Perche la vita non ha senso se non la racconti a qualcuno…

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Licata vs Cavese

Incidenti Licata-Cavese: il club campano accusa: “Provocati dagli steward”

In merito a quanto accaduto ieri al “Dino Liotta” durante e dopo il match tra Licata e Cavese, il club campano ha voluto puntualizzare alcuni aspetti. La Cavese, infatti, ritiene che gli incidenti – è stata anche necessaria una sospensione della gara – non siano stati in alcun modo provocati dai propri tifosi.
Già mercoledì, tra l’altro, il Giudice Sportivo dovrebbe prendere i primi provvedimenti rispetto a quanto accaduto.
Eventuali sanzioni – ricordiamo – potrebbero avere riflessi sulla partita che il Messina disputerà, domenica prossima, proprio a Cava dei Tirreni.
Questo il testo del comunicato:

“L’USD Pro Cavese con questo comunicato stampa vuole stigmatizzare in maniera netta e deplorevole le intemperanze verificatesi allo Stadio Dino Liotta di Licata in occasione della gara di campionato. Anzi la società metelliana in tal proposito denuncia la totale inefficienza del servizio d’ordine predisposto per la partita (erano presenti soltanto 3 carabinieri) e soprattutto vuole evidenziare (diversamente da quanto riportato da alcuni organi di stampa) che gli incidenti tra le opposte tifoserie sono stati provocati esclusivamente dagli steward al servizio della società dell’ASD Licata Calcio 1931, che con sputi ed ingiurie hanno provocato i sostenitori della Pro Cavese che stavano tranquillamente seguendo le sorti della loro squadra nel settore ospiti a loro assegnato. Anzi i tifosi metelliani hanno poi subito l’ulteriore beffa di essere stati trattenuti all’interno dello stadio per oltre un’ora dopo il fischio finale, mentre la tifoseria locale era già fuori dall’impianto ad attenderli. I sostenitori della Pro Cavese sono infatti tornati a casa con i loro mezzi di trasporto completamente danneggiati da una fitta sassaiola.
Oltretutto la partita si è svolta in un clima assolutamente intimidatorio messo in atto dai dirigenti della società dell’ASD Licata Calcio 1931 con un numero spropositato di steward ai bordi del terreno di gioco (posizionati addirittura dietro la porta dell’estremo difensore metelliano) e negli spogliatoi. Infatti, il calciatore metelliano Giovanni Serrapica è stato colpito all’ingresso degli spogliatoi con un calcio da tergo da uno degli inservienti della squadra siciliana.
Diversamente da quanto riportato da alcuni organi di stampa, la tifoseria licatese con i loro steward sono stati gli unici responsabili dell’interruzione della gara avvenuta per 9’, decretata dall’arbitro Moraglia di Verona. Pertanto l’USD Pro Cavese stigmatizza ancora una volta gli episodi di violenza e si rimette in tal caso alle decisioni degli organi competenti”.

@5righe

Gli scontri, la risposta del club siciliano

L’A.S.D. Licata 1931, in merito al comunicato emanato dalla società U.S.D. Pro Cavese, in seguito ai disordini accaduti sia all’interno che fuori dal Dino Liotta, rispedisce direttamente al mittente le accuse rivolte impropriamente dalla consorella.

Nello specifico, i tafferugli sono nati quando, in seguito alla richiesta del pallone da parte di un raccattapalle, dopo che la sfera era finita nel settore occupato dai tifosi metelliani, per tutta risposta, gli stessi hanno reagito con offese, minacce e sputi, accendendo la scintilla per il putiferio generatosi.

Invece di additare come responsabili gli addetti al campo, che a Licata hanno sempre fatto il loro dovere, sottolineato dal fatto che sono anni che non si registrano episodi di intemperanze al Dino Liotta, sarebbe lecito domandarsi se sia una cosa normale e, soprattutto, civile, se i supporters cavesi abbiano portato con sé qualsivoglia materiale atto ad offendere come mazze, catene, bombe carta e quant’altro.

Ci domandiamo se sia normale che gli stessi sostenitori cavesi abbiano avuto la libertà, nel dopo gara, di scorrazzare per le vie di Licata danneggiando vandalisticamente le auto in sosta e provocando il panico tra la popolazione, la maggior parte ignara degli eventi e che è stata costretta a scappar via davanti alle cariche, in pieno stile barbarico, della tifoseria cavese.

