Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

politici italiani che…

Elogi alla giunta su Facebook

Elogi alla giunta su Facebook
si dimette il presidente del consiglio

Ercole Massari, numero uno dell’assemblea comunale, usava diversi profili sul social network per lodare l’amministrazione

Ercole MassariErcole Massari

BOLOGNA- Diversi falsi profili su Facebook con i quali partecipava ai dibattiti della sua città, Cervia, sul litorale ravennate, elogiando l’operato della maggioranza. Nulla di strano se il protagonista del caso non fosse il presidente del locale consiglio comunale, Ercole Massari del Pd, che proprio in ragione della vicenda sollevata dai media locali, come anticipato da alcuni quotidiani, si è dimesso ieri sera.

IL MESSAGGIO – «A seguito della campagna ridicola di delegittimazione personale, orchestrata alle mie spalle in merito a dichiarazioni riprese da Facebook – si legge nella nota che Massari ha divulgato in serata dopo un incontro con il partito – e non avendo alcuna responsabilità in alcuna violazione, ma ritenendo di dover esentare la carica di presidente del consiglio comunale di Cervia da ombre di qualsiasi genere, rassegno immediatamente e irrevocabilmente le mie dimissioni da questo incarico, invitando il consiglio comunale a procedere alla elezione di un nuovo presidente del consiglio comunale». Massari, attraverso i suoi falsi profili, oltre a complimentarsi con la Giunta del suo partito e con l’operato del sindaco, non avrebbe mancato di dedicarsi auto-elogi. Qualche utente della Rete, per via di talune bizzarre forme di espressione, aveva sospettato che alcuni profili potessero essere ricondotti a lui. Poi l’annuncio fatto dallo stesso venerdì sera sul suo profilo Facebook: «Ho deciso di licenziare i miei trolls. Direi che mi sono divertito molto a fare il faceto, in un mondo di persone serie. Tutti i miei numerosi cloni saranno posti in sonno». Massari ha comunque respinto la paternità su diversi profili che, oltre a prendersela con taluni privati cittadini, lo elogiavano.

Redazione online @corriere.it

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Mi fate schifo

Stadio vietato a 44 ultras del calcio,
il sindaco su Facebook: «Mi fate schifo»

Zanonato difende l’assessore Zampieri: «Sono dalla parte
di chi cerca di impedire le vostre violenze da frustrati»
PADOVA – «Mi fate semplicemente schifo, e sono dalla parte di chi cerca di impedire le vostre violenze da frustrati. Il fatto che non siate di Padova è un motivo di orgoglio». È la rabbia espressa su Facebook dal sindaco di Padova Flavio Zanonato, che così ha pensato di rispondere ad una serie di insulti piovuti addosso dai social network contro lui e l’assessore allo sport dopo le severe valutazioni espresse per i Daspo inferti a 44 ultras del Padova, per i fatti del pre-partita con la Juve Stabia.

L’assessore allo sport Umberto Zampieri aveva dichiarato che i 44 ultras «non rappresentano la Padova sportiva», attirandosi le critiche della parte più dura della tifoseria biancoscudata. Insulti piovuti anche sul sindaco Zanonato, da tempo oggetto di continue offese allo stadio di Padova in occasione di ogni partita casalinga.

«In altri Paesi – aggiunge Zanonato riferendosi al fenomeno degli hooligans debellati in Inghilterra – ci sono riusciti con serietà e rigore, in Italia, anche a causa dei furbi e degli indulgenti, non ancora. Per quanto mi riguarda continuerò a battermi perché il calcio italiano torni ad essere un patrimonio di tutti, delle famiglie, dei ragazzi, delle persone per bene, e non ostaggio di una frangia di violenti».

@gazzettino.it

Il sindaco di padova condanna il gesto di 44 tifosi della sua citta diffidati durante la trasferta a castellamara di stabia rei diaver provato a seguire la squadra del cuore nonostante non in possesso della tessera del tifoso e loda il modello inglese dove il fenomeno pare sia stato debellato…nello stesso giorno nello Yorkshire un tifoso ospire invade il terreno di gioco e colpisce con un pugno il portiere avversario…e chi glielo dice a Zanonato???

L’episodio si è verificato durante un’invasione di campo da parte dei tifosi della squadra ospite che volevano così festeggiare il pareggio. Uno di loro ha scatenato un’improvvisa aggressione nei confronti del portiere Chris Kirkland. Lo ha prima preso a schiaffi e poi è tornato sulle tribune dove i compagni lo hanno festeggiato per l’impresa.


