Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

sportpeople.net

Juve Stadium: 100mila euro di danni

“Al prossimo derby che ci ospitate ve lo spacchiamo tutto a bastonate”. Questa è la frase finale di un coro inventato dai tifosi del Torino per prendere in giro i cugini della Juventus in merito al nuovo stadio di proprietà.

E’ solo un coro, ma alla fine s’è tramutato in realtà. A 48 ore dal derby della Mole n.185, i campioni d’Italia fanno il conto dei danni, in attesa che vengano certificati dal perito: all’incirca 100.000 euro, briciola più briciola meno.

Esattamente come alla fine della gara contro il Napoli gli addetti ai lavori biancone si sono trovati a conteggiare lo scempio dopo 90 minuti di calcio: qualche centinaio di seggiolini divelti nello spicchio del settore ospite (i tifosi granata in questione stanno per essere identificati dalle numerosissime telecamere presenti allo Juventus Stadium, ndr), qualche lavandino e tutte le lampade presenti nei bagni (lì le telecamere non ci sono) e il vetro antisfondamento che separa il settore ospiti dal resto del’impianto rotto. Ancora una volta una partita di calcio s’è trasformata in una becera bagarre da far west. Sia dentro che soprattutto fuori dallo stadio dove per fortuna, a parte un ferito ricoverato in ospedale (di cui parliamo in un altro articolo), non è successo di peggio.

E pensare che durante la stracittadina s’era pure sparsa la voce di tre tifosi granata accoltellati, voce che per fortuna s’è rivelata fasulla ed è stata immediatamente smentita. La Digos sta ovviamente indagando con l’aiuto dei filmati delle telecamere bianconere e sta identificando gli ultras del Torino responsabili ma non sarà facile: ad inizio gara sono stati fatti entrare all’incirca 300 tifosi torinisti senza biglietto.

@infotoro.it

 


Striscioni (NON) Autorizzati

Striscioni non autorizzati in curva
Con i filmati caccia ai responsabili

Uno degli striscioni in curva (Foto by PAOLO MAGNI/Paolo Magni)

Ai tornelli non li hanno trovati. E di striscioni abusivi non è emersa traccia nemmeno durante i controlli cui lo stadio è sottoposto qualche ora prima della partita, a cancelli chiusi. In gergo tecnico si chiama bonifica. Niente, niente striscioni.

Eppure, in curva Pisani domenica sono comparsi otto striscioni non autorizzati preventivamente, secondo le regole. Non sarebbero dovuti essere dentro lo stadio, eppure c’erano. Quindi, quel che Atalanta e Digos stanno cercando di capire è come siano potuti entrare. Entrano da sempre, gli striscioni «proibiti».

Ma da quando al Comunale è stato installato il prefiltraggio, scaraventarli all’interno nottetempo è molto più difficile. Per non dire impossibile. Così come è arduo pensare che gli ultrà abbiano accesso privilegiato allo stadio. I riflettori potrebbero essere presto puntati su alcuni «magazzini» che risultano lucchettati (chi ha le chiavi?), sotto la Nord.

La Digos cercherà di dare un nome a chi ha materialmente appeso gli striscioni, visionando le registrazioni delle telecamere interne. Impresa difficile: avevano tutti il volto nascosto. In caso di identificazione il Daspo sarebbe la conseguenza inevitabile. Perché un dato è certo: nessuno di quegli striscioni è arrivato al Comunale seguendo la via delle autorizzazioni previste dalle norme.

Quindi, giudice sportivo in allerta. Siccome la serie A ha giocato ieri sera e gioca anche stasera, le decisioni del giudice arriveranno domani. Multa certa, anche perché domenica sono stati esplosi alcuni petardi. Ma non è tutto: domenica, come in ogni partita interna, erano presenti gli «007» della procura federale. Dagli ambienti della Figc filtra la notizia che una relazione su questi striscioni è già stata depositata sul tavolo del procuratore Palazzi.

@ecobergamo


Scheda un amico

Scheda un amico, il nuovo gioco della lega di serie A.

