Riassaggi i momenti
Scorrendo i messaggi
Ma solo quelli più dolci
Non li cancellerai

Il tuo mondo
Sta andando a puttane
Oramai
Puoi reagire ma forse
Non è ciò che vuoi
Preferisci esser vittima
Non guarirai
Non mollare
E’ un consiglio
O ti ridurrai
Fumo e cenere

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