Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

girl on the terraces

Una Maglia a Pois

Il Recreativo de Huelva è una società calcistica della città di Huelva in Spagna. Chiamato anche brevemente Recre, è soprannominato “El Decano” perché è il club calcistico più antico di Spagna, essendo stato fondato nel 1889. La tradizione e la storia rappresentano, dunque, il prestigio di questo club povero di successi sportivi. Una tradizione evidentemente poco rispettata dagli ideatori della maglia per le partite fuori casa per la stagione 2012/2013. I tifosi, infatti, non hanno preso per niente bene la scelta della Hummels di utilizzare lo stile a pois in stile scalatore del Tour de France per definire la maglia away.

L’obiettivo era far parlare”, ha detto Ana Laura del Pino, responsabile marketing del Recre a Cadena Ser. L’obiettivo, invece, è stato far indignare i sostenitori che scenderanno in piazza per protestare mercoledì 25 luglio nella piazza antistante il vecchio stadio Colombino di Huelva. Di maglie “strane” se ne cominciano a vedere molte, forse troppe, da qualche anno: non piacque per nulla o quasi quella rosa della Juventus, la scorsa stagione, mentre quest’anno tocca ai tifosi interisti storcere il naso per la scelta del rosso.

@calcioblog.it

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Virginie Caprice

Altro che polpo Paul

La modella Virginie Caprice spopola in Francia dove propone, via Twitter, i suoi personalissimi pronostici sugli Europei


8 Marzo

L’8 marzo finisce in rissa: furibonda lite
al bar tra 5 donne, due sorelle in ospedale

Conti in sospeso tra le due e un’ex amica. Insulti, minacce
e poi le botte: pugni, calci e bicchieri rotti usati come armi

VENEZIA – Festa della donna con scazzottata in pieno stile maschile per un gruppo di ragazze ieri sera in un bar caffé di Mestre (Venezia). A scatenare la rissa due sorelle trentenni veneziane che, mentre stavano festeggiando l’8 marzo, si sono accorte della presenza nel locale di una loro conoscente di vecchia data, con cui avevano dei conti in sospeso. Prima sono partiti gli insulti, quindi le minacce e infine è scoppiata la rissa tutta al femminile, alla quale si sono aggiunte anche due amiche della donna presa di mira dalle due sorelle. Il gruppo se le è date di santa ragione: pugni al volto, calci nella pancia, addirittura un bicchiere rotto usato come arma impropria.

Alla fine della rissa da saloon la peggio l’hanno avuta le due sorelle veneziane, costrette a ricorrere al Pronto soccorso dell’ospedale di Mestre. La più giovane delle due, 29 anni, ha riportato una profonda lacerazione al collo, probabilmente infertale da una delle altre tre donne con il coccio del bicchiere, mentre la seconda ha riportato contusioni in varie parti del corpo. Sono state giudicate guaribili in 10 e 5 giorni.

@gazzettino.it


Aveva Bevuto Tanto….

L’INCHIESTA SUL CONCORDIA

Schettino a cena con la ballerina
“Quella sera lui aveva bevuto tanto”

La 25enne moldava non aveva una cabina assegnata. I dubbi degli inquirenti: dove dormiva? Alcuni testimoni hanno visto il comandante della Concordia mangiare e bere con Domnica Cermotan fino a poco prima dell’impatto. Poi la salita in plancia e lo schianto
dai nostri inviati CARLO BONINI e MARCO MENSURATI

GROSSETO – Che diavolo ci faceva una bionda platino in plancia di comando della Concordia alle 21.42 di venerdì 13 gennaio? E perché era lì? Nel giorno sei di ricerca di una “verità” che consenta di attribuire responsabilità certe ai protagonisti del naufragio e dia una logica a ciò che ancora logico non appare, si avanza una ragazza moldava di 25 anni con passaporto rumeno che di nome fa Domnica Cemortan.

Una ex ballerina, già hostess a contratto della Costa che, la sera del 13 gennaio si imbarca a Civitavecchia nell’ultima crociera della Concordia e del suo amico Francesco Schettino.

LA DONNA SENZA CABINA
Il mistero che avvolge la ragazza è un segreto di Pulcinella che affaccia la sera di mercoledì e si squaglia in meno di ventiquattro ore, per diventare una formidabile, nuova arma di pressione su un uomo agli arresti domiciliari che, da oggi, dovrà spiegazioni dolorose anche alla sua famiglia. La Cemortan – accerta l’indagine – partecipa infatti a quell’allegra gazzarra che, a quanto pare, anima la plancia di comando tra le 21.30 e l’istante dell’impatto sugli scogli. La ragazza – sostiene la Costa – è regolarmente registrata a bordo e “risulta aver acquistato un biglietto del quale è possibile esibire la matrice”.