E’ passata un pò inosservata, ma è l’ultima trovata della lega di serie A, Si chiama fancam ed è stata utilizzata per la prima volta  nel derby Samp-Genoa. Pochi minuti prima del fischio di inizio viene posizionata al centro del campo di gioco una fotocamera che scatta una fotografia a 360° degli spalti. Con l‘immagine interattiva ad altissima risoluzione dello stadio,  è possibile “esplorare” il pubblico in ogni dettaglio. La “genialata” sta nell’interazione con i social network, infatti è possibile taggare se stessi ed i propri amici. Considerando il nuovo modo di tifare, dove la corsa al tag è più importante di una presenza allo stadio, non abbiamo dubbi sul  successo di questa iniziativa. Di fatto altro non è che una sorta di segnalazione online fai da te, che renderà ancora più  facile il lavoro di chi ha il compito di identificare i tifosi brutti, violenti e cattivi.
Sulla pagina ufficiale della fancam dedicata al derby della lanterna (clicca qui)  si può avere un’idea di quanto sia potente  questo “mezzo di riconoscimento” a cui  praticamente nessuno può sfuggire, quindi d’ora in avanti evitate qualsiasi atteggiamento sospetto, evitate di andare allo stadio con chi non dovreste e soprattutto non dite mai al vostro partner che siete da un’altra parte invece che allo stadio, verreste “sgamati” immediatamente.
Se sperate che il garante  sulla privacy possa impedire questo ennesimo scempio anticostituzionale fatevene una ragione, non succederà.  Nelle norme che regolano la pubblicazione di fotografie senza necessità di autorizzazione da parte di chi vi è fotografato si legge espressamente

Non occorre autorizzazione scritta per:
Fotografie in cui il soggetto NON è il ritratto della persona, ma la persona è semplicemente riconoscibile all’interno di un contesto pubblico (piazza, manifestazione, paesaggio, grande gruppo, eccetera); in pratica, quando il soggetto è un luogo od un avvenimento, e non la persona.

Sappiamo già che i benpensanti liquideranno la faccenda con un semplice, “tanto non ho niente da nascondere”  (esattamente come per la tessera del tifoso), senza rendersi conto che siamo all’ennesimo sopruso, l’ennesimo metodo per controllare ogni singolo tifoso preventivamente, senza che ci siano le basi legali per farlo, ed ancora una volta la si fa passare come l’ennesima iniziativa al servizio del tifoso!!!

ATTENTI, BIG BROTHER IS WATCHING YOU!!!

@leccegiallorossa.net


Trasferte libere, il futuro è un ipotesi

Trasferte libere, il futuro è un ipotesi…

Servizio e considerazioni di “Dodicesimouomo.net” sull’incontro di Firenze in tema di tessera del tifoso e libertà di trasferta. Nello spirito di piena libertà di opinione, all’interno dello stesso è ospititato anche un articolo di violaamoreefantasia.

E’ stato probabilmente uno degli incontri più importanti e degni di significato quello che si è svolto ieri a Firenze sull’argomento della TDT e le trasferte. Nella splendida cornice del Palagio di Parte Guelfa si confrontano oltre ai tifosi, Dario Nardella in rappresentanza del comune di Firenze, Per la Fiorentina, l’A.D. Sandro Mencucci, il vice Questore di Firenze Mauro D’Egidio e per i tifosi, l’avvocato Lorenzo Contucci.

Per Nardella, la TDT è stata una medicina amara da ingoiare in un momento di tensione nel mondo del calcio ma come ogni medicina non si può assumere per sempre, inoltre il vice sindaco di Firenze non condivide le misure che impongono ad esempio il divieto di portare tamburi negli stadi.

Mencucci inizia con un mea culpa, riteneva la TDT una buona soluzione ai tempi che fu introdotta, oggi pubblicamente ha detto che non serve a nulla. Interessante la disamina che l’ A.D. Viola fa dei due anni della tessera, in buona sostanza, per Mencucci ha solo ottenuto lo scopo di dividere i tifosi e contribuito a svuotare gli stadi. Abbastanza sconsolato è apparso sulla possibilità, venendo alle vicende viola, di tornare a riempire il Franchi anche con la squadra che viaggia nei piani alti della classifica. Mencucci chiede risposte all’Osservatorio sul perchè non possa portare tifosi in trasferta con l’autorizzazione del Club e perchè nonostante il gemellaggio la trasferta a Torino sia vietata ai non tesserati. La Fiorentina per l’A.D. Viola vuole nuove soluzioni, la TDT è superata.

