Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

gazzettino.it

Juventus vs Torino

“Tre tifosi, due juventini e uno del Torino, sono stati arrestati ieri sera dalla polizia fuori dallo Juventus stadium di Torino per tafferugli avvenuti prima del derby vinto dai bianconeri. Devono rispondere dei reati di rissa aggravata, resistenza e lesioni.

Feriti un sostenitore juventino, uno steward della società bianconera e tre agenti della Digos. Ieri sera un corteo di circa 700 supporter granata, di cui alcuni incappucciati e armati di cinture è stato respinto prima che raggiungesse il settore degli juventini…..”

@rainews24.it

https://fbcdn-sphotos-f-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc6/179393_394255903986436_1886550735_n.jpg

Juventus Stadium, striscione vergognoso:
oltraggio alla tragedia di Superga

TORINO – «È un fatto grave che purtroppo è già accaduto», ma «sono in corso accertamenti per accertare chi ha esposto lo striscione e per capire come è entrato». A dirlo è Roberto Massucci, portavoce dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, parlando dello striscione oltraggioso sulla memoria della tragedia di Superga esposto ieri nel corso del derby di Torino. «Come è entrato? Ci sono tanti sistemi. A volte vengono portati a pezzi, a volte entrano in stadi che non sono adeguatamente gestiti prima della partita -ha spiegato Massucci-. Ci sono accertamenti in corso e si lavorerà per accertare chi ha esposto lo striscione e per capire come questo striscione è entrato. Le norme ci sono e le tecnologie anche, quindi cerchiamo di dare delle risposte. Fino ad oggi è sempre stato così. Fino ad oggi tutti coloro che hanno commesso illegalità all’interno dello Juventus Stadium sono stati identificati». Massucci ha poi ricordato che è stata varata una normativa «che impone un meccanismo autorizzatorio che fa capo alle società sportive e che deve servire a verificare che non ci siano messaggi negativi o offensivi, che ci sia posto negli stadi e che siano anti-incendio. Chi infrange queste regole crea delle situazione di pericolo oltre che di vergogna», aggiunge. In passato le regole sono state bollate come liberticide. «Credo che ci sia un problema abbastanza diffuso sul quale stiamo lavorando e sul quale bisogna che tutti mettano impegno in maniera decisa che è la consapevolezza che per andare allo stadio bisogna rispettare le regole. Mi sembra che anche in chi commenta le regole che facciamo ci sia un pò di leggerezza. La legalità e il rispetto delle regole sono cose troppo importanti per essere liquidate in chiacchierate da bar e mi riferisco a chi aveva bollato come liberticida la normativa sull’ingresso degli striscioni negli stadi», conclude Massucci.

@gazzettino.it


Dimenticato in cabina

«Dimenticato per una notte nella cabina
all’Alpe di Siusi»: risarcito con 9mila euro

BOLZANO – Denunciò di essere stato “dimenticato” dagli addetti in una cabina dell’impianto dell’Alpe di Siusi e di averve passato tutta la notte fu dato che l’impianto era stato spento per fine servizio: l’assicurazione ha liquidato al viaggiatore 9mila euro a titolo di indennizzo.

L’assicurazione ha deciso di rimborsarlo nonostante il parere contrario dell’avvocato Alberto Valenti (legale della società di gestione dell’impianto). Proprio per questo l’altro giorno davanti al giudice di pace l’uomo ha annunciato di voler ritirare la querela a seguito dell’avvenuto risarcimento. La società proprietaria dell’impianto sembra però intenzionata a dare battaglia in sede civile per “grave danno di immagine”.

@gazzettino.it


Vigile urbano investe e uccide un’anziana e poi fugge

Vigile urbano investe e uccide un’anziana
che attraversa sulle strisce e poi fugge

L’agente si è fermato, ha telefonato ed è andato via senza
prestare soccorso. Individuato grazie a pezzi di carrozzeria

ROVIGO – Investe un’anziana che sta attraversando un viale del centro di Rovigo sulle strisce pedonali, ma invece di fermarsi a prestare soccorso scappa. La donna è morta poche ore dopo l’incidente. L’ennesimo caso di automobilista pirata, però, questa volta ha come protagonista un agente della polizia locale. Tutto è avvenuto sotto gli occhi di numerosi testimoni che, increduli, hanno riferito quanto avvenuto: «Ha investito la signora, si è fermato poco dopo ed è sceso parlando al telefono. Poi è risalito in auto, andandosene senza aiutare la donna», racconta una 17enne che stava chiacchierando con un’amica su una panchina vicina al luogo dell’investimento.

