Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

nuovi mostri

Bufala giornalistica

Eccezzionale questa ragazzina…si inventa un incidente stradakee la maggio parte dei quotidiani non si sa come ma abboccano alla grande…ecco il link della notizia del corriere…il gazzettino dove avevo letto la notizia all’inizio ha cancellato la pagina…resta da capire se abbia chiaamto pure loro o da chi possano aver saputo loro la notizia…

Inventa incidente mortale del “fratello” a
Sharm per saltare gli esami di riparazione

La 15enne avrebbe telefonato alla preside fingendosi la madre
Non avrebbe mai detto ai genitori di essere stata rimandata

Un incidente stradale inventato per coprire l’assenza agli esami di riparazione. Potrebbe esserci la fervida fantasia di una quindicenne romena dietro la notizia, pubblicata stamane da un quotidiano locale, della morte di un ragazzo padovano di 18 anni a Sharm el Sheikh durante una gita in cui sarebbe rimasta ferita la sorella quindicenne. Nessuna conferma vi è, infatti, che un incidente del genere si sia verificato nei giorni scorsi nella località balneare egiziana. Tra l’altro la quindicenne in questione non risulta avere alcun rapporto reale di parentela con la presunta vittima dell’incidente.

La prima a nutrire ora più di qualche dubbio sulla veridicità dell’accaduto è Antonella Visentin, la preside del liceo linguistico Fusinato, che ieri ha ricevuto una telefonata da una donna che si è qualificata come la madre della quindicenne e che ha preannunciato l’assenza della figlia alla prima prova degli esami di riparazione raccontando con dovizia di particolari del presunto incidente avvenuto il 17 agosto scorso. Ora l’insegnante ha deciso di vederci chiaro: sabato si farà consegnare i tabulati telefonici per risalire al numero di telefono usato per la chiamata e poi andrà dai carabinieri per raccontare l’accaduto, nell’ipotesi che in quanto successo possano configurarsi dei reati.

Il sospetto, neppure troppo velato, è che la ragazzina, in ferie con i genitori in Romania, non abbia mai raccontato ai familiari di essere stata rimandata in tre materie. Non potendo rientrare in Italia in tempo per la prima prova di lingue, in programma oggi, si sarebbe inventata la catena di bugie, sfruttando probabilmente l’aiuto compiacente di qualche amica.

Il primo ad essere stupito del clamore attorno al suo nome è il presunto ‘morto’: il giovane, Andrea Roverato, che ha frequentato un istituto attiguo a quello dove è iscritta la quindicenne, sta benissimo, risiede non lontano dalla sua “falsa” sorella e non riesce a staccarsi dal telefono per le continue chiamate degli amici che si vogliono sincerare delle sue condizioni di salute. Ha affidato a Facebook il suo commento, tutt’altro che benevolo, sull’accaduto: «ci tenevo ad avvisare tutti personalmente – scrive agli oltre 500 amici che ha in rete – che sono vivo. È tutto il giorno che mi tengo la mano lì….».


Consiglio Sbagliato

Chiama la polizia: “Ho picchiato il mio ragazzo, come posso farlo sembrare un incidente?”

TEXAS – Picchia il compagno, scappa e poi chiede alla polizia il modo per far sì che sembri un incidente domestico. E’ accaduto a Brazos County, Texas, dove la polizia era stata chiamata per dei rumori di rissa in un appartamento della cittadina di Bryan. Quando gli agenti sono arrivati sul posto, hanno trovato il proprietario della casa svenuto, coperto di lividi e di sangue.
Interrogando i vicini di casa, gli agenti hanno scoperto che si era da poco allontanata dall’appartamento la fidanzata dell’uomo, e sono riusciti a rintracciarla presso un ospedale nelle vicinanze, dove era andata per via di alcune piccole ferite che si era procurata.
Nel frattempo, gli agenti avevano già ricostruito anche l’accaduto: la donna, la 38enne Chanin Christine Lindgren, aveva chiesto all’uomo dei soldi per comprare della droga, ed al rifiuto dell’uomo la donna è andata su tutte le furie, aggredendo l’uomo a pugni e calci, e poi colpendolo più volte con una lampada da tavolo.
Quando hanno trovato la donna, gli agenti sono rimasti del tutto sorpresi: la donna non ha minimamente tentato di negare la ricostruzione dell’accaduto, ma si è limitata a chiedere candidamente “Cosa devo fare perché sembri un incidente, oppure che abbia iniziato il mio ragazzo e la mia sia legittima difesa?”.