Politici Italiani

Lecco, politico Pdl buca le gomme
al disabile a cui aveva rubato il posto

LECCO – Parcheggia la sua Jaguar in un posto per disabili. Costretto a spostarla dai vigili urbani, chiamati da un disabile, decide di vendicarsi bucando le gomme della macchina del portatore di disabilità una volta che gli agenti si sono allontanati. Protagonista della vicenda è il presidente dell’Aler di Lecco (Azienda lombarda per l’edilizia residenziale) Antonio Piazza, che martedì è stato sollecitato dal suo partito, il Pdl, a dimettersi.

Piazza infatti non ha fatto i conti con le telecamere della zona che hanno ripreso tutta la scena. Martedì il dirigente è stato costretto a dimettersi.

“Le mie dimissioni – si è giustificato il numero uno dell’Aler lecchese – non sono assolutamente giuste. Non le ho certo date volontariamente. Il mio comportamento è sempre stato improntato nella massima correttezza nel ruolo che ho svolto fino ad oggi nell’azienda lombarda per l’edilizia residenziale. Spero che l’assessore lombardo le respinga”.

@blitzquotidiano.it


Disfida Sul web

Gasparri e “i tweet” tanto al peso:
«Zitto tu che hai solo 48 follower»

Di fronte alle critiche per le dichiarazioni su Zeman, il senatore la mette sui numeri. E scatena le ironie del social

Domenica pomeriggio: la giornata è uggiosa perché la squadra del cuore il sabato sera è stata sconfitta sonoramente. E allora perché non twittare il proprio disappunto? Così il romanista Maurizio Gasparri ha fatto, esprimendo qualche rilievo nei confronti dello Zeman umiliato a Torino.

«48 FOLLOWER? NON SEI NESSUNO»- Ma il bello del social è che le tue opinioni rimbalzano in libertà nel mare della rete e ognuno esercita il suo personale diritto di critica, più o meno urbanamente. Critiche alle quali di solito si risponde a tono e nel merito o che bellamente s’ignorano. Ebbene, di fronte alle accuse di scarsa competenza calcistica (invero volgari) del giovane e finora sconosciuto Daniele Termite, Gasparri ha scelto un’altra via ancora: l’ha messa sulla pura «forza bruta». Ovvero pesando i suoi follower contro quelli dell’altrimenti ignoto Daniele. Ecco i tweet del presidente dei senatori del Pdl «Seguito da 48, imbarazzante» ;«Con 48 non arrivi neanche all’angolo» e poi «Non sei nessuno».

PURE IL GIORNO PRIMA – L’affondo aritmetico di Gasparri ha scatenato migliaia di battute sul social con altri che, ad esempio, rilanciavano :«e come la mettiamo coi miei 9.000?». Forse non sapevano che il pidiellino non è nuovo a questo genere di confronti: solo il giorno prima, alle critiche di tal Francesco Filippini, rispondeva: «Ne hai solo 28 [follower] non montarti la testa». Insomma per Gasparri, la facoltà di parola su twitter si misura dal numero di follower, il social tanto al peso, zitto tu che ne hai solo quarantotto.

Matteo Cruccu @corriere.it


Politici Assenteisti

Mozione sulla violenza contro le donne,
ma manca chi presiede e la seduta viene sospesa

È la prima volta che succeda nella storia della Repubblica:
in ritardo Nania, Rosi Mauro va via per prendere un aereo

Rosi Mauro doveva prendere un aereo a Fiumicino. Domenico Nania, il presidente di turno, era in ritardo. Fatto sta che l’aula si è ritrovata senza presidente e la discussione sulla violenza contro le donne è stata sospesa. Proprio come la seduta, interrotta perché mancava chi doveva presiederla. Pare che sia la prima volta che succede nella storia del Senato della Repubblica. Dopo il turno previsto della senatrice Emma Bonino, la presidenza è rimasta scoperta. La situazione di un’aula senza presidente si è verificata per il ritardo, non previsto, del presidente di turno, Domenico Nania.