Sono le 18 e viale della Pace è molto trafficato. Mirella Rondina, 85 anni, residente a pochi metri dal luogo dell’incidente, attraversa la strada sulle strisce pedonali, rialzate, ben segnalate e illuminate. Forse per andare nella struttura sanitaria privata Centro Medico. L’85enne è quasi arrivata sul marciapiede opposto quando da destra viene investita da una Fiat Panda della Polizia locale. «Abbiamo sentito il botto e visto l’anziana alzata da terra e poi finire sull’asfalto andando a sbattere contro un’auto in sosta. Sono stati momenti incredibili: la Panda della polizia locale si è fermata poco dopo. Il vigile è sceso e stava telefonando. Si è guardato intorno e subito è risalito in auto andandosene senza attendere i soccorsi e verificare le condizioni della donna».

Ci sono molti altri testimoni e uno di loro chiama il 118. Dal vicino ospedale arriva un’autoambulanza del Suem che trasporta la donna al Pronto soccorso. Ha diverse ferite. Morirà dopo tre ore, verso le 21. Sul luogo dell’incidente arrivano una volante e poi una pattuglia della Polizia stradale di Badia Polesine. I poliziotti iniziano ad effettuare i rilievi, raccolgono pezzi di vetro e carrozzeria dell’auto pirata e iniziano a sentire i testimoni.

In poco tempo il mosaico si completa: l’investitore è un agente della polizia locale alla guida di un’auto di servizio. Una volante viene inviata al comando di viale Oroboni, dove giunge anche il comandante Sabrina Patanella. Nel parcheggio si trova subito l’auto con i segni dell’investimento e si scopre chi è il vigile che poco prima si trovava alla guida: sono circa le 19 quando in uno degli uffici inizia l’interrogatorio dell’agente.

 Paolo Ponzetti@gazzettino.it


Cocaina al posto dei dolcetti

Halloween, cocaina per sbaglio ai bimbi al posto dei dolcetti

LONDRA – Hanno fatto il giro delle case del vicinato, giocando a dolcetto o scherzetto per Halloween, e sono tornati a casa con due buste di cocaina tra i dolci regalati loro dai vicini. È successo a Royston, un sobborgo di Manchester, dove un gruppo di bambini delle elementari ieri ha ricevuto per errore la droga in una casa di Mendip Close.

A dare l’allarme poco prima delle 20 di ieri sono stati i genitori dei bambini, messi in allarme dagli strani involucri emersi dai cestini dei dolci svuotati dai bambini appena tornati a casa. Nessuno dei piccoli aveva ingerito la droga. Secondo gli inquirenti, la cocaina sarebbe stata data ai bambini per sbaglio. Il sovrintendente Catherine Hankinson della Greater Manchester Police ha dichiarato: «I genitori e la polizia hanno agito in fretta subito dopo che la segnalazione è stata fatta, nell’interesse della sicurezza pubblica. Riteniamo si tratti di un incidente isolato».

Donald Junior Green, 23 anni, è stato arrestato e incriminato per possesso di droga e comparirà al tribunale di Oldham domani. Una donna di 21 anni fermata insieme a lui è stata invece rilasciata.

@gazzettino.it


Hellas Verona vs Lanciano

“Moro sempre con noi”, i gialloblù
in campo per sconfiggere gli ultras

Per l’incontro di serie B in programma al Bentegodi iniziative
in memoria dello sfortunato giocatore stroncato in campo

VERONA – Dopo i vergognosi cori di Livorno intonati da pochi pseudo-tifosi, ecco la risposta del Verona calcio. Domani il club scaligero dedicherà la giornata «al ricordo di Pier Mario Morosini, colpito da una tragedia che vuole essere commemorata affinché chiunque di noi che porta con sè questo doloroso sentimento legato alla sua storia lo possa esprimere. Qualcosa di talmente grande e profondo che il nome di Pier Mario non può e non deve essere accostato ad alcun gesto oltraggioso».

Così il club veneto in un comunicato nel quale annuncia tutte le iniziative predisposte per ricordare lo sfrotunato giocatore del Livorno, morto il campo. «L’Hellas Verona si è sentita coinvolta moralmente, preparando una serie di iniziative che continuerà a sostenere nel tempo, perché questa giornata sia per Verona un momento di riflessione e, al tempo stesso, di gioia. Allo stadio Bentegodi – informa la società -, prima del fischio d’inizio, la squadra gialloblù mostrerà uno striscione “Moro per sempre con noi”: i calciatori dell’Hellas, invece, hanno scelto di giocare con una maglietta speciale con la scritta ricamata a mano». Le magliette saranno utilizzate solo in occasione della sfida di domani contro il Lanciano e, successivamente, vendute a un’asta benefica”.

