Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

@twitter

Disfida Sul web

Gasparri e “i tweet” tanto al peso:
«Zitto tu che hai solo 48 follower»

Di fronte alle critiche per le dichiarazioni su Zeman, il senatore la mette sui numeri. E scatena le ironie del social

Domenica pomeriggio: la giornata è uggiosa perché la squadra del cuore il sabato sera è stata sconfitta sonoramente. E allora perché non twittare il proprio disappunto? Così il romanista Maurizio Gasparri ha fatto, esprimendo qualche rilievo nei confronti dello Zeman umiliato a Torino.

«48 FOLLOWER? NON SEI NESSUNO»- Ma il bello del social è che le tue opinioni rimbalzano in libertà nel mare della rete e ognuno esercita il suo personale diritto di critica, più o meno urbanamente. Critiche alle quali di solito si risponde a tono e nel merito o che bellamente s’ignorano. Ebbene, di fronte alle accuse di scarsa competenza calcistica (invero volgari) del giovane e finora sconosciuto Daniele Termite, Gasparri ha scelto un’altra via ancora: l’ha messa sulla pura «forza bruta». Ovvero pesando i suoi follower contro quelli dell’altrimenti ignoto Daniele. Ecco i tweet del presidente dei senatori del Pdl «Seguito da 48, imbarazzante» ;«Con 48 non arrivi neanche all’angolo» e poi «Non sei nessuno».

PURE IL GIORNO PRIMA – L’affondo aritmetico di Gasparri ha scatenato migliaia di battute sul social con altri che, ad esempio, rilanciavano :«e come la mettiamo coi miei 9.000?». Forse non sapevano che il pidiellino non è nuovo a questo genere di confronti: solo il giorno prima, alle critiche di tal Francesco Filippini, rispondeva: «Ne hai solo 28 [follower] non montarti la testa». Insomma per Gasparri, la facoltà di parola su twitter si misura dal numero di follower, il social tanto al peso, zitto tu che ne hai solo quarantotto.

Matteo Cruccu @corriere.it


Elisabetta Canalis, scene di sesso?
«Per Tarantino senza freni»

L’ex velina racconta: «Su twitter ho tanti follower feticisti
Se posso li accontento, ma è incredibile, non basta mai»

«Sto facendo molti provini per il cinema sia in Italia che in America e sarei anche disposta a girare scene di sesso, – racconta Elisabetta Canalis in un intervista al mensile Max, in edicola dal 6 settembre. Per esempio non avrei alcun freno se diretta da Tarantino».

PIEDI – Così la ex velina, che si dichiara pantofolaia, svela il suo lato sexy e si mostra nelle foto della rivista in tutina in latex mentre impugna un frustino. «Amo leggere letteratura erotica e su twitter ho tanti follower feticisti. Se posso li accontento volentieri, ma è incredibile, non gli basta mai. Quello che mi chiedono più spesso è un primo piano. Dei piedi».

UOMINI – «Il mio nuovo fidanzato? – Elisabetta parla della storia con lo stuntman Steve O – Pensavo fosse un pazzo, invece è molto più assennato di me. Si innervosisce anche solo per come guido! E non vuole neppure che mi faccia un tatuaggio. Lui che ne sfoggia uno con scritto “il mio pene è piccolo”». Il rapporto con gli uomini: : «Spesso spavento gli uomini per il mio modo di pormi sostenuto e non molto accomodante. Con il tempo ho imparato che non devo fare di tutto per piacere loro. Se un amore funziona è anche perché lui vuole stare bene con te». E aggiunge: «Una volta pensavo di dover fare di tutto per piacere a un uomo, ne inventavo una ogni giorno. Oggi credo che se un amore funziona è anche perchè lui vuole stare bene con te».