Per Contucci iniziamo dalla fine, dal boato e dall’applauso lunghissimo che conclude il suo intervento. Ha appena annunciato che sta per partire la campagna “tu mi tesseri io non ti voto”, azione a livello nazionale alla quale potrebbero aderire decine di migliaia di tifosi dalla A alla lega Pro 2. Si può essere d’accordo o meno ma dietro questa mossa che può apparire populista e anche naif, ci sono dei motivi. Il Tar del Lazio che non si pronuncia sulla TDT e soprattutto il parlamento che deve aver smarrito la proposta di legge per la riforma dell’Art.9, ritenuto dai tifosi , una delle leggi peggiori, in materia di diritto, mai concepite da questo Stato. Nessun partito, tranne i Radicali, ha mai speso una parola sulla tessera.

Contucci ha smontato pezzo per pezzo i teoremi su cui si poggia la TDT, sapendo bene che l’Osservatorio mai ammetterà che la TDT è stata un fallimento, si appoggia su una battaglia, che ha iniziato con MyRoma e la società giallorossa, l’adozione del vaucher che a Roma ricordiamo vale per tutte le gare interne. Non essendoci differenze a livello di controlli tra la Tessera e il Vaucher perchè questo non può valere come titolo per andare in trasferta? Diciamo subito che questa domanda è rimasta senza risposta, anche se i tifosi hanno provato a riporla più volte al rappresentante della Questura che non avendo i mezzi e i titoli per rispondere si limita a considerazioni personali nelle quali non nega la possibilità che in un futuro prossimo il vaucher possa avere gli stessi requisiti della TDT per le trasferte. Ammette che la tessera non è uno strumento perfetto ma che si può rendere migliore. Il suo intervento è continuamente interrotto dalle domande dei tifosi e D’Egidio fatica a rispondere che già un nuovo argomento è da dibattere.

Risposte come detto ve ne sono state poche ma il confronto è stato interessante, se da una parte il vice Questore ribadisce che grazie alla tessera non ci sono incidenti a Firenze causati dalla tifoserie avversarie, grazie al fatto che la TDT ha impedito ai più facinorosi di seguire la propria squadra, i tifosi fanno notare cosa accadrebbe se davanti al permanere della tessera , tutte le tifoserie si tesserassero? Semplicemente avremmo nuovamente in trasferta, i numeri degli anni passati, compresi i tifosi “più caldi”. E in quel caso cosa potrebbe accadere? La risposta arriva da Contucci, le trasferte sarebbero nuovamente vietate. Cosa che accade solo in Italia, ricordiamo che il paese che ha vissuto la più repressione verso i tifosi, l’Inghilterra, non ha mai adottato provvedimenti di chiusura delle trasferte, nemmeno di fronte a uno dei derby più caldi del mondo, West Ham – Millwall.

Chiusura d’obbligo per Mencucci, le sue parole hanno sorpreso. Per lui la TDT va abolita. Ha creato tifosi di serie A e di serie B e non ha risolto nulla. Darà seguito alle sue parole? E soprattutto come? Se cerca alleati in Lega per abolirla ne troverà molti, Roma, Parma, Palermo, Sampdoria ed altre.

Tessera del tifoso sì o no, domande senza risposte Francesco Matteini violaamoreefantasia

Domanda numero uno: cosa intende fare la Fiorentina per modificare o cancellare la tessera del tifoso? Domanda numero due: cosa intende fare il Comune di Firenze per modificare o cancellare la tessera del tifoso? Domanda numero tre: se in campagna elettorale un candidato prometterà di cancellare la tessera del tifoso, questo sarà un elemento sufficiente per votarlo? Domanda numero quattro: se si sostiene che quella contro la tessera del tifoso è una battaglia di libertà, perché si chiede che possa andare in trasferta chi ha il voucher e non qualsiasi tifoso? Domanda numero cinque: cosa centra il calcio storico con questo tema?