Non è tutto perché «in accordo con il Comune di Verona, c’è l’intenzione di dedicare un settore dello stadio Bentegodi a Pier Mario, mentre l’1% dell’incasso delle partite casalinghe del Verona verrà devoluto ad associazioni benefiche». Infine la società si «è resa promotrice e organizzatrice del “1° Memorial Pier Mario Morosini”, torneo di categoria Pulcini 2003 al quale hanno già aderito le società in cui Moro ha giocato: Atalanta, Udinese, Vicenza, Padova e Livorno. La manifestazione si disputerà sabato 3 novembre 2012.

@gazzettino.it


Stangata Napoli

Calcioscommesse e stadio non a norma
Napoli alla sbarra, deferito e multato

Il club rischia la penalizzazione. Multa Uefa da 150.000 euro

Napoli deferito alla Disciplinare per lo scandalo del calcioscommesse. La Procura della Figc ha rinviato a giudizio il club per responsabilità oggettiva: deferiti per illecito sportivo Matteo Gianello e Silvio Giusti, e per omessa denuncia Paolo Cannavaro.

Da uno a tre punti di penalizzazione per il Napoli e 6 mesi di stop per i calciatori Paolo Cannavaro e Gianluca Grava: ecco cosa rischiano i tesserati e il club partenopeo deferiti oggi dalla Procura Figc per la tentata combine della partita Sampdoria-Napoli del 16 maggio 2010 confessata dall’ex terzo portiere campano, Matteo Gianello (rischia almeno 3 anni, ridotti in caso di patteggiamento), ed emersa nel filone campano dell’inchiesta al Calcioscommesse. Il 15 giugno 2011, Gianello raccontò ai pm della Procura della Repubblica di Napoli e poi confermò successivamente agli inquirenti federali che, su pressione di Sivio Giusti (ex calciatore del Chievo anche lui deferito per illecito), aveva tentato di alterare la partita Sampdoria-Napoli (1-0, il risultato finale) coinvolgendo gli ex compagni di squadra Paolo Cannavaro e Gianluca Grava che si rifiutarono di partecipare alla combine senza però denunciare la proposta formulata dall’ex terzo portiere del Napoli.

La Procura. Per questo, stamane, la Procura federale ha deferito entrambi per omessa denuncia e i due difensori rischiano ora una squalifica di 6 mesi (che al termine dei tre gradi di giudizio potrebbe ridursi a 4 mesi, come già è accaduto al difensore del Bologna, Daniele Portanova) mentre il Napoli, chiamato a rispondere di responsabilità oggettiva, una ammenda. Ma il club partenopeo potrebbe incappare anche in una penalizzazione in classifica relativamente al tentato illecito di Gianello. Se al calciatore sarà però riconosciuta da parte dei giudici della Commissione Disciplinare la «collaborazione fattiva» (art. 24 CGS), la società campana, in caso di patteggiamento, potrebbe usufruire di uno sconto sulla pena. Nel procedimento previsto tra almeno un mese, il Napoli si potrebbe trovare così a subire una penalizzazione di un solo punto in classifica come è già successo lo scorso agosto alla Sampdoria coinvolta nel processo per l’illecito del calciatore Stefano Guberti. Nel deferimento, però, il Procuratore federale Stefano Palazzi dedica alcune righe anche all’attaccante della Juventus ed ex Napoli, Fabio Quagliarella. L’ufficiale di polizia, Gaetano Vittoria, infiltrato e conoscente di diversi calciatori del club, segnalò infatti che Gianello gli raccontò di aver tentato di coinvolgere invano anche l’attuale bianconero. Una versione non confermata dal pentito, anche se successivamente al match, l’ex portiere, parlando con Giusti, dileggiò l’attaccante per non aver vinto neanche il premio in denaro (previsto dal contratto al 12/o gol stagionale) che avrebbe incassato se avesse segnato contro i doriani. Ma, secondo la Procura federale, il contatto tra lui e lo juventino «per l’alterazione del risultato non è altrettanto chiaro e perentorio come per gli altri due calciatori tanto da rifersi a un momento successivo alla gara e non procedente». Nel dubbio, quindi, ha scelto di non deferirlo. Visti forse anche i casi di Bonucci e Pepe, prosciolti ed usciti indenni dal filone barese dell’inchiesta al Calcioscommesse.

Mano pesante dell’Uefa sul Napoli. Per l’insufficiente organizzazione dello stadio e il mancato rispetto delle direttive Uefa per la sicurezza negli stadi. L’organismo di controllo dell’Uefa ha inflitto una multa di 150 mila euro al club partenopeo e ha vietato la vendita dei biglietti per numerosi settori per la prossima partita casalinga (con il Dnipro l’8 novembre prossimo) se non saranno eseguiti lavori di adeguamento.