Per quanto riguarda l’infamante accusa di aver colpito da tergo il calciatore Serrapica, il clima di tranquillità che vi era negli spogliatoi nel dopo gara, testimoniato anche in sede di intervista dal tecnico metelliano Pietropinto che ha definito l’ambiente di Licata “sportivissimo, cosa rara di questi tempi”, nonché le scuse del comportamento deplorevole e antisportivo della tifoseria cavese, che lo stesso Presidente della Pro Cavese, insieme ad alcuni dirigenti, ha dimostrato nei nostri confronti, rende lampante la confusione in seno al sodalizio campano in merito alla vicenda.

Concludendo, l’A.S.D. Licata 1931 è dispiaciuta per i fatti accaduti per mano di questi facinorosi, che nulla hanno a vedere con il calcio, che hanno rovinato una splendida giornata di sport e che sicuramente allontaneranno ancor di più le famiglie dagli stadi, schifate da tutto ciò che si è visto ieri, lo ricordiamo, se non si fosse capito, per una partita di calcio.

@resport.it

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L’Aquila vs Chieti

Comunicato Curva Sud:

I gruppi organizzati, Red Blue Eagles L’Aquila 1978 e Novantanove rendono noto che domenica 25-9-2011, in occasione della partita L’Aquila-Chieti, diserteranno il proprio settore della Curva Sud, restando all’esterno dello stadio in segno di protesta contro l’assurdo provvedimento di vietare la trasferta ai fratelli Teatini. Pertanto il suddetto settore dovrà rimanere vuoto!

Comunicato IRRIDUCIBILI Chieti

Il gruppo IRRIDUCIBILI in occasione del derby a L’Aquila di domenica 25 settembre 2011 invita tutta la tifoseria neroverde, TESSERATA E NON, a DISERTARE in massa la trasferta.

Dimostriamo a tutti cos’è il calcio senza il tifo, il calore ed il sostegno delle curve.Questa partita è l’occasione giusta per evidenziare, ancor di più se ce ne fosse ancora bisogno, che questo è il calcio che non vogliamo e che non ci appartiene.

Cogliamo l’occasione per ringraziare la tifoseria aquilana per lo sciopero indetto e per la solidarietà dimostrata che cementificano ancor di più un gemellaggio basato su valori e mentalità ultras.A tal proposito solo una piccola delegazione ultras si recherà a L’Aquila per manifestare e ringraziare di persona i fratelli rossoblu.

NOI RESISTIAMO…NON CI TESSERIAMO!


Giro Padania

Ma quando teseriamo pure gli spettatori delle gare ciclistiche????

Caos e tafferugli al Giro della Padania
Blitz di Rifondazione, un agente ferito

di Mario Ajello
ROMA – La Padania non esiste. Ma il Giro della Padania c’è. Sfrecciano le biciclette, dal Piemonte fino al Veneto, o da Cota a Zaia (i cognomi dei due governatori leghisti), ma appena è partita la gara è stata rincorsa dalle pernacchie. E così sarà per tutte le prossime tappe. Ieri, spernacchiando e inveendo, i militanti di Rifondazione comunista si sono stesi sull’asfalto a Mondovì, e hanno bloccato la corsa. Altro blitz ad Alassio. Tafferugli.

Un poliziotto ferito da una delle macchine delle squadre corse. Striscioni di protesta («Rallenta, la Lega porta male»), che non hanno impedito però al trevigiano Sacha Modolo di aggiudicarsi in volata la prima tappa e vestire la maglia verde (non rosa).
Il ciclismo unì l’Italia nel ’48, quando la vittoria di Bartali al Tour de France contribuì a pacificare l’Italia sull’orlo della guerra civile dopo l’attentato a Togliatti, e adesso la sta dividendo. La Cgil, oltre ai rifondaroli e a parte del Pd, si sta mobilitando per fermare il giro (considerandolo fra l’altro una manovra economica, visti i grandi sponsor che il partito di Bossi è riuscito a trovare per la gara). Il sindaco di Savona, Federico Berruti, oggi che i ciclo-leghisti faranno tappa nella sua città, ha promesso di far piazzare le bandiere tricolori in mezzo alla strada. E attacca: «I ministri del partito di Bossi, invece di organizzare questo giro da pagliacci, si facciano un giro negli ospedali e negli asili nido delle loro città, per vedere come la manovra economica sta rovinando la vita e il portafoglio dei cittadini». Poi, fra pochi giorni, i 198 corridori – fra cui big come Ivan Basso e Stefano Garzelli – faranno tappa a Parma, e già le opposte tifoserie sono pronte ad attenderli. Il popolo viola, armato di pernacchie. I pidiellini e leghisti pronti ad incitare i gareggianti perchè «la politica non c’entra». Così ha detto anche Ivan Basso, ieri, dopo che gli indignados di Ferrero hanno fatto la sorpresa.

