Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

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San Daniele vs Triestina

Partita Triestina-San Daniele: tifoso friulano preso a ombrellate

La polizia di Udine ha avviato la procedura per il Daspo nei confronti di un supporter alabardato. Notificato un analogo procedimento anche a un altro triestino coinvolto nei disordini di Tolmezzo lo scorso 30 settembre

UDINE. Un tifoso friulano che domenica scorsa ha assistito alla partita di calcio tra la Triestina e il San Daniele, a gara ormai finita, è stato colpito alla testa con un ombrello e con un pugno. Erano passate da poco le 17 quando in piazza Italia a Majano è nata una discussione tra un uomo di 38 anni di Buja e un ragazzo triestino di 27 anni. All’improvviso quest’ultimo afferra un ombrello e lo sbatte in testa al friulano, poi lo colpisce anche con un pugno. Il trentottenne è andato all’ospedale a farsi medicare per escoriazioni al capo che, secondo i medici, guariranno in sette giorni. L’aggressore è stato individuato e identificato dalla polizia. E oggi la Questura ha fatto sapere che nei suoi confronti è stata avviata la procedura per il Daspo. Ciò significa che il giovane non potrà accedere agli impianti sportivi per un periodo di tempo da definire.

Mentre la polizia stavano esaminando i documenti del ventisettenne triestino, un diciannovenne, anche lui supporter degli alabardati, si è messo in mezzo. «Cosa state facendo…lasciatelo in pace» ha detto agli agenti. Quando i poliziotti hanno chiesto anche a questo secondo giovane i documenti, lui inizialmente non ha voluto fornirli (e per questo molto probabilmente, riferiscono dalla Questura, sarà segnalato all’autorità giudiziaria per Rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale). Successivamente, è emerso che a carico del diciannovenne la polizia di Udine aveva già emesso un Daspo, ritenendolo coinvolto nei disordini avvenuti a Tolmezzo lo scorso 30 settembre.

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Udinese vs Anzhi Makhachkala

Friuli semivuoto, Reja spettatore fra i vip
I russi pagano i veneti per tifare in curva

Come ci si poteva aspettare visto l’andamento della prevendita dei biglietti per Udinese-Andhi di Europa league, il colpo d’occhio allo stadio Friuli era piuttosto desolante ieri sera, con tanti…
Come ci si poteva aspettare visto l’andamento della prevendita dei biglietti per Udinese-Andhi di Europa league, il colpo d’occhio allo stadio Friuli era piuttosto desolante ieri sera, con tanti spazi vuoti in tutti i settori. In tribuna, in zona vip, si è visto anche il tecnico friulano Edy Reja. Colorati e simpatici i circa duecento tifosi russi (nella foto Petrussi), che erano posizionati nel settore ospiti vestiti di giallo limone, con tanto di ombrello aperto in tinta e bandiere russe al vento, saltellanti e gioiosi per l’intera partita. Peccato che di russi veri in curva ce ne fossero davvero pochi. L’Anzhi ha, infatti, pagato i biglietti per lo stadio a un nutrito gruppo di italiani, veneti (in maggioranza bellunesi), perché la squadra fosse adeguatamente sostenuta. Una trovata che alla fine ha funzionato.

(s.d’e.) @messaggeroveneto.it


Angurie e gavettoni a Lignano


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Udinese vs Juventus

Calcio: strapparono sciarpa Juve a ragazzino, restituita

Oggi in Questura a Udine. Autori gesto denunciati per rapina

(ANSA) – UDINE, 17 FEB – La Questura di Udine ha restituito oggi a un tredicenne di Ponte di Piave (Treviso) la sciarpa della Juventus autografata da Alex Del Piero che due tifosi udinesi gli avevano sottratto alla fine della partita Udinese-Juventus del 21 dicembre scorso.

La Digos udinese, dopo aver ricevuto la denuncia del padre del ragazzo, ha individuato una decina di sospetti. Gli autori del gesto – L.B. e F.L. di 42 e 52 anni, entrambi di Udine – sono stati denunciati per rapina e ingiurie. La Questura ha avviato il procedimento per sottoporli al Daspo. (ANSA).