SCHIFANI – Per ovviare alla situazione è salita al banco della presidenza la vicepresidente Rosi Mauro che ha presieduto fino a che non è dovuta andar via perché decollava l’aereo a Fiumicino. La situazione si è normalizzata dopo una mezz’ora, quando è arrivato il presidente del Senato, Renato Schifani, con cui ha protestato la capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro: «È inaccettabile – ha detto Finocchiaro – che i lavori di un’aula si fermino perché chi deve presiedere i lavori lascia il suo posto perché ritiene un impegno, pubblico o privato che sia, più importante del presiedere l’aula. Sarebbe inaccettabile – ha aggiunto – in un paesino di campagna, ma questo è addirittura il parlamento della Repubblica». «Assumerò doverosamente l’impegno di acquisire tutti i dati necessari a una corretta informazione su quanto accaduto – ha detto Schifani – ma voglio dire che in ogni caso un fatto è certo: l’interruzione dei lavori di un’aula parlamentare, per l’assenza di chi la deve presiedere, è un fatto increscioso. Faro un’istruttoria e poi riferirò all’aula e ai capigruppo».

Redazione Online @corriere.it


Li avevo dati a mia mamma

San Siro, i biglietti del consigliere comunale rivenduti dai bagarini

Il consigliere Vagliati (Pdl): «Li avevo dati a mia mamma». L’assessore Bisconti: «Riforma urgente nella gestione dei pass»

Due biglietti per il primo anello rosso laterale, settore Y01, fila 11, posti 23 e 24. Li ha ritirati il consigliere comunale pdl Armando Vagliati e se li è goduti una coppia di tifosi albanesi per assistere alla partita Inter-Roma di domenica scorsa. Più che il risultato della partita, finita 1-3 per i giallorossi, qui bisogna capire come i due tagliandi «omaggio» rilasciati da Palazzo Marino (il 28 agosto) siano stati ceduti, girati, passati di mano, consegnati a un bagarino e infine venduti abusivamente davanti ai cancelli dello stadio di San Siro (il 2 settembre). Dunque, ricapitoliamo: in fondo alla catena ci sono i tifosi albanesi. In cima c’è il consigliere Armando Vagliati , beneficiario di due dei 320 tagliandi gratuiti gestiti ogni volta dal Comune per i match di Inter e Milan. Sul resto, come anticipato da Il Giorno , sta lavorando la Guardia di Finanza.

BAGARINI – Scandalo San Siro a Palazzo Marino. I funzionari del Comune hanno controllato ieri mattina le matrici dei biglietti e sono risaliti all’identità del proprietario: Armando Vagliati, berlusconiano di lungo corso, già finito al centro delle cronache per i suoi rapporti con Giulio Lampada, rampollo della ‘ndrangheta arrestato con l’accusa di associazione mafiosa. Lui, Vagliati, s’è giustificato: mi spiace, avevo regalato i pass a mia madre che a sua volta li ha dati a un uomo, evidentemente inaffidabile, che a sua volta li ha rivenduti, è capitato, ma non succederà più. Il secondo uomo risulta irrintracciabile, ma il caso non sarà archiviato qui. L’assessore allo Sport e al Tempo libero, Chiara Bisconti, ha informato della vicenda il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo «Dobbiamo rimettere ordine nella gestione dei pass per lo stadio».

RIFORMA URGENTE – Si vedranno lunedì, è deciso. Il caso Vagliati «ha innescato un meccanismo di riforma urgente». Anzitutto, una certezza: i biglietti omaggio diventeranno nominali. Per il resto, giunta e consiglio studieranno norme restrittive per arginare la disinvoltura della casta del pallone. Un primo giro di vite era già arrivato all’inizio del campionato, sull’onda delle polemiche contro i privilegi dei partiti. Metà dei 320 tagliandi timbrati da Palazzo Marino, attualmente, resta nelle mani di sindaco, assessori, consiglieri e presidenti dei nove Consigli di Zona; gli altri 160 vengono distribuiti a studenti, anziani e dipendenti pubblici (con apposita lotteria). Nell’elenco non sono inclusi i tifosi che passano davanti al Meazza, intercettano un bagarino, si appartano, comprano i tagliandi e si accomodano in tribuna. Eppure succede.