«La Lega vi prende in giro» potrebbe essere il titolo di questa manifestazione politico-sportiva. Il padrino dell’iniziativa è il Trota. La madrina è Gianna Gancia, che non soltanto è la presidente della Provincia di Cuneo, ma è soprattutto la fidanzata di Roberto Calderoli. Pronti, via. Ma appena partiti, subito le prime proteste: «Andate a lavorare!», è stato il grido contro gli aspiranti alla maglia verde. Oppure: «Lega ladrona».
La prima tappa s’è conclusa a Laigueglia, sulla riviera ligure. Il Trota non c’era ad attendere i suoi campioni, perchè intento – pare – ad organizzare tifosi del giro, truppe cammellate del Carroccio che mettano a tacere lungo le strade liguri, emiliane e lombarde tutti gli avversari del giro, che è stato approvato anche dalla federazione nazionale di ciclismo. Oppure, come forma di autodifesa, le bici di Basso e compagnia pedalante verranno dotate sul manubrio di una trombetta, che gracchia fino a sommergere i rumori dei nemici, che promettono altre contestazioni?

Si spera che non ci siano violenze, neppure lievi come quelle appena avvenute, nei blitz che seguiranno. E si spera anche che il Trota non venga malmenato dal papà, che già lo considera un po’ così, visto il soprannome che gli ha dato, perchè era facile prevedere, di questi tempi, che l’ennesima trovata pittoresca del Carroccio finisse oggetto di burla e di sghignazzi. Proprio in quella Padania inesistente che il Giro della Padania contribuisce a ridicolizzare ancora di più.

Ora per gli organizzatori il rischio vero – al netto di quelli fisici, inaccettabili da parte di tutti e anche di chi leghista non sarà mai – è che sulle strade della corsa ciclistica appaiano cartelli recanti quelle barzellette che in tutto il Nord e in tutto il web circolano nei confronti del Trota. Cose così: «Il Trota ha detto che ha provato a vendere accendini ai semafori, ma non ha trovato nessun semaforo che fumasse». Oppure: «Il Trota all’orale di italiano. ”Mi dica l’infinito di Leopardi”. E Renzo: ”Leopardare, signora professoressa”». O ancora: «Il Trota ha detto che il nome di Darwin è Ciao». Ciao ciao, Padania. Il giro te lo potevi risparmiare.


Nuova stagione…vecchi divieti…

TESSERA DEL TIFOSO, GLI INCREDIBILI CASI DI BOLOGNA-PADOVA E SAMPDORIA-PADOVA

Potrete leggere diffusamente quanto scritto nell’articolo, l’unica cosa che ci teniamo a dire introducendolo, è ribadire quanto asserito dall’autore: rivolgetevi a dei legali, perché per far valere le proprie ragioni con gente di tale risma, bisogna per forza parlare l’unico linguaggio che loro comprendono, quello del denaro.

Tessera del tifosoDella serie “Di male in peggio”: già duramente criticata ed invisa ai più, la Tessera del Tifoso offre nuovi spunti. Sempre più clamorosi.