GELOSIA – E rispetto a George Clooney, del suo rapporto con gli uomini, Elisabetta Canalis non si tira indietro. «Ero molto gelosa – racconta- ma negli ultimi tre anni sono cambiata. Ho realizzato che se frughi con l’occhio del sospetto qualcosa trovi sempre». La gelosia appunto un capitolo su cui dice di aver voltato pagina. «Ero peggio di un investigatore privato -ammette sinceramente- Negli ultimi tre anni sono cambiata, forse perché ho trovato persone che non mi hanno mancato di rispetto. Se vedo il mio ragazzo che riceve messaggi mi giro dall’altra parte». Anche perché, dice, «se frughi con l’occhio del sospetto qualcosa trovi sempre. E poi, quando sono gelosa divento aggressiva, una furia. Mi arrabbio moltissimo. E allora faccio le valigie e me ne vado. Le mie storie si chiudono sempre così, bagagli e cani in macchina, una portiera che sbatte e non ci sono più».

Redazione Online @corriere.it


Virginie Caprice

Altro che polpo Paul

La modella Virginie Caprice spopola in Francia dove propone, via Twitter, i suoi personalissimi pronostici sugli Europei


Ciao PierMario


Il Ballo Della Scuola

Usa, Mike invita la pornostar al ballo:
la scuola glielo impedisce

OAKDALE (MINNESOTA, STATI UNITI) – Un ragazzo del Minnesota di 18 anni, in occasione del ballo della scuola aveva inviato messaggi su Twitter a diverse pornostar per chiedere loro di accompagnarlo al ballo della scuola. Mike Stone, questo il nome del ragazzo, probabilmente non immaginava che qualcuna di loro avrebbe risposto.
Infatti, a quanto racconta Fox News, a rispondere sono state in due: Amy Reyes e Megan Piper. Le due ragazze hanno comunicato a Mike che avrebbero volentieri accompagnato il ragazzo al ballo, nel caso in cui lui avesse coperto i costi del viaggio.
Così, il ragazzo ha optato per Megan Piper, pornostar 19enne, anche perché viveva più vicino alla cittadina di Oakdale; in ogni caso il ragazzo ha dovuto mettere da parte 400 dollari per pagarle il viaggio.
La curiosa idea di Mike però non è affatto piaciuta alla scuola ed ha messo il veto sulla base di due regolamenti interni del distretto scolastico. L’autorità infatti “può vietare l’ingresso ad eventi del genere se il visitatore non corrisponde ai migliori interessi del distretto”, afferma Jennifer McNeil, portavoce del distretto scolastico.
Mike non ha voluto rilasciare dichiarazioni per quanto accaduto.

@blitzquotidiano.it


Politici italiani che…

“Gli agenti non sono mai assassini”
Sul web la Santanchè sotto accusa

La deputata del Pdl difende il lavoro delle forze dell’ordine e le sue parole hanno scatenato una serie di polemiche e attacchi nei suoi confronti. Tra i primi a puntare il dito gli ex colleghi di Generazione Italia e i familiari delle vittime

ROMA – Quando bastano 140 caratteri a scatenare polemiche a non finire. Serve un post, pubblicato su Facebook e Twitter da Daniela Santanché. “Gli uomini delle forze dell’ordine anche se sbagliano non sono mai assassini”. Un commento che appare a poche ore dalla decisione della Corte di Cassazione di condannare a nove anni di reclusione Luigi Spaccarotella, l’agente delle forze dell’ordine incolpato per l’omicidio di Gabriele Sandri. L’indignazione dei cittadini è forte. Da destra e da sinistra. I messaggi all’onorevole sono migliaia. “Vergogna”, “Non perde mai l’occasione per tacere”. E interviene anche il padre di Gabriele, Giorgio Sandri. “Devo pensare che per la Santanché la legge non è uguale per tutti”

Gli ex colleghi di partito.  Tra i primi a puntare il dito contro le affermazioni del ministro, gli ex colleghi di partito di Generazione Italia. Così in un messaggio apparso sul sito del movimento politico guidato dal presidente della Camera Gianfranco Fini: “Le affermazioni dell’on. Santanché sono gravissime, non solo perché non rispettano l’operato e l’indipendenza della magistratura, ma anche perché rischiano di alimentare la contrapposizione tra le tifoserie e le forze dell’ordine”. E ancora: “l’Onorevole deve le proprie scuse ufficiali a una famiglia che è già stata pesantemente offesa dalla tragica e ingiusta morte del figlio”. Per Fabio Granata, Futuro e Libertà: “Considero vergognose le parole della Santanché: riesce sempre a sintetizzare il peggio della politica e dei sentimenti umani”.