Non è insomma una clandestina che il capriccio del comandante vuole a bordo all’ultimo istante. Non è dato sapere chi acquisti quel biglietto. Se sia un omaggio della Compagnia per la quale ha lavorato fino a poco tempo fa (come pure la ragazza riferisce alla stampa moldava), o un “regalo”, o un acquisto di altri (la madre della ragazza, intervistata dal quotidiano rumeno Adevarul, sostiene che a comprare il biglietto è il fratello).

Ma la circostanza è di scarso interesse. “Più interessante – chiosa maliziosamente un investigatore – è capire come mai a quella donna, che pure ha il biglietto, non risulti sia stata assegnata una cabina. Dove dormiva?”.

“BEVEVANO VINO IN ALLEGRIA”
È certo, che, cabina assegnata o meno, tra le 20 e 44 e le 21.30, la bionda siede al tavolo di riguardo del “Club Concordia”, il più esclusivo e “riparato” dei ristoranti della nave. Racconta il passeggero Angelo Fabbri, ritratto casualmente in una foto ricordo con Schettino e la ragazza, scattata nel ristorante: “Il comandante era seduto di fronte alla signorina. Era in divisa scura, mentre la giovane indossava un abito nero e aveva le braccia scoperte. I due sono rimasti erano lì alle 21.05. Lo so con certezza perché eravamo seduti nello stesso ristorante. Per ricordo fotografavamo le portate e in quelle immagini è rimasta impressa l’ora”.

Un contesto galante (si fa per dire), dove – a stare alle testimonianze raccolte dal Secolo XIX – Schettino alza il gomito. “Almeno un intero decanter di vino”, con la “scolatura” a beneficio del comandante. Per mare non esiste il palloncino, ma se i passeggeri ricordano bene, è chiaro che, alzandosi da quel tavolo, a Schettino sarebbe inibita anche la guida di una Vespa. Lui, invece, in compagnia della ragazza e del maitre del ristorante prendono la scala che porta in plancia di comando. Il Giglio si avvicina e Schettino ha un’idea. Ha una gran voglia di timone.

PONTE COMANDO O SALOTTINO?
I tre dunque – e siamo ora a pochi minuti dall’impatto – sono in plancia. Uno spazio della nave diviso tra il ponte comando e gli alloggi del comandante: una cabina e un salottino (collocati, guardando la prua, sulla parte sinistra della plancia). Alcuni testimoni tra gli ufficiali ricordano la Cemortan non lontana dal timone. Altri, nel salottino.

Un dettaglio che sposta la sua posizione di qualche metro e non cambia la sostanza. Che è semplice. La ragazza, al pari del maitre Antonello Tievoli (che è dell’isola del Giglio), sono la piccola platea che il comandante si è portato dietro perché assista alla “sfida” che ha deciso di lanciare a se stesso. Accostare e “inchinare” dove nessuno ha osato mai. A un quarto di miglio dalla costa.

LA TELEFONATA
Alla gazzarra manca un ultimo tassello. La telefonata al commodoro in quiescienza Mario Terenzio Palombo. Che Schettino immagina al Giglio e invece è a casa sua a Grosseto. Raggiunto telefonicamente da “Repubblica”, Palombo dice: “L’ho detto e ripetuto ai magistrati. A un certo punto squilla il cellulare e sento questo casino di Schettino, del maitre che dicevano che stavano davanti al Giglio e io gli ho detto: ‘Ma che me ne frega a me’. E ho chiuso”.

Schettino, insomma, carburato di vino, timona un bestione di 114mila tonnellate, largo 36 metri e lungo 292, con 4.200 anime a bordo e mentre “sfida” se stesso (sono le parole che ora usa anche il procuratore di Grosseto Francesco Verusio), ammicca all’amica moldava, fa fesso il maitre lasciandogli credere che voglia omaggiare il Giglio, perché il Giglio è la casa da cui quell’uomo manca da sei mesi. E, visto che c’è, parla al telefono.

“DRITTO SUGLI SCOGLI”
“Andare dritto” sugli scogli, a quel punto non è una delle possibilità. È quasi una certezza. Essere “distratto dai miei pensieri”, come ammette il comandante nel suo interrogatorio di garanzia, appare ora un azzardato eufemismo. E poco importa, evidentemente, se la Cemortan assista alla sfida accanto a lui che timona o allungata sulle poltroncine del salottino.