Ma andiamo con ordine: il 17 agosto, vale a dire quattro giorni prima della sfida di Coppa Italia tra Bologna e Padova, il sito ufficiale dei felsinei apre ufficialmente la prevendita dei tagliandi. Ma non per tutti: nella pagina informativa spicca una frase sottolineata in giallo. Il contenuto? “Come da protocollo d’intesa del 21/06/2011 sull’utilizzo della Tessera del Tifoso, la vendita dei biglietti per la partita Bologna-Padova in programma domenica 21 agosto ai residenti nella regione Veneto è consentita unicamente ai possessori della Tessera del Tifoso“. No Tessera no partita, dunque. E su Internet monta l’indignazione. Ma non solo: in poco tempo, infatti, si sparge la voce che per le partite di Coppa Italia la Tessera del Tifoso non vale. Ci informiamo a riguardo, e la risposta è la seguente: “Anche la Coppa Italia è soggetta alle regole della Tessera del Tifoso, come peraltro l’anno scorso”. Basta difatti recarsi sul sito dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive per accorgersi come nella passata stagione molte gare della suddetta competizione siano state limitate e/o vietate. Il Calcio Padova aveva provato a sbloccare la situazione, ma la risposta è stata negativa. Il motivo viene riportato proprio dal sito ufficiale della società biancoscudata: “Il Calcio Padova informa inoltre di aver avanzato richiesta anche presso il Bologna per consentire ai tifosi non in possesso della Tessera del Tifoso di seguire l’incontro di Tim Cup di domenica prossima. La società emiliana, però, ha oggi comunicato che il settore a loro riservato è attualmente soggetto a manutenzione e quindi non agibile“. Tutto ciò, però, non basta a scoraggiare gli ultras biancoscudati, che, come più volte fatto anche nel corso del campionato nonostante i vari divieti, partono alla volta del capoluogo emiliano per dimostrare l’encomiabile attaccamento alla squadra della loro città. Quello che accade ce lo racconta Alberto in un intervento già pubblicato nella rubrica “Padova Goal, ti scrivo”, ma che riportiamo testualmente per completezza d’informazione: “A mezzanotte ci sentiamo liberi. All’uscita diBologna Casalecchio, trattati come le bestie e tenuti per oltre 3 ore fermi, al ritorno ci hanno bloccato tutti gli autogrill con due camionette e 3 macchine della digos di Bologna. Pagati per seguirci anche all’uscita di Monselice!!! Rilasciati in parcheggio dell’euganeo. LA TRASFERTA NON ERA VIETATA LA TESSERA DEL TIFOSO È VALIDA SOLO IN CAMPIONATO. Da denunce… abuso di potere!!!”.

Il peggio, però, doveva ancora venire. Nonostante per la traferta di Genova le aspettative fossero rosee. Questo, infatti, il primo comunicato del Calcio Padova: ”La Società biancoscudata, in linea con la normativa vigente, ha fatto richiesta alle autorità preposte e alla società blucerchiata di permettere l’accesso allo stadio di Genova anche ai tifosi biancoscudati che non hanno sottoscritto la Tessera del Tifoso. I settori riservati ai possessori di Tessera del Tifoso saranno il TL5 e l’OL3, mentre, se sarà autorizzato, il settore riservato ai tifosi non in possesso della Tessera sarà il PL5. Il prezzo del biglietto sarà di 10 euro, esclusi i diritti di prevendita”. Ed il giorno dopo dall’ufficiosità si passa all’ufficialità: “Il Calcio Padova informa che nel tardo pomeriggio di oggi l’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive ha accolto la richiesta del Calcio Padova di consentire anche ai tifosi biancoscudati che non hanno sottoscritto la Tessera del Tifoso l’accesso allo stadio Ferraris di Genova“.

Il tutto viene dunque avvalorato dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, che per l’occasione rilascia sul proprio sito (a questo link) un comunicato ufficiale relativo alla prima riunione stagionale. Vi invitiamo a leggerlo, ed a ricordarvelo bene: “Nel pomeriggio si è tenuta la 1^ riunione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive per la stagione calcistica 2011/2012. Nell’occasione sono stati analizzati i rischi per le gare in programma nella 1^ giornata di campionato, TIM Cup e Coppa Italia di Lega Pro, in occasione delle quali troverà piena applicazione il protocollo di intesa firmato dal Ministro dell’Interno con i Presidenti del CONI, della FIGC, delle Lega di Serie A, B e Lega Pro, che in linea di principio prevede la trasferta ai soli tifosi fidelizzati in possesso di tessera del tifoso. Unica eccezione, prevista dallo stesso protocollo, per le gare “Napoli – Genoa” (serie A), “Sampdoria – Padova” (serie B) e “Empoli – Sampdoria” (serie B), alle quali potranno partecipare i supporters non fidelizzati, dietro precise assunzioni di responsabilità da parte dei Club, che impiegheranno anche steward in trasferta. La riunione dell’Osservatorio è stata preceduta da un incontro informale che la Presidenza ha avuto con alcune associazioni di tifosi, segnatamente, Federsupporters e F.I.S.S.C. (Federazione Italiana Sostenitori Squadre Calcio). Il campionato che si sta aprendo, infatti, come peraltro previsto dal richiamato protocollo di intesa del Ministro Maroni, vedrà l’Osservatorio impegnato ad un sempre più frequente confronto con le organizzazioni di tifoserie – si auspica sempre più numerose – che intendono dar voce agli appassionati di calcio, rendendoli sempre più consapevoli interpreti della propria sicurezza negli stadi”.