Val di Susa

Maroni: «In val di Susa tentato omicidio

e violenza di stampo terroristico»





Nuove Milizie

Le società di calcio avranno le proprie milizie private

Alla Camera si discute sull’ampliamento dei poteri per gli steward. Ennesima legge speciale per favorire la repressione
La Commissioni Affari costituzionali e Cultura della Camera stanno infatti discutendo un pacchetto di norme che permetterà agli steward incaricati dalle società di vestire i panni di “poliziotti privati”.
Gli operatori potranno addirittura effettuare perquisizioni personali a campione per controllare l’abbigliamento e gli oggetti che i tifosi intendono portare all’interno degli impianti sportivi. Saranno sempre loro a compiere qualcosa che assomiglia da vicino ad un sequestro, anche se temporaneo. Potranno invitare le persone a depositare in appositi contenitori tutto quello che verrà ritenuto pericoloso per la tutela della pubblica incolumità.
L’atto della Camera aggiunge quindi un altro tassello di “legislazione speciale” alla normativa italiana che si occupa di regolamentare la gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni sportive. Il fatto che per i tifosi non valgano le garanzie previste per il resto dei cittadini non preoccupa affatto i componenti della Commissione Affari costituzionali.
Il presidente della Lega Pro Mario Macalli ha colto l’occasione per fare una battuta sugli stadi di proprietà. Formula che viene unanimemente considerata la panacea per tutti i mali. “Sapete quanti ne hanno in Germania? Uno. La priorità è riempirli, non costruirli”. Parole che hanno colto nel segno. Se si continua con leggi speciali, repressione e strapotere del mercato il risultato della partita sarà già scritto. La declinazione italiana del calcio moderno svuoterà gli stadi ed ingrasserà le televisioni. Accusare gli ultras è solo un alibi per evitare di mettere i bastoni tra le ruote a qualcuno.

dodicesimouomo.net


Abusi di Potere

30/06/2011
PUNKREAS: COSA E’ SUCCESSO QUESTA NOTTE !

Stendiamo il presente comunicato per rendere pubblica la gravissima situazione che ci ha visto involontari protagonisti nella notte tra il 29 e il 30 giugno 2011 presso l’Euro Hotel di Nichelino, alle porte di Torino .

Dopo il concerto dei Punkreas tenutosi presso il Free Music Festival di Nichelino, ci dirigiamo verso l’albergo insieme alla crew e ai rapper Anti L’Onesto e Dj Noko che hanno chiuso la serata e che viaggiano con noi.

Arrivati sul posto, attorno alle ore 02:00 constatiamo la presenza di militari in divisa – carabinieri – che presidiano l’entrata e immediatamente ci si approcciano con modi poco amichevoli.

Veniamo inoltre a conoscenza del fatto che l’albergo ospita un alto numero di carabinieri (70-100), presumibilmente destinati a servizio di O.P. in Val di Susa, dove il giorno precedente si sono avuti duri scontri con ampio uso di lacrimogeni contro i manifestanti.

Alcuni di noi, come da consolidata tradizione, si ritrovano nella camera di Paletta per parlare del concerto appena effettuato e fare gli ultimi saluti prima di raggiungere le rispettive stanze.

Dopo circa un’ora, il gruppetto si scioglie e restano nella stanza solo Paletta, Gagno e il fonico Gianluca Amen, che continuano a chiaccherare.

Quando sono circa le 03:30, senza aver avuto peraltro alcun avviso o richiamo né dalla direzione né dagli ospiti delle stanze confinanti, i 3 sentono dapprima bussare violentemente alla porta e subito dopo cominciano ad avvertire difficoltà respiratorie che in breve diventano sempre più pronunciate, unitamente a bruciore intensissimo a gola e occhi.

In breve, si rendono conto che qualcuno sta pompando gas urticante da sotto la soglia della porta della camera. Sentendo rumori e grida di sfida e di scherno dall’esterno, e nonostante la situazione sia resa anche più grave dall’impossibilità di aprire completamente la finestra della camera , i 3 decidono di non uscire, per timore di aggressioni fisiche.