Armando Stella @corriere.it


Li Aveva Invitati

Bersani contestato da 5 Stelle
e No Tav: “Opposizione cercasi”

Alla festa del Pd di Bologna spintoni tra servizio d’ordine e una cinquantina d’attivisti del Movimento: “Ci aveva detto di venirglielo a dire in faccia che era uno zombie ed eccoci qua”. Gli organizzatori: “Azione provocatoria”

L’invito neanche una settimana fa: “Venite qui a darmi dello zombie se avete il coraggio”, direttamente dalla bocca del Segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani alla Festa Nazionale del Pd di Reggio Emilia. E loro, gli attivisti del Movimento Cinque Stelle, non se lo sono fatti ripetere due volte. In silenzio, ma con tanti cartelli gialli con la scritta: “cercasi opposizione. Pd uguale perditempo”, sono arrivati alla Festa dell’Unità di Bologna, nel giorno più lungo del segretario, dopo l’inaugurazione del circolo di Villalunga di Castenaso e il dibattito intervista con Walter Veltroni. Un gruppo di venti militanti del Movimento Cinque Stelle, sezioni di Bologna e Ravenna è arrivato verso le 9 a mezz’ora dall’inizio della lunga intervista di Aldo Cazzullo al segretario del Pd. Gli attivisti, con i cartelli alzati hanno attirato l’attenzione del pubblico e delle forze dell’ordine che hanno cominciato a strappare i manifesti e a chiedere di abbandonare la postazione. A fianco, un gruppo di attivisti dei “No Tav”, che con le maniere forti è stato costretto ad abbassare le bandiere.

La protesta cominciata con toni pacifici ha cominciato ad accendersi non appena i militanti del Pd hanno capito che la contestazione stava riguardando proprio la discussione Grillo vs Bersani. Il pubblico, accorso per ascoltare il segretario democratico, ha cominciato a gridare “buffoni, buffoni”, mentre gli attivisti del Movimento Cinque Stelle continuavano a mostrare i cartelli “opposizione cercasi” e a gridare “avete detto venite a dircelo in faccia ed è quello che abbiamo fatto”. Tra di loro anche alcuni ragazzi vestiti da zombie per l’occasione, per rievocare la parole di Bersani che sabato scorso in apertura della Festa Nazionale del Pd aveva definito toni fascisti quelli che portano a campagne in rete che definiscono “zombie” politici e militanti. Nella mischia anche gli attivisti “No Tav” e “No people Mover”, al grido di “avete portato le banche al potere” o “avete distrutto l’articolo 18”. Per circa un quarto d’ora, il clima si è surriscaldato con alcuni tafferugli tra forze dell’ordine, attivisti e semplici militanti del Pd che non hanno accettato la contestazione.

All’inizio della serata, il programma dei militanti del M5S era semplicemente quello di distribuire alcuni volantini dove, sotto una foto raffigurante il segretario del Partito Democratico, compariva la scritta “Fassista!”. “Fatemi capire, – recita il volantino, – se Bersani viene accomunato a uno zombie politico (tesi supportata dalla sua storia passate e recente) è un insulto gravissimo, se invece Bersani considera il Movimento 5 Stelle alla pari del nuovo Partito Nazionale Fascista è normale dialettica”. La mancanza di una legge sul conflitto di interessi o contro la corruzione, e il fatto che la legge di iniziativa popolare per “ripulire il parlamento dai condannati” non sia mai stata discussa in parlamento: sono alcune delle recriminazioni portate dagli attivisti del movimento che fa capo a Beppe Grillo proprio in una delle roccaforti del Partito Democratico, la Festa dell’Unità di Bologna.

“A proposito della contestazione dei grillini e dei No Tav questa sera alla Festa dell’Unità di Bologna desidero precisare che si è trattato di un’azione chiaramente provocatoria che solo grazie al tempestivo intervento del servizio d’ordine della Festa, coadiuvato dalle forze dell’ordine, non ha avuto conseguenze”, ha spiegato il responsabile organizzazione della Festa Pd, Raffaele Persiano, “contestatori si sono presentati quando la sala era già gremita, premendo sulle file di gente seduta vicino agli ingressi. I cittadini, spazientiti dall’insistenza fisica e verbale dei contestatori, hanno intimato loro ad alta voce di non disturbare e di andarsene, allontanandoli di fatto dalla sala. Solo in quel momento, di fronte alla sollevazione popolare, il servizio d’ordine è intervenuto frapponendosi fra pubblico in sala e contestatori, invitando questi ultimi ad allontanarsi. Prendiamo atto che, per fare notizia, ancora una volta grillini e No Tav abbiano bisogno di disturbare una tranquilla festa democratica.”

Martina Castigliani @ilfattoquotidiano.it