I rilievi dei sub sulla chiglia della nave, certificano ora che, nel momento in cui si blocca (quello dell’impatto con gli scogli), il timone del “Concordia” è “tutto a dritta”. Segno inequivocabile che Schettino realizza all’ultimo momento la presenza dello scoglio che sta per sventrargli la nave come un apriscatole e si affida a un ultimo disperato tentativo di scartare.

@repubblica.it


Daniela Montemurro

Daniela Montemurro, intervista alla sexy tifosa dell’Udinese: “La squadra può qualificarsi per la Champions League”

INTERVISTA DANIELA MONTEMURRO – Cara Daniela, lieti di ospitarti su Direttanews. Sappiamo del tuo grande tifo per l’Udinese: chi ti ha trasmesso la passione per la squadra di Guidolin?

La passione per i colori bianconeri mi è stata trasmessa fin da quand’ero bambina, pensa che mio zio mi raccontava della grande Udinese degli anni ’80….. Siamo sempre stati una realtà molto piccola ma dal grande potenziale….

I friulani si trovano a lottare nelle zone alte della classifica: lo scudetto è un traguardo possibile per l’Udinese? Chi è a tuo parere il vero trascinatore della squadra?

Non posso dire se a fine anno possa arrivare il tricolore, però ha ragione Guidolin quando dice che il primo traguardo da raggiungere è innanzitutto la salvezza, solo dopo si può fare un bilancio dei reali obiettivi della squadra. Penso che la vera forza dell’Udinese sia il gruppo, non esiste un vero leader in quanto la grande capacità della proprietà è sempre stata quella di saper rimpiazzare le proprie stelle con giocatori sconosciuti ma di notevole livello che non hanno mai fatto rimpiangere i partenti….

Date le ultime prestazioni, pensi che i bianconeri sappiano reggere sia gli impegni di Europa League che di campionato o dovrebbero concentrarsi solo su un unico obiettivo?

Nonostante l’Udinese sia una squadra dal notevole tasso tecnico, la proprietà non ha allestito una rosa che sappia fronteggiare contemporaneamente gli impegni di campionato con quelli europei, per quello consiglio loro di concentrarsi sulla Serie A in quanto i friulani possono a mio parere piazzarsi al terzo posto (valido per gli spareggi di Champions League).

Un commento su Di Natale, il bomber che con la maglia dell’Udinese sembra non smettere di segnare nonostante l’età non più giovanissima……..

Dopo Zico, Di Natale è senz’altro il giocatore più rappresentativo degli ultimi vent’anni di storia dell’Udinese. La carta d’identità per lui non fa testo, è uno dei pochi pilastri del gruppo e su cui può reggere l’intera rosa. Sanchez lo scorso campionato era la stella della squadra, ma Di Natale era e continua ad essere il punto fermo dell’attacco. Non a caso è stato l’unico calciatore italiano ad essere stato inserito nella lista per il prossimo Pallone d’Oro…..

Simone Ciloni


Tifosa Rugby

Con una cosi gli stadi si riempirebbero anche in italia…ci vogliono almeno 20 gradi e 20 zeri sul conto corrente…

In bikini sugli spalti – Tifosa di rugby in costume a Gold Coast, nel Queensland, dove si sta svolgendo la prima tappa delle Irb Sevens World Series, l’appuntamento più importante e spettacolare della versione a sette della palla ovale (Afp/Wood)


Ti salutiamo cosi…

Kiev, le attiviste di Femen a seno nudo:
“Ciao, ciao Berlusconi”

KIEV, 14 NOV – A seno nudo davanti all’ambasciata italiana di Kiev, con un look tricolore in stile Formula 1 (cappellini e pantaloni attillatissimi rossi), sventolando bandiere a scacchi bianchi e neri e striscioni con le scritte ”Finish Berlusconi” e ”Berlo ciao”: cosi’ cinque attiviste del gruppo femminista ‘Femen’ hanno festeggiato le dimissioni di Silvio Berlusconi da presidente del Consiglio.
Le sexy femministe hanno poi cantato ”Berlo, ciao!” sulle note della canzone ”Bella, ciao!”, simbolo della Resistenza, e hanno stappato bottiglie di champagne spruzzandolo sui poliziotti e sui passanti, proprio come fanno i piloti di Formula 1 quando salgono sul podio dopo un Gran Premio. Prima di andarsene hanno gridato ”La festa è finita!”.
Il video:

blitzquotidiano.it