Sono entrato al dibattito sulla tessera del tifoso, organizato da alcuni rappresentati del tifo in curva Fiesole al Palagio di parte Guelfa, sperando di imbattermi in qualche risposta, ne sono uscito pieno di interrogativi: alcuni un po’ polemici. Lo ammetto. Vediamo perché.

Domanda numero uno – In sala era presenta l’amministratore delegato della Fiorentina Sandro Mencucci, il quale ha affermato che, per quanto lo riguarda, la ormai triennale esperienza della tessera del tifoso va considerata un fallimento che danneggia le società calcistiche. Lui sarebbe per eliminarla. Applausi scroscianti e scontati dalla platea. La Fiorentina, però, è una delle più importanti società di calcio italiane. Cosa ha intenzione di fare per dare coerenza all’affernazione che la tessera del tifoso è un fallimento? Ha intenzione di portare il problema in Lega, sollecitando le altre società a fare pressione sul governo? Questo sarebbe un modo serio e non demagogico di affrontare il tema.

Domanda numero due – In sala era presente il vice sindaco Dario Nardella. Anche lui si è pronunciato decisamente contro la tessera del tifoso e anche lui ha incassato la sua dose di applausi a buon mercato. Firenze ha un peso in Italia e addirittura a livello internazionale. Potrebbe farsi portavoce, magari insieme ad altre città, addirittura all’Anci (Associazione nazionale comuni italiani), del malumore verso questo provvedimento che restringe la libertà personale. Basterebbe anche un atto simbolico, arrivando da Firenze non sarebbe ignorato.

Domanda numero tre – L’avvocato Lorenzo Contucci, esperto in diritto da stadio (vedrete che tra un po’ andrà studiato a Giurisprudenza) ha paventato il rischio che le tifoserie, sotto elezioni, adottino lo slogan: “Mi hai tesserato, non ti voto”. Ci mancherebbe solo questa. Chissà quanti cacciatori di preferenze si lancerebbero in proclami anti tessera, indipendentemente da come la pensano, al solo scopo di raccogliere qualche voto in più. E magari chi è serio e onestamente ammette di appoggiare il provvedimento, si vedrebbe penalizzato. Io credo che la valutazione se dare o meno il voto a qualcuno che deve poi rappresentarci in Parlamento debba passare da un’analisi un pizzico più approfondita su quali sono i suoi programmi (tasse, assistenza, pensioni, rilancio dell’economia, scuola, lavoro). Limitarsi a sapere se è favorevole o contrario alla tessera sarebbe da fessi. Ecco perché non mi piacciono i proclami-ricatto.

Domanda numero quattro – La tessera del tifoso è un provvedimento di cui un paese democratico dovrebbe fare a meno. Limita la libertà individuale (trasferte vietate a chi non la possiede) e penalizza la maggioranza allo scopo di dissuadere una piccola minoranza dannosa. Ma una battaglia di principio contro la tessera mal si concilia con la richiesta di parificare i voucher (cioè gli abbonamenti per un certo numero di partite) alla tessera stessa. Così il tifoso che volesse vedere una partita della sua squadra in trasferta dovrebbe scegliere tra fare la tessera (accettandone il principio liberticida, però gratis) o fare il voucher, cioè pagare dieci partite casalinghe per poter accedere al diritto di trasferta. Il rimedio mi sembra peggiore del male. Sempre se si parla di principi, naturalmente.

Domanda numero cinque – Michele Pierguidi, consigliere comunale del Pd,ci ha voluto propinare sul finale uno spot sul calcio storico di cui è presidente. Argomento completamente fuori tema e peraltro di scarsissimo interesse. Provate a fermare cento persone e chiedetegli chi ha vinto l’ultima edizione: è grassa se risponderanno in due o tre. Ma siccome il calcio storico ha un certo seguito nel tifo organizzato, il buon Pierguidi, non voleva privarsi della sua razione di applausi. D’altronde non se li poteva prendere affermando di essere contrario alla tessera (ma no!?) però di averla fatta “per comodità”. Alla faccia dei principi.