Ciò accade il 18 agosto. Ma l’idillio dura cinque giorni. Perché ieri, 23 agosto, succede il patatrac. Ore 18.00 circa, sito ufficiale della società biancoscudata: “Il Calcio Padova informa che U.C. Sampdoria ha da poco comunicato che su ordine della Questura di Genova è stata temporaneamente sospesa la vendita dei tagliandi per il settore ospiti dello stadio Ferraris. Tale sospensione sarebbe stata disposta in attesa di un vertice delle autorità di Pubblica Sicurezza che si svolgerà in serata. Il Calcio Padova si sta adoperando per chiedere chiarimenti circa questa decisione inspiegabile, maturata dopo che in un primo momento l’accesso al settore ospiti era stato autorizzato dall’Osservatorio su richiesta del Calcio Padova e dopo che la vendita stessa dei biglietti era stata iniziata da venerdì scorso”. Tre ore dopo, sempre sul sito ufficiale del Padova: “L’U.C. Sampdoria ha informato che al momento la prevendita per la gara di giovedì sera con ilPadova è stata riaperta solo per i tifosi possessori di Tessera del Tifoso”

La cosa più strana, però, è la motivazione fornita. E per trovarla bisogna pescare nei meandri di Internet il dispaccio dall’ agenzia di stampa Asca: “Nel pomeriggio odierno si e’ tenuta una riunione, in telelavoro, dell’Osservatorio nazionale sulle Manifestazioni sportive il quale, alla luce di nuovi elementi di valutazione trasmessi dalle Questure interessate, ha espresso parere contrario per la trasferta ai tifosi ospiti ”non fidelizzati” per gli incontri di calcio ”Sampdoria-Padova” (serie B) e ”Napoli-Genoa” (serie A).” Ora, i problemi sono due: il primo è che tale comunicazione non compare sul sopraccitato sito dell’Osservatorio. Secondo, tra le partite vietate anche ai “senza tessera” compare Napoli-Genoa. Ovvero, una gara che vede affrontarsi due squadre le cui tifoserie sono gemellate…

Fine della storia? Neanche per sogno. L’ultimo capitolo viene scritto nel pomeriggio di oggi. Sito ufficiale della Sampdoria, ore 15.05: “L’U.C. Sampdoria comunica che la Questura di Genova ha espresso parere contrario per la trasferta ai tifosi ospiti non fidelizzati del Padova Calcio. Sarà possibile richiedere il rimborso del tagliando recandosi direttamente presso il medesimo punto vendita che ha emesso il biglietto a partire da oggi pomeriggio ore 16.00 e fino a alle ore 18.00 di domani giovedì 25 agosto. La Società informa altresì che i biglietti per i non tesserati del Padova Calcio verranno disabilitati al controllo accessi“.

Dunque, ricapitoliamo: prima viene concessa la trasferta a tutti, poi bloccano la prevendita, poi la riaprono ai soli possessori della Tessera del Tifoso (per la cronaca, dei 243 biglietti venduti sino a quel momento 236 erano stati acquistati da non tesserati…) ed infine negano l’accesso anche ai non tesserati che hanno già il biglietto in tasca.

Morale della favola: se il calcio non è già morto, poco ci manca.

(d.c.) – Non ci sono davvero parole. Quanto accaduto per i biglietti di Sampdoria – Padova supera abbondantemente qualsiasi previsione nefasta. Siamo di fronte, oltre che al fallimento di un sistema, anche a un inaccettabile sopruso. Si può discutere o meno della scelta della tessera del tifoso, ma una volta comunicata una decisione non si può tornare indietro a meno di 48 ore dalla partita addirittura invalidando i biglietti precedentemente emessi. Rinnoviamo l’invito a rivolgersi a un legale per un’azione comune per la tutela dei propri diritti.

PadovaGold


Napoli vs Genoa

Era partito tutto cosi…dopo la tessera del tifoso pure gli sponsor che si mettono di mezzo a spnsorizzare il gemellaggio tra le tifoserie….Il Genoa cambia web-sponsor affidandosi al marchio “Birra Moretti”  e  la prima grande mossa del “Baffo Moretti” non si è fatta attendere: infatti, verrà celebrato il gemellaggio più antico che c’è, quello tra Napoli e Genoa. I tifosi genoani, seguendo le istruzioni sul sito www.ilgemellaggio.it , in vista della gara del 30 aprile, possono chiedere già da ora ospitalità ai “compagni” partenopei, partendo quindi anche molti giorni prima. Non è tutto. L’ultimo di aprile, giorno della gara, saranno organizzati spettacoli pirotecnici, con operazioni a tutto campo, incontri, sorprese, brindisi in piazza e un gigantesco divano sistemato nel cuore dello stadio!

