Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

sulla strada per

Sulla strada per… Amsterdam: Mosca

22/11/2012: Mosca
L’Anzhi è di Machackala, nello sperduto Daghestan, ma per frortuna in Europa disputa le gare interne a Mosca, mitica, nel bene e nel male, capitale dell’URSS prima e della Russia poi. Megalopoli immensa di oltre 14 milioni di abitanti, ricca di cultura e contraddizioni. Tappe obbligate di una breve visita la Piazza Rossa (anche se il corpo imbalsamato di Lenin non è più in esposizione), il Cremlino, la Cattedrale di San Basilio ed i Magazzini GUM.
I divertimenti
La vita è ancora decisamente a buon mercato ed i locali notturni abbondano, soprattutto in centro. Cene a base di caviale e vodka non vi deluderanno.
Le donne
Prostituzione anche di comuni studentesse in larga parte tollerarata. La città abbonda di night club, ma spesso per ricevere “visite” non è necessario nemmeno muoversi dalla propria stanza d’hotel…
La squadra
L’Anzhi è stato fondato nel 1991 dal sultano Magomedov e nella sua breve storia ha conquistato 1 Campionato del Daghestan, prima di iscriversi al Campionato Russo; in campo internazionale quest’anno sta ottenendo i migliori risultati. Disputa le gare interne al Dynamo Stadium, ma si allena regolarmente a Mosca, dove disputa le gare di Coppa, al Lokomotiv Stadium, casa della Lokomotiv.
I tifosi
Francamente non si sa nulla di loro.
Rapporti con le tifoserie italiane
Inesistenti.

@OaG1701

Tu la conosci Makhachkala?

Alla scoperta della nuova casa di Eto’o

L’Anzhi è ormai sulla bocca di tutti. Da piccola squadra, sconosciuta anche ai più esperti, sta ritagliandosi sempre più spazio nel calcio che conta, se è vero che è riuscita a convincere quello che secondo molti è il più forte attaccante in circolazione, ovvero Samuel Eto’o. Certo, la montagna di soldi offerta da Suleyman Kerimov, l’uomo che ha reso possibile tutto questo, rappresenta uno stimolo mica male a lasciare onore e gloria in Europa per finire a giocare nello sperduto Daghestan. Già, ma che città è Makhachkala, la nuova capitale del mondo del pallone?

Eh sì, perché di nuova capitale si deve parlare: non ci sono solamente Londra, Madrid, Barcellona, Manchester o Milano. La geografia del calcio mondiale è stata sconvolta da sceicchi e magnati. E allora Makhachkala non è solamente il confino per giocatori agli sgoccioli della propria carriera, ma può diventare la frontiera moderna per i divi del pallone. E sarebbe quindi buona cosa non solo imparare a scriverne il nome, ma anche provare a conoscerla meglio.

Forse non tutti sanno che in realtà l’Anzhi si sposta a Makhachkala solo per giocare le partite casalinghe. I giocatori infatti vivono a Mosca, e non c’è da biasimarli. La capitale del Daghestan, regione della Russia caucasica, grande due volte la Lombardia e crogiolo di etnie diverse (una trentina), non è esattamente Parigi o New York. L’etichetta di “città più brutta della Russia” non rappresenta poi un bel biglietto da visita. Affacciata sul Mar Caspio, ha enormi problemi di inquinamento. Le acque del più grande lago del mondo sono avvelenate dai rifiuti scaricati dalle industrie locali e hanno contaminato anche le spiaggie. La pulizia delle coste e la costruzione di impianti che permettano di depurare l’acqua e di facilitare così il reperimento di quella potabile, è uno dei punti più importanti del progetto di ammodernamento intrapreso dall’amministrazione comunale.

La città infatti sta crescendo e in poco tempo rischia di sfondare quota un milione di abitanti dai circa 700mila attuali. E le infrastrutture vanno ricostruite. A partire da quelle più basilari, come la rete fognaria o quella elettrica. Il progetto più ambizioso è quello di una città-satellite, da costruire sulla costa e che dovrebbe portare turisti e lavoro: 2 milioni di metri quadrati di abitazioni, uffici, negozi e moderni hotel da ospitare in imponenti grattacieli. Forse una contraddizione in una capitale senza strade, che però vuole primeggiare nel calcio anche per quanto riguarda gli impianti sportivi. Proprio così, perché Kerimov non si preoccupa solo di portare campioni, ma ha in mente la costruzione di un nuovo stadio, che sostituisca l’attuale, il Khazar Stadium, da 20mila posti.

Il calcio dunque come traino per il rinnovamento di una città e di un’intera regione: potere dei milioni di Kerimov e di… Eto’o.