IL COMUNICATO – Ecco il comunicato della Commissione Disciplinare sul rinvio a giudizio per il filone di Napoli. «La Federazione Italiana Giuoco Calcio comunica che il Procuratore Federale, esaminati gli atti di indagine posti in essere dalla Procura della Repubblica di Napoli ed espletata la conseguente attività istruttoria in sede disciplinare, ha deferito alla Commissione Disciplinare Nazionale: GARA SAMPDORIA – NAPOLI del 16.5.2010 – s.s. 2009- 2010 GIANELLO MATTEO, all’epoca dei fatti calciatore tesserato per la S.S.C. Napoli S.p.A. ed attualmente svincolato, e GIUSTI SILVIO, all’epoca dei fatti allenatore di base iscritto nell’albo dei tecnici, per violazione dell’art. 7, commi 1, 2 e 5, del Codice di Giustizia Sportiva per avere, in occasione della gara SAMPDORIA – NAPOLI del 16.5.2010, in concorso tra loro, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara suddetta al fine di effettuare scommesse sul risultato sicuro di vittoria della SAMPDORIA, offrendo il secondo del denaro per la realizzazione dell’illecito e contattando il primo i compagni di squadra Paolo CANNAVARO e Gianluca GRAVA, dai quali riceveva un rifiuto; CANNAVARO Paolo, all’epoca dei fatti ed attualmente calciatore tesserato per la società S.S.C. Napoli S.p.A., per violazione dell’art. 7, comma 7, del Codice di Giustizia Sportiva per aver violato il dovere di informare senza indugio la Procura Federale, omettendo di denunciare i fatti riguardanti la gara Sampdoria Napoli del 16.5.2010, in particolare la proposta formulata dal suo compagno di squadra Gianello; GRAVA Gianluca, all’epoca dei fatti ed attualmente calciatore tesserato per la società S.S.C. Napoli S.p.A., per violazione dell’art. 7, comma 7, del Codice di Giustizia Sportiva per aver violato il dovere di informare senza indugio la Procura Federale, omettendo di denunciare i fatti riguardanti la gara Sampdoria Napoli del 16.5.2010, in particolare la proposta formulata dal suo compagno di squadra Gianello;la società S.S.C. NAPOLI S.p.A., a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 7, commi 2 e 4, e dell’art. 4, comma 2, C.G.S in ordine all’addebito contestato al proprio tesserato GIANELLO Matteo; la società S.S.C. NAPOLI S.p.A., a titolo di responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 4, comma 2, C.G.S in ordine agli addebiti contestati ai propri tesserati CANNAVARO Paolo e GRAVA Gianluca».

@gazzettino.it


Dalla Sicilia al Veneto per giocare al casinò

In fuga dalla Sicilia al Veneto per giocare
al casinò: la moglie denuncia la scomparsa

Il 45enne esce di casa in auto sabato dopo pranzo, per 4 giorni
nessun contatto, cercato anche con l’elicottero: era alla roulette


VENEZIA – Era sparito da casa sua in Sicilia 4 giorni prima, sabato scorso, allontanandosi dopo pranzo con la sua auto e lasciando la moglie in quel di Modica, in provincia di Ragusa, lo hanno ritrovato in laguna intento a giocarsi i risparmi al casinò di Venezia. Protagonista della vicenda, Aurelio Alecci, imprenditore edile siciliano di 45 anni.

A rivolgersi disperata ai carabinieri, facendo scattare le ricerche dell’uomo, era stata proprio la moglie che, trascorse le classiche 48 ore, aveva formalizzato denuncia di scomparsa. Fotografie dello “scomparso” sono state distribuite in tutta la provincia, appelli radio e tv, persino il decollo di un elicottero che dall’alto aveva perlustrato la zona per cercare di individuare almeno la Renault Megane con cui si era allontanato subito dopo pranzo senza più dare notizie ai familiari.

Debiti, cartelle esattoriali onerossissime da saldare, persino una sbandata sentimentale: tante le ipotesi messe in campo. Anche se i militari dell’Arma fin da subito avevano imboccato al pista dell’allontanamento volontario. Soprattutto a fronte di alcuni prelievi di contanti registrati a Napoli, Rimini, Verona, nel viaggio di “risalita” lungo lo Stivale. Fino a quella che si è rivelata la meta finale: ovvero la sala da gioco del casinò veneziano di Ca’ Noghera. Il suo ingresso è stato registrato, quale “new entry”, martedi scorso. Ora sono tante le spiegazioni che l’uomo dovrà fornire, in primis alla coniuge.

@gazzettino.it