Pugno a una juventina,
ultrà condannato

Tre mesi al sostenitore dell’Udinese che colpì una donna “colpevole” di trovarsi nel settore sbagliato

UDINE. Tre mesi di carcere (sospesi con la condizionale) e 10 mila euro di provvisionale in attesa del processo in sede civile. Questo il “conto” che dovrà pagare il 46enne di Sacile (ma residente a Latisana), Valerio Casagrande, giudicato ieri colpevole di aver colpito con un pugno una tifosa juventina di 29 anni. I fatti risalgono al 10 febbraio 2008 quando l’Udinese ha ospitato la Vecchia signora allo stadio Friuli.

Teatro dell’aggressione (sfuggita agli occhi delle telecamere) il settore della Curva nord, “casa” degli ultrà bianconeri di fede friulana. Come spesso accade infatti anche in quella circostanza alcuni sostenitori juventini avevano acquistato il biglietto nel settore “sbagliato” sedendosi in mezzo agli ultrà dell’Udinese. Da qui la protesta di diversi tifosi dell’Udinese tra i quali anche Casagrande che si sarebbe rivolto con frasi ingiuriose a una donna di San Donà e ai due amici che erano con lei.

Per le offese Casagrande è già stato condannato dal giudice di pace. Ma dopo gli insulti, quando la Juventus segnò il gol del momentaneo pareggio (per la cronaca alla fine della gara la Juve si impose per 1-2), in Curva nord scoppiò un vero e proprio parapiglia. Qualche tifoso juventino infatti esultò scatenando l’ira dei supporter friulani. In particolare Casagrande e altri tifosi vicino a lui avrebbero richiamato l’attenzione degli ultrà sistemati nella parte più bassa della Curva, quella a ridosso del campo di gioco, urlando frasi come «Sono qua, venite a prenderli».

Preoccupati dal fatto che diversi ultrà stavano risalendo i gradoni, la tifosa juventina con i due amici ha cercato di allontanarsi e in quel frangente sarebbe stata colpita da un pugno al volto che le ha causato lo “spostamento” del setto nasale.

Per l’avvocato difensore Giovanni Adami (che ha annunciato ricorso) però non sarebbe stato Casagrande (che era allo stadio con il figlio di 5 anni e l’anziano suocero) a colpire visto che si trovava qualche gradone più su: il 46enne sarebbe stato confuso con altri soltanto perché in precedenza coinvolto nel battibecco. Diversa la posizione degli avvocati di parte civile Alessio Bacchin e Pierpaolo Alegiani, per i quali invece non ci sarebbero dubbi sull’autore dell’aggressione.

La pubblica accusa, rappresentanta in aula dal vpo Marzia Gaspardis aveva chiesto 4 mesi di reclusione che il giudice monocratico del tribunale di Udine, Carla Missera ha poi ridotto a tre. (c.r.)