Facebook e Twitter. Ma è sui social network che monta la protesta. “Mi sembra che Lei non perda mai l’occasione per tenere la bocca chiusa”, “Si vergogni”, “Allora non è un assassino neanche chi in preda a un raptus ha ucciso moglie e figli”. E nella maggioranza dei casi, il tono dei commenti è molto duro, pesante.  C’è chi accusa: “Ti stai facendo solo una grande pubblicità con questa storia. Dovresti solo chiedere scusa ai genitori di Gabriele”. E, minuto dopo minuto, crescono le richieste all’onorevole, di precisare il senso della sua dichiarazione. Perché “il distintivo non può proteggere chi commette un omicidio”. Molti i post da chi “vive” grazie alle forze dell’ordine. “Cara signora Santanché almeno qui il colpevole ha pagato. Io non voglio essere polemico perché le forze dell’ordine mi danno il cibo, ho un papà poliziotto. Ma forse qui la sentenza è giusta”.

Il dolore dei familiari di Gabriele Sandri. Amaro il commento di Giorgio Sandri. “Mi dispiace perché noi abbiamo sempre cercato di mandare messaggi diversi, abbiamo affrontato questo processo combattendo contro un individuo che si è macchiato di un delitto e di un gesto scellerato, non certo contro le istituzioni e tanto meno contro la polizia”. Ancora: “Ho sempre detto, e ancora oggi voglio ricordare, che le prime persone a spendere parole per Gabriele, e per noi, sono stati il Capo della Polizia e il Capo dello Stato”. Parole condivise da decine di persone sui social network. E la valanga di commenti non si ferma: “Ricordiamocelo alle prossime elezioni”, “Un poliziotto che sbaglia deve pagare, come voi politici”. Spunta anche chi difende l’ex sottosegretario: “Cara Daniela, tutti hanno capito il senso della tua frase ma vogliono strumentalizzarla”.

CARMINE SAVIANO @repubblica.it


Distruggiamo l’America

Usa, turisti inglesi rispediti a casa per un tweet
Ironia su Twitter: «Distruggiamo l’America».
E fermano la coppia in aeroporto

Niente vacanze in America. Per colpa di Twitter. Ha quasi dell’incredibile la storia di LeighVan Bryan e della sua fidanzata Emily Bunting. Lui gestore di un bar 26enne, due anni meno lei, entrambi britannici, sono stati rispediti in patria non appena atterrati a Los Angeles per l’agognata vacanza. Le autorità americane li hanno fermati in aeroporto «per motivi di sicurezza». Il motivo? Prima di partire per gli States, Leigh ha scritto sul social network che andava a «distruggere l’America».
INTERROGATO PER 5 ORE – La storia di Leigh e Emily è stata raccontata da due malcapitati in persona al Sun. E ora sta facendo il giro del mondo. Il giovane gestore di un bar rispedito in Gran Bretagna ha raccontato che una volta arrivato negli Stati Uniti ha cercato di spiegare agli agenti che quella sul social network era una frase «ironica». Le autorità americane però non avrebbero voluto sentire ragioni. «Gli agenti della sicurezza mi hanno trattato come una specie di terrorista», ha specificato il 26enne, che è stato interrogato per cinque ore. A pesare anche un altro tweet nel quale Bryan annunciava che «sarebbe rimasto a Los Angeles tre settimane, disturbando gente e andando a “riesumare” Marilyn Monroe», con tanto di citazione dai Griffin.

«NON CREARE SOSPETTI» – «Dall’11 settembre 2001 in poi bisogna evitare di creare «preoccupazione o sospetti di qualsiasi tipo», ha sottolineato alla Bbc l’associazione Abta, che rappresenta le agenzie di viaggio nel Regno Unito. «Postare affermazioni in Rete che possono essere interpretate come una minaccia, non è visto positivamente dalle autorità americane», ha aggiunto Abta.

Redazione Online @corriere.it