Passione spontanea e tifo sincero. Attaccamento alla maglia e convivialità sugli spalti e sui divani. Spirito di squadra e lealtà sul campo di gioco. Sono questi i più sani valori del calcio che Birra Moretti ha voluto enfatizzare promuovendo il progetto Gemellaggio che, legato del big match di Serie A Napoli-Genoa (giocatosi sabato 30 aprile al San Paolo), ha coinvolto nei giorni scorsi tantissimi supporter delle due squadre offrendo loro l’occasione divivere la partita (e il pre-partita) in modo unico e indimenticabile.
Per tutto il mese di aprile, attraverso il sito www.ilgemellaggio.it ,Birra Moretti ha stimolato e facilitato la nascita di concreti, reali, verissimi gemellaggi per portare al San Paolo un gran numero di supporter rossoblù. Attraverso la sezione Gemellìzzati vera e propria bacheca virtuale, i genoani potevano infatti richiedere ospitalità gratuita direttamente sul divano a casa dei napoletani che, a loro volta, potevano offrire una disponibilità d’accoglienza.
La cosa non è certo passata inosservata e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: sono stati ben 1.940 i tifosi coinvolti e 620 i gemellaggi suggellati dal sito. Ognuno di essi è la dimostrazione lampante di come ancora possibile vivere il calcio in maniera gioiosa, serena e genuina.



Ha abboccato???

Gemelle scomparse: la bufala

della perizia grafologica sul papà

ROMA – Nell’ultima puntata di “Chi l’ha Visto?”, la conduttrice Federica Sciarelli annunciava gongolando: “Siamo contenti che ci copino sfacciatamente”. Il riferimento, sottinteso, era al Tg5 e a tutte le trasmissioni Mediaset che avevano “abboccato” a una “finzione” del programma di Rai Tre. La vicenda è stata ricostruita sul Fatto Quotidiano da Gisella Ruccia.

Nella puntata del 16 febbraio, “Chi l’ha Visto?” si è occupato del caso di Livia e Alessia Schepp, le gemelline svizzere scomparse dopo che il padre (poi suicida) le aveva portate via. In trasmissione la Sciarelli aveva fatto vedere la cartolina che Matthias Schepp aveva mandato da Marsiglia alla moglie Irina Lucidi. La conduttrice aveva fatto vedere anche la lettera d’accompagnamento: “Senza di te non posso vivere. Mi manchi tanto… ma è ormai troppo tardi”.

La scrittura però non poteva essere originale, visto che era stata tradotta in italiano dalla redazione. E invece, ha scritto la Ruccia, il Tg5 ha mandato in onda dopo qualche giorno un servizio in cui era stata interpellata una grafologa che aveva ricostruito la personalità di Schepp a partire da quella lettera. Peccato, però, che le parole non erano state scritte di suo pugno.

Altri internauti, ha continuato la Ruccia, avevano denunciato che simili analisi erano state compiute da altri “esperti” in altre trasmissioni Mediaset.


Niente da dichiarare?

Russia, fermato alla frontiera
con un orso nell’auto

Il presunto contrabbandiere, di nazionalità ucraina, è stato fermato al passaggio di frontiera di Belgorod

MOSCA – Niente da dichiarare? Nulla. Invece, mollemente adagiato sul sedile posteriore di una Kangoo, goffamente mascherato da una coperta, riposava un orso, in carne ed ossa. Il presunto contrabbandiere, un uomo di nazionalità ucraina, è stato fermato al passaggio di frontiera di Belgorod, tra Russia e Ucraina.

«ORSA DI CASA» – L’uomo, che voleva rientrare nel suo Paese con la sua amica plantigrada, un orso bruno femmina, ha dichiarato di essere un ex artista di circo, di aver lavorato per anni con la bestiola e di considerarla come un membro della sua famiglia: insomma, un’orsa di casa, che viaggia sempre con lui. Le dogane russe stanno verificando la situazione, il sedicente artista, infatti, non è stato in grado di fornire alcun documento a sostegno della sua tesi. (fonte: TMNews)