@sportmediaset.mediaset.it

Annunci

Roma dirotta Frecciarossa

Frecciarossa «dirottato» su Parma
per i giocatori della Roma: proteste

L’episodio sul convoglio 9544 partito martedì da Napoli. I viaggiatori denunciano 40 minuti di ritardo. L’azienda: solo 19 e avevano avvisato. Rimborsi del 25% della tariffa

ROMA – Trenitalia rimborserà il 25 % del costo del biglietto ai passeggeri del Frecciarossa 9544 partito martedì 30 ottobre da Napoli alle 14.50 e arrivato a Milano Centrale con 40 minuti di ritardo, secondo i passeggeri, «soltanto 19 minuti di ritardo» secondo l’azienda. Problemi elettrici sulla linea? Danni da maltempo? Panne da furto di rame? Macché. Semplicemente, il treno veloce aveva deviato dalla linea Tav per fermarsi a Parma (uno stop normalmente non previsto negli orari ufficiali) a «depositare» sul marciapiede della stazione i giocatori della A.s. Roma, in trasferta per la partita di mercoledì 31 (alle 20.45) contro la locale formazione. Lasciati Totti, Osvaldo, De Rossi & C nella cittadina emiliana, il Frecciarossa è ripartito alla volta della Lombardia.

AVVOCATI E INDENNIZZI – Proteste e richieste di indennizzo, denunce e avvocati pronti ai ricorsi per quello che alcuni utenti considerano un affronto – o quantomeno una beffa, dati i costi dell’alta velocità – e la società spiega invece come un cambiamento «segnalato sui tabelloni delle stazioni di competenza nonché comunicato dagli altoparlanti sia prima della partenza che in uscita verso la stazione di Parma». Fa discutere il treno deviato per trasportare i calciatori giallorossi: secondo i testimoni, a quasi un’ora dalla fine dell’itinerario programmato, il Frecciarossa 9544 avrebbe abbandonato la linea dell’alta velocità per dirigersi su Parma.

POLEMICA SULLA SCARSA INFORMAZIONE – Ai passeggeri che chiedevano chiarimenti, un controllore avrebbe risposto che: «Il motivo della sosta, e del ritardo che ci sarà, è far scendere la Roma qui a Parma». Molti viaggiatori avrebbero denunciato l’accaduto alla Polfer e all’ufficio reclami di Trenitalia. Che tuttavia replica, tramite il proprio ufficio stampa: «Era stato annunciato il cambiamento, la fermata era prevista e regolarmente pubblicizzata». La scelta di rimborsare il 25% dei biglietti a chi ne farà richiesta è dettata da motivi di immagine, dato che per regolamento i rimborsi scatterebbero soltanto dopo i 60 minuti di ritardo. Alcuni viaggiatori contestano comunque «la totale mancanza di informazioni da parte di Trenitalia: nessun avviso sui tabelloni presenti negli scali di Napoli, Roma, Firenze e Bologna era stato dato circa la sosta nella stazione di Parma».

«PIU’ ANNUNCI IN STAZIONE» – Soltanto poco prima dell’arrivo a Parma dagli altoparlanti del treno sarebbe arrivato l’annuncio di una «sosta straordinaria». Il caso pone interrogativi per molti altri convogli veloci del gruppo Rfi, giacché – come annunciato da Trenitalia due settimane fa – gli accordi per il trasporto su Frecciarossa dei calciatori non riguardano soltanto la As. Roma ma anche altre squadre di serie A come Lazio, Milan e Juventus. «Comunque sia, per i prossimi viaggi delle squadre – promette il capo ufficio stampa di Trenitalia, Federico Fabretti – avvertiremo i viaggiatori, come già fatto, sui nostri siti online, nelle stazioni con annunci sui tabelloni e annunci vocali ai binari, nonché sui treni».

Redazione Roma Online @corriere.it


Internazionale vs Partizan Belgrado

Partizan, 300 ultrà fermati a Belgrado
Milano teatro di un regolamento di conti?

Stretta collaborazione tra polizia serba e milanese in vista della sfida di domani. Secondo indiscrezioni, le fazioni rivali di tifosi del Partizan avrebbero scelto Milano come “suolo ideale” per la resa dei conti dei loro contrasti interni. Stankovic rasserena: “Non vedo grandissimi problemi”

Li hanno fermati a Belgrado. Pochi minuti prima che si mettessero in viaggio: sono i 300 ultras del Partizan appartenenti alla fazione “Zabranjenì”, formatasi all’interno dei “Grobarì”, l’ala più dura (quella che fa paura) della tifoseria più violenta d’Europa. La polizia serba, riferisce l’agenzia ApCom, li ha bloccati ieri notte, quando i pullman – una decina – avevano già i motori accesi. Destinazione Milano.