Notazione finale per il vice questore Mauro Degidio, responsabile della sala Gos allo stadio (il “grande fratello” che controlla tifoseria e dintorni). Da solo contro tutti, gli altri oratori e la platea, ha mostrato grande pacatezza nello spiegare, in sostanza, che la Questura si limita a far rispettare la legge, anche se per Firenze potrebbe essere superflua dato il buon comportaneto dei tifosi. Magari avrebbe potuto spiegare, ma nessuno glielo ha chiesto, perché l’applicazione delle stesse leggi non è omogenea da Palermo a Bolzano. Come mai in certi stadi (come a Firenze) non entra uno spillo e in altri petardi e fumogeni sono la consuetudine. Ci sarà anche lì la sala Gos con le telecamere alle quali niente dovrebbe sfuggire? E anche quali sono i criteri con cui si danno i daspo, talvolta sparati a raffica e pubblicizzati con la grancassa, salvo poi mettere la sordina quando vengono sconfessati e revocati.

Comunque l’idea del confronto tifosi-società-istituzioni su un tema così delicato, come tutti quelli che coinvolgono le libertà personali, è più che lodevole. Se la prossima volta, ammesso che ci sia un replay, si riuscirà anche a costringere gli oratori a dare qualche risposta e non limitarsi a cercare un facile consenso, il risultato sarà anche migliore.

@dodicesimouomo.net


Contestato Preziosi

A Pegli rivolta dei duri del tifo che insultano Enrico Preziosi

Prima le voci relative alla cessione del Genoa a un gruppo straniero riconducibile a Kaladze smentite dalla società rossoblù, poi la contestazione di una parte della tifoseria a Enrico Preziosi durante l’amichevole del Genoa contro gli Allievi Nazionali. In mezzo la presentazione del nuovo direttore sportivo Rino Foschi passata quasi in secondo piano. Cronaca di un giorno infinito. Un giorno da Genoa. Alle 11.30 la società rossoblù ha smentito, con un comunicato stampa, le notizie relative alla possibile cessione del club a un gruppo straniero facente capo all’ex giocatore rossoblù Kaladze. «In relazione alla (non) notizia pubblicata in data odierna su organi di stampa locali e destituita di ogni fondamento, il Genoa Cfc smentisce qualunque manifestazione d’interesse da parte di un gruppo straniero, riconducibile all’ex calciatore Kakhaber Kaladze, ai fini di una presunta acquisizione. Lo stesso attuale Ministro dell’Energia del Governo georgiano, Kakhaber Kaladze, desidera fermamente precisare di non aver accarezzato alcuna idea al riguardo, a titolo personale o per conto di soggetti terzi, fermo restando il grande affetto che nutre nei riguardi della Proprietà, della Società e di tutta la Comunità Genoana». Se c’è stato un interesse da parte di un gruppo straniero facente capo a Kaladze ad acquistare la società rossoblù, quello risale a qualche mese fa quando il giocatore georgiano non era ancora diventato Ministro dell’Energia nel suo Paese.
Insomma, il Genoa non è in vendita e alla porta di Preziosi non ha (ancora) bussato nessuno. Come ha ricordato ieri mattina l’amministratore delegato rossoblù Alessandro Zarbano, durante la presentazione di Rino Foschi: «Alla mia porta non ha bussato nessuno e non mi risulta che qualcuno abbia bussato alla porta di Preziosi. – ha detto Zarbano -. E nessuno mi ha chiesto di leggere i conti del Genoa». Alle 12.30 Foschi si è presentato alla stampa: «Questo è un momento particolare. Negli ultimi anni il Genoa aveva abituato bene, a parte il finale della scorsa stagione. L’anno scorso è successo qualcosa di extra calcistico che ha turbato l’ambiente, ma c’è tutto il tempo per recuperare e riportare il Genoa in alto. La classifica non è un dramma», sono state le prime parole di Foschi. Che poi ha svelato un aneddoto: «Prima di andare a Palermo, volevo che Zamparini comprasse il Genoa. Il club rossoblù è sempre stato il mio pallino. Quando sono venuto qui nel 2008, dopo l’esperienza di Palermo, non avevo lo stato d’animo giusto per ripartire. Ho affrettato i tempi. Non ci ho fatto una bella figura anche se mi sono comportato in modo onesto. Non ero pronto per motivi personali. Infatti non depositammo neanche il contratto. Ora sono tornato». Giusto in tempo per assistere all’amichevole del Genoa contro gli Allievi Nazionali e alla contestazione di un gruppo di tifosi tra cui quelli di «Via Armenia 5 r» a Enrico Preziosi. Alle 15 la squadra è entrata in campo e sono partiti i primi cori contro il patron: «Noi non siamo giochi Preziosi». «Sempre col Genoa, mai con Preziosi».
Sugli spalti del Signorini è comparso uno striscione rosso su sfondo blu: «Forza ragazzi sempre al vostro fianco. Preziosi game over vaff…infame». Alla fine dell’amichevole vinta dal Genoa 6-0 (gol di Melazzi, Immobile, doppietta per Bovo e Said) la tifoseria ha invitato la squadra sotto la curva chiedendo la vittoria nel derby. Brutte notizie per Anselmo uscito per un risentimento a un polpaccio. Preziosi ha ricevuto una stoccata anche dal suo ex allenatore De Canio: «Cosa succede al Genoa? Manco da un po’ di tempo. Quello che posso dire è che Preziosi ha voluto realizzare un progetto che aveva già in mente prima dell’inizio del campionato: avere Delneri come allenatore». Critiche a Preziosi anche dall’Associazione ligure dei giornalisti: «Il presidente del Genoa non si smentisce: o con lui o contro di lui. È accaduto nuovamente ieri sera durante la trasmissione sportiva di Telenord nel corso della quale il patron ha imposto di poter continuare a parlare, facendo sospendere la messa in onda della pubblicità».