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Udinese vs Paok Salonicco

Cori, striscioni e balli
Udine invasa dai greci

I 5 mila ultrà sono arrivati da tutta Europa per sostenere il Paok Salonicco. «La crisi ci ha sparpagliati ovunque, è bello ritrovarsi adesso qui in Friuli»
«Oleò Paok!». Cambia la parola dell’inno più popolare tra le tifoserie di tutto il mondo, ma la musica e il significato sono gli stessi. Sono appena le 11 di ieri mattina, ma piazza Libertà ha già ricevuto la visita di un centinaio di tifosi greci. Quando scoccano le 15 gli ultrà sono quasi 400. E gli spazi intorno alla Loggia del Lionello si trasformano in una curva ribollente. Cori, striscioni appesi sui monumenti, bottiglie di birra e il lancio di qualche petardo e fumogeno blu fanno da contorno. Supporter sbucano da via Manin cantando a squarciagola. Arrivano da via Cavour al ritmo dei tamburi. Hanno sciarpe bianconere legate al collo, giubbotto coordinato e tanta voglia di divertirsi. Ma c’è chi va oltre e si dipinge la faccia di bianco con la scritta nera «Paok» sulla fronte.
Udine ieri si è trasformata in una città greca a tutti gli effetti. Come ampiamente annunciato, sono spuntati ovunque i 5 mila ultrà al seguito del Paok di Salonicco che in serata ha affrontato l’Udinese per l’Europa league. I primi ad arrivare provengono da Stoccarda. E sulle loro maglie c’è la scritta del loro club “Stuttgart 1997”. Sono tutti emigranti. «Nel nostro paese l’occupazione è ferma da cinque anni e tanti greci sono andati a lavorare in giro per il mondo», spiega Kostas, un ragazzo ellenico che vive in Germania da oltre tre anni.
Subito dopo però arrivano anche club di supporter da Dusseldorf, Monaco, dal Belgio e dall’Inghilterra. E’ la crisi economica che ha sparpagliato il popolo greco in giro per l’Europa. Ragazzi fuggiti dalla propria terra per lavorare. Quando un corteo di oltre 100 supporter si compatta davanti alla Loggia del Lionello, i tifosi più “caldi” si siedono a terra. Cominciano a cantare un inno, «l’inno del Paok!», specifica uno di loro. Lo cantano da seduti, poi, improvvisamente, la voce si fa più forte, più incalzante. Scattano tutti in piedi contemporaneamente e si spingono l’un con l’altro. «Noi festeggiamo così, questa coreografia la facciamo anche nelle curve degli stadi».
D’altronde, si sa che la tifoseria del Paok Salonicco è tra le più esagitate d’Europa. «Non potevamo perdere l’occasione di vivere questa trasferta a Udine», dicono Iannis e Takis, che invece provengono dalla Svezia. Infatti – spiegano ancora – «anche se abitiamo lontano dalla Grecia la nostra passione per i bianconeri del Paok resta intatta. Noi il Paok non lo molliamo, e vinceremo».
Dimostra una certa sicurezza anche un altro sostenitore. Sventola una bandiera, e dice: «La vostra città è troppo tranquilla, pensavo fosse molto più caotica, però ci piace». Intanto una ragazza passeggia con il suo cane dalmata. Al tifoso viene un’idea. Chiede alla padrona di poter scattare una foto con il cane. E tutti i suoi amici lo immortalano. «Ha il manto bianconero, come il Paok, questa foto ci porterà fortuna». Intanto, molti di loro si disperdono tra le vie del centro storico. Scattano foto ricordo e cantano. Tutti insieme. Tutti compatti. Altri si limitano a bere caffè e a guardare le vetrine. Non sono certo la frangia più scatenata. La polizia vigila ugualmente sul centro. L’ora calda si avvicina. Poi tutti allo stadio per una partita incandescente.

Renato Schinko @messaggeroveneto

Loggia imbrattata
e risse in centro

Vandalismi in piazza Libertà, scritte sui monumenti. Scazzottata con un contuso in via Mercatovecchio

 Non solo cori, canti e striscioni, ma anche petardi, fumogeni, atti vandalici, qualche scazzottata e perfino uno steward colpito da un cancello e finito all’ospedale con un trauma cranico (come riferiamo nelle pagine dello sport). È stata una giornata impegnativa per le forze dell’ordine che si sono trovate a fronteggiare l’arrivo di migliaia di tifosi ellenici, molti dei quali giunti attraverso la Slovenia, altri da Germania e Austria.

Complice il tasso alcolemico in rapida ascesa e, in qualche caso, una scarsa dose di educazione, non sono mancanti incidenti di percorso. Primo fra tutti un diverbio fra tifosi scoppiato in via Mercatovecchio conclusosi a suon di pugni anche se, alla fine, per il destinatario di una raffica di pugni soccorso dal personale del 118 non si è reso necessario il trasferimento in ospedale. Altro episodio in Piazza Libertà dove l’assembramento di tifosi diretti ai bus navetta in centro ha registrato accanto alle “danze propiziatorie” anche scritte vergate con la vernice spray alla base della Loggia del Lionello.

Immediato l’intervento della polizia municipale che ha immortalato i vandali in azione attraverso le telecamere. I fans del Paok, non hanno dimostrato di tenere in grande considerazione i cassonetti dei rifiuti. Molti, infatti, gettavano carte e bottiglie di birra a terra. Un vigile urbano ha anche consegnato loro un grande cartone e, soltanto a quel punto, alcuni sostenitori bianconeri si sono dati da fare e per ripulire la piazza.

La potente macchina operativa messa in moto dalle forze dell’ordine che contava su due centinaia di persone, fra carabinieri e polizia e una trentina di vigili urbani, comunque, ha funzionato perfettamente.

«Abbiamo completato il trasferimento dei tifosi verso le 19 senza incidenti di percorso» ha riferito il vicequestore Giovanni Belmonte impegnato nel coordinamento della complessa rete di sorveglianza. Dopo quell’ora la folla ha abbandonato il centro abbandonando sui sanpietrini lattine e bottiglie.

«I pullman (un’ottantina ndr) – ha spiegato il dottor Belmonte – sono stati concentrati intorno all’area dello stadio per favorire l’esodo dei tifosi al termine della partita».