REGOLAMENTO DI CONTI Dalla Serbia filtra un retroscena: gli ultras serbi avrebbero scelto Milano come “suolo ideale” per un regolamento di conti e risolvere i contrasti tra le fazioni opposte all’interno della stessa tifoseria del Partizan. “I due gruppi di tifosi del Partizan hanno pianificato una rissa di massa in una località segreta nei pressi di Milano dopo la quale uno dei rivali scomparirà per sempre dallo stadio”, ha rivelato il quotidiano serbo Kurir, ben informato degli ambienti nazionalisti. La lotta per la supremazia nella curva sud del Partizan è in corso da un anno mezzo.

INTELLIGENCE Domani sera, alle 19, gli ultras serbi torneranno a mettere piede in Italia, per la prima volta dopo quell’Italia-Genova del 12 ottobre 2010. E l’ondata serba preoccupa le istituzioni: da giorni sono a lavoro l’intelligence serba in stretta collaborazione con il Ministero dell’Interno italiano, allestito un capillare piano dal questore di Milano, Salina, per contenere l’onda serba che domani schiererà in strada alcune centinaia di uomini tra poliziotti, carabinieri, finanzieri, agenti della polizia locale, agenti serbi. In arrivo rinforzi da Roma. Nulla è stato trascurato: “La collaborazione del Governo serbo e della polizia serba è stata enorme, e prestata ai massimi livelli – ha spiegato il questore Salina -. Domani non tollereremo episodi di violenza”.

ZONA ROSSA Milano, dunque, è pronta. Il piano è scattato questa mattina: in città lavorano spalla a spalla con la Digos già quattro ispettori della polizia serba, e sono sorvegliati con uomini in borghese i varchi d’ingresso: Stazione Centrale, aeroporti di Linate e Malpensa, i caselli autostradali. Questa sera, da Belgrado, partirà il grosso della tifoseria del Partizan: impossibile, però, al momento, stimare quanti saranno, perché possono acquistare i biglietti fino a domani sera (venduti già oltre 2000 biglietti). A San Siro gli è stato riservato il Terzo anello blu con 4500 posti. Ai serbi sarà vietato entrare nella città: la carovana verrà convogliata direttamente verso San Siro. Il centro storico sarà zona rossa. E da questa mattina a Linate, Centrale, zona San Siro e lungo tutto il centro storico è vietata la vendita di alcolici.

STANKOVIC RASSERENA L’Italia ha già sperimentato in passato quali disordini possano creare fuori dai propri confini tali sostenitori. Quella sera del 2 ottobre 2010 in campo c’era anche Dejan Stankovic, capitano della propria nazionale, che provò a calmare i connazionali raggiungendoli sotto lo spicchio delle tribune di Marassi a loro dedicato. L’intervento fu vano e domani il centrocampista potrà essere presente solo in qualità di spettatore, a causa di un infortunio. Da quel momento, sono passati di due anni e la speranza è che qualcosa sia cambiato. “Secondo me non sarà codice rosso. Quello che è successo due anni fa è stato un caso, un fuori onda che nessuno si aspettava, un fulmine a ciel sereno per tutti noi. Ma io non posso giudicare il mio popolo, ci sono quelli che sbagliano e che è giusto debbano pagare, ma per giovedì non vedo grandissimi problemi. Vengono e seguono la squadra. Sono venuti in 5 mila da Spalato, sì un po’ caldi, ma niente di che”.

Mario Pagliara @gazzetta.it

Tifo senza confini: farà 1.150 km in bici
per vedere il Partizan a San Siro

BELGRADO- Cosa non si fa per amore….verso la propria squadra?! Dragan Sibalic, serbo e tifoso del Partizan, ha deciso di supportare la sua squadra in trasferta in maniera alquanto singolare. E’ partito, infatti, in bicicletta da Belgrado direzione Milano, dove spera di arrivare il 24 ottobre, alla vigilia dell’incontro di Europa League fra Inter e Partizan, valido del il terzo turno del gruppo H.
1.150 km, pedalare passando attraverso l’Ungheria e la Slovenia, in nove giorni, in tempo per vedere l’allenamento dei giocatori del Partizan sul manto verde di San Siro.

”Volevo fare qualcosa di originale per sostenere la mia squadra contro l’Inter. Sono tifoso del Partizan da quand’ero bambino, e voglio ringraziare la direttrice marketing della società Snezana Filipovic e la compagnia Adidas, che mi hanno aiutato nella realizzazione di quest’idea”, ha detto Dragan, che lavora a un Parking Service a Kraljevo, citta’ della Serbia centrale a sud di Belgrado.
Quando il tifo non conosce confini…