@ilgiornale


Sospensione Irriducibili Chieti

“IL GRUPPO IRRIDUCIBILI CHIETI 1989 COMUNICA DOPO 24 ANNI LA SOSPENSIONE DI OGNI ATTIVITA’ .

RITENIAMO DI NON DOVER DARE NESSUNA SPIEGAZIONE SU QUESTA SOFFERTA DECISIONE.
INVITIAMO TUTTI I TIFOSI NEROVERDI A NON INDOSSARE IL MATERIALE DEL GRUPPO.
IRRIDUCIBILI CHIETI 1989
Noi vanto di CHIETI”

Vendesi tessera del tifoso per cessata attività

Pagani, vendesi tessera del tifoso per cessata attività

Provocatoria campagna degli ultras paganesi a seguito della decisione del Casms di far giocare il derby contro la Nocerina a porte chiuse e in campo neutro: ma la tessera non era stata varata proprio con la promessa di evitare tutto ciò?

Nella giornata che anticipa lo storico derby Nocerina – Paganese, che si disputerà a porte chiuse e fuori regione, la città di Pagani si sveglia, nonostante il forte vento e la pioggia, piena di striscioni e volantini. Si leva alto e forte il dissenso da parte della tifoseria paganese nei confronti dell’ ennesima restrizione da parte delle autorità competenti per l’ atteso derby che ritorna dopo alcuni anni. Tutti in città si chiedono a cosa sia servita l’ introduzione della tessera del tifoso e le numerose azioni in materia di sicurezza quando poi ci si ritrova davanti a partite a porte chiuse e fuori regione. Ironica, goliardica, ma significativa la risposta degli ultras, che ancora una volta, come da un po’ di tempo a questa parte, non hanno perso tempo per ribadire in maniera forte e deciso il proprio dissenso nei confronti della tessera del tifoso. Chiaro il messaggio che sicuramente non necessita di ulteriori commenti come si evince dalle foto.

Vendesi tessera

Vendesi tessera

Vendesi tessera

Vendesi tessera

Vendesi tessera

Vendesi tessera

Vendesi tessera

Vendesi tessera

@sportpeople