La tifoserie hanno cominciato ad arrivare in mattinata, varcando il Lisert, ma è dal pomeriggio che la stazione ferroviaria è stata invasa da migliaia di tifosi che si sono assiepati all’esterno in attesa che i pullman messi a disposizione li trasferissero allo stadio. Hanno bivaccato a lungo sui marciapiedi lanciando qualche fumogeno in attesa che i 5 pullman bucassero il traffico cittadino per raggiungere lo stadio e favorire l’esodo.

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Festa Capodanno

Fanno festa, poi s’incastrano con l’auto

Mobilitazione di soccorsi in vicolo delle Mura. Il conducente romeno rintracciato dalla polizia municipale e multato

PORDENONE. La prima telefonata al comando di polizia municipale l’ha fatta un passante: in vicolo delle Mura – strada pedonale che collega il Bronx a corso Vittorio Emanuele – c’era una macchina incastrata tra le mura, senza persone a bordo. Erano da poco passate le 7.

Sul posto è giunta una pattuglia della Municipale che ha constatato e confermato quanto segnalato. A quel punto è cominciata una piccola odissea per rimuovere il mezzo e risalire al conducente, rintracciato ieri pomeriggio e portato al comando per dare spiegazioni.

Secondo una prima ricostruzione, l’auto, una Lancia K station wagon (assicurata fino al 31 marzo prossimo), di prima mattina avrebbe imboccato via Marsure all’incrocio tra via Gorizia, Pola e Cappuccini, percorrendo incredibilmente una serie di strade pedonali: il sottoportico del Bronx in piazzetta del Portello, quindi il ponte sulla roggia retrostante Contrada Maggiore, finendo in vicolo delle Mura dove, a un certo punto, la strada è così stretta che impedisce il transito delle auto.

Proprio lì, tra due mura, la Lancia K si è incastrata. A quel punto, è ancora la ricostruzione della polizia municipale che si è avvalsa anche del sistema di videosorveglianza, con un cacciavite gli occupanti hanno rotto un vetro e sono usciti dal finestrino, lasciando il mezzo sul posto. La polizia municipale ha chiamato i vigili del fuoco: i loro mezzi non riuscivano a raggiungere il vicolo, troppo stretto. E’ stato chiamato quindi un carro attrezzi che, ponendo delle pedane sotto l’auto e usando un argano a distanza, ha trascinato il mezzo nella carreggiata.

Dentro l’abitacolo, una sorta di suk: cd, dvd, un consistente numero di profumi, amplificatori, album di foto, uno zainetto, coperte, hard disk. Dalla targa la polizia municipale e le volanti della questura sono risalite al proprietario: si tratta di un romeno di 36 anni residente a Cordovado. Una volta rintracciato è stato invitato a presentarsi al comando di polizia municipale: ha raccontato di avere festeggiato fino all’alba e di essere finito nel vicolo senza sapere come uscirne. In auto era con un connazionale della stessa età, residente a Pordenone. Non è escluso che l’auto sia stata abbandonata per evitare le conseguenze di un alcoltest.

Al conducente sarà formalizzata una serie di contestazioni, ma solo di natura amministrativa e di violazione al Codice della strada.

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Pablo Armero

Armero rifiuta l’alcotest
e se la prende con i carabinieri

Il calciatore dell’Udinese fermato alle 5 del mattino in compagnia di una romena di 20 anni, che ha offerto ai militari 50 euro perchè non procedessero con la denuncia, ma sia la ragazza sia il calciatore sono stati deferiti all’autorità giudiziaria
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UDINE. Fermato dai carabinieri all’alba mentre era alla guida della sua auto, in compagnia di una giovane romena di 20 anni, probabilmente sotto gli effetti dell’alcol, si è rifiutato di sottoporsi al test alcolemico e, anzi, alla richiesta dei militari ha cominciato a inveire e ad ingiuriare. È finita con una denuncia per oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale la notte dell’ esterno colombiano dell’Udinese, Pablo Estifer Armero, di 25 anni, trascorsa festeggiando il pareggio con la Juventus, risultato dovuto anche a lui che ieri era in campo.
Il giocatore è stato fermato alle 5 di oggi da una pattuglia dei carabinieri del Norm di Udine per un normale controllo. La donna che era a bordo con lui, M.A.B., di 20 anni, ha tentato di convincere i militari a non procedere con la denuncia offrendo loro 50 euro, ma è stata per questo denunciata a sua volta.
22 dicembre 2011 @messaggeroveneto