Giovanni Sgobba @ilcalcionline


Sulla strada per… Amsterdam: Liverpool

4/10/2012: Liverpool
La città
Si va nel Merseyside nella città celebre al mondo, oltre che per il calcio, per aver dato i natali ai Beatles. Ovviamente la città è piena di luoghi che richiamano ai Fab Four, dal The Cavern, dove si esibirono per la prima volta, al museo che ne ripercorre la storia. Da visitare senz’altro la zona dei Docks con tappa al Museo della Marina, assolutamente gratuito e molto interessante. Nel complesso Liverpool negli ultimi anni è rinata dopo la depressione degli anni ’80 e ’90 e si respira un’aria nuova molto più ottimista.
I divertimenti
A Liverpool ci si diverte e tanto: musica, football, pubs, disagio che piace a noi… Basta girare i pubs del centro e non rimarrete delusi! Un salto al The Cavern va fatto. In zona stadio pubs riservati ai locali sono il The Albert ed il The Park, mentre locali più tranquilli sono il The Arkles ed il Winslow Hotel.
Le donne
Veramente disagiate… e ciò è molto positivo!
La squadra
Il Liverpool è stato fondato nel 1892 ed è certamente una delle squadre più famose e fascinose al mondo. Ha vinto 18 Campionati inglesi, 7 FA Cups, 8 League Cups e 15 Charity Shields. In Europa ha conquistato 5 Coppe dei Campioni, 3 Coppe UEFA e 3 Supercoppe. Disputa le gare interne al leggendario Anfield e possiede l’inno calcistico più celebre al mondo, “You’ll never walk alone” di Gerry and The Pacemakers.
I tifosi
La Kop è leggenda del mondo del tifo ed i suoi tifosi non sono da meno. Pubblico appassionato e spesso ingestibile è stato protagonista di due delle peggiori tragedie della storia del calcio: Heysel 1985 ed Hillsborough 1989. Negli anni le principali firms sono state la The Ordinary Mob ed i The Urchins. Odio pazzesco con il Manchester United ed accesa rivalità con i cugini dell’Everton. Ottimi rapporti con i supporters del Celtic Glasgow.
Rapporti con le tifoserie italiane
Tendenzialmente attraversando lo Stanley Park di sera è sempre meglio stare attenti. Con i tifosi del Napoli qualche anno fa fu battaglia per tutta la zona di Anfield.

@Oag1701


Sulla strada per… Nyon: Braga

Qualcuno aveva proposto una ben piu comoda trasferta a Praga copiando i tifosi dell’atletico madrid che da Bucarest in finale giusero a Budapest…

Braga
La città
Siamo a Braga, città nel nord del Portogallo. E’ stata un importante insediamento strategico romano; da segnalare la Cattedrale romanica.
I divertimenti
Nel 2012 Braga è la Capitale Europea dei Giovani, quindi per passare un paio di serate non dovrebbe essere così male.
Le donne
Vedi sopra.
La squadra
Lo Sporting Braga è una società polisportiva fondata nel 1921 (è soprannominato l’Arsenal di Minho perchè ha cambiato i propri colori negli anni ’30 proprio in omaggio alla società londinese). Ha vinto 1 Coppa di Portogallo ed 1 Intertoto, oltre ad 1 Finale di Coppa UEFA nel 2011. Disputa le gare interne all’Estadio Municipal de Braga, una struttura assurda che sembra franata su sè stessa.

I tifosi
I tifosi più caldi si riconoscono negli Ultras Red Boys Braga, fondati nel 1992. Non particolarmente turbolenti nè numerosi, la loro principale rivalità è quella con il Porto.
Rapporti con le tifoserie italiane
Inesistenti.


@O.A.G. 1701


€uro 2012_part One


Sulla strada per… Bucarest: Budapest

Tifosi Bilbao confondono Bucarest
con Budapest e perdono la finale

Incredibile disavventura capitata ad un gruppo di 400 sostenitori dell’Athletic Bilbao.

La geografia è fondamentale, anche quando non si è più tra i banchi di scuola. Per avvalorare questa tesi si può tirare in ballo l’incredibile episodio accaduto a circa 400 sostenitori dell’Athletic Bilbao.
I tifosi spagnoli infatti dovevano recarsi a Bucarest, capitale della Romania, per sostenere i propri beniamini nella finale di Europa League contro l’Atletico Madrid, ma sembra che abbiano commesso un grave errore nel momento in cui hanno preso l’aereo

I tifosi infatti non si sono accorti che la destinazione del loro volo non era Bucarest, dove si giocava appunto la finale, ma Budapest, capitale dell’Ungheria e distante centinaia di chilometri dalla città rumena. Purtroppo qualche sostenitore si è accorto dell’errore solamente in volo e, ovviamente, non c’è stato tempo per tornare indietro e i tifosi si sono persi così l’evento.
Con il senno di poi però i 400 tifosi non si sono persi un grandissimo spettacolo. La loro squadra infatti è stata letteralmente umiliata dall’Atletico Madrid e ha perso la finale. Almeno loro si saranno consolati con un giro tra le bellezze della città ungherese.

@calcio.attualissimo.it