Si chiudono momentaneamente nel bagno, sperando così – e con l’ausilio degli asciugamani bagnati – di limitare i danni e resistere a quello che sembra un vero e proprio assalto. Immaginatevi 3 persone chiuse in una camera satura di gas iniettato dall’esterno da un numero indefinito ma alto di militari che gridano di volersi vendicare di un tono di voce – a loro detta – troppo alto.

Nel frattempo qualcuno nelle stanze vicine sente qualcosa. Il primo ad affacciarsi è Anti, che subito si trova la strada sbarrata da tre militari in borghese, muniti di manganello .Il rapper viene schiaffeggiato, malmenato e spinto nel bagno. Gli viene intimato di non uscire dalla stanza e di “farsi i cazzi suoi”.

A questo punto si sveglia il band manager Ruvido che si rende subito conto della gravità della situazione e chiama immediatamente ambulanza e carabinieri di Nichelino.

Nel frattempo band e crew si compattano per affrontare la situazione.

Solo a quel punto, rendendosi conto di avere a che fare con persone che potrebbero godere di attenzione mediatica, i militari cambiano repentinamente atteggiamento tentando di minimizzare l’accaduto.

Appaiono graduati che si offrono insistentemente di trovarci dapprima delle nuove camere,poi addirittura un nuovo hotel.

Ovviamente rifiutiamo, raccogliamo i nostri bagagli e ripartiamo da Torino con destinazione casa.

Abbiamo deciso di rendere noto l’accaduto non solo perché di per sé vergognoso e meritevole di suscitare indignazione, ma anche perché abbiamo avuto la netta sensazione che le cose sarebbero precipitate ulteriormente se non avessimo dato velocemente l’impressione di avere immediati e sufficientemente influenti contatti esterni (agenzia, ufficio stampa, avvocato).

Per una lunghissima mezz’ora noi, e in particolare i 3 chiusi in camera ci siamo sentiti come devono essersi sentiti Uva, Cucchi, Aldrovrandi, e tanti, tantissimi, troppi altri finiti senza possibilità di difendersi nella mani di chi abusa del suo potere per scopi che nulla hanno a che vedere con l’ordine pubblico.

Punkreas & Crew


Mi manda Gesu

«Mi manda Gesù»: ruba a una
donna mille euro e tenta di violentarla

FIRENZE – Ha plagiato una donna fiorentina di 49 anni, riuscendo a farle credere di essere in contatto diretto con Gesù: così facendo in pochi giorni l’ha convinta a consegnargli circa 2mila euro e a cointestare un libretto di risparmio.

Infine ieri sera, dopo essersi presentato per l’ennesima volta a casa della donna, ha cercato di violentarla. Nascosti nell’appartamento però c’erano anche i carabinieri: l’uomo, un salernitano di 49 anni, è stato arrestato in flagranza con l’accusa di violenza sessuale.

Secondo quanto riferito, la sorella della donna l’avrebbe convinta a rivolgersi ai militari, che informati della situazione avrebbero deciso di appostarsi nella casa, nella zona di Peretola a Firenze, e attendere l’arrivo dell’uomo.

I due si erano conosciuti due settimane fa in un bar di Scandicci. La donna, separata con una figlia, avrebbe riferito ai carabinieri di essere rimasta incantata da quell’uomo e dai suoi discorsi sulla religione, tanto da essere costretta a fare tutto quello che diceva. In un dialogo con la sorella l’avrebbe definito «un Gesù, che mi è stato mandato da Dio». Secondo quanto ricostruito dai militari, in un’occasione l’uomo le avrebbe sottratto più di mille euro in una volta sola, dicendo che Gesù gli aveva detto che lei glieli aveva rubati e pertanto doveva restituirli.


Roma vs Milan


Doveva ancora venire alla luce e già era una star degna di contendersi con la bela madunina lo spazio in altezza. La stampa gli aveva dedicato pagine e pagine senza nemmeno averla vista fisicamente realizzata. La gente si affollava davanti ai primi cantieri per capire di cosa si trattasse.
È la Montagna di sale di Mimmo Paladino che da aprile si erge in piazzetta Reale, contro le prime disposizioni che la volevano innalzata di fronte alla facciata del Duomo. Una struttura di legno coperta da 150 quintali di sale proveniente dalla Sicilia per unire simbolicamente nord e sud Italia. Alta 10 metri, larga 35, contro la sua superficie sono scagliati cavalli bronzei con le membra spezzate.
Noi di mentelocale.it ne abbiamo seguito la gestazione, l’inaugurazione e oggi ci tocca raccontarne la fine. Ingloriosa, diciamolo subito. Paladino aveva inondato i media con raccomandazioni ai milanesi di interagire con la sua opera, proprio come avevano fatto i napoletani che, in nome della cabala, ne avevano rubato il sale e, durante la festa di capodanno, fatto saltare in aria l’intera struttura.
Ma l’impresa per i milanesi non era facile perché, nonostante si siano spese tante parole, la Montagna all’inaugurazione si presentava recintata e messa in sicurezza. E Paladino, cui abbiamo fatto notare la contraddizione, davanti alla sua creatura ha fatto retro marcia e ci ha detto: «Beh, meglio non istigare».
Tanto poi si era insistito sul carattere effimero di quel mucchio di sale esposto alle intemperie, ma – detto in sordina – ben protetto da resine idrorepellenti che ne evitavano lo scioglimento.
E il sale – il più delicato dei componenti che strutturano l’opera – non si è sciolto, né è stato spazzato via dalle raffiche di vento che stanotte hanno investito la pianura padana. Sono stati i cavalli bronzei, incastrati a pezzi nella montagna, a subire mutilazioni e recisioni che si sono aggiunte a quelle già previste nel progetto.
La colpa? Non dei milanesi, ma di alcuni “tifosi” milanisti che hanno scalato la vetta salata, scambiato il sale per neve su cui “sciare”, abbattuto e mutilato i cavalli. Quello che si vede oggi in piazzetta Reale non è la gioia per una bella vittoria, ma la morte di un’opera che era stata data alla città, certo non per essere distrutta.
In particolar modo, i cavalli non hanno retto sotto il peso di alcuni improvvisati “cavallerizzi” rossoneri esagitati per la vittoria dello scudetto. I danni sono ingenti: alcune delle sculture bronzee hanno subito nette rotture, mentre alcuni dei cavalli che stavano in piedi giacciono ora distesi sui pendii. Durante i festeggiamenti sono stati vandalizzati anche gazebo elettorali e vetrine, mentre un gruppo di tifosi ha persino preso d’assalto una volante della polizia.
Assisteremo alla rinascita dell’opera? Paladino, che ha parlato di “interesse molto fisico da parte dei tifosi del Milan” per la Montagna di sale, ha dichiarato che i dirigenti della squadra campione d’Italia hanno garantito il restauro dell’opera.

C’è grande attesa al tribunale di Forlì per la sentenza del processo per direttissima che vede imputato l’ex portiere del Milan, Sebastiano Rossi, arrestati nella nottata tra sabato e domenica per aver colpito con un pugno al viso un maresciallo dei carabinieri in borghese in un bar del centro di Cesena, sotto i portici di corso Garibaldi. Rossi, prima dell’udienza, ha trascorso la nottata in una cella di sicurezza, nella caserma della Compagnia carabinieri di Cesenatico.
Al sottufficiale, che è riuscito a bloccare l’ex portiere, sono stati applicati al pronto soccorso alcuni punti di sutura alla bocca ed è stato giudicato guaribile in una settimana. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, Rossi era entrato nel bar con un sigaro acceso e ha ordinato un caffè. Quando però la cameriera lo ha invitato a uscire dal locale per il
divieto di fumo nei locali pubblici, l’ex portiere del Milan ha rivolto a lei e al titolare degli insulti, rifiutandosi di uscire.
A quel punto è intervenuto il carabiniere, libero dal servizio, che aveva assistito alla scena. Il militare si è qualificato ed ha invitato Rossi ad uscire dal locale. Ma l’ex calciatore ha risposto, insultandolo e poi minacciato. All’ennesimo invito ad uscire dal bar, Rossi ha sferrato un pugno sulla bocca del carabiniere, che però è poi riuscito a immobilizzare l’ex calciatore. Quindi sono scattate le manette.
Rossi è arrivato in tribunale poco prima delle 12.25 per presentarsi al giudice De Paoli. A quanto pare è prevista solo la convalida dell’arresto. Gli avvocati difensori del portiere sarebbero intenzionati a chiedere lo slittamento del processo. Rossi sarebbe intenzionato a risarcire la parte lesa. Questo potrebbe comportare una riduzione della condanna. All’esterno dell’aula di giustizia sono numerosi i giornalisti ed i reporter che attendono la decisione del giudice.